bonus ristrutturazione

Edilizia, ristrutturazioni e bonus: tutte le novità del 2023

Dal mese di gennaio 2023 diversi bonus edili subiranno dei cambiamenti: alcuni verranno soppressi e altri saranno rimodulati. Ecco una lista dei bonus di cui i cittadini potranno usufruire durante i prossimi dodici mesi: sarà utile per orientarsi qualora si abbiano in programma lavori di ristrutturazione nella propria abitazione.

Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione edilizia è una agevolazione fiscale prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia che sarà valida fino al 31 dicembre 2024.

Questa detrazione, disciplinata dall’articolo 16-bis del DPR n. 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), consente di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni individuali e delle parti comuni dei condomini, fino a un massimo di 96.000 euro.

Possono beneficiare di questo bonus sia i proprietari che i titolari di diritti sull’immobile, come i locatari o i comodatari, i soci di cooperativa, gli imprenditori individuali per gli immobili che non siano beni strumentali o merci, i familiari conviventi, i coniugi separati assegnatari dell’immobile e i conviventi.

Bonus Facciate

Il Bonus Facciate, misura che prevede una detrazione fiscale del 60% per le spese sostenute per la riqualificazione delle facciate esterne di edifici esistenti, non sarà più disponibile a partire dal 2023. Infatti, la detrazione è valida solo per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022.

Il Superbonus 90%

A partire da quest’anno, il Superbonus passerà dal 110% al 90% nella maggioranza dei casi. L’aliquota esatta che sarà applicata varierà a seconda del soggetto e del rispetto di determinate condizioni.

Per i condomini, le persone fisiche proprietarie (o comproprietarie) di edifici composti da fino a 4 unità immobiliari, le Onlus, le Associazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute nel 2023 se:

  • La CILAS è stata presentata entro il 25 novembre 2022 e l’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori è stata tenuta tra il 19 e il 24 novembre 2022;
  • La CILAS è stata presentata entro il 31 dicembre 2022 e l’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori è stata tenuta entro il 18 novembre 2022;
  • Si tratta di un intervento di demolizione e ricostruzione degli edifici e l’istanza per acquisire il titolo abilitativo è stata presentata entro il 31 dicembre 2022.

La data della delibera assembleare deve essere certificata dall’amministratore o dal condomino che ha presieduto l’assemblea.

Per le spese sostenute in periodi diversi, la detrazione sarà:

  • Del 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022;
  • Del 90% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023;
  • Del 70% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024;
  • Del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.

Per gli edifici unifamiliari o unità immobiliari funzionalmente autonome, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute:

  • Fino al 30 giugno 2022, se i lavori sono iniziati prima del 1° gennaio 2023;
  • Fino al 31 marzo 2023, se i lavori sono iniziati prima del 1° gennaio 2023 e al 30 settembre 2022 sono stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Se invece i lavori sono iniziati nel 2023, la detrazione sarà del 90% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, a condizione che:
  • Il contribuente sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
  • L’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale;
  • Il contribuente abbia un reddito di riferimento, calcolato dividendo la somma dei redditi complessivi posseduti, nell’anno precedente, dal contribuente e dal coniuge/soggetto legato da unione civile/convivente/familiare per un coefficiente che varia a seconda della composizione del nucleo familiare (1 per il solo contribuente, 1 + 1 per un secondo familiare convivente, 1 + 0,5 per un familiare a carico, 1 + 1 per 2 familiari a carico, 1 + 2 per 3 o più familiari a carico) e che non superi i 15.000 euro.

Per i soggetti che svolgono attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali, la detrazione del superbonus rimarrà al 110% fino al 2025 per gli interventi su immobili di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o in comodato d’uso gratuito, appartenenti alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4.

IACP (Istituti Autonomi per le Case Popolari) ed enti equivalenti, compresi gli interventi effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso edificio e dalle cooperative a proprietà indivisa, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute:

  • Entro il 30 giugno 2023;
  • Entro il 31 dicembre 2023 se alla data del 30 giugno 2023 sono stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Ecobonus

L’Ecobonus 2023 è una detrazione fiscale prevista dall’Agenzia delle Entrate per incentivare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Gli interventi ammissibili sono diversi e vanno dal miglioramento termico dell’edificio all’installazione di impianti a fonti rinnovabili di energia.

