edilizia Sardegna

Accesso agli atti edilizi: come richiederli, tempi, costi e cosa fare se il Comune non risponde

Prima di acquistare, vendere o ristrutturare un immobile è importante ricostruirne la storia urbanistica. L’accesso agli atti edilizi consente di consultare le pratiche conservate dal Comune e di ottenere copia di licenze, concessioni, permessi di costruire, condoni, sanatorie, CILA, SCIA, varianti ed elaborati grafici.

Questa verifica è particolarmente importante prima di avviare una ristrutturazione edilizia in Sardegna, perché permette al tecnico incaricato di confrontare i progetti autorizzati con lo stato attuale dell’edificio e di individuare eventuali difformità.

L’accesso agli atti, tuttavia, non equivale a un certificato di conformità. Il Comune consegna i documenti esistenti nei propri archivi, mentre la valutazione sulla regolarità urbanistica ed edilizia deve essere effettuata da un professionista qualificato.

Che cos’è l’accesso agli atti edilizi

L’accesso agli atti edilizi è una forma di accesso documentale disciplinata principalmente dagli articoli 22-25 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e dal D.P.R. 12 aprile 2006, n. 184.

Permette agli interessati di:

  • esaminare i documenti amministrativi detenuti dal Comune;
  • ottenere copie cartacee o digitali;
  • verificare quali titoli edilizi siano stati presentati o rilasciati;
  • ricostruire le trasformazioni autorizzate nel corso degli anni;
  • acquisire la documentazione necessaria per una compravendita o per nuovi lavori.

Possono essere accessibili anche documenti interni, tavole grafiche, fotografie, relazioni tecniche e rappresentazioni informatiche, purché esistano e siano detenuti dall’amministrazione.

Il Comune non è invece obbligato a elaborare una nuova relazione, ricostruire la conformità dell’immobile o produrre un documento mai formato.

Qual è la differenza tra accesso documentale e accesso civico

Per ottenere le pratiche relative a uno specifico immobile si utilizza normalmente l’accesso documentale previsto dalla Legge 241/1990. Il richiedente deve dimostrare un interesse diretto, concreto e attuale collegato ai documenti richiesti.

L’accesso civico semplice riguarda documenti che l’amministrazione avrebbe dovuto pubblicare obbligatoriamente, mentre l’accesso civico generalizzato consente a chiunque di richiedere ulteriori dati e documenti, nel rispetto dei limiti previsti per privacy, sicurezza e altri interessi protetti.

Definire genericamente la richiesta come “FOIA” non garantisce quindi l’accesso completo al fascicolo edilizio di un’abitazione. Per una verifica urbanistica è preferibile presentare una richiesta motivata e riferita con precisione all’immobile.

Chi può chiedere le pratiche edilizie al Comune

Il proprietario dell’immobile ha normalmente un interesse diretto a ottenere la documentazione. Possono presentare la richiesta anche:

  • comproprietari e titolari di diritti reali;
  • usufruttuari;
  • promissari acquirenti con proposta accettata o contratto preliminare;
  • condomini, per gli atti relativi alla propria unità o alle parti comuni;
  • amministratori di condominio;
  • confinanti interessati da distanze, vedute o sicurezza delle costruzioni;
  • tecnici, avvocati o altri professionisti muniti di delega.

Il potenziale acquirente che non abbia ancora sottoscritto una proposta o un preliminare potrebbe non avere un interesse sufficientemente qualificato. In questi casi è consigliabile ottenere una delega dal proprietario.

Quali documenti chiedere

Una richiesta efficace non dovrebbe limitarsi alla formula generica “tutta la documentazione presente”. È preferibile indicare le tipologie di atti necessarie alla verifica.

Tra i principali documenti da richiedere rientrano:

  • licenze edilizie;
  • concessioni edilizie;
  • autorizzazioni edilizie;
  • permessi di costruire;
  • denunce di inizio attività;
  • CILA e SCIA;
  • varianti in corso d’opera o finali;
  • domande di condono e relativi provvedimenti;
  • accertamenti di conformità e sanatorie;
  • elaborati grafici e planimetrie allegate;
  • relazioni tecniche;
  • eventuali pareri paesaggistici;
  • autorizzazioni del Genio civile, quando pertinenti;
  • comunicazioni di inizio e fine lavori;
  • certificati di abitabilità o agibilità;
  • provvedimenti repressivi, ordinanze o verbali riferiti all’immobile.

È importante richiedere anche gli allegati e le tavole approvate. Il solo provvedimento amministrativo potrebbe infatti richiamare elaborati grafici o varianti indispensabili per comprendere quali opere siano state effettivamente autorizzate.

Come identificare correttamente l’immobile

Una delle cause più frequenti di ritardo è l’identificazione incompleta del fabbricato. Nell’istanza è opportuno riportare:

  • indirizzo completo;
  • numero civico attuale ed eventuali numerazioni precedenti;
  • foglio, particella e subalterno catastale;
  • nominativi degli attuali e dei precedenti proprietari;
  • periodo approssimativo di costruzione;
  • estremi di eventuali pratiche già conosciute;
  • destinazione d’uso dell’immobile.

I dati catastali aiutano la ricerca ma non provano la regolarità edilizia. Catasto e archivio urbanistico hanno funzioni differenti: una planimetria catastale conforme allo stato dei luoghi non dimostra automaticamente che le opere siano state autorizzate dal Comune.

In Sardegna, inoltre, alcune pratiche più recenti possono essere state trasmesse attraverso il SUAPE, mentre i titoli più risalenti possono trovarsi negli archivi cartacei comunali. La ricerca potrebbe quindi coinvolgere più archivi.

Come motivare la richiesta di accesso

La motivazione deve spiegare il collegamento tra il richiedente, l’immobile e i documenti. Non è necessario anticipare una lunga argomentazione giuridica, ma bisogna evitare formule eccessivamente generiche.

Alcuni esempi di motivazione sono:

  • verifica preliminare alla vendita dell’immobile;
  • controllo urbanistico prima dell’acquisto;
  • progettazione di lavori di ristrutturazione;
  • verifica della legittimità delle parti comuni condominiali;
  • tutela della proprietà confinante;
  • predisposizione di una pratica edilizia;
  • necessità di esercitare o difendere un diritto.

Quando la conoscenza dei documenti è necessaria per curare o difendere interessi giuridici, l’articolo 24, comma 7, della Legge 241/1990 prevede una particolare tutela del cosiddetto accesso difensivo. Anche in questo caso la richiesta deve indicare il collegamento concreto tra i documenti e la posizione da proteggere.

Accesso informale e accesso formale

L’accesso informale può essere utilizzato quando non vi sono dubbi sulla legittimazione del richiedente, i documenti sono facilmente individuabili e non risultano soggetti controinteressati.

L’accesso formale è invece necessario quando:

  • occorre effettuare una ricerca negli archivi;
  • la richiesta coinvolge documenti di terzi;
  • esistono possibili controinteressati;
  • non è possibile accogliere immediatamente la domanda;
  • il richiedente vuole avere prova della data di presentazione.

