Archives for Normative

Tettoie e pergolati: quando servono permessi e autorizzazioni secondo il Consiglio di Stato

Pergolati, tettoie leggere, coperture esterne e dehors sono sempre più diffusi nelle abitazioni private, nelle strutture ricettive e negli spazi outdoor. Si avvicina l’estate, e in Sardegna è prassi comune passare del tempo all’aperto per cercare refrigerio durante la stagione più calda oppure per ospitare all’aperto amici e parenti.

Molti proprietari, però, commettono un errore molto comune: pensare che una struttura “leggera” o removibile rientri automaticamente nell’edilizia libera. Una recente sentenza del Consiglio di Stato chiarisce invece che non conta il nome attribuito all’opera, ma il suo impatto reale sul territorio.

Con la sentenza n. 3313 del 28 aprile 2026, i giudici amministrativi hanno confermato la demolizione di alcune strutture realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, ribadendo un principio fondamentale: anche pergolati e coperture apparentemente leggere possono richiedere il permesso di costruire quando producono una trasformazione stabile dell’immobile o del territorio.

Per imprese edili, proprietari e professionisti del settore si tratta di un chiarimento molto importante, soprattutto in Sardegna, dove vincoli paesaggistici e regolamenti urbanistici richiedono particolare attenzione prima di eseguire interventi esterni.

Quando un pergolato non è più edilizia libera

Nel linguaggio comune si tende spesso a utilizzare il termine “pergolato” per indicare qualsiasi struttura destinata all’ombreggiamento di terrazze, giardini o cortili. Dal punto di vista edilizio, però, la distinzione è molto più precisa.

Secondo la giurisprudenza, un vero pergolato deve essere:

  • leggero;
  • aperto;
  • facilmente amovibile;
  • privo di coperture stabili;
  • destinato principalmente al sostegno di elementi vegetali o a una funzione ornamentale.

Quando invece la struttura presenta coperture rigide, pannelli, elementi metallici importanti, chiusure laterali o dimensioni rilevanti, il quadro cambia completamente. In questi casi l’opera può essere qualificata come tettoia o addirittura come nuova costruzione, con conseguente obbligo di titolo abilitativo.

Il Consiglio di Stato ribadisce infatti che il concetto di nuova costruzione non dipende esclusivamente dai materiali utilizzati, ma dall’effetto urbanistico prodotto dall’intervento.

L’impatto reale dell’opera conta più del nome

Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda proprio la valutazione complessiva dell’intervento edilizio. I giudici hanno chiarito che le opere non devono essere analizzate singolarmente, ma nel loro insieme.

Più strutture leggere, considerate separatamente, possono infatti trasformarsi in un organismo edilizio stabile se:

  • coprono superfici estese;
  • modificano in modo duraturo l’assetto dei luoghi;
  • creano nuovi spazi coperti;
  • sono stabilmente ancorate;
  • soddisfano esigenze permanenti.

Questo principio è particolarmente importante perché molti interventi outdoor vengono realizzati senza una preventiva verifica urbanistica, con il rischio concreto di sanzioni o ordini di demolizione.

Il peso del vincolo paesaggistico in Sardegna

Nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica le regole diventano ancora più rigide. In Sardegna questo tema assume un valore centrale, soprattutto nelle zone costiere, nei contesti panoramici e nei territori soggetti a particolari vincoli ambientali. Anche una struttura apparentemente semplice può essere considerata incompatibile con il paesaggio se altera in modo significativo il contesto visivo o urbanistico.

Per questo motivo, prima di installare:

  • pergolati;
  • tettoie;
  • verande;
  • coperture esterne;
  • dehors;
  • strutture ombreggianti;

è fondamentale verificare:

  • il regolamento edilizio comunale;
  • i vincoli presenti sull’immobile;
  • le autorizzazioni necessarie;
  • la compatibilità paesaggistica dell’intervento.

Perché affidarsi a un’impresa edile qualificata

Molti abusi edilizi nascono da interventi eseguiti senza una corretta valutazione tecnica preliminare. Affidarsi a un’impresa edile esperta e qualificata significa invece poter contare su un’analisi preventiva della fattibilità urbanistica e paesaggistica delle opere.

Una corretta progettazione permette di evitare:

  • contenziosi amministrativi;
  • ordini di demolizione;
  • problemi nelle compravendite;
  • difficoltà con mutui e pratiche catastali;
  • responsabilità patrimoniali future.

In presenza di vincoli o opere esterne, il supporto di professionisti competenti diventa quindi essenziale per realizzare interventi conformi alle normative edilizie vigenti.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

La sentenza del Consiglio di Stato conferma un orientamento sempre più rigoroso nel settore edilizio: non basta definire una struttura “pergolato” per rientrare automaticamente nell’edilizia libera. Ogni intervento deve essere valutato nel suo impatto reale sul territorio, soprattutto in aree vincolate o paesaggisticamente sensibili. Pergolati, tettoie e coperture leggere possono trasformarsi in opere ediliziamente rilevanti quando modificano stabilmente l’immobile o creano nuovi spazi coperti. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare preventivamente la conformità urbanistica dell’intervento e affidarsi a imprese specializzate in grado di operare nel rispetto delle normative edilizie e paesaggistiche.

Global, con sede a San Gavino Monreale e operativa in tutta la Sardegna, offre competenze tecniche avanzate e un approccio rigoroso nella gestione dei cantieri, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la verifica della conformità urbanistica di ogni modifica agli immobili. Grazie a certificazioni come UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda garantisce standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità in ogni intervento.

Affidarsi a una realtà certificata come Global permette di affrontare ogni intervento con competenze tecniche qualificate, attenzione normativa e gestione professionale dell’intero progetto edilizio.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

 

Read more

Bonus casa 2026: guida completa alle detrazioni fiscali per ristrutturazioni, sicurezza e miglioramento degli immobili

Anche nel 2026 il sistema dei bonus edilizi continua a rappresentare una delle principali opportunità fiscali per famiglie e proprietari di immobili che intendono investire nella ristrutturazione della propria abitazione in Sardegna. Le detrazioni previste permettono infatti di recuperare parte delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione, interventi di sicurezza, adeguamenti impiantistici e miglioramenti energetici, attraverso il modello 730.

Per chi sta programmando lavori in casa, conoscere nel dettaglio le aliquote, i limiti di spesa e le modalità corrette per accedere alle agevolazioni diventa fondamentale. Affidarsi a un’impresa qualificata e certificata come Global consente di affrontare gli interventi con maggiore sicurezza tecnica, amministrativa e fiscale.

Bonus ristrutturazione 2026: detrazione fino al 50% sulla prima casa

Il bonus ristrutturazione continua a essere il principale strumento fiscale dedicato al recupero del patrimonio edilizio. Nel 2026 la normativa conferma una detrazione del 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, mentre per seconde case e altri immobili l’aliquota scende al 36%.