La detrazione può raggiungere l’aliquota del 50% o del 60% e, nel caso di interventi su condomini, può arrivare fino all’85%. Gli importi della detrazione possono essere detratti in 10 quote annuali di pari importo e possono essere fruiti fino al 31 dicembre 2024.

Bonus Verde 2023

Il Bonus Verde è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere una detrazione del 36% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di piante, fiori, alberi da frutto, siepi e prati, nonché per l’acquisto di attrezzature da giardino.

Questa detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e può essere fruita sia da privati che da aziende. Per usufruire del Bonus Verde è necessario che gli interventi di giardinaggio siano realizzati su spazi privati o condominiali, e che siano effettuati da imprese o professionisti del settore.

È possibile detrarre fino a 5.000 euro per ogni unità immobiliare, con un massimo di 20.000 euro per ogni contribuente. La detrazione può essere fruita in 10 rate annuali di pari importo.

Bonus Mobili

A partire dal 2023, ci sono delle novità anche per quanto riguarda il Bonus Mobili, ovvero la detrazione del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione.

La prima novità consiste nella riduzione dell’importo massimo di spesa detraibile, che scende da 10.000 euro nel 2022 a 8.000 euro nel 2023. Inoltre, a partire dal 2023, il Bonus Mobili sarà disponibile anche per chi ha iniziato interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 1° gennaio 2022.

Per chi effettua interventi di recupero del patrimonio edilizio sia nel 2022 che nel 2023, il limite di spesa di 8.000 euro deve essere calcolato al netto delle spese sostenute nel 2022.

Per poter beneficiare del Bonus Mobili, è importante ricordare che i mobili e gli elettrodomestici devono rispettare determinate classe di efficienza energetica. In particolare, i forni devono essere di classe non inferiore alla classe A, le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie devono essere di classe non inferiore alla classe E, i frigoriferi e i congelatori devono essere

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Bonus ristrutturazione, ecco le novità previste per il 2023

La bozza della Legge di Bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei Ministri descrive, fra le altre cose, anche le principali novità e proroghe in materia di bonus edilizi, incluso il bonus ristrutturazione.

Quest’ultimo è stato rinnovato per il 2023 e per tutta la durata del 2024, con conferma della detrazione del 50% delle spese sostenute, ripartite su dieci quote di uguale importo. Il bonus continua a essere riconosciuto fino ad un massimo di 96 mila euro per ogni unità immobiliare.

In particolare, il bonus per la ristrutturazione è rinnovato con detrazione IRPEF al 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio pagati fino al 31 dicembre del 2024; per tutte le somme pagate a partire dal 1 gennaio 2025, invece, tornerà in vigore il vecchio bonus ristrutturazione ‘ordinario’ di cui all’art. 16 comma 1 del decreto legge n. 63 del 2013, che prevede la più bassa detrazione del 36% e l’importo massimo di spesa detraibile di 48mila euro per ogni unità immobiliare.

Il bonus ristrutturazioni edilizie può essere usato anche più volte, fino a concorrenza dell’ammontare massimo (ovvero 96mila euro). Ovviamente la detrazione non può essere richiesta per due volte per il medesimo lavoro, ma, per esempio, può essere chiesta per i lavori di ristrutturazione di un immobile e i successivi lavori di ampliamento del garage pertinente all’unità immobiliare stessa.

Fino al fino al 31 dicembre 2024, come alternativa alla detrazione, è possibile ai sensi del Decreto Rilancio n. 34 del 2020 anche chiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Chi può usufruire del bonus ristrutturazione?

Nel disegno della Legge di Bilancio 2023 non ci sono novità o modifiche che riguardino i soggetti ammessi a chiedere il bonus ristrutturazione, che per il 2023-2024 può essere richiesto:

  • dal proprietario dell’unità immobiliare, nonché dal nudo proprietario;
  • da chiunque abbia un diritto reale di godimento sul bene;
  • dal comodatario o inquilino dell’unità;
  • da imprenditori individuali (ma solo per immobili adibiti ad abitazione);
  • da soci di società semplici e cooperative, e dagli altri soggetti indicati nell’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Anche per i prossimi due anni spetta la legittimazione ad utilizzare il bonus ad un familiare convivente del possessore o detentore del bene immobile, al convivente fuori dal matrimonio o parte dell’unione civile, ed al coniuge separato purché gli sia assegnato il bene immobile intestato all’altro coniuge.

