Quando si progetta una nuova costruzione, un ampliamento, una veranda, una tettoia o una recinzione, è necessario verificare preventivamente la presenza della fascia di rispetto stradale. Costruire troppo vicino a una strada può infatti determinare il diniego del titolo edilizio, l’applicazione di sanzioni e, nei casi più gravi, l’impossibilità di regolarizzare successivamente l’opera.
La fascia di rispetto stradale è una porzione di territorio situata ai lati della strada nella quale l’attività edilizia è vietata o sottoposta a specifiche limitazioni. La sua funzione è tutelare la sicurezza della circolazione, garantire un’adeguata visibilità, preservare gli spazi necessari per eventuali interventi di ampliamento della sede stradale e assicurare un ordinato sviluppo urbanistico del territorio.
Che cos’è la fascia di rispetto stradale
La fascia di rispetto non deve essere confusa con la carreggiata o con la fascia di pertinenza della strada. Si tratta di un’area esterna al confine stradale nella quale devono essere rispettate determinate distanze per realizzare nuove costruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e altre opere.
Il Codice della Strada disciplina le fasce di rispetto fuori e dentro i centri abitati, mentre il relativo Regolamento di esecuzione stabilisce le distanze applicabili alle diverse categorie di strade.
La presenza del vincolo non comporta necessariamente il divieto assoluto di qualsiasi intervento. La possibilità di eseguire lavori dipende dalla natura dell’opera, dalla classificazione della strada, dalla posizione dell’immobile e dalle prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali.
Da cosa dipendono le distanze dalla strada
Non esiste un’unica distanza valida per tutti gli immobili e per tutte le strade. La misura della fascia di rispetto può variare in funzione di diversi elementi:
- classificazione della strada;
- ubicazione dentro o fuori dal centro abitato;
- destinazione urbanistica dell’area;
- tipologia dell’intervento edilizio;
- disposizioni del piano urbanistico comunale;
- presenza di ulteriori vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici.
Il principale riferimento normativo è rappresentato dal Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cioè il Codice della Strada, e dal D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, che ne contiene il Regolamento di esecuzione e attuazione.
A queste norme si aggiungono le prescrizioni contenute nei piani urbanistici comunali. Per questo motivo, prima di predisporre un progetto, non è sufficiente conoscere genericamente la categoria della strada: occorre esaminare la disciplina urbanistica applicabile alla specifica area.
Come si misura la fascia di rispetto stradale
Uno degli errori più frequenti consiste nel calcolare la distanza partendo dal margine della carreggiata. La normativa fa generalmente riferimento al confine stradale, la cui individuazione deve essere effettuata sulla base delle caratteristiche e della proprietà dell’infrastruttura.
Il confine stradale non coincide necessariamente con il bordo dell’asfalto. Possono infatti far parte della proprietà stradale anche banchine, fossi, scarpate, cunette e altre pertinenze.
Una misurazione effettuata senza un rilievo tecnico o senza verificare gli elaborati urbanistici può quindi produrre risultati errati e compromettere la validità dell’intero progetto.
Si può costruire nella fascia di rispetto stradale?
In linea generale, le nuove costruzioni all’interno della fascia di rispetto sono soggette a forti limitazioni. Il divieto risponde a esigenze di sicurezza pubblica e di tutela della viabilità e non costituisce un semplice requisito formale.
La disciplina può essere differente per gli edifici già esistenti. Alcuni interventi di manutenzione, recupero o adeguamento potrebbero essere consentiti, purché non comportino nuovi volumi, ampliamenti verso la strada o ulteriori violazioni delle distanze previste.
Devono essere valutate con particolare attenzione anche opere apparentemente secondarie come:
- tettoie e pensiline;
- verande;
- pergolati;
- recinzioni e muri di cinta;
- locali tecnici;
- piscine;
- manufatti prefabbricati;
- ampliamenti di edifici esistenti.
La qualificazione edilizia dell’opera e il suo impatto sulla fascia di rispetto devono essere verificati caso per caso da un tecnico abilitato.
Fascia di rispetto stradale e sanatoria edilizia
Realizzare un’opera troppo vicino alla strada può impedire anche il successivo rilascio di una sanatoria. La conformità dell’intervento non viene infatti valutata soltanto rispetto alle caratteristiche costruttive del manufatto, ma anche in relazione alle distanze, ai vincoli e alla disciplina urbanistica applicabile.
Il Decreto Salva Casa ha introdotto nel Testo unico dell’edilizia l’articolo 36-bis, che disciplina l’accertamento di conformità per alcune ipotesi di parziale difformità e per determinati interventi realizzati in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata. L’introduzione di questa procedura non determina però automaticamente la regolarizzabilità di qualsiasi opera: devono comunque essere rispettati i requisiti urbanistici, edilizi e le condizioni previste dalla legge.
Anche la giurisprudenza amministrativa ha ribadito che la violazione della fascia di rispetto può assumere carattere ostativo alla sanatoria. Un manufatto incompatibile con le distanze previste dalla pianificazione urbanistica potrebbe quindi non essere regolarizzabile, anche quando si tratta di una tettoia o di un’opera di dimensioni contenute.
Quali conseguenze rischia chi non rispetta le distanze
La realizzazione di opere in violazione della fascia di rispetto stradale può comportare diverse conseguenze:
- sospensione dei lavori;
- diniego del permesso di costruire;
- annullamento o inefficacia del titolo edilizio;
- sanzioni amministrative;
- ordine di demolizione o ripristino;
- impossibilità di ottenere la sanatoria;
- difficoltà durante la vendita o il finanziamento dell’immobile.
La presenza di una difformità può emergere anche molti anni dopo la costruzione, per esempio durante una compravendita, una successione, una richiesta di mutuo o un intervento di ristrutturazione.
Come verificare se un terreno ricade nella fascia di rispetto
Prima di acquistare un terreno o iniziare un intervento edilizio è consigliabile svolgere una verifica tecnica e urbanistica completa.
Il controllo dovrebbe comprendere:
- l’individuazione del confine stradale;
- la classificazione della strada;
- la verifica della delimitazione del centro abitato;
- l’analisi del piano urbanistico comunale;
- l’esame delle norme tecniche di attuazione;
- la verifica catastale e dei titoli edilizi esistenti;
- l’accertamento di eventuali ulteriori vincoli;
- il confronto con l’Ufficio tecnico del Comune e con l’ente proprietario della strada.
In alcuni casi può essere utile richiedere il certificato di destinazione urbanistica, soprattutto prima dell’acquisto di un terreno o della progettazione di un nuovo fabbricato.
Perché effettuare le verifiche prima dei lavori
Una verifica preventiva consente di progettare correttamente l’intervento, evitare spese inutili e ridurre il rischio di contenziosi con il Comune o con l’ente proprietario della strada.
Affidarsi a tecnici qualificati è particolarmente importante quando il confine stradale non è chiaramente individuabile, l’immobile si trova vicino a un incrocio o il piano urbanistico contiene prescrizioni più restrittive rispetto alla disciplina generale.
Global, grazie alla propria esperienza nel settore delle costruzioni e alle certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, affianca privati, imprese ed enti pubblici nella progettazione e realizzazione degli interventi, valutando fin dalle prime fasi le condizioni tecniche, urbanistiche e operative necessarie per eseguire i lavori in modo regolare e sicuro.
Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com
