Blog grid view

Global: lavora con noi

Global assume: nuove opportunità di lavoro nell’edilizia in Sardegna

Global amplia il proprio organico e ricerca nuove figure professionali con esperienza nel settore edile. L’azienda, con sede a San Gavino Monreale, offre nuove opportunità di lavoro a tecnici e operai specializzati da inserire nelle proprie attività di cantiere.

La selezione è rivolta a persone competenti, affidabili e abituate a lavorare in squadra, interessate a entrare a far parte di una realtà che pone al centro le risorse umane e la professionalità. Global opera nel settore dell’edilizia e realizza interventi per committenti pubblici e privati in diverse zone della Sardegna.

Le figure professionali ricercate

Le nuove assunzioni riguardano differenti profili tecnici e operativi:

  • tecnici;
  • muratori specializzati;
  • muratori qualificati;
  • carpentieri;
  • cartongessisti.

La ricerca è rivolta in particolare a candidati con esperienza in cantiere e competenze adeguate alla mansione per la quale intendono proporsi. La conoscenza delle lavorazioni edili, la capacità di collaborare con colleghi e responsabili e l’attenzione alla sicurezza rappresentano elementi importanti per lavorare con efficacia all’interno di una squadra.

Lavorare con Global

Entrare a far parte di Global significa inserirsi in un’azienda composta da persone che condividono competenze, responsabilità e obiettivi. Ogni intervento richiede infatti il contributo coordinato di tecnici, muratori, carpentieri e professionisti specializzati, indispensabili per garantire qualità e precisione nelle diverse fasi del lavoro.

L’ampliamento dell’organico rappresenta un’opportunità per chi cerca lavoro nell’edilizia in Sardegna e desidera mettere a disposizione la propria esperienza professionale all’interno di una realtà strutturata e attiva sul territorio.

Come candidarsi

Gli interessati possono inviare il proprio curriculum vitae oppure contattare direttamente Global Società Cooperativa per richiedere un colloquio conoscitivo.

☎️ Telefono: 070 234 8800
📨 Email: info@globalsocietacooperativa.com
📍 Sede: via Villacidro 106, San Gavino Monreale (SU)

Nel curriculum è consigliabile indicare le precedenti esperienze di lavoro, le principali competenze maturate in cantiere, eventuali qualifiche professionali e la figura per la quale si presenta la candidatura.

Global cerca tecnici e operai edili pronti a contribuire con serietà, esperienza e capacità professionali alla realizzazione dei prossimi progetti. Un’azienda fatta di persone, nella quale ogni competenza può diventare una risorsa importante.

Fascia di rispetto stradale: distanze, vincoli edilizi e verifiche da fare prima di costruire

Quando si progetta una nuova costruzione, un ampliamento, una veranda, una tettoia o una recinzione, è necessario verificare preventivamente la presenza della fascia di rispetto stradale. Costruire troppo vicino a una strada può infatti determinare il diniego del titolo edilizio, l’applicazione di sanzioni e, nei casi più gravi, l’impossibilità di regolarizzare successivamente l’opera.

La fascia di rispetto stradale è una porzione di territorio situata ai lati della strada nella quale l’attività edilizia è vietata o sottoposta a specifiche limitazioni. La sua funzione è tutelare la sicurezza della circolazione, garantire un’adeguata visibilità, preservare gli spazi necessari per eventuali interventi di ampliamento della sede stradale e assicurare un ordinato sviluppo urbanistico del territorio.

Che cos’è la fascia di rispetto stradale

La fascia di rispetto non deve essere confusa con la carreggiata o con la fascia di pertinenza della strada. Si tratta di un’area esterna al confine stradale nella quale devono essere rispettate determinate distanze per realizzare nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e altre opere.

Il Codice della Strada disciplina le fasce di rispetto fuori e dentro i centri abitati, mentre il relativo Regolamento di esecuzione stabilisce le distanze applicabili alle diverse categorie di strade.

La presenza del vincolo non comporta necessariamente il divieto assoluto di qualsiasi intervento. La possibilità di eseguire lavori dipende dalla natura dell’opera, dalla classificazione della strada, dalla posizione dell’immobile e dalle prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali.

Da cosa dipendono le distanze dalla strada

Non esiste un’unica distanza valida per tutti gli immobili e per tutte le strade. La misura della fascia di rispetto può variare in funzione di diversi elementi:

  • classificazione della strada;
  • ubicazione dentro o fuori dal centro abitato;
  • destinazione urbanistica dell’area;
  • tipologia dell’intervento edilizio;
  • disposizioni del piano urbanistico comunale;
  • presenza di ulteriori vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici.