Rientrano tra gli interventi agevolabili:

  • manutenzione straordinaria;
  • ristrutturazioni edilizie;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • adeguamenti strutturali;
  • rifacimento di impianti;
  • miglioramenti funzionali dell’immobile.

Il recupero fiscale avviene tramite detrazione IRPEF ripartita in dieci quote annuali di pari importo nel modello 730.

Uno degli aspetti più importanti riguarda l’estensione delle spese detraibili. Non sono infatti compresi soltanto i lavori eseguiti, ma anche:

  • progettazione tecnica;
  • consulenze professionali;
  • perizie;
  • acquisto materiali;
  • pratiche edilizie;
  • oneri professionali e amministrativi.

Questo permette di recuperare fiscalmente una parte significativa dell’intero investimento sostenuto.

Bonus sicurezza 2026: detrazioni per allarmi, videosorveglianza e antifurti

Tra le agevolazioni più richieste continua a esserci il bonus sicurezza, dedicato agli interventi finalizzati alla protezione dell’immobile e alla prevenzione delle intrusioni.

Nel 2026 sarà possibile portare in detrazione:

  • sistemi di allarme;
  • impianti antifurto;
  • videosorveglianza;
  • porte blindate;
  • inferriate;
  • dispositivi di sicurezza integrati.

Anche in questo caso l’aliquota prevista è pari al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili, con limite massimo di spesa fissato a 96.000 euro per unità immobiliare.

Un elemento importante è che non risulta necessaria una ristrutturazione completa dell’immobile: l’agevolazione può essere richiesta anche per singoli interventi che migliorano concretamente il livello di sicurezza dell’abitazione.

Rientrano nella detrazione anche:

  • costi di installazione;
  • progettazione degli impianti;
  • configurazione tecnica dei sistemi.

Non è invece sufficiente il semplice acquisto del dispositivo senza installazione certificata.

Efficientamento energetico e adeguamento impianti

Le agevolazioni 2026 continuano inoltre a incentivare gli interventi finalizzati al miglioramento energetico e tecnologico degli edifici.

Tra gli interventi più richiesti figurano:

  • sostituzione di impianti obsoleti;
  • adeguamento impianti elettrici;
  • riqualificazione energetica;
  • miglioramento dell’isolamento;
  • installazione di sistemi ad alta efficienza;
  • interventi per il comfort abitativo.

L’obiettivo della normativa resta quello di favorire edifici più sicuri, efficienti e sostenibili, riducendo consumi energetici e costi di gestione nel lungo periodo.

Anche per queste opere risultano detraibili le spese accessorie, comprese certificazioni, pratiche tecniche e consulenze professionali.

Pagamenti tracciabili e documentazione: attenzione agli errori

Per accedere correttamente ai bonus edilizi è fondamentale rispettare precise regole fiscali e amministrative.

In particolare occorre:

  • effettuare pagamenti tramite bonifico parlante;
  • conservare fatture e ricevute;
  • mantenere tutta la documentazione tecnica;
  • verificare la corretta intestazione delle pratiche;
  • rispettare i requisiti urbanistici previsti.

Errori nei pagamenti o nella documentazione possono infatti comportare la perdita totale della detrazione fiscale.

Per questo motivo è importante affidarsi a professionisti e imprese specializzate in grado di seguire correttamente sia la fase esecutiva sia quella burocratica.

Bonus casa 2026: un’opportunità ancora vantaggiosa

Il 2026 si conferma quindi un anno particolarmente interessante per chi desidera investire nel miglioramento del proprio immobile sfruttando le agevolazioni fiscali ancora disponibili.

Le attuali aliquote risultano infatti più favorevoli rispetto alle possibili riduzioni previste nei prossimi anni, rendendo questo periodo particolarmente strategico per pianificare lavori di ristrutturazione, sicurezza e riqualificazione energetica.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, con sede a San Gavino Monreale e operativa in tutta la Sardegna, offre competenze tecniche avanzate e un approccio rigoroso nella gestione dei cantieri, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la corretta applicazione delle tolleranze costruttive. Grazie a certificazioni come UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda garantisce standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità in ogni intervento.

Affidarsi a una realtà certificata come Global permette di affrontare ogni intervento con competenze tecniche qualificate, attenzione normativa e gestione professionale dell’intero progetto edilizio.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Edilizia e prestazioni energetiche: dal 3 giugno 2026 entrano in vigore i nuovi requisiti minimi

Il settore dell’edilizia si prepara a un importante aggiornamento normativo che riguarda l’efficienza energetica degli edifici. Dal 3 giugno 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi, che aggiorna il DM 26 giugno 2015 introducendo criteri più stringenti per la progettazione energetica degli edifici e per gli interventi di ristrutturazione.

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, è stato adottato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa. L’obiettivo è migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano, promuovere l’uso delle fonti rinnovabili e favorire la diffusione di tecnologie innovative come le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per imprese edili, progettisti e professionisti del settore delle costruzioni, le nuove regole rappresentano un passaggio fondamentale perché introducono criteri più rigorosi nella progettazione dell’involucro edilizio, nella gestione degli impianti e nel controllo delle dispersioni energetiche.

Prestazioni energetiche degli edifici: cosa cambia con il nuovo decreto

Il nuovo DM Requisiti Minimi aggiorna i criteri utilizzati per calcolare la prestazione energetica degli edifici, che viene determinata sulla base dell’energia annuale necessaria per garantire il funzionamento standard dell’immobile.

Nel calcolo vengono considerati i fabbisogni energetici legati al riscaldamento, al raffrescamento, alla ventilazione e alla produzione di acqua calda sanitaria. Negli edifici non residenziali rientrano anche i consumi per illuminazione, ascensori e scale mobili.

Un aspetto importante riguarda il contributo delle fonti rinnovabili prodotte direttamente nell’edificio, come impianti fotovoltaici o solare termico. L’energia prodotta in loco può infatti contribuire alla copertura del fabbisogno energetico dello stesso vettore fino alla completa compensazione.

Il decreto aggiorna inoltre le norme tecniche utilizzate per il calcolo energetico introducendo nuovi riferimenti, tra cui UNI/TS 11300-5, UNI/TS 11300-6 e UNI EN 15193, che riguardano anche la valutazione dell’illuminazione negli edifici.

Maggiore attenzione all’involucro edilizio e ai ponti termici

Uno degli elementi centrali del nuovo decreto riguarda il miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio, cioè l’insieme delle strutture che separano l’ambiente interno da quello esterno.

Particolare attenzione viene dedicata ai ponti termici, punti dell’edificio in cui si verificano dispersioni di calore più elevate rispetto alle superfici circostanti. Il decreto introduce una definizione tecnica più precisa di ponte termico e richiede che, negli interventi di ristrutturazione importanti di secondo livello, la verifica della trasmittanza termica delle strutture tenga conto anche di questi fenomeni.