Per le pratiche edilizie è generalmente preferibile utilizzare la procedura formale, inviando l’istanza attraverso PEC, portale comunale, protocollo o raccomandata.

Quali allegati servono

La documentazione richiesta può cambiare in base al regolamento del singolo Comune. In linea generale occorrono:

  • modulo comunale o istanza in forma libera;
  • copia del documento di identità;
  • documentazione che dimostri il titolo o l’interesse;
  • delega, se la domanda viene presentata da un tecnico o da un altro incaricato;
  • documento del delegante e del delegato;
  • dati catastali e informazioni utili alla ricerca;
  • ricevuta dei diritti di segreteria, se previsti anticipatamente.

È importante conservare la ricevuta di protocollazione, perché da quella data decorrono i termini del procedimento.

Quanto tempo ha il Comune per rispondere

Il procedimento di accesso documentale deve concludersi entro 30 giorni dalla presentazione della domanda all’ufficio competente.

Se l’istanza è irregolare o incompleta, l’amministrazione deve comunicarlo al richiedente entro dieci giorni. Il termine ricomincia a decorrere dalla presentazione della domanda corretta o integrata.

Nella pratica, la consegna può richiedere più tempo quando:

  • il fascicolo è conservato in un archivio cartaceo;
  • mancano gli estremi della pratica;
  • l’immobile ha subito diversi passaggi di proprietà;
  • sono cambiate particelle, numerazione civica o toponomastica;
  • devono essere avvisati eventuali controinteressati;
  • parte della documentazione si trova presso un altro ente.

Queste difficoltà organizzative non eliminano però l’obbligo di concludere il procedimento nei termini previsti o di adottare un provvedimento motivato.

Quanto costa l’accesso agli atti edilizi

La visione dei documenti è gratuita. Per ottenere le copie il Comune può chiedere:

  • costi di riproduzione;
  • diritti di ricerca e archivio;
  • diritti di visura;
  • spese per scansioni di grande formato;
  • imposta di bollo, nei casi previsti;
  • costi di spedizione.

Gli importi non sono uguali in tutti i Comuni. Possono variare in base al numero delle pratiche, all’anzianità dei documenti e al formato delle tavole.

Quando gli atti sono già disponibili in formato digitale, i costi di riproduzione possono essere ridotti, ma restano eventualmente dovuti i diritti stabiliti dal regolamento comunale.

Privacy e controinteressati

Le pratiche edilizie possono contenere dati personali di proprietari, progettisti o altri soggetti. Il Comune deve quindi bilanciare il diritto di accesso con la tutela della riservatezza.

Quando individua un controinteressato, l’amministrazione deve comunicargli la richiesta. Il soggetto coinvolto può presentare un’opposizione motivata entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione.

L’opposizione non determina automaticamente il rigetto. Spetta al Comune valutare gli interessi contrapposti e decidere se autorizzare l’accesso completo, consentire un accesso parziale con oscuramento dei dati non necessari oppure negare motivatamente la richiesta.

Quali possono essere gli esiti della domanda

Il Comune può:

  • accogliere integralmente l’istanza;
  • accoglierla solo in parte;
  • differire l’accesso a un momento successivo;
  • negare l’accesso con provvedimento motivato;
  • dichiarare che i documenti non sono detenuti dall’ufficio;
  • comunicare che il fascicolo non è stato reperito.

Il differimento deve essere motivato e deve indicare la durata del rinvio. Anche il diniego totale o parziale deve spiegare le ragioni giuridiche e amministrative della decisione.

Cosa succede se il Comune non risponde

Trascorsi 30 giorni senza risposta, la domanda si considera respinta per silenzio-diniego. Il silenzio non significa che l’immobile sia regolare e non autorizza l’avvio automatico dei lavori.

Contro il diniego espresso o tacito è possibile, entro 30 giorni:

  • chiedere il riesame al difensore civico territorialmente competente, quando previsto;
  • rivolgersi alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi nei casi di sua competenza;
  • presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

La competenza della Commissione e quella del difensore civico dipendono dall’amministrazione che detiene gli atti. Prima di procedere è opportuno verificare il rimedio corretto e valutare l’assistenza di un legale. Le informazioni sui rimedi sono disponibili anche nelle FAQ della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi.

Cosa fare se il fascicolo consegnato è incompleto

Il rilascio di alcuni documenti non conclude necessariamente la ricerca. È opportuno controllare se nel fascicolo siano presenti tutti gli allegati richiamati nei provvedimenti.

Se mancano varianti, tavole o relazioni è possibile inviare una richiesta integrativa indicando:

  • il numero della pratica già ricevuta;
  • il documento nel quale è richiamato l’allegato mancante;
  • la denominazione della tavola o della variante;
  • la data dell’accesso precedente;
  • l’eventuale presenza di pagine illeggibili o scansioni incomplete.

È utile chiedere al Comune di precisare se il documento mancante non sia mai stato depositato, non sia stato reperito oppure sia conservato in un archivio diverso.

Cosa fare se gli atti non risultano reperibili

La mancata reperibilità di una pratica non dimostra né la regolarità né l’irregolarità dell’edificio. Il tecnico dovrà valutare altre fonti, tra cui:

  • precedenti edilizi relativi allo stesso fabbricato;
  • mappe e planimetrie storiche;
  • documentazione catastale;
  • atti notarili;
  • fotografie aeree;
  • certificati di abitabilità o agibilità;
  • pratiche strutturali;
  • autorizzazioni paesaggistiche;
  • documenti conservati dai precedenti proprietari.

È consigliabile chiedere una comunicazione formale che attesti l’esito negativo della ricerca e specifichi quali archivi siano stati consultati.

Accesso agli atti prima di acquistare casa

La verifica dovrebbe essere effettuata prima della stipula del rogito e, quando possibile, prima di assumere obblighi economici definitivi.

Il tecnico incaricato deve confrontare:

  • stato attuale dell’immobile;
  • ultimo progetto autorizzato;
  • eventuali varianti;
  • dati catastali;
  • titoli successivi;
  • destinazione d’uso;
  • documentazione relativa all’agibilità.

Un accesso eseguito in ritardo può far emergere ampliamenti, chiusure di verande, modifiche interne o cambi di destinazione d’uso mai autorizzati, con conseguenze sui tempi della compravendita e sulla possibilità di realizzare nuovi interventi.

Accesso agli atti e ristrutturazione: perché partire dai documenti

Prima di progettare una ristrutturazione è necessario conoscere lo stato urbanistico dell’edificio. Una nuova CILA, SCIA o richiesta di permesso di costruire non può essere utilizzata per ignorare difformità pregresse.

L’accesso agli atti edilizi permette al professionista di verificare la situazione di partenza e stabilire se sia possibile procedere direttamente con il nuovo progetto oppure se occorrano approfondimenti o pratiche preliminari.