Il principale riferimento normativo è rappresentato dal Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cioè il Codice della Strada, e dal D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, che ne contiene il Regolamento di esecuzione e attuazione.

A queste norme si aggiungono le prescrizioni contenute nei piani urbanistici comunali. Per questo motivo, prima di predisporre un progetto, non è sufficiente conoscere genericamente la categoria della strada: occorre esaminare la disciplina urbanistica applicabile alla specifica area.

Come si misura la fascia di rispetto stradale

Uno degli errori più frequenti consiste nel calcolare la distanza partendo dal margine della carreggiata. La normativa fa generalmente riferimento al confine stradale, la cui individuazione deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche e della proprietà dell’infrastruttura.

Il confine stradale non coincide necessariamente con il bordo dell’asfalto. Possono infatti far parte della proprietà stradale anche banchine, fossi, scarpate, cunette e altre pertinenze.

Una misurazione effettuata senza un rilievo tecnico o senza verificare gli elaborati urbanistici può quindi produrre risultati errati e compromettere la validità dell’intero progetto.

Si può costruire nella fascia di rispetto stradale?

In linea generale, le nuove costruzioni all’interno della fascia di rispetto sono soggette a forti limitazioni. Il divieto risponde a esigenze di sicurezza pubblica e di tutela della viabilità e non costituisce un semplice requisito formale.

La disciplina può essere differente per gli edifici già esistenti. Alcuni interventi di manutenzione, recupero o adeguamento potrebbero essere consentiti, purché non comportino nuovi volumi, ampliamenti verso la strada o ulteriori violazioni delle distanze previste.

Devono essere valutate con particolare attenzione anche opere apparentemente secondarie come:

  • tettoie e pensiline;
  • verande;
  • pergolati;
  • recinzioni e muri di cinta;
  • locali tecnici;
  • piscine;
  • manufatti prefabbricati;
  • ampliamenti di edifici esistenti.

La qualificazione edilizia dell’opera e il suo impatto sulla fascia di rispetto devono essere verificati caso per caso da un tecnico abilitato.

Fascia di rispetto stradale e sanatoria edilizia

Realizzare un’opera troppo vicino alla strada può impedire anche il successivo rilascio di una sanatoria. La conformità dell’intervento non viene infatti valutata soltanto rispetto alle caratteristiche costruttive del manufatto, ma anche in relazione alle distanze, ai vincoli e alla disciplina urbanistica applicabile.

Il Decreto Salva Casa ha introdotto nel Testo unico dell’edilizia l’articolo 36-bis, che disciplina l’accertamento di conformità per alcune ipotesi di parziale difformità e per determinati interventi realizzati in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata. L’introduzione di questa procedura non determina però automaticamente la regolarizzabilità di qualsiasi opera: devono comunque essere rispettati i requisiti urbanistici, edilizi e le condizioni previste dalla legge.

Anche la giurisprudenza amministrativa ha ribadito che la violazione della fascia di rispetto può assumere carattere ostativo alla sanatoria. Un manufatto incompatibile con le distanze previste dalla pianificazione urbanistica potrebbe quindi non essere regolarizzabile, anche quando si tratta di una tettoia o di un’opera di dimensioni contenute.

Quali conseguenze rischia chi non rispetta le distanze

La realizzazione di opere in violazione della fascia di rispetto stradale può comportare diverse conseguenze:

  • sospensione dei lavori;
  • diniego del permesso di costruire;
  • annullamento o inefficacia del titolo edilizio;
  • sanzioni amministrative;
  • ordine di demolizione o ripristino;
  • impossibilità di ottenere la sanatoria;
  • difficoltà durante la vendita o il finanziamento dell’immobile.

La presenza di una difformità può emergere anche molti anni dopo la costruzione, per esempio durante una compravendita, una successione, una richiesta di mutuo o un intervento di ristrutturazione.

Come verificare se un terreno ricade nella fascia di rispetto

Prima di acquistare un terreno o iniziare un intervento edilizio è consigliabile svolgere una verifica tecnica e urbanistica completa.

Il controllo dovrebbe comprendere:

  1. l’individuazione del confine stradale;
  2. la classificazione della strada;
  3. la verifica della delimitazione del centro abitato;
  4. l’analisi del piano urbanistico comunale;
  5. l’esame delle norme tecniche di attuazione;
  6. la verifica catastale e dei titoli edilizi esistenti;
  7. l’accertamento di eventuali ulteriori vincoli;
  8. il confronto con l’Ufficio tecnico del Comune e con l’ente proprietario della strada.