Possono richiedere il bonus ristrutturazione anche i condomini per i lavori sulle parti comuni (manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo e restauro/ristrutturazione edilizia), ad esempio per lavori di risanamento sulle zone comuni, di installazione di un ascensore o di sistemi contro l’effrazione e via dicendo.

Vale sempre, anche per i condomini, il limite della detrazione al 50% fino a 96mila euro di spesa per ogni unità immobiliare.

Accede alla detrazione, in questo caso, ogni singolo condominio sulla base delle quote millesimali di proprietà o in alternativa degli altri criteri applicabili ai sensi degli artt. 1123 ss. del Codice Civile.

Spese ammesse al bonus ristrutturazione: quali sono

I lavori ammessi a partecipare al bonus ristrutturazione, anche per il 2023-2024, sono quelli legati agli interventi di restauro e di ristrutturazione del patrimonio immobiliare, vale a dire i seguenti:

  • realizzazione di posti auto o di box auto;
  • ristrutturazione o costruzione degli edifici (anche non abitativi) che hanno subito danni da calamità naturali, purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • interventi per bonificare l’amianto;
  • lavori per contrastare il compimento di atti illeciti da parte di terzi (come installazione di grate, saracinesche, vetri anti-sfondamento, cancellate, porte blindate) e i lavori per la sicurezza domestica (come l’implementazione di sistemi di antifurto);
  • lavori anti-sismici (se eseguiti nei centri storici, devono essere non su singoli edifici, ma su più edifici in base ad un unico progetto);
  • costruzione di scale interne;
  • opere volte a ridurre gli infortuni domestici e al rafforzamento della sicurezza (come per esempio installazione di vetri anti-infortuni, corrimani);
  • costruzione/ristrutturazione di servizi igienici;
  • realizzazione di porte, finestre, balconi, mansarde, o trasformazione del balcone in una veranda;
  • demolizione e ricostruzione purché non comportino ampliamento del volume dell’immobile;
  • eliminazione di situazioni di degrado;
  • installazione di ascensori e altri lavori volti ad eliminare le barriere architettoniche e facilitare la mobilità interna/esterna delle persone con gravi disabilità (la detrazione è riconosciuta limitatamente alle spese investite per lavori sull’immobile, e non all’acquisto degli strumenti);
  • interventi per migliorare l’efficienza energetica o il risparmio energetico (come l’installazione di un impianto fotovoltaico, purché direttamente finalizzato a fornire energia all’abitazione, e con attestazione del risparmio energetico ottenuto);
  • lavori per contenere l’inquinamento acustico e per la cablatura degli edifici;

e tutti gli altri interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e restauro e ristrutturazione edilizia, così come elencati all’art. 3, lettere b, c e d del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.

Gli interventi di manutenzione ordinaria per le singole unità immobiliari concorrono al bonus ristrutturazione solo se sono inseriti all’interno di un più grande intervento di ristrutturazione dell’immobile (mentre per i condomini sono sempre ammessi).

Altre spese secondarie ammesse al bonus ristrutturazione

Oltre alle spese principali così elencate, il bonus ristrutturazione così prorogato si applica anche alle seguenti spese:

  • spese di acquisto dei materiali per i lavori;
  • spese di messa in regola degli edifici;
  • il costo della relazione di conformità dei lavori svolti;
  • spese dovute per le perizie ed i sopralluoghi, nonché i costi della progettazione e altre prestazioni professionali;
  • le imposte (come l’IVA, l’imposta di bollo, le tasse dovute per la comunicazione dei lavori e per le autorizzazioni), nonché gli oneri di urbanizzazione;
  • costi collegati alla realizzazione degli adempimenti dovuti ai sensi del regolamento di attuazione dei lavori agevolati, ai sensi del decreto 41/1998.

Anche per i prossimi due anni, infine, resta possibile accedere all’IVA agevolata al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, come chiarito dalla guida dell’Agenzia delle Entrate.