Una volta completate le verifiche tecniche e amministrative, Global Società Cooperativa può affiancare privati, aziende ed enti nella realizzazione di interventi di edilizia civile, industriale e pubblica, ristrutturazioni e opere impiantistiche in Sardegna.

Per approfondire è possibile consultare la pagina dedicata ai servizi di edilizia di Global Società Cooperativa oppure contattare l’azienda per richiedere informazioni sui lavori da realizzare.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Via Villacidro 106, San Gavino Monreale (SU)
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

 

Domande frequenti

Il Comune deve certificare che l’immobile è regolare?

No. L’accesso consente di consultare i documenti detenuti dall’amministrazione. La verifica della conformità deve essere effettuata da un tecnico confrontando i titoli edilizi con lo stato dei luoghi.

Sono sufficienti i documenti catastali?

No. La conformità catastale e quella urbanistico-edilizia sono verifiche differenti. Una planimetria catastale aggiornata non sostituisce il titolo edilizio.

Il Comune deve rispondere entro 30 giorni?

Sì. Trascorso questo termine senza risposta, la richiesta di accesso documentale si considera respinta.

Un vicino può chiedere gli atti edilizi?

Può farlo se dimostra un interesse diretto e attuale, per esempio collegato a distanze, vedute, sicurezza o tutela della propria proprietà. La semplice curiosità non è sufficiente.

Quanto costa ottenere le pratiche?

La visione è gratuita. Copie, scansioni, ricerca d’archivio e bollo possono comportare costi stabiliti dal regolamento del singolo Comune.

È sempre necessaria la delega al tecnico?

Sì, quando il professionista presenta la domanda per conto del proprietario o di un altro interessato. La delega dovrebbe comprendere presentazione dell’istanza, visione, estrazione di copia e ricezione delle comunicazioni.

 

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Sostituzione del climatizzatore e edilizia libera: cosa cambia dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Con l’arrivo dell’estate cresce il numero di interventi legati alla climatizzazione degli edifici. Tra le domande più frequenti poste da proprietari, amministratori di condominio e imprese vi è quella relativa alla sostituzione delle unità esterne dei condizionatori: serve un’autorizzazione edilizia? Il Comune può ordinare la rimozione di un climatizzatore già installato?

Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha fornito importanti chiarimenti, ribadendo alcuni principi fondamentali in materia di edilizia libera, tutela del patrimonio edilizio e proporzionalità dell’azione amministrativa.

Quando la sostituzione di un climatizzatore rientra nell’edilizia libera

Il caso esaminato dai giudici riguardava un immobile situato in un’area storica soggetta a particolari vincoli urbanistici. Il Comune aveva ordinato la rimozione dell’unità esterna di un impianto di climatizzazione ritenendo che fosse stata installata senza le necessarie autorizzazioni.

Durante il procedimento è però emerso che non si trattava di una nuova installazione, ma della sostituzione di un motore già esistente da anni.

Questa distinzione è determinante dal punto di vista normativo.

L’articolo 6 del D.P.R. 380/2001, il Testo Unico dell’Edilizia, include infatti tra gli interventi di edilizia libera molte opere riconducibili alla manutenzione ordinaria. La sostituzione di un componente impiantistico esistente, senza modifiche sostanziali all’edificio o al suo prospetto, può rientrare in questa categoria.

In questi casi non si realizza una nuova opera edilizia e non si determina alcuna trasformazione urbanistica dell’immobile.

Cosa si intende per edilizia libera

L’edilizia libera comprende tutti quegli interventi che possono essere eseguiti senza richiedere un permesso di costruire, una SCIA o una CILA, salvo la presenza di specifici vincoli.

Tra gli interventi più comuni rientrano:

  • manutenzione ordinaria degli edifici;
  • sostituzione di impianti tecnologici esistenti;
  • riparazioni e interventi conservativi di modesta entità;
  • installazione di alcuni elementi accessori che non alterano la sagoma o la volumetria dell’edificio;
  • opere temporanee e facilmente amovibili nei casi previsti dalla normativa.

Tuttavia, la classificazione di un intervento come edilizia libera non significa automaticamente che possa essere eseguito ovunque e in qualsiasi contesto.

Attenzione ai vincoli urbanistici e paesaggistici

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dalla sentenza riguarda la presenza di eventuali vincoli.

Un intervento che normalmente rientrerebbe nell’edilizia libera può richiedere ulteriori autorizzazioni se viene eseguito su:

  • edifici sottoposti a tutela storico-artistica;
  • immobili vincolati dalla Soprintendenza;
  • centri storici;
  • aree soggette a vincolo paesaggistico;
  • immobili inseriti in particolari strumenti di tutela comunale.

In queste situazioni è sempre opportuno effettuare una verifica preventiva con tecnici qualificati per evitare contestazioni successive.

Quando il Comune può ordinare la rimozione di un’opera

I Comuni hanno il compito di vigilare sull’attività edilizia e possono intervenire quando riscontrano opere abusive o realizzate in contrasto con le norme vigenti.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribadito che l’amministrazione non può limitarsi a contestare genericamente un’opera, ma deve dimostrare concretamente le ragioni che giustificano il provvedimento.

Nel caso esaminato, il Comune non è riuscito a dimostrare che il climatizzatore fosse stato installato ex novo dopo l’entrata in vigore delle norme richiamate. Al contrario, la documentazione prodotta dal proprietario ha consentito di accertare la preesistenza dell’impianto.

Secondo i giudici, non può essere il cittadino a dover provare l’inesistenza dell’abuso quando esistono già elementi documentali che attestano la regolarità dell’intervento.

Il principio di proporzionalità nell’attività edilizia

Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda il principio di proporzionalità.

L’azione amministrativa deve sempre essere adeguata rispetto all’effettivo interesse pubblico da tutelare.

Nel caso specifico, una verifica tecnica ha accertato che l’unità esterna del climatizzatore era collocata all’interno di un cortile condominiale, non visibile dalla strada e non percepibile da punti panoramici o di particolare interesse paesaggistico.

Inoltre, nello stesso contesto erano presenti altri impianti analoghi.

Per queste ragioni il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’ordine di demolizione fosse eccessivo e non proporzionato rispetto all’effettiva incidenza dell’opera sul contesto urbano e paesaggistico.

Perché è importante affidarsi a professionisti qualificati

La normativa edilizia italiana è articolata e richiede spesso valutazioni tecniche specifiche che vanno oltre la semplice distinzione tra edilizia libera e interventi soggetti a titolo abilitativo.

Ogni immobile presenta caratteristiche differenti e può essere interessato da regolamenti comunali, vincoli paesaggistici, prescrizioni urbanistiche o norme di tutela che incidono direttamente sulla possibilità di eseguire determinati lavori.

Per questo motivo, prima di installare o sostituire impianti tecnologici, climatizzatori, pompe di calore o altri elementi esterni agli edifici, è sempre consigliabile effettuare una verifica preliminare con professionisti esperti nel settore edilizio e impiantistico.