In alcuni casi può essere utile richiedere il certificato di destinazione urbanistica, soprattutto prima dell’acquisto di un terreno o della progettazione di un nuovo fabbricato.

Perché effettuare le verifiche prima dei lavori

Una verifica preventiva consente di progettare correttamente l’intervento, evitare spese inutili e ridurre il rischio di contenziosi con il Comune o con l’ente proprietario della strada.

Affidarsi a tecnici qualificati è particolarmente importante quando il confine stradale non è chiaramente individuabile, l’immobile si trova vicino a un incrocio o il piano urbanistico contiene prescrizioni più restrittive rispetto alla disciplina generale.

Global, grazie alla propria esperienza nel settore delle costruzioni e alle certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, affianca privati, imprese ed enti pubblici nella progettazione e realizzazione degli interventi, valutando fin dalle prime fasi le condizioni tecniche, urbanistiche e operative necessarie per eseguire i lavori in modo regolare e sicuro.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

 

Areazione passiva: come raffrescare la casa in estate riducendo l’uso del climatizzatore

Con le estati sempre più calde e i costi energetici in costante crescita, molte famiglie cercano soluzioni efficaci per mantenere una temperatura confortevole all’interno delle abitazioni senza dover ricorrere continuamente ai sistemi di climatizzazione.

Tra le strategie più semplici, economiche e sostenibili troviamo l’areazione passiva, una tecnica che sfrutta la ventilazione naturale degli ambienti per favorire il raffrescamento degli spazi interni e migliorare il comfort abitativo.

Se correttamente applicata, l’areazione passiva può contribuire a ridurre il surriscaldamento degli edifici, limitare il consumo energetico e diminuire il ricorso a condizionatori e pompe di calore durante i mesi estivi.

Cos’è l’areazione passiva

L’areazione passiva è un sistema di ventilazione naturale che sfrutta il movimento spontaneo dell’aria generato dalle differenze di temperatura e pressione tra ambiente interno ed esterno.

A differenza dei sistemi meccanici, non utilizza ventilatori, motori o apparecchiature elettriche, ma si basa esclusivamente sulle caratteristiche dell’edificio e su una corretta gestione delle aperture.

Durante l’estate l’aria calda tende naturalmente a salire verso l’alto. Favorendo l’uscita dell’aria più calda e l’ingresso di aria più fresca è possibile migliorare significativamente la qualità dell’ambiente interno e ridurre la temperatura percepita.

Ventilazione trasversale: il metodo più efficace

La tecnica più utilizzata nell’areazione passiva è la ventilazione trasversale.

Questo sistema consiste nell’aprire contemporaneamente finestre, porte o aperture situate su lati opposti dell’abitazione, creando un flusso continuo che attraversa gli ambienti e favorisce l’espulsione dell’aria calda accumulata durante la giornata.

Per ottenere i migliori risultati è importante scegliere i momenti più adatti:

  • apertura delle finestre nelle prime ore del mattino;
  • ventilazione intensa durante la notte;
  • chiusura delle aperture nelle ore più calde;
  • utilizzo delle schermature solari durante l’esposizione diretta al sole.

Nelle abitazioni che dispongono di aperture poste a quote differenti entra inoltre in gioco il cosiddetto effetto camino. L’aria calda sale verso l’alto ed esce dalle aperture superiori, mentre l’aria più fresca entra da quelle inferiori, aumentando naturalmente il ricambio d’aria.

Schermature solari: alleate indispensabili contro il caldo

La ventilazione naturale da sola non è sufficiente se l’edificio continua ad assorbire calore attraverso finestre e superfici vetrate. Per questo motivo l’areazione passiva dovrebbe essere sempre accompagnata da adeguate schermature solari.

Tapparelle, persiane, frangisole orientabili, tende da sole e pergolati consentono di limitare l’ingresso della radiazione solare, riducendo il surriscaldamento degli ambienti interni.

Particolare attenzione deve essere riservata alle facciate esposte a sud e a ovest, che durante il pomeriggio ricevono la maggiore quantità di energia solare. Una corretta protezione delle superfici vetrate permette di abbassare sensibilmente la temperatura interna e aumentare l’efficacia della ventilazione naturale.