Informazioni a cura del portale Edilizia.com – Approfondimenti e ulteriori informazioni: “Bonus Ristrutturazione 2023: La guida completa“;

 

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Bonus Verde 2022: ristrutturare i giardini ora è più conveniente

Insieme a tutte le agevolazioni per la ristrutturazione degli immobili, anche il Bonus Verde è stato confermato dalla Legge di Bilancio fino al 2024. Di cosa si tratta? Come si intuisce dal nome, il Bonus Verde è una detrazione fiscale riconosciuta per oneri inerenti la realizzazione del giardino di casa o del condominio.

Come specificato nel sito dell’Agenzia delle Entrate, il bonus consiste in una detrazione Irpef sulle spese effettuate per gli interventi di:

  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici costruiti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • progettazione e manutenzione, se collegate allo svolgimento di questi interventi.

L’agevolazione non è invece prevista per le spese di manutenzione ordinaria periodica dei giardini già presenti, se non collegata ad un intervento innovativo o modificativo.

Bonus Verde 2022, tutte le cifre

La detrazione ammissibile è pari al 36% delle spese sostenute per un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. La detrazione fiscale deve essere suddivisa in 10 quote annuali di pari valore da riportare in dichiarazione dei redditi (730 o Redditi persone fisiche). Per il Bonus Verde non è consentito lo sconto in fattura né la cessione del credito. Il pagamento delle spese essere tracciabile e i documenti di pertinenza del bonus verde devono essere conservati per 10 anni per consentire eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus Verde 2022, chi può beneficiarne?

Come menzionato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, possono accedere all’agevolazione tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla scorta di un titolo idoneo, l’immobile su cui sono compiuti gli interventi e che hanno pagato le collegate spese.

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Ristrutturare una vecchia casa in Sardegna: idee e consigli

Ristrutturare una vecchia casa in Sardegna: idee e consigli

Comprare una casa nuova è un momento cruciale nella vita di una persona o di una famiglia: si sta scegliendo infatti il posto in cui si trascorreranno gli anni successivi, in cui ci si può rifugiare alla fine di una giornata di lavoro e sarà il luogo in cui accogliere amici e parenti per le feste.

Chi compra una casa si trova immediatamente di fronte a tanti dilemmi. Il primo – davanti agli annunci immobiliari – è sicuramente se acquistare una casa di recente costruzione o un immobile vecchio da ristrutturare. Entrambe le opzioni presentano pro e contro. Se comprare un appartamento fatto e finito è una comodità, è anche vero che acquistare una casa da ristrutturare presenta notevoli vantaggi.

Ristrutturare una casa o un appartamento infatti ti permette di organizzare gli spazi secondo gusti ed esigenze personali e aumenta il valore dell’immobile acquistato (a un prezzo conveniente rispetto a un immobile nuovo di zecca, generando quindi una plusvalenza importante all’atto della vendita) se un domani si vorrà cambiare nuovamente casa.

In questo articolo cercheremo di analizzare i vantaggi della ristrutturazione di una casa in Sardegna.

Conviene ristrutturare una casa vecchia?

Se si deve acquistare una casa in Sardegna, sceglierne una da ristrutturare (e soprattutto nei centri storici dei paesi del Campidano, ce ne sono tantissime) può essere la scelta migliore per spendere di meno e per avere modo di organizzare gli spazi in base ai propri desideri e alle esigenze familiari. La disposizione delle stanze, l’apertura di nuove finestre per garantire un’illuminazione ideale in ogni stanza, la realizzazione di uno studio (per lo studio dei propri ragazzi o per il lavoro dei tanti liberi professionisti o smart workers) o l’installazione di un sistema di riscaldamento di ultima generazione: tutte cose impossibili (o molto complicate) da realizzare se si acquista una casa di nuova costruzione.

Inoltre, parlando del punto di vista economico, i vantaggi sono fin troppo ovvii.  Una volta conclusi i lavori infatti, l’appartamento avrà guadagnato un valore di mercato nettamente superiore a quello di acquisto, che può anche raddoppiare se si usano soluzioni edilizie all’avanguardia.

Quanto costa ristrutturare una casa?

La domanda è lecita ma chiaramente non ha una risposta univoca. Partiamo subito con un consiglio: chiedere sempre un preventivo a una ditta di costruzioni certificata, per avere un’idea della spesa globale tra rogito e ristrutturazione.