Questa impostazione consente una valutazione più realistica delle dispersioni energetiche e favorisce soluzioni costruttive più efficienti, capaci di migliorare il comfort abitativo e ridurre i consumi energetici.

Il decreto introduce inoltre verifiche più rigorose relative alla formazione di muffe e condense all’interno delle strutture e richiede soluzioni progettuali che limitino il surriscaldamento estivo, attraverso tecniche di progettazione passiva e l’utilizzo di materiali o tecnologie adeguate.

Nuove regole per gli interventi su edifici nuovi ed esistenti

Il decreto distingue chiaramente tra diverse tipologie di intervento edilizio, applicando requisiti energetici specifici a seconda della natura dell’intervento.

Le nuove costruzioni comprendono non solo gli edifici realizzati ex novo, ma anche gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli ampliamenti significativi superiori al 15% del volume esistente o a 500 metri cubi climatizzati.

Le ristrutturazioni importanti riguardano invece interventi sull’involucro edilizio che interessano oltre il 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. In questi casi il decreto distingue tra ristrutturazioni di primo livello, che coinvolgono oltre il 50% dell’involucro e l’intero impianto termico, e ristrutturazioni di secondo livello, che interessano porzioni più limitate dell’edificio.

Le riqualificazioni energetiche, invece, comprendono gli interventi più circoscritti, come la sostituzione di generatori di calore o il miglioramento di singoli componenti edilizi.

Questa classificazione consente di applicare requisiti energetici proporzionati alla tipologia di intervento, garantendo comunque un progressivo miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Edifici a energia quasi zero e integrazione delle rinnovabili

Il decreto rafforza il ruolo degli edifici a energia quasi zero (NZEB), che rappresentano uno degli obiettivi principali delle politiche energetiche europee.

Gli edifici NZEB devono garantire prestazioni energetiche molto elevate e coprire una parte significativa del proprio fabbisogno energetico tramite fonti rinnovabili. Questo comporta una progettazione integrata che coinvolge l’involucro edilizio, gli impianti tecnologici e i sistemi di produzione di energia.

Tra le soluzioni più diffuse rientrano impianti fotovoltaici, pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di accumulo energetico e tecnologie di gestione intelligente degli impianti.

Ricarica dei veicoli elettrici negli edifici

Una delle novità più interessanti introdotte dal nuovo decreto riguarda la predisposizione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici negli edifici dotati di parcheggi.

Il provvedimento stabilisce specifiche prescrizioni tecniche per la realizzazione dei punti di ricarica, distinguendo tra edifici residenziali e non residenziali e tra parcheggi pubblici e privati.

Queste misure si inseriscono nella strategia europea per la diffusione della mobilità elettrica e puntano a favorire l’integrazione tra edifici, infrastrutture energetiche e sistemi di trasporto sostenibili.

Efficienza energetica e riqualificazione del patrimonio edilizio

L’aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi rappresenta un passo importante verso un’edilizia più efficiente e sostenibile. Le nuove regole spingono infatti verso edifici meglio isolati, impianti più efficienti e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.

Per imprese edili qualificate come Global Società Cooperativa, che operano nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni con standard certificati di qualità, queste norme rappresentano anche un’opportunità per migliorare ulteriormente la qualità degli interventi e contribuire alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Investire in edifici più efficienti significa non solo ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO₂, ma anche migliorare il comfort abitativo, aumentare il valore degli immobili e costruire un patrimonio edilizio più sostenibile per il futuro.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, ditta attiva in Sardegna nel settore della manutenzione edilizia e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

 

Read more

Elaborato planimetrico: cos’è, come leggerlo e quando è necessario richiederlo

Nel settore dell’edilizia e delle pratiche catastali esistono documenti tecnici che, pur essendo fondamentali, spesso risultano poco chiari per chi non è del mestiere. Tra questi rientra l’elaborato planimetrico, uno strumento grafico che consente di comprendere la struttura complessiva di un fabbricato e la distribuzione delle unità immobiliari al suo interno. Per chi sta acquistando casa, per chi deve effettuare verifiche urbanistiche o per chi sta affrontando pratiche edilizie, questo documento può rivelarsi determinante per evitare errori e incomprensioni.

L’elaborato planimetrico è infatti uno dei documenti catastali che permette di visualizzare l’organizzazione di un edificio nel suo insieme. A differenza della planimetria catastale di una singola unità immobiliare, che rappresenta nel dettaglio l’interno di un appartamento o di un locale, questo elaborato offre una visione complessiva del fabbricato e della suddivisione delle sue parti. Proprio per questo motivo è molto utilizzato dai tecnici, dai notai e dagli operatori del settore immobiliare durante verifiche e compravendite.

Comprendere come leggere correttamente un elaborato planimetrico è quindi fondamentale per interpretare la struttura di un edificio e per individuare con precisione i rapporti tra proprietà private e parti comuni.

Cos’è l’elaborato planimetrico

L’elaborato planimetrico è un documento catastale grafico che rappresenta in maniera schematica la configurazione di un intero fabbricato. Il suo scopo è quello di mostrare come sono organizzate le unità immobiliari e quali siano le parti comuni all’interno dell’edificio.

All’interno dell’elaborato vengono riportati i cosiddetti subalterni, cioè i numeri identificativi delle singole unità immobiliari come appartamenti, box, cantine, negozi o locali tecnici. Ogni subalterno è collegato ai dati presenti nella visura catastale e consente di individuare con precisione la posizione dell’unità all’interno dell’edificio.

Accanto ai subalterni vengono rappresentate anche le parti comuni del fabbricato. Tra queste rientrano, ad esempio, scale, ingressi, cortili, corridoi, ascensori o locali tecnici. Queste parti sono spesso indicate come beni comuni non censibili, cioè spazi condivisi tra i proprietari che non hanno una rendita catastale autonoma.

In alcuni casi possono essere presenti anche beni comuni censibili, cioè parti comuni dotate di una propria rendita catastale, come ad esempio l’alloggio del portiere o alcuni locali condominiali utilizzati per attività specifiche.

Dal punto di vista tecnico, l’elaborato planimetrico rappresenta quindi una sorta di mappa dell’edificio che consente di capire come sono distribuite le unità immobiliari e quali siano le relazioni tra gli spazi privati e quelli condivisi.

Come leggere un elaborato planimetrico

A prima vista un elaborato planimetrico può sembrare un semplice disegno tecnico, ma in realtà contiene molte informazioni utili che devono essere interpretate correttamente.

La prima cosa da osservare è la suddivisione del fabbricato per livelli. Nella maggior parte dei casi l’elaborato è organizzato per piani, come interrato, piano terra, primo piano e così via. Ogni livello viene rappresentato con una pianta schematica che mostra la disposizione delle unità immobiliari presenti.

