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Areazione passiva: come raffrescare la casa in estate riducendo l’uso del climatizzatore

Con le estati sempre più calde e i costi energetici in costante crescita, molte famiglie cercano soluzioni efficaci per mantenere una temperatura confortevole all’interno delle abitazioni senza dover ricorrere continuamente ai sistemi di climatizzazione.

Tra le strategie più semplici, economiche e sostenibili troviamo l’areazione passiva, una tecnica che sfrutta la ventilazione naturale degli ambienti per favorire il raffrescamento degli spazi interni e migliorare il comfort abitativo.

Se correttamente applicata, l’areazione passiva può contribuire a ridurre il surriscaldamento degli edifici, limitare il consumo energetico e diminuire il ricorso a condizionatori e pompe di calore durante i mesi estivi.

Cos’è l’areazione passiva

L’areazione passiva è un sistema di ventilazione naturale che sfrutta il movimento spontaneo dell’aria generato dalle differenze di temperatura e pressione tra ambiente interno ed esterno.

A differenza dei sistemi meccanici, non utilizza ventilatori, motori o apparecchiature elettriche, ma si basa esclusivamente sulle caratteristiche dell’edificio e su una corretta gestione delle aperture.

Durante l’estate l’aria calda tende naturalmente a salire verso l’alto. Favorendo l’uscita dell’aria più calda e l’ingresso di aria più fresca è possibile migliorare significativamente la qualità dell’ambiente interno e ridurre la temperatura percepita.

Ventilazione trasversale: il metodo più efficace

La tecnica più utilizzata nell’areazione passiva è la ventilazione trasversale.

Questo sistema consiste nell’aprire contemporaneamente finestre, porte o aperture situate su lati opposti dell’abitazione, creando un flusso continuo che attraversa gli ambienti e favorisce l’espulsione dell’aria calda accumulata durante la giornata.

Per ottenere i migliori risultati è importante scegliere i momenti più adatti:

  • apertura delle finestre nelle prime ore del mattino;
  • ventilazione intensa durante la notte;
  • chiusura delle aperture nelle ore più calde;
  • utilizzo delle schermature solari durante l’esposizione diretta al sole.

Nelle abitazioni che dispongono di aperture poste a quote differenti entra inoltre in gioco il cosiddetto effetto camino. L’aria calda sale verso l’alto ed esce dalle aperture superiori, mentre l’aria più fresca entra da quelle inferiori, aumentando naturalmente il ricambio d’aria.

Schermature solari: alleate indispensabili contro il caldo

La ventilazione naturale da sola non è sufficiente se l’edificio continua ad assorbire calore attraverso finestre e superfici vetrate. Per questo motivo l’areazione passiva dovrebbe essere sempre accompagnata da adeguate schermature solari.

Tapparelle, persiane, frangisole orientabili, tende da sole e pergolati consentono di limitare l’ingresso della radiazione solare, riducendo il surriscaldamento degli ambienti interni.

Particolare attenzione deve essere riservata alle facciate esposte a sud e a ovest, che durante il pomeriggio ricevono la maggiore quantità di energia solare. Una corretta protezione delle superfici vetrate permette di abbassare sensibilmente la temperatura interna e aumentare l’efficacia della ventilazione naturale.

Il ruolo della vegetazione nel raffrescamento naturale

Anche la cura del verde può contribuire in modo significativo al comfort termico degli edifici. Alberi, siepi, pergolati e piante rampicanti creano zone d’ombra che limitano il riscaldamento delle pareti esterne e delle finestre.

Oltre a ridurre l’irraggiamento diretto, la vegetazione contribuisce a raffrescare naturalmente l’aria circostante grazie al fenomeno dell’evapotraspirazione. Questo permette di migliorare ulteriormente le prestazioni dell’areazione passiva e ridurre il carico termico dell’edificio.

Gli errori più comuni da evitare

Molte persone compromettono involontariamente l’efficacia della ventilazione naturale adottando comportamenti poco corretti.