Una corretta valutazione tecnica consente di evitare contenziosi, sanzioni e interventi successivi che potrebbero comportare costi molto superiori rispetto a una pianificazione eseguita correttamente fin dall’inizio.

Edilizia libera non significa assenza di regole

La sentenza del Consiglio di Stato conferma un principio fondamentale: la sostituzione di un climatizzatore esistente può rientrare nell’edilizia libera quando non modifica le caratteristiche dell’immobile e non determina trasformazioni edilizie rilevanti.

Allo stesso tempo, la decisione ricorda che l’attività edilizia deve sempre essere valutata nel contesto specifico dell’immobile e che la Pubblica Amministrazione è tenuta a motivare adeguatamente eventuali provvedimenti repressivi, rispettando i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

L’esperienza di Global al tuo servizio

Conoscere le regole dell’edilizia e affidarsi a operatori qualificati rappresenta il modo migliore per realizzare interventi conformi alla normativa e valorizzare il proprio immobile in piena sicurezza.  Global, grazie alla propria esperienza nel settore delle costruzioni e alle certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, opera con professionalità in tutta la Sardegna offrendo servizi di ristrutturazione, riqualificazione di interni ed esterni e installazione di impianti di ogni genere.

Grazie a un approccio personalizzato e all’esperienza maturata nel settore edilizio, è possibile individuare le soluzioni più adatte per valorizzare ogni ambiente, migliorando comfort, funzionalità ed efficienza senza rinunciare all’estetica e alla qualità costruttiva.

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Isolamento termico

Come preparare la casa al caldo estivo in Sardegna: gli interventi edilizi più efficaci

L’estate in Sardegna è sinonimo di sole, mare e giornate all’aperto, ma negli ultimi anni è diventata anche sinonimo di temperature sempre più elevate. Le ondate di calore che interessano l’isola mettono a dura prova il comfort abitativo di molte abitazioni, con conseguente aumento dei consumi energetici dovuti all’utilizzo di climatizzatori e sistemi di raffrescamento. Per questo motivo, preparare la casa al caldo estivo non significa soltanto installare un impianto di climatizzazione efficiente, ma soprattutto intervenire sull’edificio per migliorarne le prestazioni energetiche e il comfort interno.

Molte abitazioni presenti in Sardegna sono state costruite in periodi in cui il tema dell’efficienza energetica non aveva l’importanza che riveste oggi. Di conseguenza, non sono adeguatamente protette dall’irraggiamento solare e dal surriscaldamento degli ambienti interni. Attraverso specifici interventi edilizi è possibile ridurre sensibilmente l’ingresso del calore, migliorare il benessere abitativo e contenere i costi energetici durante tutta la stagione estiva.

Uno degli interventi più efficaci è rappresentato dall’isolamento termico dell’involucro edilizio. Il cappotto termico esterno consente di limitare il trasferimento del calore dall’esterno verso l’interno dell’abitazione, mantenendo temperature più stabili durante le ore più calde della giornata. In Sardegna, dove l’esposizione solare è particolarmente intensa per molti mesi all’anno, un corretto isolamento può fare una differenza significativa sia in estate che in inverno.

Anche il microcappotto rappresenta una soluzione interessante in particolari contesti. Pur avendo spessori inferiori rispetto a un cappotto tradizionale, permette di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici laddove esistano vincoli tecnici o architettonici che impediscono l’installazione di sistemi più invasivi. La scelta della soluzione più adatta deve essere sempre valutata attraverso un’analisi tecnica specifica dell’immobile.

Un altro elemento spesso sottovalutato riguarda la copertura dell’edificio. Il tetto è una delle superfici maggiormente esposte ai raggi solari e può contribuire in maniera significativa al surriscaldamento degli ambienti sottostanti. Intervenire con adeguati sistemi isolanti, materiali riflettenti o opere di riqualificazione della copertura consente di migliorare sensibilmente il comfort interno e ridurre il carico di lavoro degli impianti di climatizzazione.

Anche gli infissi svolgono un ruolo fondamentale nella protezione dal caldo estivo. Finestre obsolete o non adeguatamente isolate favoriscono l’ingresso del calore e aumentano le dispersioni energetiche. La sostituzione di serramenti datati con soluzioni moderne ad alte prestazioni permette di migliorare l’isolamento dell’edificio e di aumentare il comfort abitativo durante tutto l’anno.

La gestione dell’irraggiamento solare diretto rappresenta un ulteriore aspetto strategico. Schermature solari, pergolati, frangisole e sistemi di ombreggiamento contribuiscono a ridurre l’accumulo di calore sulle superfici esposte, limitando il surriscaldamento degli ambienti interni e migliorando la vivibilità degli spazi esterni.

Nelle abitazioni della Sardegna, soprattutto nelle aree maggiormente esposte al sole e ai venti caldi provenienti dall’entroterra, una corretta progettazione della ventilazione naturale può contribuire a migliorare notevolmente il comfort estivo. Favorire il ricambio d’aria e sfruttare i movimenti naturali delle correnti permette infatti di ridurre la percezione del caldo e limitare il ricorso ai sistemi meccanici di raffrescamento.

Affidati a Global per la tua ristrutturazione in Sardegna

Preparare la propria abitazione alle alte temperature estive significa adottare una strategia integrata che tenga conto delle caratteristiche costruttive dell’edificio, dell’esposizione solare e delle esigenze specifiche della famiglia. Intervenire in modo mirato permette non solo di aumentare il comfort abitativo, ma anche di valorizzare l’immobile e ridurre i consumi energetici nel lungo periodo.

Global opera in tutta la Sardegna nel settore delle costruzioni, delle ristrutturazioni e della riqualificazione energetica degli edifici. Grazie all’esperienza maturata nel territorio e alle certificazioni aziendali UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda affianca privati, imprese ed enti pubblici nella realizzazione di interventi finalizzati a migliorare efficienza energetica, comfort e sostenibilità degli immobili.

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Ristrutturare o costruire casa in Sardegna: perché la primavera è il periodo ideale per iniziare i lavori

La primavera rappresenta da sempre una stagione di rinnovamento, non solo per la natura ma anche per le abitazioni. Con l’arrivo delle giornate più lunghe e delle temperature più miti, molte famiglie scelgono questo periodo per avviare lavori di ristrutturazione o per dare concretamente forma al progetto di costruire casa in Sardegna. Le condizioni climatiche favorevoli, unite a una migliore organizzazione dei tempi e a una maggiore operatività nei cantieri, rendono infatti la primavera uno dei momenti più strategici dell’anno per investire nella propria abitazione.

Per chi desidera affrontare una ristrutturazione in Sardegna o pianificare una nuova costruzione, partire nel periodo primaverile può offrire numerosi vantaggi sia dal punto di vista tecnico sia sotto l’aspetto economico e organizzativo.