Non è banale offrire ai lettori delle cifre generiche riguardanti i costi di ristrutturazione di una vecchia costruzione perché intervengono numerose variabili a determinare il prezzo finale, con oscillazioni importanti in base al tipo e al numero di modifiche richieste, alla metratura dell’edificio (il prezzo finale di ogni preventivo è determinato in base ai metri quadri dell’intervento), dai materiali e dagli impianti che si vorranno installare.

In Italia esistono tantissimi incentivi fiscali per chi ristruttura una vecchia casa migliorandone l’efficienza energetica. Dal Superbonus 110% al Bonus Ristrutturazione, passando per Ecobonus e bonus facciate, sono molteplici le possibilità di recuperare somme che vanno dal 50% al 110% della spesa (con detrazione oppure con lo sconto direttamente in fattura). Per questo motivo comprare una vecchia casa e ristrutturarla costituisce una delle migliori forme di investimento possibili.

A chi rivolgersi per ristrutturare una casa?

Prima di ristrutturare un vecchio immobile è importante consultare professionisti (geometri, architetti o ingegneri) che siano in grado di realizzare il progetto per la casa nuova, tenendo conto delle esigenze personali o familiari, comprese quelle relative al budget. Sin dalle primissime fasi è importante pensare non solo alle strutture architettoniche (opere murarie, impianti, cappotto), ma anche a quello che sarà la destinazione d’uso di ogni stanza e il relativo arredamento:  solo in questo modo si potranno fare tutte le scelte (posizione e dimensione degli infissi, dimensionamento e posizione degli impianti, punti luce, etc) nella maniera più oculata e ottimizzata possibile.

Il consiglio per la realizzazione dei lavori è sempre quello di affidarsi a una ditta certificata, come Global. In questo modo si può delegare la direzione dei lavori al professionista che ha realizzato il progetto, facendolo lavorare insieme a un team di operai e tecnici affidabili. Il risultato è garantito dall’esperienza e delle maestranze messe in campo dalla ditta, riducendo i problemi e il tempo passato in cantiere a prendere decisioni che possono essere delegate con fiducia ai tecnici.

Impianti, cappotto, infissi: ristrutturare per migliorare l’efficienza energetica

Per migliorare la classe energetica di una casa non basta solo rifare gli impianti, ma occorre anche installare degli infissi moderni capaci di isolare la casa dalle condizioni climatiche naturali. Gli infissi più datati non sono infatti adatti allo scopo: spifferi e vetri sottili rendono le vecchie case delle “spugne” in grado di assorbire la temperatura dall’esterno.

L’installazione di pannelli isolanti (ottimi anche per l’acustica) è un ottimo sistema per migliorare l’efficienza energetica della casa. Un cappotto isolante rende un appartamento molto più confortevole e ne aumenta sensibilmente il valore commerciale.

A questo, ovviamente, deve accompagnarsi anche un rinnovamento degli impianti. Più un immobile è datato, più sono probabili guasti al sistema idraulico, alle tubature del gas o all’impianto elettrico. In alcune situazioni è possibile effettuare delle riparazioni mirate, ma in linea di massima è conveniente sostituire gli impianti. Caldaie e climatizzatori di ultima generazione garantiscono efficienza e consumi ridotti. Installando pannelli fotovoltaici inoltre sarà possibile produrre energia e abbattere il costo della bolletta elettrica.

Sempre nell’ottica del miglioramento dell’efficienza energetica, si può pensare a una casa dotata di domotica: grazie alle più moderne tecnologie è possibile controllare da remoto, tramite smartphone, elettrodomestici e sistema di riscaldamento, ottimizzando i consumi.

Personalizzare la casa da ristrutturare

Ristrutturare una casa offre possibilità di scegliere tutti i materiali e finiture, dai pavimenti ai bagni, dal colore delle pareti alle porte fino all’arredamento: tutto può essere personalizzato in base allo stile di chi abiterà la casa. In quest’ottica l’acquisto con ristrutturazione è sicuramente una scelta migliore rispetto all’acquisto di un immobile personalizzato da altri.