Tra gli errori più frequenti troviamo:

  • lasciare le finestre aperte nelle ore più calde della giornata;
  • non utilizzare tapparelle o schermature durante l’esposizione solare;
  • tenere chiuse le porte interne impedendo la circolazione dell’aria;
  • rinunciare alla ventilazione notturna;
  • sottovalutare l’importanza dell’ombreggiamento esterno.

Quando la temperatura esterna supera quella interna, mantenere aperte le finestre può addirittura peggiorare il comfort abitativo, favorendo l’ingresso di aria molto calda.

Areazione passiva e climatizzazione: un approccio integrato

L’areazione passiva non deve essere considerata necessariamente un’alternativa alla climatizzazione, ma può rappresentare un importante complemento per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione.

Una casa ben progettata, dotata di schermature solari efficaci, isolamento adeguato e corretta ventilazione naturale richiede meno energia per mantenere condizioni di comfort durante l’estate.

Questo consente di ridurre le ore di funzionamento dei climatizzatori, diminuire i consumi elettrici e contenere i costi in bolletta.

Global: efficienza energetica e comfort abitativo

Investire in soluzioni che favoriscono la ventilazione naturale significa migliorare il benessere quotidiano e aumentare l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi delle esposizioni, la scelta delle schermature più adatte, la progettazione degli impianti e la valutazione delle caratteristiche dell’immobile sono aspetti che richiedono competenze tecniche specifiche.

Affidarsi a professionisti qualificati consente di individuare le soluzioni più efficaci per ottimizzare il comfort abitativo, ridurre i consumi energetici e valorizzare il proprio immobile nel lungo periodo.

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Sostituzione del climatizzatore e edilizia libera: cosa cambia dopo la sentenza del Consiglio di Stato

Con l’arrivo dell’estate cresce il numero di interventi legati alla climatizzazione degli edifici. Tra le domande più frequenti poste da proprietari, amministratori di condominio e imprese vi è quella relativa alla sostituzione delle unità esterne dei condizionatori: serve un’autorizzazione edilizia? Il Comune può ordinare la rimozione di un climatizzatore già installato?

Una recente sentenza del Consiglio di Stato ha fornito importanti chiarimenti, ribadendo alcuni principi fondamentali in materia di edilizia libera, tutela del patrimonio edilizio e proporzionalità dell’azione amministrativa.

Quando la sostituzione di un climatizzatore rientra nell’edilizia libera

Il caso esaminato dai giudici riguardava un immobile situato in un’area storica soggetta a particolari vincoli urbanistici. Il Comune aveva ordinato la rimozione dell’unità esterna di un impianto di climatizzazione ritenendo che fosse stata installata senza le necessarie autorizzazioni.

Durante il procedimento è però emerso che non si trattava di una nuova installazione, ma della sostituzione di un motore già esistente da anni.

Questa distinzione è determinante dal punto di vista normativo.

L’articolo 6 del D.P.R. 380/2001, il Testo Unico dell’Edilizia, include infatti tra gli interventi di edilizia libera molte opere riconducibili alla manutenzione ordinaria. La sostituzione di un componente impiantistico esistente, senza modifiche sostanziali all’edificio o al suo prospetto, può rientrare in questa categoria.

In questi casi non si realizza una nuova opera edilizia e non si determina alcuna trasformazione urbanistica dell’immobile.

Cosa si intende per edilizia libera

L’edilizia libera comprende tutti quegli interventi che possono essere eseguiti senza richiedere un permesso di costruire, una SCIA o una CILA, salvo la presenza di specifici vincoli.

Tra gli interventi più comuni rientrano:

  • manutenzione ordinaria degli edifici;
  • sostituzione di impianti tecnologici esistenti;
  • riparazioni e interventi conservativi di modesta entità;
  • installazione di alcuni elementi accessori che non alterano la sagoma o la volumetria dell’edificio;
  • opere temporanee e facilmente amovibili nei casi previsti dalla normativa.

Tuttavia, la classificazione di un intervento come edilizia libera non significa automaticamente che possa essere eseguito ovunque e in qualsiasi contesto.

Attenzione ai vincoli urbanistici e paesaggistici

Uno degli aspetti più importanti evidenziati dalla sentenza riguarda la presenza di eventuali vincoli.