Il ruolo della vegetazione nel raffrescamento naturale

Anche la cura del verde può contribuire in modo significativo al comfort termico degli edifici. Alberi, siepi, pergolati e piante rampicanti creano zone d’ombra che limitano il riscaldamento delle pareti esterne e delle finestre.

Oltre a ridurre l’irraggiamento diretto, la vegetazione contribuisce a raffrescare naturalmente l’aria circostante grazie al fenomeno dell’evapotraspirazione. Questo permette di migliorare ulteriormente le prestazioni dell’areazione passiva e ridurre il carico termico dell’edificio.

Gli errori più comuni da evitare

Molte persone compromettono involontariamente l’efficacia della ventilazione naturale adottando comportamenti poco corretti.

Tra gli errori più frequenti troviamo:

  • lasciare le finestre aperte nelle ore più calde della giornata;
  • non utilizzare tapparelle o schermature durante l’esposizione solare;
  • tenere chiuse le porte interne impedendo la circolazione dell’aria;
  • rinunciare alla ventilazione notturna;
  • sottovalutare l’importanza dell’ombreggiamento esterno.

Quando la temperatura esterna supera quella interna, mantenere aperte le finestre può addirittura peggiorare il comfort abitativo, favorendo l’ingresso di aria molto calda.

Areazione passiva e climatizzazione: un approccio integrato

L’areazione passiva non deve essere considerata necessariamente un’alternativa alla climatizzazione, ma può rappresentare un importante complemento per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

Una casa ben progettata, dotata di schermature solari efficaci, isolamento adeguato e corretta ventilazione naturale richiede meno energia per mantenere condizioni di comfort durante l’estate.

Questo consente di ridurre le ore di funzionamento dei climatizzatori, diminuire i consumi elettrici e contenere i costi in bolletta.

Global: efficienza energetica e comfort abitativo

Investire in soluzioni che favoriscono la ventilazione naturale significa migliorare il benessere quotidiano e aumentare l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi delle esposizioni, la scelta delle schermature più adatte, la progettazione degli impianti e la valutazione delle caratteristiche dell’immobile sono aspetti che richiedono competenze tecniche specifiche.

Affidarsi a professionisti qualificati consente di individuare le soluzioni più efficaci per ottimizzare il comfort abitativo, ridurre i consumi energetici e valorizzare il proprio immobile nel lungo periodo.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Sostituzione del climatizzatore e edilizia libera: cosa cambia dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Con l’arrivo dell’estate cresce il numero di interventi legati alla climatizzazione degli edifici. Tra le domande più frequenti poste da proprietari, amministratori di condominio e imprese vi è quella relativa alla sostituzione delle unità esterne dei condizionatori: serve un’autorizzazione edilizia? Il Comune può ordinare la rimozione di un climatizzatore già installato?

Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha fornito importanti chiarimenti, ribadendo alcuni principi fondamentali in materia di edilizia libera, tutela del patrimonio edilizio e proporzionalità dell’azione amministrativa.

Quando la sostituzione di un climatizzatore rientra nell’edilizia libera

Il caso esaminato dai giudici riguardava un immobile situato in un’area storica soggetta a particolari vincoli urbanistici. Il Comune aveva ordinato la rimozione dell’unità esterna di un impianto di climatizzazione ritenendo che fosse stata installata senza le necessarie autorizzazioni.

Durante il procedimento è però emerso che non si trattava di una nuova installazione, ma della sostituzione di un motore già esistente da anni.

Questa distinzione è determinante dal punto di vista normativo.

L’articolo 6 del D.P.R. 380/2001, il Testo Unico dell’Edilizia, include infatti tra gli interventi di edilizia libera molte opere riconducibili alla manutenzione ordinaria. La sostituzione di un componente impiantistico esistente, senza modifiche sostanziali all’edificio o al suo prospetto, può rientrare in questa categoria.

In questi casi non si realizza una nuova opera edilizia e non si determina alcuna trasformazione urbanistica dell’immobile.

Cosa si intende per edilizia libera

L’edilizia libera comprende tutti quegli interventi che possono essere eseguiti senza richiedere un permesso di costruire, una SCIA o una CILA, salvo la presenza di specifici vincoli.

Tra gli interventi più comuni rientrano:

  • manutenzione ordinaria degli edifici;
  • sostituzione di impianti tecnologici esistenti;
  • riparazioni e interventi conservativi di modesta entità;
  • installazione di alcuni elementi accessori che non alterano la sagoma o la volumetria dell’edificio;
  • opere temporanee e facilmente amovibili nei casi previsti dalla normativa.