 

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Ristrutturazione bagno: tutti gli incentivi fiscali per risparmiare

La ristrutturazione del bagno è un intervento che al momento può usufruire di una sola agevolazione fiscale: il Bonus Ristrutturazioni. Il bagno però è comunque una stanza afferente all’unità immobiliare, dotata di infissi, pavimento e arredamento. Per questo, con un po’ di attenzione, è possibile accedere anche ad altri tipi di incentivi.

In questo articolo vi diremo tutto quello che c’è da sapere sulla ristrutturazione del bagno e sulle relative agevolazioni fiscali.

Ristrutturazione bagno: Bonus Ristrutturazioni come incentivo principale

Partiamo innanzitutto col dire che l’incentivo che “ufficialmente” consente il rifacimento del bagno è il Bonus Ristrutturazioni 2021, che ammette lavori di manutenzione straordinaria. L’agevolazione concede una detrazione IRPEF pari al 50% su una spesa massima di 96.000 euro, da ripartire in 10 quote per 10 anni. In alcuni casi è anche possibile beneficiare dell’incentivo con le due opzioni alternative dello sconto in fattura o della cessione del credito.

Il Bonus Ristrutturazioni, per quanto riguarda il rinnovo del bagno, si configura nelle seguenti declinazioni:

  • Realizzazione ex novo del bagno, ma senza modificarne forma, superficie o volume. In sostanza, senza modifiche strutturali;
  • Rifacimento dell’impianto idrico e sostituzione delle tubature;
  • Interventi mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche, come montaggio di sanitari rialzati o ampliamento della porta d’ingresso;
  • Nuova costruzione del bagno con modifiche strutturali (solo per le unità abitative danneggiate o demolite a causa di calamità naturali per le quali è stato dichiarato lo Stato di Emergenza). In questo caso, eccezionalmente, si concede di utilizzare il bonus ristrutturazioni per la costruzione da zero dell’intera unità danneggiata, e non solo del bagno.

Gli interventi sono rivolti solo alle unità abitative residenziali (indipendenti o condominio), e non agli immobili con destinazione d’uso commerciale.

Ecobonus, Bonus Mobili o Superbonus 110%, in base agli interventi da eseguire

Con il Bonus Ristrutturazioni è possibile eseguire numerosi lavori nel bagno usufruendo di corposi incentivi, ma esistono altre possibilità per detrarre ulteriori spese.

Se quindi volete optare per altri interventi mirati a specifici elementi da sostituire o rinnovare, ecco tutto quello che potete fare in bagno con le altre agevolazioni fiscali:

  • Sostituzione degli infissi, con Ecobonus tradizionale o Superbonus 110%;
  • Abbattimento delle barriere architettoniche, con Bonus Ristrutturazioni o con Superbonus 110% ;
  • Acquisto di nuovi mobili per il bagno o per la casa con il Bonus Mobili;
  • Rifacimento pavimento con Ecobonus tradizionale o Superbonus 110%, se si riesce a ottenere un miglioramento delle prestazioni energetiche dell’unità (per esempio installando un sistema di riscaldamento a pavimento).

Bonus Idrico

Con la Legge di Bilancio 2021 è arrivato anche il Bonus Idrico. Per favorire il risparmio di risorse idriche è riconosciuto un bonus di 1.000 euro alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscono su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari

  • i sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • la rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.

In particolare, l’agevolazione è riconosciuta per le spese sostenute per

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

È possibile utilizzare il bonus fino al 31 dicembre 2021.

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Cappotto termico

Proteggere la casa dal caldo e dal freddo: l’importanza del cappotto termico

Perché sentiamo spesso parlare di “cappotto termico” quando si parla delle nostre case e delle temperature che abbiamo al loro interno? Perché si parla anche di “disperdere” il caldo o il fresco al loro interno? E perché a tutto questo sentiamo anche associato il discorso di abbattimento della spesa energetica?

Cosa si intende per “cappotto termico”?