Un elemento centrale nella lettura del documento è rappresentato dai numeri dei subalterni. Questi numeri identificano le singole unità immobiliari e permettono di collegarle ai dati presenti nella visura catastale. In questo modo è possibile verificare con precisione quale appartamento o locale corrisponda a una determinata unità.

Un altro aspetto molto importante riguarda l’individuazione delle parti comuni. Scale, ingressi, cortili e altri spazi condivisi sono solitamente indicati con simbologie specifiche o con la dicitura relativa ai beni comuni non censibili. Comprendere correttamente questi elementi è fondamentale per sapere quali spazi appartengono a tutti i condomini e quali invece sono di proprietà esclusiva.

L’elaborato planimetrico permette inoltre di capire come avvengono i collegamenti tra i vari ambienti dell’edificio. La presenza di scale, corridoi o ascensori aiuta a comprendere il funzionamento complessivo del fabbricato e la relazione tra le diverse unità immobiliari.

Quando serve l’elaborato planimetrico

L’elaborato planimetrico non è richiesto in tutte le situazioni, ma diventa particolarmente importante in diversi contesti tecnici e immobiliari. Uno degli ambiti in cui viene utilizzato più frequentemente è quello delle compravendite immobiliari. Prima di acquistare un immobile, questo documento permette di verificare con precisione la posizione dell’unità all’interno dell’edificio e di comprendere quali parti siano di proprietà esclusiva e quali invece siano comuni.

Questa verifica è particolarmente utile nei condomini, dove può essere difficile distinguere con esattezza tra spazi privati e spazi condivisi. L’elaborato planimetrico consente quindi di evitare errori o incomprensioni che potrebbero emergere solo dopo la conclusione dell’acquisto.

Il documento è molto utilizzato anche nelle pratiche edilizie e catastali. Tecnici e professionisti lo consultano per verificare la distribuzione dei subalterni, predisporre variazioni catastali o controllare la corrispondenza tra la situazione registrata in catasto e lo stato reale dell’immobile.

In alcune situazioni più complesse l’elaborato planimetrico diventa addirittura indispensabile. Questo accade ad esempio nelle successioni ereditarie, quando è necessario identificare con precisione le unità immobiliari appartenenti al patrimonio ereditario, oppure nelle divisioni immobiliari, quando occorre stabilire come ripartire correttamente gli spazi.

Anche durante verifiche urbanistiche o controlli tecnici su edifici esistenti, questo documento può offrire indicazioni utili sulla struttura originaria del fabbricato.

Come richiedere l’elaborato planimetrico

L’elaborato planimetrico può essere richiesto attraverso diversi canali. Il primo è quello telematico, utilizzando i servizi online dell’Agenzia delle Entrate. Accedendo all’area riservata tramite SPID, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi, è possibile consultare alcuni dati catastali e richiedere determinati documenti.

Non sempre però l’elaborato planimetrico è disponibile direttamente online per tutti gli immobili. In questi casi è possibile richiederlo presso gli uffici provinciali – Territorio dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite professionisti abilitati come geometri, architetti o ingegneri.

Per effettuare la richiesta è necessario conoscere i principali dati catastali dell’immobile, come foglio, particella e subalterno. Queste informazioni sono normalmente presenti nella visura catastale e permettono di individuare con precisione il fabbricato di interesse.

L’accesso a questo documento è generalmente consentito ai proprietari dell’immobile, ai tecnici delegati o a soggetti che dimostrino un interesse legittimo.

Quanto costa richiedere un elaborato planimetrico

Il costo dell’elaborato planimetrico può variare in base alla modalità con cui viene richiesto. A differenza della visura catastale, che in alcuni casi può essere gratuita per i proprietari, questo documento è solitamente soggetto al pagamento di tributi catastali.

Se la richiesta viene effettuata direttamente presso l’Agenzia delle Entrate, il costo è generalmente contenuto e stabilito dalle tariffe previste dalla normativa. Tuttavia, se ci si rivolge a un professionista tecnico per ottenere il documento o per effettuare verifiche più approfondite, al costo dei tributi catastali si aggiunge anche il compenso per il servizio. In questi casi il prezzo finale può variare in base alla complessità dell’immobile, all’urgenza della richiesta e ad eventuali attività di consulenza tecnica associate.

Affidarsi a professionisti esperti nel settore edilizio e catastale può comunque essere la scelta più sicura, soprattutto quando l’elaborato planimetrico viene utilizzato per compravendite immobiliari, pratiche edilizie o verifiche urbanistiche.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, ditta attiva in Sardegna nel settore della manutenzione edilizia e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini. Per chi deve affrontare interventi edilizi, ristrutturazioni o verifiche tecniche su un immobile, avere una lettura corretta della documentazione catastale è infatti fondamentale per evitare problemi amministrativi o legali. Per questo motivo, imprese edili qualificate e tecnici specializzati possono affiancare il proprietario nella gestione delle pratiche e nella corretta interpretazione dei dati catastali.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Abusi edilizi: cosa sono, quali rischi comportano e perché affidarsi a imprese edili certificate

Nel settore dell’edilizia il rispetto delle normative urbanistiche e delle procedure autorizzative è un elemento fondamentale per garantire sicurezza, legalità e valore agli immobili. Tuttavia, nonostante l’esistenza di regole precise, il fenomeno degli abusi edilizi continua a rappresentare una problematica diffusa in molte realtà del territorio italiano. Interventi realizzati senza autorizzazione o difformi dai titoli abilitativi possono infatti generare conseguenze molto serie sia dal punto di vista legale sia da quello tecnico e strutturale.

Comprendere cosa si intende per abuso edilizio, quali sono i rischi collegati e perché è importante affidarsi a imprese qualificate rappresenta un passaggio essenziale per chiunque stia progettando lavori di ristrutturazione, ampliamento o nuova costruzione.

Gli abusi edilizi sono tutte quelle opere realizzate in assenza di un titolo abilitativo oppure in difformità rispetto a quanto autorizzato. In Italia l’attività edilizia è regolata principalmente dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001), che stabilisce le tipologie di intervento e i relativi permessi necessari per poter eseguire lavori sugli edifici. Tra le situazioni più frequenti rientrano la costruzione di nuovi volumi senza permesso, la chiusura di verande o balconi senza autorizzazione, la realizzazione di ampliamenti non dichiarati oppure modifiche strutturali effettuate senza progetto approvato.

Anche interventi apparentemente semplici possono configurare un abuso edilizio se non vengono eseguiti nel rispetto delle norme urbanistiche e delle procedure amministrative. Per questo motivo è sempre necessario valutare attentamente ogni intervento con il supporto di professionisti qualificati e imprese che operano nel pieno rispetto delle leggi.