Clima favorevole e migliori condizioni di lavoro

Uno dei principali vantaggi della primavera riguarda le condizioni atmosferiche. Le temperature moderate facilitano numerose lavorazioni edilizie, soprattutto quelle esterne, migliorando l’asciugatura di materiali, intonaci, massetti e finiture.

Le giornate più lunghe consentono inoltre di ottimizzare i tempi operativi nei cantieri, riducendo possibili rallentamenti. Questo aspetto è particolarmente importante quando si affrontano lavori complessi come:

  • rifacimento facciate
  • impermeabilizzazioni
  • ristrutturazioni complete
  • ampliamenti
  • realizzazione di spazi esterni
  • costruzione di piscine
  • opere di urbanizzazione

Anche il terreno, dopo i mesi più freddi e piovosi, risulta spesso più semplice da lavorare per scavi e fondazioni, favorendo chi desidera costruire casa in Sardegna partendo da zero.

Primavera ideale anche per gli spazi esterni

Chi affronta una ristrutturazione in Sardegna durante la primavera può valorizzare contemporaneamente anche gli spazi esterni della casa.

Questo periodo è infatti perfetto per:

  • sistemazione giardini
  • realizzazione verande e pergolati
  • pavimentazioni esterne
  • piantumazioni
  • aree relax
  • recinzioni
  • illuminazione outdoor

Intervenire in primavera permette di arrivare alla stagione estiva con ambienti già pronti e pienamente vivibili, aumentando comfort e valore dell’immobile.

Una gestione più semplice degli impegni familiari

Spesso si sottovaluta quanto una ristrutturazione possa incidere sulla vita quotidiana della famiglia. La primavera, rispetto ai mesi estivi, consente generalmente una migliore organizzazione degli impegni personali e lavorativi.

Avviare i lavori prima dell’estate permette di:

  • evitare sovrapposizioni con ferie e vacanze
  • seguire meglio il cantiere
  • coordinare più facilmente fornitori e maestranze
  • gestire eventuali imprevisti con maggiore tranquillità

Questo si traduce in una maggiore efficienza operativa e in una riduzione dello stress durante tutte le fasi del progetto.

Costruire casa in Sardegna: il momento giusto per partire

Per chi sogna di costruire casa in Sardegna, la primavera rappresenta il momento ideale per avviare le opere strutturali.

Le condizioni climatiche più stabili consentono infatti di affrontare con maggiore continuità:

  • fondazioni
  • strutture in cemento armato
  • murature
  • coperture
  • impianti
  • opere di isolamento

Programmare correttamente il cantiere in primavera permette spesso di arrivare all’autunno con una parte importante dei lavori già completata, limitando i rischi legati al maltempo e alle interruzioni stagionali.

L’importanza della pianificazione

Nonostante i vantaggi della stagione primaverile, ogni intervento edilizio richiede una pianificazione accurata. Tempistiche, approvvigionamento materiali, pratiche burocratiche e coordinamento delle lavorazioni devono essere organizzati con attenzione per evitare ritardi o criticità.

Affidarsi a un’impresa qualificata diventa fondamentale per:

  • rispettare i tempi di consegna
  • ottimizzare i costi
  • garantire qualità costruttiva
  • assicurare conformità normativa
  • ottenere un risultato duraturo nel tempo

Affidati a Global per la tua ristrutturazione in Sardegna

Se stai pensando di affrontare una ristrutturazione in Sardegna o desideri costruire casa in Sardegna con il supporto di professionisti qualificati, affidati all’esperienza di Global Società Cooperativa. Grazie a un approccio tecnico e organizzativo completo, Global segue ogni progetto dalla fase di pianificazione fino alla realizzazione finale, offrendo soluzioni su misura per abitazioni private, interventi edilizi e nuove costruzioni. Professionalità, affidabilità e attenzione ai dettagli permettono di affrontare ogni lavoro con la massima serenità, valorizzando al meglio ogni investimento immobiliare.

Global, con sede a San Gavino Monreale e operativa in tutta la Sardegna, offre competenze tecniche avanzate e un approccio rigoroso nella gestione dei cantieri, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la verifica della conformità urbanistica di ogni modifica agli immobili. Grazie a certificazioni come UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda garantisce standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità in ogni intervento.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
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Tettoie e pergolati: quando servono permessi e autorizzazioni secondo il Consiglio di Stato

Pergolati, tettoie leggere, coperture esterne e dehors sono sempre più diffusi nelle abitazioni private, nelle strutture ricettive e negli spazi outdoor. Si avvicina l’estate, e in Sardegna è prassi comune passare del tempo all’aperto per cercare refrigerio durante la stagione più calda oppure per ospitare all’aperto amici e parenti.

Molti proprietari, però, commettono un errore molto comune: pensare che una struttura “leggera” o removibile rientri automaticamente nell’edilizia libera. Una recente sentenza del Consiglio di Stato chiarisce invece che non conta il nome attribuito all’opera, ma il suo impatto reale sul territorio.

Con la sentenza n. 3313 del 28 aprile 2026, i giudici amministrativi hanno confermato la demolizione di alcune strutture realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, ribadendo un principio fondamentale: anche pergolati e coperture apparentemente leggere possono richiedere il permesso di costruire quando producono una trasformazione stabile dell’immobile o del territorio.

Per imprese edili, proprietari e professionisti del settore si tratta di un chiarimento molto importante, soprattutto in Sardegna, dove vincoli paesaggistici e regolamenti urbanistici richiedono particolare attenzione prima di eseguire interventi esterni.

Quando un pergolato non è più edilizia libera

Nel linguaggio comune si tende spesso a utilizzare il termine “pergolato” per indicare qualsiasi struttura destinata all’ombreggiamento di terrazze, giardini o cortili. Dal punto di vista edilizio, però, la distinzione è molto più precisa.

Secondo la giurisprudenza, un vero pergolato deve essere:

  • leggero;
  • aperto;
  • facilmente amovibile;
  • privo di coperture stabili;
  • destinato principalmente al sostegno di elementi vegetali o a una funzione ornamentale.

Quando invece la struttura presenta coperture rigide, pannelli, elementi metallici importanti, chiusure laterali o dimensioni rilevanti, il quadro cambia completamente. In questi casi l’opera può essere qualificata come tettoia o addirittura come nuova costruzione, con conseguente obbligo di titolo abilitativo.

Il Consiglio di Stato ribadisce infatti che il concetto di nuova costruzione non dipende esclusivamente dai materiali utilizzati, ma dall’effetto urbanistico prodotto dall’intervento.

L’impatto reale dell’opera conta più del nome

Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda proprio la valutazione complessiva dell’intervento edilizio. I giudici hanno chiarito che le opere non devono essere analizzate singolarmente, ma nel loro insieme.

Più strutture leggere, considerate separatamente, possono infatti trasformarsi in un organismo edilizio stabile se:

  • coprono superfici estese;
  • modificano in modo duraturo l’assetto dei luoghi;
  • creano nuovi spazi coperti;
  • sono stabilmente ancorate;
  • soddisfano esigenze permanenti.