Un intervento che normalmente rientrerebbe nell’edilizia libera può richiedere ulteriori autorizzazioni se viene eseguito su:

  • edifici sottoposti a tutela storico-artistica;
  • immobili vincolati dalla Soprintendenza;
  • centri storici;
  • aree soggette a vincolo paesaggistico;
  • immobili inseriti in particolari strumenti di tutela comunale.

In queste situazioni è sempre opportuno effettuare una verifica preventiva con tecnici qualificati per evitare contestazioni successive.

Quando il Comune può ordinare la rimozione di un’opera

I Comuni hanno il compito di vigilare sull’attività edilizia e possono intervenire quando riscontrano opere abusive o realizzate in contrasto con le norme vigenti.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ribadito che l’amministrazione non può limitarsi a contestare genericamente un’opera, ma deve dimostrare concretamente le ragioni che giustificano il provvedimento.

Nel caso esaminato, il Comune non è riuscito a dimostrare che il climatizzatore fosse stato installato ex novo dopo l’entrata in vigore delle norme richiamate. Al contrario, la documentazione prodotta dal proprietario ha consentito di accertare la preesistenza dell’impianto.

Secondo i giudici, non può essere il cittadino a dover provare l’inesistenza dell’abuso quando esistono già elementi documentali che attestano la regolarità dell’intervento.

Il principio di proporzionalità nell’attività edilizia

Uno dei passaggi più rilevanti della sentenza riguarda il principio di proporzionalità.

L’azione amministrativa deve sempre essere adeguata rispetto all’effettivo interesse pubblico da tutelare.

Nel caso specifico, una verifica tecnica ha accertato che l’unità esterna del climatizzatore era collocata all’interno di un cortile condominiale, non visibile dalla strada e non percepibile da punti panoramici o di particolare interesse paesaggistico.

Inoltre, nello stesso contesto erano presenti altri impianti analoghi.

Per queste ragioni il Consiglio di Stato ha ritenuto che l’ordine di demolizione fosse eccessivo e non proporzionato rispetto all’effettiva incidenza dell’opera sul contesto urbano e paesaggistico.

Perché è importante affidarsi a professionisti qualificati

La normativa edilizia italiana è articolata e richiede spesso valutazioni tecniche specifiche che vanno oltre la semplice distinzione tra edilizia libera e interventi soggetti a titolo abilitativo.

Ogni immobile presenta caratteristiche differenti e può essere interessato da regolamenti comunali, vincoli paesaggistici, prescrizioni urbanistiche o norme di tutela che incidono direttamente sulla possibilità di eseguire determinati lavori.

Per questo motivo, prima di installare o sostituire impianti tecnologici, climatizzatori, pompe di calore o altri elementi esterni agli edifici, è sempre consigliabile effettuare una verifica preliminare con professionisti esperti nel settore edilizio e impiantistico.

Una corretta valutazione tecnica consente di evitare contenziosi, sanzioni e interventi successivi che potrebbero comportare costi molto superiori rispetto a una pianificazione eseguita correttamente fin dall’inizio.

Edilizia libera non significa assenza di regole

La sentenza del Consiglio di Stato conferma un principio fondamentale: la sostituzione di un climatizzatore esistente può rientrare nell’edilizia libera quando non modifica le caratteristiche dell’immobile e non determina trasformazioni edilizie rilevanti.

Allo stesso tempo, la decisione ricorda che l’attività edilizia deve sempre essere valutata nel contesto specifico dell’immobile e che la Pubblica Amministrazione è tenuta a motivare adeguatamente eventuali provvedimenti repressivi, rispettando i principi di ragionevolezza e proporzionalità.

L’esperienza di Global al tuo servizio

Conoscere le regole dell’edilizia e affidarsi a operatori qualificati rappresenta il modo migliore per realizzare interventi conformi alla normativa e valorizzare il proprio immobile in piena sicurezza.  Global, grazie alla propria esperienza nel settore delle costruzioni e alle certificazioni UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, oltre all’attestazione SOA, opera con professionalità in tutta la Sardegna offrendo servizi di ristrutturazione, riqualificazione di interni ed esterni e installazione di impianti di ogni genere.