Abusi edilizi: i rischi

I rischi legati agli abusi edilizi non sono soltanto di natura burocratica o amministrativa. In molti casi, infatti, interventi realizzati senza un adeguato progetto tecnico possono compromettere la stabilità e la sicurezza degli edifici. Modifiche strutturali non autorizzate, demolizioni di muri portanti o ampliamenti eseguiti senza verifiche ingegneristiche possono creare problemi molto gravi per la sicurezza degli occupanti e per la durabilità dell’immobile nel tempo.

Dal punto di vista normativo, le conseguenze possono essere altrettanto rilevanti. La legge italiana prevede sanzioni amministrative, ordini di demolizione e, nei casi più gravi, anche responsabilità penali. Inoltre un immobile che presenta abusi edilizi può risultare non commerciabile, con difficoltà nella vendita, nella richiesta di mutui o nell’accesso a incentivi fiscali e bonus edilizi. In molte situazioni gli abusi devono essere sanati attraverso procedure specifiche, quando consentito dalla normativa urbanistica vigente, con costi e tempi che possono diventare significativi.

Abusi edilizi: come evitare problemi

Per evitare questi problemi è fondamentale che ogni intervento edilizio venga progettato e realizzato nel rispetto delle norme tecniche e urbanistiche. Affidarsi a imprese edili strutturate e certificate rappresenta la scelta più sicura per garantire la corretta esecuzione dei lavori e la piena conformità degli interventi alle disposizioni di legge.

Un’impresa qualificata opera sempre sulla base di progetti redatti da tecnici abilitati, verifica la conformità urbanistica degli immobili e segue tutte le procedure necessarie per ottenere i titoli edilizi richiesti. Inoltre, aziende che possiedono certificazioni di qualità e attestazioni tecniche dimostrano di operare secondo standard organizzativi e professionali elevati, offrendo maggiori garanzie ai clienti.

Costruire in Sardegna senza rischi

Realtà come Global Società Cooperativa, impresa edile che opera in Sardegna con elevati standard professionali, rappresentano un punto di riferimento per chi desidera realizzare lavori in modo corretto e conforme alla normativa. L’adozione di sistemi di gestione certificati, come la UNI EN ISO 9001:2015, insieme alla UNI EN ISO 14001:2015 e all’attestazione SOA, testimonia l’impegno dell’azienda nel garantire qualità, sicurezza e rispetto delle normative nel settore delle costruzioni.

Affidarsi a un’impresa certificata significa poter contare su una struttura organizzata, su personale qualificato e su procedure operative che riducono al minimo il rischio di errori, irregolarità o interventi non conformi. Questo approccio consente non solo di evitare problemi legali, ma anche di assicurare la qualità dell’opera nel lungo periodo.

Nel settore edilizio la prevenzione è sempre la strategia migliore. Pianificare correttamente gli interventi, verificare la conformità urbanistica degli immobili e scegliere imprese serie e affidabili permette di realizzare lavori in sicurezza, proteggere il valore del proprio patrimonio immobiliare e rispettare pienamente la normativa vigente.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Bonus edilizi 2026: cosa è rimasto davvero operativo tra detrazioni, aliquote e limiti di spesa

Nel 2026 il panorama dei bonus edilizi è profondamente cambiato rispetto agli anni del Superbonus al 110%. Oggi imprese e committenti devono orientarsi in un quadro normativo più restrittivo, con aliquote rimodulate, maggiore selettività negli interventi agevolabili e forti limitazioni su cessione del credito e sconto in fattura.

Per chi sta programmando una ristrutturazione primaverile in Sardegna, è fondamentale comprendere quali agevolazioni siano realmente operative e come applicarle correttamente a condomini e abitazioni unifamiliari.

Detrazioni edilizie attive nel 2026

Nel 2026 risultano operativi principalmente:

Il bonus ristrutturazione, con detrazione ordinaria per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La detrazione resta ripartita in dieci anni e si applica entro i limiti di spesa previsti per unità immobiliare.

L’ecobonus per interventi di efficientamento energetico, che continua a coprire opere come sostituzione infissi, installazione di caldaie ad alta efficienza, pompe di calore, schermature solari e coibentazioni, con aliquote differenziate a seconda della tipologia di intervento.

Il sismabonus, applicabile agli interventi di miglioramento o adeguamento sismico nelle zone classificate a rischio, con percentuali variabili in base al salto di classe ottenuto.

Rimangono inoltre attivi il bonus mobili collegato a interventi di ristrutturazione e, in ambiti specifici, incentivi legati alla riqualificazione energetica integrata con impianti da fonti rinnovabili.

Aliquote aggiornate e limiti di spesa

Le aliquote nel 2026 sono stabilizzate su percentuali inferiori rispetto al passato. Il bonus ristrutturazione mantiene l’aliquota ordinaria prevista a regime, con un tetto massimo di spesa per unità immobiliare.

L’ecobonus prevede percentuali differenziate in funzione dell’intervento: più elevate per opere che garantiscono un miglioramento energetico significativo e più contenute per interventi puntuali.

Il sismabonus continua a premiare il miglioramento di una o più classi di rischio sismico, con massimali di spesa distinti per unità immobiliare o per edificio condominiale.

Per condomini in Sardegna che intendono intervenire su parti comuni, i limiti di spesa vengono calcolati moltiplicando il massimale per il numero delle unità immobiliari coinvolte, con particolare attenzione alla corretta imputazione delle spese tra i proprietari.

Bonus ristrutturazione 2026: aliquote e limite di spesa

Nel 2026 la detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio resta agganciata a due aliquote: 50% se l’intervento riguarda unità immobiliare adibita ad abitazione principale (con diritto di proprietà o reale di godimento in capo al contribuente), e 36% negli altri casi.

Il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali.

In termini di “capienza fiscale massima”, significa che nel 2026 la detrazione massima teorica è pari a 48.000 euro (50% di 96.000) per abitazione principale, oppure 34.560 euro (36% di 96.000) negli altri casi.

Per i condomini, sulle parti comuni il ragionamento operativo è: il plafond “si moltiplica” perché il limite è per unità. Quindi, ad esempio, un condominio con 10 unità ha un tetto complessivo di 960.000 euro (10 × 96.000) sulle spese ammissibili, fermo restando che poi la detrazione va imputata ai singoli condomini in base alle tabelle millesimali/criteri deliberati e ai pagamenti tracciati. Il riferimento al limite per unità e alle condizioni 2025-2026 è nella disciplina AE.

Ecobonus 2026: aliquote e massimali (e come leggere i limiti)

Per l’ecobonus nel 2026 la logica delle aliquote segue lo stesso impianto: 36% a regime per le spese 2025-2026, elevata al 50% per gli interventi su abitazione principale (con i requisiti soggettivi previsti).