Questo principio è particolarmente importante perché molti interventi outdoor vengono realizzati senza una preventiva verifica urbanistica, con il rischio concreto di sanzioni o ordini di demolizione.

Il peso del vincolo paesaggistico in Sardegna

Nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica le regole diventano ancora più rigide. In Sardegna questo tema assume un valore centrale, soprattutto nelle zone costiere, nei contesti panoramici e nei territori soggetti a particolari vincoli ambientali. Anche una struttura apparentemente semplice può essere considerata incompatibile con il paesaggio se altera in modo significativo il contesto visivo o urbanistico.

Per questo motivo, prima di installare:

  • pergolati;
  • tettoie;
  • verande;
  • coperture esterne;
  • dehors;
  • strutture ombreggianti;

è fondamentale verificare:

  • il regolamento edilizio comunale;
  • i vincoli presenti sull’immobile;
  • le autorizzazioni necessarie;
  • la compatibilità paesaggistica dell’intervento.

Perché affidarsi a un’impresa edile qualificata

Molti abusi edilizi nascono da interventi eseguiti senza una corretta valutazione tecnica preliminare. Affidarsi a un’impresa edile esperta e qualificata significa invece poter contare su un’analisi preventiva della fattibilità urbanistica e paesaggistica delle opere.

Una corretta progettazione permette di evitare:

  • contenziosi amministrativi;
  • ordini di demolizione;
  • problemi nelle compravendite;
  • difficoltà con mutui e pratiche catastali;
  • responsabilità patrimoniali future.

In presenza di vincoli o opere esterne, il supporto di professionisti competenti diventa quindi essenziale per realizzare interventi conformi alle normative edilizie vigenti.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

La sentenza del Consiglio di Stato conferma un orientamento sempre più rigoroso nel settore edilizio: non basta definire una struttura “pergolato” per rientrare automaticamente nell’edilizia libera. Ogni intervento deve essere valutato nel suo impatto reale sul territorio, soprattutto in aree vincolate o paesaggisticamente sensibili. Pergolati, tettoie e coperture leggere possono trasformarsi in opere ediliziamente rilevanti quando modificano stabilmente l’immobile o creano nuovi spazi coperti. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare preventivamente la conformità urbanistica dell’intervento e affidarsi a imprese specializzate in grado di operare nel rispetto delle normative edilizie e paesaggistiche.

Global, con sede a San Gavino Monreale e operativa in tutta la Sardegna, offre competenze tecniche avanzate e un approccio rigoroso nella gestione dei cantieri, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la verifica della conformità urbanistica di ogni modifica agli immobili. Grazie a certificazioni come UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda garantisce standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità in ogni intervento.

Affidarsi a una realtà certificata come Global permette di affrontare ogni intervento con competenze tecniche qualificate, attenzione normativa e gestione professionale dell’intero progetto edilizio.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

 

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Tolleranze costruttive in edilizia: cosa sono e cosa prevede la normativa aggiornata

Nel settore delle costruzioni, il tema delle tolleranze costruttive rappresenta un aspetto tecnico e normativo di grande rilevanza, soprattutto in fase di verifica della conformità degli immobili. Con l’entrata in vigore della Legge 11 settembre 2020 n. 120, che ha convertito con modificazioni il Decreto-Legge 16 luglio 2020 n. 76, noto come “Decreto Semplificazioni”, sono stati introdotti importanti chiarimenti e limiti applicativi che hanno inciso significativamente sulla gestione delle difformità edilizie.

Le tolleranze costruttive in edilizia riguardano tutte quelle lievi difformità che si verificano durante la realizzazione di un’opera rispetto a quanto previsto nel titolo abilitativo, come ad esempio scostamenti nella cubatura, nella superficie coperta, nei distacchi tra fabbricati o nelle altezze. Si tratta di discrepanze spesso inevitabili in cantiere, dovute a fattori tecnici, materiali o esecutivi, che non incidono in modo sostanziale sulla sicurezza, sulla funzionalità o sulla destinazione dell’immobile.

La normativa introdotta con il Decreto Semplificazioni ha stabilito un principio fondamentale: non costituiscono violazione edilizia le difformità che rientrano entro un limite del 2% rispetto alle misure previste dal titolo abilitativo originario. Questo significa che, entro tale soglia, le variazioni sono considerate fisiologiche e non richiedono sanatorie o interventi correttivi, semplificando notevolmente le procedure tecniche e amministrative.

Questo limite del 2% si applica a parametri edilizi fondamentali quali volume, superficie, altezza e distanze, e rappresenta una soglia di tolleranza che consente di gestire in modo più realistico le complessità del processo costruttivo. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che tali tolleranze non devono mai compromettere il rispetto delle normative vigenti in materia urbanistica, edilizia e di sicurezza.

Un ulteriore aspetto importante riguarda gli immobili sottoposti a vincoli, disciplinati dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, relativo al Codice dei beni culturali e del paesaggio. In questi casi, la normativa prevede una maggiore attenzione: sono considerate tolleranze ammissibili solo le irregolarità geometriche o di finitura di lieve entità, nonché il posizionamento degli impianti, purché non venga alterato il valore tutelato del bene e non si verifichino violazioni delle norme in materia di agibilità o delle prescrizioni urbanistiche comunali.

Per imprese edili, progettisti e committenti, conoscere e applicare correttamente il concetto di tolleranza costruttiva è essenziale per evitare contenziosi, sanzioni o blocchi nelle pratiche edilizie. Affidarsi a professionisti qualificati e a imprese con esperienza consolidata rappresenta una garanzia fondamentale.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global Società Cooperativa, con sede a San Gavino Monreale e operativa in tutta la Sardegna, offre competenze tecniche avanzate e un approccio rigoroso nella gestione dei cantieri, assicurando il rispetto delle normative vigenti e la corretta applicazione delle tolleranze costruttive. Grazie a certificazioni come UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, l’azienda garantisce standard elevati di qualità, sicurezza e sostenibilità in ogni intervento.

Comprendere le tolleranze costruttive non significa solo conoscere una norma, ma saper interpretare correttamente il confine tra difformità accettabile e abuso edilizio. Un aspetto che, se gestito con competenza, può fare la differenza tra un’opera conforme e una potenzialmente problematica sotto il profilo tecnico e amministrativo.

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Infiltrazioni da pioggia: quali soluzioni per un problema sempre più frequente?

Negli ultimi anni, anche in Sardegna l’inverno non è più sinonimo di piogge “regolari” e facilmente prevedibili: i cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti fenomeni intensi e improvvisi, con precipitazioni concentrate in poche ore e periodi di forte instabilità. Le piogge delle ultime settimane hanno riportato in primo piano un problema molto diffuso nelle abitazioni, soprattutto nelle costruzioni più esposte o datate: le infiltrazioni di acqua piovana.