Grazie a un approccio personalizzato e all’esperienza maturata nel settore edilizio, è possibile individuare le soluzioni più adatte per valorizzare ogni ambiente, migliorando comfort, funzionalità ed efficienza senza rinunciare all’estetica e alla qualità costruttiva.

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Conto Termico 3.0: nuove opportunità per l’efficientamento energetico degli edifici

Il Conto Termico 3.0 è realtà: il Decreto del 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 e entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo, cioè il 25 dicembre 2025. Con questo provvedimento si aggiorna in modo strutturale la disciplina degli incentivi per interventi di piccole dimensioni volti al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, superando il perimetro del DM 16 febbraio 2016 e allineando il meccanismo alle nuove priorità di transizione energetica del Paese.

Per chi opera nell’edilizia e nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, la prima novità rilevante riguarda l’ampliamento dei soggetti ammessi e degli ambiti d’intervento. Le amministrazioni pubbliche possono attivare l’intero spettro degli interventi previsti dal decreto, sia di efficienza energetica sia di produzione termica da rinnovabili. I soggetti privati, invece, vedono una distinzione netta: per l’efficientamento dell’involucro e degli impianti sono ammessi quando gli interventi insistono su edifici dell’ambito terziario; per la produzione di energia termica e per i sistemi ad alta efficienza possono intervenire anche in ambito residenziale. È inoltre formalizzata l’assimilazione al mondo PA degli enti del terzo settore non economici, che possono quindi accedere alle medesime misure dedicate al pubblico. Questo cambio di perimetro sposta il baricentro del meccanismo verso una riqualificazione più capillare degli edifici non residenziali, senza trascurare la spinta alla generazione termica rinnovabile nelle abitazioni.

Nel merito degli interventi ammessi per l’efficienza energetica, il decreto conferma e amplia la gamma di attività strategiche per ridurre i fabbisogni e migliorare le prestazioni. Rientrano l’isolamento termico delle superfici opache, la sostituzione delle chiusure trasparenti con infissi performanti e l’installazione di schermature solari esterne. In un’ottica di passi più ambiziosi, il legislatore incentiva anche la trasformazione degli edifici esistenti in nZEB (Nearly Zero Energy Building, ovvero “edificio a energia quasi zero”) con un approccio integrato che combina involucro e impianti e—quando necessario—demolizione e ricostruzione coerenti con i titoli edilizi. Completano il quadro la sostituzione degli impianti di illuminazione con sistemi efficienti e l’adozione di tecnologie di building automation per il controllo dei servizi energetici, inclusa la termoregolazione e la contabilizzazione del calore. Un elemento innovativo, che connette edilizia e mobilità, è la possibilità di finanziare l’infrastrutturazione per la ricarica dei veicoli elettrici, a condizione che si proceda contestualmente alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche. Allo stesso modo, l’installazione di fotovoltaico con sistemi di accumulo è incentivabile quando associata alla sostituzione degli impianti invernali con pompe di calore, favorendo così progetti integrati edificio–impianto.

Sul fronte della produzione di energia termica da rinnovabili, il decreto orienta con decisione verso tecnologie mature e ad alta resa. Sono ammessi la sostituzione degli impianti invernali con pompe di calore elettriche o a gas che sfruttano energia aerotermica, geotermica o idrotermica; i sistemi ibridi “factory made” o bivalenti e le configurazioni con pompe di calore “add on”; i generatori a biomassa anche per utenze produttive e reti di teleriscaldamento; il solare termico, compreso l’abbinamento al solar cooling, con obbligo di contabilizzazione oltre i 100 m²; gli scaldacqua a pompa di calore; l’allaccio a teleriscaldamento efficiente; e perfino la microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili. Questo paniere consente di disegnare interventi su misura per il terziario e per il residenziale, con un’elevata integrazione tra involucro e impianti.