Sui limiti, è importante chiarire un punto tecnico: per l’ecobonus la normativa storicamente lavora spesso su massimali di detrazione (cioè “quanto al massimo puoi detrarre”), che poi si traducono in un corrispondente “massimale di spesa” che dipende dall’aliquota. ENEA chiarisce proprio che i limiti da 30.000/60.000/100.000 euro sono limiti di detrazione riferiti all’intervento.

In pratica, nel 2026 i massimali più ricorrenti sono questi (riassunti operativi, coerenti con le casistiche più comuni): per molti interventi “puntuali” si ragiona su 30.000 euro di detrazione massima; per molti interventi sull’involucro/serramenti/schermature e collettori solari su 60.000 euro; per alcune casistiche specifiche (es. micro-cogeneratori) su 100.000 euro.

Traducendo i massimali di detrazione in “spesa massima teorica” (utile per preventivi e PEF lavori), nel 2026 ottieni questi valori indicativi:

  • Massimale detrazione 30.000 euro: spesa massima ≈ 60.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 83.333 euro con aliquota 36%.

  • Massimale detrazione 60.000 euro: spesa massima ≈ 120.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 166.667 euro con aliquota 36%.

  • Massimale detrazione 100.000 euro: spesa massima ≈ 200.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 277.778 euro con aliquota 36%.

Questi calcoli sono una traduzione matematica dei limiti di detrazione (spesa = detrazione massima / aliquota) e vanno poi “ri-agganciati” alla tipologia di intervento specifica e ai requisiti tecnici/ENEA. Il quadro dei massimali 30/60/100 è richiamato nelle FAQ ENEA e in riepiloghi tecnici di settore.

Sismabonus 2026: aliquote e limite di spesa

Per il sismabonus, nel 2026 il punto fermo rimane il massimale di 96.000 euro per unità immobiliare (criterio che, nei condomini, si moltiplica per il numero di unità coinvolte). Questo tetto è il riferimento tecnico più stabile nella disciplina.

Quanto alle aliquote 2025-2026, diverse guide di settore (inclusa una guida ANCE) riportano un riallineamento delle percentuali su 50% per abitazione principale e 36% per altri immobili anche per l’ambito sismico ordinario, con il tetto di 96.000 euro per unità.

Operativamente, quindi, nel 2026 la “detrazione massima teorica” sul massimale di 96.000 euro diventa 48.000 euro (se 50%) oppure 34.560 euro (se 36%), sempre ripartita in quote annuali secondo la regola generale.

Differenze tra ristrutturazione, efficientamento energetico e interventi sismici

È essenziale distinguere correttamente le categorie di intervento, poiché ogni bonus ha presupposti tecnici e fiscali differenti.

La ristrutturazione edilizia riguarda opere che modificano o rinnovano parti strutturali e impiantistiche dell’immobile, comprese redistribuzioni interne, rifacimento impianti e interventi sulle parti comuni.

L’efficientamento energetico si concentra sulla riduzione dei consumi attraverso interventi sull’involucro edilizio o sugli impianti termici, con requisiti tecnici certificati e asseverazioni specifiche.

Gli interventi sismici hanno natura strutturale e richiedono valutazioni tecniche approfondite, calcoli strutturali e attestazioni sul miglioramento della classe di rischio.

Confondere queste categorie può comportare errori nella pratica edilizia o nella detrazione fiscale, con possibili contestazioni in fase di controllo.

Cessione del credito e sconto in fattura: criticità nel 2026

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la forte limitazione delle opzioni alternative alla detrazione diretta. Nel 2026 la cessione del credito e lo sconto in fattura risultano applicabili solo in casi residuali e ben circoscritti dalla normativa.

Per la maggior parte degli interventi, il contribuente deve sostenere integralmente la spesa e recuperare la detrazione in dichiarazione dei redditi nei dieci anni successivi.

Questo aspetto incide in modo significativo sulla pianificazione finanziaria degli interventi, soprattutto per condomini o proprietari di abitazioni unifamiliari che intendono affrontare lavori di importo rilevante.

Casi pratici in Sardegna: condomini e villette unifamiliari

Nel caso di un condominio in Sardegna che intenda rifare la facciata con contestuale isolamento a cappotto, sarà necessario verificare se l’intervento rientra tra quelli di efficientamento energetico o di manutenzione straordinaria, con conseguente applicazione della corretta aliquota e dei relativi massimali. Occorrerà inoltre predisporre asseverazioni tecniche e pratiche edilizie adeguate.

Per una villetta unifamiliare che prevede rifacimento impianto elettrico, sostituzione infissi e installazione di pompa di calore, sarà possibile combinare bonus ristrutturazione ed ecobonus, rispettando i limiti di spesa distinti e garantendo la tracciabilità dei pagamenti tramite bonifico parlante.

In entrambi i casi, una pianificazione preliminare tecnica e fiscale è determinante per evitare errori e massimizzare il beneficio.

Affidati a Global per un’analisi tecnica preventiva

Nel 2026, i bonus edilizi non sono più strumenti automatici e generalizzati, ma agevolazioni che richiedono competenza tecnica, corretta classificazione dell’intervento e rigorosa gestione documentale.

Affidarsi a un’impresa edile strutturata e certificata come Global, operativa in tutta la Sardegna, significa poter contare su un’analisi preliminare accurata, sulla verifica dei requisiti normativi e sulla corretta esecuzione delle opere, nel rispetto delle prescrizioni tecniche e fiscali. Global è dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, e mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini. Una valutazione preventiva consente di definire con chiarezza costi, benefici, tempistiche e modalità di recupero delle detrazioni, evitando criticità successive.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Bonus edilizi 2026: confermate le aliquote al 50% e al 36% per ristrutturazioni ed efficientamento energetico

La Legge di Bilancio 2026 conferma una delle misure più attese dal settore edilizio e dai cittadini che intendono intervenire sui propri immobili: i bonus per ristrutturazioni ed ecobonus resteranno attivi anche per il 2026, mantenendo le aliquote del 50% per la prima casa e del 36% per gli altri immobili. Una proroga che garantisce continuità, stabilità e programmazione sia ai privati sia alle imprese del comparto costruzioni, evitando il rischio di un ridimensionamento delle agevolazioni già previsto dal 1° gennaio 2026.

Grazie a questa decisione, rimane invariato il sistema attuale, che permette ai proprietari di abitazioni principali di beneficiare della detrazione fiscale più alta, mentre per le seconde case continua ad applicarsi la percentuale ridotta. Restano in vigore le due principali forme di agevolazione: il bonus ristrutturazioni previsto dall’art. 16-bis del TUIR e l’ecobonus definito dall’art. 14 del DL 63/2013, entrambi confermati con le medesime condizioni del 2025.