Uno dei metodi più efficaci per migliorare l’isolamento termico un edificio consiste nell’avvolgerlo con un rivestimento isolante: il principio è lo stesso per cui d’inverno indossiamo un cappotto. Per questo motivo i sistemi compositi di isolamento termico esterno (ETICS, External Thermal Insulation Composite System) vengono anche definiti “sistemi a cappotto”. Il cappotto termico, non è altro che un rivestimento completo che viene fatto sugli edifici per garantirne da una parte la “protezione” dalle temperature esterne (freddo o caldo che sia), dall’altra, per evitare che la temperatura interna creata o non con sistemi di riscaldamento o condizionamento, non venga dispersa esternamente a causa del principio di trasmittanza.

Abbattimento della spesa energetica

La spesa per la gestione e il condizionamento climatico degli edifici rappresenta circa il 40% del consumo energetico totale europeo. Per migliorare l’efficienza energetica di una struttura edile, vecchia o nuova che sia, consumando quindi meno energia per la climatizzazione, la soluzione migliore è quella di rivestirla con un “cappotto”.

Cappotto termico interno

Il cappotto termico interno consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni. Questa è una pratica molto usata all’interno di edifici urbani, in cui è difficile intervenire sulle pareti esterne o per la coibentazione del tetto.

Tuttavia, dal momento che i pannelli sono posizionati all’interno della tua casa, gli spazi ne risulteranno ridotti in volume e l’applicazione potrà essere difficoltosa in alcune zone, come dietro grandi armadi o in cucina.

Cappotto termico esterno

Per realizzare un cappotto termico esterno, sulla facciata di un immobile vengono applicati una serie di elementi edili prefabbricati, da applicarsi direttamente sulle pareti esterne. Si crea infatti un rivestimento composto da adesivo, materiale isolante, fissaggi, rivestimento base, rinforzo (rete in fibra di vetro) e rivestimento finale con primer e/o pittura protettiva. Una volta terminato il lavoro di applicazione, l’edificio si presenta all’esterno come una normale costruzione intonacata che è dotata però di una “barriera isolante” in grado di ridurre la dispersione del calore interna attraverso i muri. Ne consegue, logicamente, un risparmio energetico notevole sui costi per il riscaldamento (elettricità, legna, pellet o altri combustibili).

L’isolamento a cappotto esterno è un tipo di applicazione diffusa, in particolare in piccoli edifici o in ville unifamiliari, ma è largamente usata anche per le facciate dei condomini. Il cappotto termico esterno ha notevoli vantaggi, come maggiore isolamento, prevenzione di danni alle pareti esterne, come crepe o muffa e la riduzione dei ponti termici, cioè le zone fredde causate da discontinuità costruttive.

Intonaco termoisolante esterno

L’intonaco termoisolante è  un’alternativa all’isolamento a cappotto che garantisce una buona riduzione dei ponti termici. Può essere applicato nei casi in cui l’isolamento non sia compatibile con i caratteri estetici e tecnologici delle facciate. Il materiale è costituito da una malta premiscelata a base di inerti leggeri, leganti idraulici e speciali resine additivanti che migliorano le proprietà termiche dell’intonaco tradizionale. I vantaggi dell’intonaco termoisolante è  la rapidità di posa, ma ha un potere isolante inferiore rispetto all’isolamento a cappotto, a causa della maggiore conducibilità termica dei materiali impiegati. Risulta comunque necessario applicare strati di intonaco con spessori pari ad almeno 4-6 centimetri.

Quali materiali isolanti vengono usati per l’isolamento a cappotto?

A seconda delle esigenze personali si può scegliere tra diversi materiali per l’isolamento. Nella scelta, è importante basarsi non solamente sul prezzo, ma anche e soprattutto sulla loro qualità. E sulle loro caratteristiche rispetto all’esigenza dell’edificio da “proteggere” e dal tipo di clime presente. Impertanti poi le loro peculiarità: conduttività termica, traspirabilità (per evitare si crei condensa all’interno dell’edificio), resistenza di diffusione al vapore, atossicità, durevolezza e resistenza al fuoco.

Esistono principalmente due tipi di materiali usati: quelli sintetici e quelli naturali/minerali.

Materiali di tipo sintetico

Tra i materiali sintetici più utilizzati troviamo il polistirene, espanso o estruso (ESP e XPS) e il PVC. Questi materiali hanno un costo inferiore rispetto a quelli naturali e hanno ottime caratteristiche isolanti.