Tuttavia, la classificazione di un intervento come edilizia libera non significa automaticamente che possa essere eseguito ovunque e in qualsiasi contesto.

Attenzione ai vincoli urbanistici e paesaggistici

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dalla sentenza riguarda la presenza di eventuali vincoli.

Un intervento che normalmente rientrerebbe nell’edilizia libera può richiedere ulteriori autorizzazioni se viene eseguito su:

  • edifici sottoposti a tutela storico-artistica;
  • immobili vincolati dalla Soprintendenza;
  • centri storici;
  • aree soggette a vincolo paesaggistico;
  • immobili inseriti in particolari strumenti di tutela comunale.

In queste situazioni è sempre opportuno effettuare una verifica preventiva con tecnici qualificati per evitare contestazioni successive.

Quando il Comune può ordinare la rimozione di un’opera

I Comuni hanno il compito di vigilare sull’attività edilizia e possono intervenire quando riscontrano opere abusive o realizzate in contrasto con le norme vigenti.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribadito che l’amministrazione non può limitarsi a contestare genericamente un’opera, ma deve dimostrare concretamente le ragioni che giustificano il provvedimento.

Nel caso esaminato, il Comune non è riuscito a dimostrare che il climatizzatore fosse stato installato ex novo dopo l’entrata in vigore delle norme richiamate. Al contrario, la documentazione prodotta dal proprietario ha consentito di accertare la preesistenza dell’impianto.

Secondo i giudici, non può essere il cittadino a dover provare l’inesistenza dell’abuso quando esistono già elementi documentali che attestano la regolarità dell’intervento.

Il principio di proporzionalità nell’attività edilizia

Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda il principio di proporzionalità.

L’azione amministrativa deve sempre essere adeguata rispetto all’effettivo interesse pubblico da tutelare.

Nel caso specifico, una verifica tecnica ha accertato che l’unità esterna del climatizzatore era collocata all’interno di un cortile condominiale, non visibile dalla strada e non percepibile da punti panoramici o di particolare interesse paesaggistico.

Inoltre, nello stesso contesto erano presenti altri impianti analoghi.

Per queste ragioni il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’ordine di demolizione fosse eccessivo e non proporzionato rispetto all’effettiva incidenza dell’opera sul contesto urbano e paesaggistico.

Perché è importante affidarsi a professionisti qualificati

La normativa edilizia italiana è articolata e richiede spesso valutazioni tecniche specifiche che vanno oltre la semplice distinzione tra edilizia libera e interventi soggetti a titolo abilitativo.

Ogni immobile presenta caratteristiche differenti e può essere interessato da regolamenti comunali, vincoli paesaggistici, prescrizioni urbanistiche o norme di tutela che incidono direttamente sulla possibilità di eseguire determinati lavori.

Per questo motivo, prima di installare o sostituire impianti tecnologici, climatizzatori, pompe di calore o altri elementi esterni agli edifici, è sempre consigliabile effettuare una verifica preliminare con professionisti esperti nel settore edilizio e impiantistico.

Una corretta valutazione tecnica consente di evitare contenziosi, sanzioni e interventi successivi che potrebbero comportare costi molto superiori rispetto a una pianificazione eseguita correttamente fin dall’inizio.

Edilizia libera non significa assenza di regole

La sentenza del Consiglio di Stato conferma un principio fondamentale: la sostituzione di un climatizzatore esistente può rientrare nell’edilizia libera quando non modifica le caratteristiche dell’immobile e non determina trasformazioni edilizie rilevanti.

Allo stesso tempo, la decisione ricorda che l’attività edilizia deve sempre essere valutata nel contesto specifico dell’immobile e che la Pubblica Amministrazione è tenuta a motivare adeguatamente eventuali provvedimenti repressivi, rispettando i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

L’esperienza di Global al tuo servizio

Conoscere le regole dell’edilizia e affidarsi a operatori qualificati rappresenta il modo migliore per realizzare interventi conformi alla normativa e valorizzare il proprio immobile in piena sicurezza.  Global, grazie alla propria esperienza nel settore delle costruzioni e alle certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, opera con professionalità in tutta la Sardegna offrendo servizi di ristrutturazione, riqualificazione di interni ed esterni e installazione di impianti di ogni genere.

Grazie a un approccio personalizzato e all’esperienza maturata nel settore edilizio, è possibile individuare le soluzioni più adatte per valorizzare ogni ambiente, migliorando comfort, funzionalità ed efficienza senza rinunciare all’estetica e alla qualità costruttiva.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com