Quando l’acqua trova varchi anche minimi, può compromettere tetti, terrazzi, coperture e pareti perimetrali, causando non solo disagi immediati, ma anche danni strutturali e persistenti problemi di umidità e muffe. Per prevenire queste criticità, diventa fondamentale intervenire con soluzioni edilizie mirate, progettate in base alle reali condizioni dell’edificio, e affidarsi a professionisti qualificati, in grado di individuare le cause e mettere in sicurezza le parti più vulnerabili prima che il danno si estenda.

Le cause delle infiltrazioni d’acqua

Le infiltrazioni possono derivare da diversi fattori:

  • Impermeabilizzazione inefficace: guaine rovinate, materiali di scarsa qualità o applicazioni non corrette possono compromettere la protezione dell’edificio. Un’impermeabilizzazione non adeguata permette all’acqua di penetrare nei materiali, favorendo il degrado e la formazione di muffe.
  • Fessure e crepe nelle superfici: i materiali da costruzione, soggetti agli agenti atmosferici, possono deteriorarsi nel tempo, provocando microfessurazioni che, se non trattate, permettono all’acqua di infiltrarsi in profondità. Particolarmente vulnerabili sono gli intonaci esposti e le giunture tra diversi materiali costruttivi.
  • Scarsa manutenzione di tetti e terrazzi: la presenza di foglie, detriti o occlusione dei canali di scolo impedisce il corretto deflusso dell’acqua, causando ristagni che nel tempo favoriscono le infiltrazioni. La mancata pulizia delle grondaie e dei sistemi di scarico può inoltre generare pericolosi accumuli d’acqua che aumentano la pressione sulle superfici impermeabilizzate.
  • Errori di progettazione o costruzione: pendenze errate nei tetti e nelle terrazze, utilizzo di materiali non adeguati o la mancanza di una corretta ventilazione possono favorire il ristagno dell’acqua. In alcuni casi, difetti strutturali come la scarsa connessione tra elementi portanti e di copertura possono creare zone critiche dove l’acqua si insinua con facilità.

Soluzioni efficaci per prevenire e risolvere le infiltrazioni

  • Per mitigare o eliminare il problema delle infiltrazioni da pioggia, è possibile adottare diverse soluzioni tecniche:

    • Impermeabilizzazione professionale: l’applicazione di guaine bituminose, resine impermeabilizzanti o membrane liquide crea una barriera efficace contro l’acqua. È importante scegliere prodotti adatti al tipo di superficie da trattare e garantire un’applicazione omogenea per evitare punti deboli.
    • Rifacimento della copertura del tetto: nei casi più gravi, sostituire le tegole e migliorare la coibentazione è la scelta più sicura. Un intervento mirato può includere la posa di nuovi materiali isolanti e il rifacimento della struttura portante per migliorare la resistenza alle intemperie.
    • Risanamento delle murature: l’utilizzo di intonaci deumidificanti e vernici protettive impedisce la formazione di muffe e macchie di umidità. Questi trattamenti favoriscono la traspirabilità dei muri, evitando che l’acqua ristagni all’interno della struttura.
    • Manutenzione periodica: pulire le grondaie e ispezionare tetti e terrazzi permette di prevenire danni strutturali nel lungo periodo. Un controllo regolare consente di individuare precocemente eventuali crepe o danneggiamenti, riducendo il rischio di infiltrazioni.

Perché affidarsi a professionisti?

Affrontare le infiltrazioni in modo definitivo richiede competenze specialistiche e materiali di alta qualità. Global, con la sua esperienza nel settore edilizio in Sardegna, offre soluzioni personalizzate per l’impermeabilizzazione e il risanamento degli edifici. Grazie a tecnologie all’avanguardia e interventi mirati, è possibile proteggere la propria abitazione e garantire ambienti salubri e sicuri.

Se noti segni di umidità o infiltrazioni, rivolgiti a Global Società Cooperativa per un sopralluogo e un preventivo su misura. Intervenire tempestivamente significa preservare la struttura della tua casa e migliorare il comfort abitativo durante tutto l’anno.

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Costruire o ristrutturare casa nel 2026: consigli e buoni propositi per iniziare l’anno nel modo giusto

La fine del 2025 porta naturalmente a fare bilanci e, allo stesso tempo, ad alzare lo sguardo verso il futuro. Per molte famiglie e proprietari di immobili, il 2026 sarà l’anno di una scelta importante: costruire una nuova casa, ristrutturare quella esistente, renderla più efficiente, più sicura e più confortevole. Non si tratta soltanto di lavori edili, ma di veri e propri progetti di vita, che meritano programmazione, professionalità e una guida tecnica affidabile.

Negli ultimi anni il settore dell’edilizia ha vissuto cambiamenti profondi: normative più stringenti, maggiore attenzione alla sicurezza strutturale, all’efficienza energetica e alla qualità degli impianti, oltre a una crescente sensibilità verso materiali sostenibili e soluzioni tecnologiche innovative. Per questo affrontare il 2026 con i giusti “buoni propositi edilizi” può fare davvero la differenza.

Il primo passo è sempre la pianificazione

Il nuovo anno è il momento migliore per trasformare un desiderio in un progetto concreto. Che si tratti di una nuova costruzione o di una ristrutturazione, il punto di partenza è sempre uno: la pianificazione. Definire obiettivi chiari, comprendere le reali esigenze della famiglia, stabilire un budget realistico e farsi supportare da tecnici qualificati evita improvvisazioni, ritardi e costi imprevisti. Entrare nel 2026 con un progetto ben strutturato significa partire con il piede giusto.

Qualità dei lavori e sicurezza: mai un “di più”, ma una priorità

Negli edifici moderni non conta solo l’estetica. Oggi, costruire bene significa rispettare normative, garantire stabilità, ridurre i rischi e assicurare nel tempo il valore dell’immobile. La qualità dei materiali, l’esperienza dell’impresa, la corretta gestione del cantiere e le certificazioni aziendali sono elementi che incidono concretamente sulla sicurezza della casa e sulla serenità di chi la abita. Scegliere partner affidabili non è un dettaglio, ma una scelta strategica.

Efficienza energetica: il 2026 sarà ancora più “green”

Il nuovo anno continuerà a spingere verso edifici sempre più efficienti. Isolamento termico, infissi performanti, impianti moderni, pompe di calore, sistemi fotovoltaici e soluzioni intelligenti per la gestione dei consumi non sono più optional, ma veri investimenti sul futuro della casa. Una ristrutturazione ben progettata non migliora solo il comfort abitativo, ma permette di ridurre sprechi e costi di gestione, aumentando nel tempo il valore dell’immobile.

Non dimenticare la parte burocratica: una guida competente fa la differenza

Tra autorizzazioni, pratiche edilizie, normative energetiche e requisiti tecnici, la burocrazia può spaventare. Per questo la scelta di un’impresa strutturata, in grado di seguire il cliente passo dopo passo, diventa fondamentale. Avere al proprio fianco professionisti che conoscono regolamenti, certificazioni e procedure consente di lavorare in tranquillità, rispettando tempi, regole e qualità esecutiva.