Materiali di origine naturale

L’alternativa ecologica è sempre possibile: si può prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita e intonacata, oppure in lana di pecora. Esistono anche pannelli di origine naturale, come quelli in fibra di legno o vetro, sughero e lana di roccia. Questi materiali non solo sono ottimi isolanti termici, ma anche acustici. Tuttavia, possono essere più costosi perché richiedono tempi di lavorazione più lunghi.

L’isolamento termico mediante cappotto, se eseguito a regola d’arte da aziende specializzare come Global, consente notevoli risparmi energetici, con benefici economici e ambientali, e offre tutta una serie di altri vantaggi per la salute dell’edificio e per il benessere di chi lo abita.

Cappotto termico e detrazioni fiscali

Su questo tipo di interventi è possibile beneficiare di importanti incentivi statali: dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 questi interventi godranno del Superbonus 110%, bonus che potrà essere portato in detrazione fiscale in 5 anni oppure ottenuto come sconto in fattura, con cessione del credito all’impresa che ha realizzato i lavori, oppure a banche o altri intermediari finanziari.

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Ristrutturazione

Detrazioni fiscali al 110%: ristrutturazione gratis con il Decreto Rilancio

Ristrutturazioni edilizie, restauri, efficientamento energetico, recupero o tinteggiatura delle facciate esterne, ma anche sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con caldaie a condensazione e a pompa di calore. Questi alcuni degli interventi sui quali è possibile beneficiare del Superbonus 110% previsto dal Decreto Rilancio recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le misure del Governo interesseranno i lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica delle abitazioni delle famiglie italiane. Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 questi interventi godranno del Superbonus 110%, bonus che potrà essere portato in detrazione fiscale in 5 anni oppure ottenuto come sconto in fattura, con cessione del credito all’impresa che ha realizzato i lavori, oppure a banche o altri intermediari finanziari.

I lavori espressamente citati dal Decreto Rilancio sono quelli che hanno a che fare con l’efficientamento energetico dell’edificio o il suo adeguamento a norme antisismiche. In particolare: coibentazione termica dell’edificio (spesa massima 60.000 euro per ogni unità immobiliare); installazione di impianti di riscaldamento e raffrescamento ad alta efficienza in condominio (spesa massima 30.000 euro); installazione di caldaie ad alta efficienza (per le abitazioni principali). Questi tre lavori sono cumulabili. La condizione per accedere all’agevolazione è che i lavori apportino un miglioramento del rendimento energetico.

Non è previsto il superbonus per qualsiasi intervento. Ad esempio il rifacimento dell’impianto idrico, oppure ristrutturare un bagno o abbattere una parete nell’abitazione non rientrano nei benefici dell’ultimo decreto. Per questo tipo di interventi, però, esiste da anni il “bonus ristrutturazione” che prevede detrazioni del 50% diluite in 10 anni.

Edilizia: quali lavori sono detraibili?

  • Ristrutturazioni edilizie: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali. Oppure lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, sulle singole unità immobiliari. In sintesi, i lavori a cui si applica la detrazione al 50% fino a un tetto di spesa di 96.000 euro previsti dall’ articolo 16-bis, comma 1, lettere a, b, del testo unico delle imposte sui redditi, dpr 917/1986.
  • Efficienza energetica: lavori di riduzione fabbisogno energetico, miglioramento termico edificio, pannelli solari, sostituzione impianti riscaldamento. Sono gli interventi agevolati con l’ecobonus al 65% previsti dall’articolo 14 del dl 63/2013.
  • Lavori antisismici: sono i lavori che riducono il rischio sismico nelle zone 1, 2 e 3 (in base alla classificazione del rischio sismico) previsti dall’articolo 16, commi 1-bis e 1-ter, del decreto legge 63/2013.
  • Recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna: sono i lavori agevolati con il nuovo bonus facciate introdotto dalla manovra 2020 (articolo 1, comma 219, legge 160/2019).
  • Installazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: articolo 16-ter dl 63/2013.

Su ognuna di queste lavorazioni, il contribuente potrà applicare direttamente in dichiarazione la relativa detrazione prevista (110%, 65%, 50% e via dicendo, a ognuno dei lavori si applica l’agevolazione specificamente prevista dalle norme sopra richiamate). Entro il 1° Luglio è comunque atteso un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate con le modalità attuative.

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