Chi può accedere ai bonus edilizi 2026 e quali sono i requisiti

Per usufruire delle detrazioni al 50% sulla prima casa sarà necessario essere proprietari o titolari di un diritto reale sull’immobile e avere residenza anagrafica nell’abitazione oggetto degli interventi. Per seconde case e immobili non destinati a residenza principale continuerà invece ad applicarsi l’aliquota del 36%.

Il tetto massimo di spesa agevolabile resta fissato a 96.000 euro per ogni unità immobiliare, con detrazione da suddividere in dieci quote annuali di pari importo. Non viene riaperta la possibilità di utilizzare lo sconto in fattura o la cessione del credito, strumenti bloccati dal Decreto Legge 39/2024, salvo per gli interventi già avviati entro il 29 marzo 2024.

Interventi ammessi: dalle ristrutturazioni agli interventi energetici

Le agevolazioni 2026 confermano la copertura per tutte le principali tipologie di lavori edilizi e di efficientamento energetico. Rientrano tra gli interventi agevolabili le opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo degli immobili residenziali, così come gli interventi di ristrutturazione edilizia, incluse modifiche interne e ricostruzioni nel rispetto delle caratteristiche originarie.

Sul fronte dell’efficienza energetica viene confermata la possibilità di detrazione per sostituzione di infissi e serramenti, installazione di pompe di calore e sistemi ibridi, caldaie a condensazione ad alta efficienza (con esclusione delle caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili), oltre a pannelli solari termici e impianti fotovoltaici collegati alla rete elettrica. Rimangono inoltre agevolati gli interventi mirati alla sicurezza statica degli edifici, compresi alcuni interventi antisismici minori, e le opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche, incluse installazioni di ascensori e montacarichi.

Sono detraibili anche tutte le spese tecniche correlate, come progettazione, direzione lavori, perizie, asseverazioni e oneri amministrativi. Un aspetto importante, che conferma la volontà del legislatore di sostenere processi edilizi strutturati, conformi alle normative e di qualità.

Un sostegno concreto al settore edilizio e alla sicurezza delle abitazioni

La proroga delle aliquote comporta per lo Stato un impegno economico stimato in circa 1,5 miliardi di euro, ma rappresenta una scelta strategica a favore della stabilità del mercato edilizio, che negli ultimi anni ha vissuto fasi di forte incertezza. Per cittadini e famiglie è invece un’opportunità concreta per migliorare la qualità, la sicurezza e l’efficienza energetica delle abitazioni, programmandosi senza l’urgenza di una scadenza imminente.

Per chi sta pensando di ristrutturare o riqualificare la propria casa nel 2026, questa proroga rappresenta quindi una garanzia importante e una leva economica utile per affrontare investimenti significativi con maggiore serenità.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, ditta attiva in Sardegna nel settore della manutenzione edilizia e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini. Prevenire il degrado, intervenire in modo strutturale e rispettare le responsabilità individuate dalla legge non è solo un obbligo giuridico, ma un investimento sulla sicurezza e sul valore degli immobili.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Balconi degradati e responsabilità dei proprietari: problema estetico e minaccia per la sicurezza delle persone

Il tema dei balconi degradati è una delle criticità più frequenti nelle case private e negli edifici condominiali, soprattutto in contesti urbani caratterizzati da immobili non di recente costruzione. Crepe, distacchi di intonaco, ferri di armatura esposti e caduta di materiali rappresentano un problema estetico, ma anche una reale minaccia per la sicurezza delle persone e per l’integrità delle abitazioni sottostanti.

Su questo fronte, un importante chiarimento arriva dall’ordinanza del Tribunale di Velletri del 17 novembre 2025, che definisce in modo puntuale responsabilità, obblighi di intervento e ripartizione delle spese. Si tratta di una decisione particolarmente rilevante anche per imprese edili specializzate in manutenzione e messa in sicurezza, come Global, che opera da sempre nel settore della riqualificazione edilizia e degli interventi urgenti su edifici residenziali e condominiali.

La vicenda giudiziaria nasce da un ricorso ex art. 1172 del Codice Civile, il cosiddetto “danno temuto”, promosso dai proprietari di un appartamento che lamentavano sia infiltrazioni provenienti dai balconi sovrastanti sia il pericolo di caduta di materiali. Il Tribunale è stato chiamato a valutare se esistesse un pericolo grave e imminente tale da giustificare un provvedimento urgente. Il giudice ha affrontato il caso distinguendo con chiarezza due profili spesso confusi: le presunte infiltrazioni e il degrado strutturale dei balconi. Una distinzione che si è rivelata decisiva per l’esito del ricorso.

Grazie alla consulenza tecnica d’ufficio (CTU), è stato accertato che le macchie presenti all’interno dell’appartamento non erano riconducibili a infiltrazioni d’acqua provenienti dai balconi soprastanti, ma a un fenomeno di condensa interna, favorito da umidità elevata, scarsa aerazione ed esposizione poco soleggiata. Questo accertamento tecnico ha portato il Tribunale a rigettare la domanda relativa alle infiltrazioni, escludendo qualsiasi nesso causale con lo stato dei balconi.

Diverso, invece, il giudizio sul livello di ammaloramento dei balconi. Il CTU ha riscontrato distacchi di intonaco, deterioramento dei frontalini, ferri di armatura affioranti e condizioni tali da determinare un concreto rischio di caduta di materiali. Un pericolo già riconosciuto anche da precedenti interventi dei Vigili del Fuoco e da lavori provvisori di messa in sicurezza. In questo caso, il Tribunale ha ritenuto pienamente integrati i presupposti del danno temuto, ordinando l’eliminazione della situazione di rischio.

Uno degli aspetti più importanti dell’ordinanza riguarda la ripartizione delle responsabilità. Il giudice ha richiamato la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione sui balconi aggettanti, chiarendo che questi manufatti, quando non svolgono funzione portante né strutturale per l’edificio, sono di proprietà esclusiva dell’unità immobiliare cui accedono. Di conseguenza, la manutenzione ordinaria e straordinaria, compresi gli interventi urgenti per la sicurezza, spetta ai singoli proprietari e non al condominio. Solo elementi con funzione decorativa o che incidono sull’aspetto architettonico della facciata possono, in casi specifici, rientrare nelle parti comuni. Nel caso esaminato, però, il Tribunale ha attribuito quasi integralmente gli interventi ai proprietari dei balconi degradati, con una sola eccezione relativa alla sigillatura dei punti di fissaggio delle tende installate dai ricorrenti, ritenuta di competenza di questi ultimi.