Il 2026 come anno delle scelte consapevoli

Costruire o ristrutturare casa significa migliorare la qualità della propria vita. Nel nuovo anno sarà ancora più importante affidarsi a realtà solide, competenti, certificate e radicate nel territorio. Imprese che lavorano con serietà, che conoscono il settore, che operano nel rispetto degli standard e che mettono al centro le persone, i loro bisogni e la sicurezza delle loro abitazioni.

Entrare nel 2026 con un progetto chiaro, con partner qualificati e con la consapevolezza di investire nel proprio futuro è il miglior buon proposito che chi sogna una nuova casa possa fare. Global continuerà a fare la propria parte anche nel nuovo anno: competenza tecnica, affidabilità, attenzione alla qualità e supporto professionale per accompagnare famiglie e cittadini in ogni fase del loro percorso edilizio.

Buon fine 2025 e un 2026 ricco di nuovi progetti, nuove idee e nuove case da costruire… con solidità, sicurezza e professionalità.

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Quando è obbligatorio il progetto dell’impianto elettrico?

La normativa italiana in materia di sicurezza e impiantistica è chiara: il progetto dell’impianto elettrico è sempre obbligatorio. A stabilirlo è il D.M. 37/2008, che disciplina l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti all’interno degli edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso.

Il decreto prevede che ogni impianto elettrico debba essere corredato da un progetto tecnico, differenziando soltanto i soggetti abilitati alla firma: in alcuni casi il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice, mentre in altri è richiesto l’intervento di un professionista iscritto agli albi professionali.

In caso di mancato rispetto dell’obbligo, sono previste sanzioni amministrative da 1.000 a 10.000 euro, a seconda della complessità dell’impianto, del grado di pericolosità e delle circostanze oggettive e soggettive della violazione.

Secondo l’articolo 5 del D.M. 37/2008, il progetto deve essere redatto da un professionista abilitato per impianti di particolare rilevanza o complessità, tra cui:

  • Impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica, nonché impianti di protezione contro le scariche atmosferiche.

  • Impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere in edifici civili con potenza superiore a 6 kW o superficie superiore a 400 m².

  • Impianti per attività produttive, commerciali e del terziario con potenza impegnata oltre 6 kW o superficie oltre 200 m².

  • Impianti elettrici alimentati a tensione superiore a 1000 V, compresa la parte in bassa tensione.

  • Impianti con lampade fluorescenti a catodo freddo di potenza complessiva superiore a 1200 VA.

  • Impianti situati in locali ad uso medico o con rischio di esplosione e incendio.

  • Impianti di rilevamento antincendio installati in attività soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi o con più di 10 apparecchi di rilevamento.

Negli altri casi, non rientranti in queste tipologie, il progetto può essere firmato direttamente dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Da anni, Global Società Cooperativa opera nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, offrendo un servizio completo che comprende progettazione, realizzazione e installazione di impianti elettrici, termici, idraulici e di climatizzazione. L’esperienza maturata nel campo e la conformità alle normative vigenti garantiscono impianti sicuri, efficienti e certificati, realizzati nel pieno rispetto delle regole tecniche e di sicurezza previste dal D.M. 37/08.

Global è un partner affidabile per privati, imprese e pubbliche amministrazioni, che accompagna ogni cliente in tutte le fasi del progetto: dalla consulenza iniziale alla progettazione tecnica, fino alla realizzazione e collaudo finale dell’impianto. Contattaci per informazioni o per ricevere un preventivo personalizzato.

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Barriere architettoniche

Bonus barriere architettoniche: ultime opportunità per le detrazioni fino al 75% anche in Sardegna

Il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche si avvia alla conclusione. Salvo proroghe dell’ultimo minuto, l’agevolazione terminerà il 31 dicembre 2025, offrendo ancora pochi mesi di tempo a chi desidera realizzare interventi di accessibilità negli edifici. Dal 2026, infatti, la misura confluirà nel bonus ristrutturazioni, con aliquote più basse e differenziate.

Cos’è il bonus 75% barriere architettoniche

Il bonus consiste in una detrazione Irpef e Ires pari al 75% delle spese sostenute per la rimozione delle barriere architettoniche. Possono usufruirne persone fisiche, condomìni e imprese che effettuano i pagamenti tramite bonifico parlante entro la fine del 2025.

I tetti di spesa previsti sono:

  • fino a 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti;

  • fino a 40.000 euro per unità in edifici da due a otto appartamenti;

  • fino a 30.000 euro per unità in edifici con più di otto appartamenti.

La detrazione viene recuperata in cinque rate annuali di pari importo.

Il bonus prevede alcune limitazioni per i redditi superiori a 75.000 euro, con importi base ridotti e coefficienti legati al numero di figli a carico. Una misura che rende più selettivo l’accesso alle detrazioni, pur garantendo agevolazioni mirate alle famiglie.

Interventi agevolati

Gli interventi ammessi riguardano scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, purché rispettino i requisiti del DM 236/1989 e siano asseverati da tecnici abilitati.

In Sardegna, dove molti edifici datati non sono pienamente accessibili, questa agevolazione rappresenta un’occasione importante per riqualificare il patrimonio edilizio e migliorare la vivibilità sia negli immobili privati che in quelli condominiali.

Cosa succede dal 2026

Dal 1° gennaio 2026, l’agevolazione sarà assorbita dal bonus ristrutturazioni:

  • detrazione del 36% per lavori sulla prima casa;

  • detrazione del 30% per le altre abitazioni.

Il tetto massimo di spesa sarà di 96.000 euro fino al 2027, mentre dal 2028 al 2033 scenderà a 48.000 euro con aliquota unica al 30%.

Questa transizione segna un cambio di passo importante: solo i proprietari e i titolari di diritti reali di godimento potranno accedere all’aliquota maggiore, mentre locatari e comodatari avranno diritto solo al 30%.

Un’opportunità per l’edilizia in Sardegna

Per le imprese edili sarde, come Global Società Cooperativa, il bonus barriere architettoniche è stato un incentivo determinante per promuovere cantieri inclusivi e sostenibili. In una regione dove il patrimonio immobiliare è spesso datato e necessita di adeguamenti, la possibilità di usufruire della detrazione al 75% ha favorito interventi di riqualificazione che hanno migliorato l’accessibilità di abitazioni private, strutture pubbliche e condomìni.

Con l’arrivo delle nuove regole dal 2026, sarà comunque fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e ad imprese certificate, in grado di seguire i lavori secondo le normative e di garantire il corretto accesso alle agevolazioni fiscali.

Global Società Cooperativa, con la propria esperienza nel settore edile e nelle ristrutturazioni in Sardegna, rappresenta un punto di riferimento per chi desidera approfittare delle ultime opportunità del 2025 offerte dal bonus barriere architettoniche e pianificare gli interventi futuri in un’ottica di qualità e sicurezza.

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