Questa ordinanza rappresenta un punto di riferimento per proprietari di case con balconi, ma anche per amministratori di condominio, proprietari e imprese edili. Ribadisce l’importanza di intervenire tempestivamente sul degrado dei balconi, evitando soluzioni provvisorie e rinvii che possono trasformare un normale deterioramento in una situazione di grave pericolo. Dal punto di vista operativo, conferma quanto sia fondamentale affidarsi a imprese qualificate, in grado di eseguire verifiche tecniche accurate, interventi di consolidamento strutturale e lavori di ripristino conformi alle normative vigenti.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, impresa attiva in Sardegna nel settore della manutenzione edilizia e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, mette a disposizione la propria esperienza nella messa in sicurezza di facciate e balconi e per interventi urgenti su edifici di enti pubblici e privati. Prevenire il degrado, intervenire in modo strutturale e rispettare le responsabilità individuate dalla legge non è solo un obbligo giuridico, ma un investimento sulla sicurezza e sul valore degli immobili.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Ritinteggiare casa con il Bonus Ristrutturazioni 2026: quando è davvero detraibile la tinteggiatura?

Rinnovare le pareti della propria abitazione è un intervento frequente, utile per migliorare estetica, igiene e comfort degli ambienti. Tuttavia, non sempre la semplice tinteggiatura rientra tra le spese detraibili con il Bonus Ristrutturazioni 2026. Per evitare errori e cogliere le reali opportunità offerte dalla normativa, è fondamentale distinguere correttamente tra manutenzione ordinaria e straordinaria, analizzando come l’intervento si colloca all’interno della tipologia dei lavori edilizi ammessi.

La normativa di riferimento resta l’art. 3 del Dpr 380/2001, che classifica la ritinteggiatura esterna o interna come manutenzione ordinaria quando viene eseguita come intervento isolato, senza opere tecniche collegate. In questo caso, sulle singole unità immobiliari non è prevista alcuna agevolazione, mentre la detrazione è possibile solo se il lavoro riguarda esclusivamente parti comuni condominiali, come le scale, i pianerottoli o le facciate condivise. La dimensione collettiva dei lavori, infatti, consente di accedere alle agevolazioni anche per interventi considerati ordinari.

Il quadro cambia quando la tinteggiatura rientra in un intervento più ampio di manutenzione straordinaria, situazione frequente nel caso di ristrutturazioni che coinvolgono impianti, murature, intonaci o modifiche distributive. L’Agenzia delle Entrate ha ribadito più volte che gli interventi “minori”, se funzionali o conseguenti a lavori più complessi, vengono assorbiti da quelli principali. In questo scenario, il costo della tinteggiatura diventa pienamente detraibile anche per abitazioni private, qualora sia inserito nel progetto edilizio complessivo e risulti da fatture e documentazione coerente.

Nel 2026 la detrazione prevista per il Bonus Ristrutturazioni resta pari al 36% fino a una spesa massima di 96.000 euro per ogni unità immobiliare. La percentuale di detrazione si applica all’intero costo dei lavori ammessi, comprensivi della tinteggiatura quando questa viene correttamente inclusa nelle opere di manutenzione straordinaria o nelle attività su parti comuni condominiali.

Per usufruire dell’agevolazione è essenziale rispettare con precisione tutte le regole formali previste. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, riportando causale corretta, codice fiscale del soggetto che detrae e partita Iva dell’impresa esecutrice. Le fatture devono essere conservate e intestate a chi richiede la detrazione, così come è necessario indicare in dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile. Se l’importo dei lavori supera i 70.000 euro, è obbligatorio che nel contratto sia presente il riferimento ai contratti collettivi del settore edile: una mancanza può comportare la perdita totale del beneficio.

La complessità dell’argomento rende consigliabile affidarsi a tecnici qualificati e imprese strutturate, in grado di verificare la corretta classificazione degli interventi e garantire tutte le condizioni richieste dalla normativa vigente. Una pianificazione attenta consente di trasformare un intervento apparentemente semplice in un’opportunità concreta di risparmio fiscale.

Con l’avvicinarsi del 2026, progettare il rinnovamento degli ambienti con una ritinteggiatura diventa quindi un’operazione da valutare con attenzione: se inserita in un progetto organico e gestita da un’impresa certificata, può contribuire a migliorare il comfort abitativo e, al contempo, assicurare un risparmio economico significativo per proprietari e condomìni.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, ditta di costruzioni e ristrutturazioni attiva in tutta la Sardegna con squadre tecniche qualificate e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, supporta privati e condomìni nella gestione completa dei lavori, dalla manutenzione straordinaria agli interventi di finitura come la tinteggiatura, con la garanzia di conformità, qualità e rispetto delle procedure necessarie per accedere alle agevolazioni fiscali.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more

Quando è obbligatorio il progetto dell’impianto elettrico?

La normativa italiana in materia di sicurezza e impiantistica è chiara: il progetto dell’impianto elettrico è sempre obbligatorio. A stabilirlo è il D.M. 37/2008, che disciplina l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti all’interno degli edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso.

Il decreto prevede che ogni impianto elettrico debba essere corredato da un progetto tecnico, differenziando soltanto i soggetti abilitati alla firma: in alcuni casi il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice, mentre in altri è richiesto l’intervento di un professionista iscritto agli albi professionali.

In caso di mancato rispetto dell’obbligo, sono previste sanzioni amministrative da 1.000 a 10.000 euro, a seconda della complessità dell’impianto, del grado di pericolosità e delle circostanze oggettive e soggettive della violazione.

Secondo l’articolo 5 del D.M. 37/2008, il progetto deve essere redatto da un professionista abilitato per impianti di particolare rilevanza o complessità, tra cui:

  • Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica, nonché impianti di protezione contro le scariche atmosferiche.

  • Impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere in edifici civili con potenza superiore a 6 kW o superficie superiore a 400 m².

  • Impianti per attività produttive, commerciali e del terziario con potenza impegnata oltre 6 kW o superficie oltre 200 m².

  • Impianti elettrici alimentati a tensione superiore a 1000 V, compresa la parte in bassa tensione.

  • Impianti con lampade fluorescenti a catodo freddo di potenza complessiva superiore a 1200 VA.

  • Impianti situati in locali ad uso medico o con rischio di esplosione e incendio.

  • Impianti di rilevamento antincendio installati in attività soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi o con più di 10 apparecchi di rilevamento.

Negli altri casi, non rientranti in queste tipologie, il progetto può essere firmato direttamente dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Da anni, Global Società Cooperativa opera nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, offrendo un servizio completo che comprende progettazione, realizzazione e installazione di impianti elettrici, termici, idraulici e di climatizzazione. L’esperienza maturata nel campo e la conformità alle normative vigenti garantiscono impianti sicuri, efficienti e certificati, realizzati nel pieno rispetto delle regole tecniche e di sicurezza previste dal D.M. 37/08.

Global è un partner affidabile per privati, imprese e pubbliche amministrazioni, che accompagna ogni cliente in tutte le fasi del progetto: dalla consulenza iniziale alla progettazione tecnica, fino alla realizzazione e collaudo finale dell’impianto. Contattaci per informazioni o per ricevere un preventivo personalizzato.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Read more