Un tema sempre centrale è l’intensità dell’incentivo. Il Conto Termico 3.0 stabilisce un tetto generale pari al 65% delle spese ammissibili, con un’eccezione di rilievo: gli interventi realizzati su edifici di comuni fino a 15.000 abitanti e quelli su edifici pubblici ad uso scolastico o sanitario possono beneficiare di un incentivo fino al 100%, nei limiti di potenza, superficie e massimali previsti. Le modalità di erogazione sono altrettanto pragmatiche: per i privati, se l’importo complessivo non supera 15.000 euro, il contributo è liquidato in unica rata; diversamente, si procede per rate annuali costanti per una durata definita in tabella. Le amministrazioni, quando utilizzano la prenotazione, possono richiedere acconti e rate intermedie, migliorando la gestione del cantiere e del cash flow.

Dal punto di vista operativo, tutto transita dal Portaltermico del GSE. Il decreto prevede che il MASE approvi, su proposta del GSE, le nuove Regole Applicative entro sessanta giorni dall’entrata in vigore; a loro volta, entro altri sessanta giorni il GSE aggiorna la piattaforma telematica per la presentazione delle istanze. In termini pratici, il cronoprogramma consente agli operatori di preparare i progetti in coerenza con i requisiti tecnici e documentali, nell’attesa dell’adeguamento del portale e della messa a disposizione dei nuovi tracciati e modelli.

Merita attenzione anche la definizione regolatoria delle “piccole dimensioni”, perché condiziona la progettazione e i capitolati. Il decreto qualifica come piccoli gli impianti con potenza termica fino a 2 MW e i campi solari termici con superficie fino a 2.500 m², mentre per impianti solari superiori a 100 m² scatta l’obbligo di contabilizzazione del calore. Questi limiti rafforzano la vocazione del Conto Termico ad accompagnare interventi diffusi e replicabili, tipici del patrimonio edilizio esistente.

Affidati ai professionisti dell’edilizia in Sardegna

Per Global Società Cooperativa, impresa edile certificata, il Conto Termico 3.0 diventa un acceleratore di qualità progettuale: dagli interventi sull’involucro fino alle trasformazioni nZEB, passando per l’integrazione con pompe di calore e sistemi di controllo, la misura consente di orchestrare cantieri che riducono in modo misurabile i consumi, migliorano il comfort e incrementano il valore immobiliare. L’assistenza nelle fasi di diagnosi, pratiche GSE, gestione della documentazione e coordinamento di cantiere sarà decisiva per massimizzare il contributo pubblico e rispettare i requisiti di conformità tecnica e amministrativa.

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Impianti smart domotici e risparmio energetico: come ottenere detrazioni fino al 65% in Sardegna

L’adozione di impianti domotici intelligenti nelle abitazioni non è soltanto un elemento di comfort, ma rappresenta una vera e propria strategia di efficienza energetica. In Sardegna, dove il tema del risparmio energetico si intreccia con le sfide climatiche e con l’esigenza di ridurre i costi delle bollette, la domotica assume un ruolo di primo piano. I sistemi smart consentono infatti di gestire in maniera ottimizzata il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti e garantiscono un significativo abbattimento dei consumi.

Per questo motivo, come dimostrato da uno studio di qualche mese fa, una casa efficiente vale fino all’80% in più rispetto a una da ristrutturare.

Un ulteriore incentivo alla ristrutturazione in chiave di efficientamento energetico arriva dalle agevolazioni fiscali legate all’Ecobonus, che riconosce una detrazione fino al 65% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di dispositivi domotici destinati al controllo intelligente della temperatura.

Cosa prevede la normativa per gli impianti smart in Sardegna

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito che l’acquisto e la messa in opera di dispositivi multimediali per la gestione da remoto degli impianti di riscaldamento o climatizzazione rientra tra gli interventi incentivati dall’Ecobonus. La detrazione si applica a condizione che i sistemi installati siano progettati per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, favorendo un utilizzo più consapevole delle risorse.

Secondo lo Stato non si tratta quindi di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di un investimento finalizzato a rendere gli impianti domestici più sostenibili. È un’opportunità concreta per chi in Sardegna desidera ridurre i consumi senza rinunciare al comfort abitativo, con il vantaggio aggiuntivo di un sostegno economico rilevante.

Quali dispositivi smart rientrano nella detrazione

Non tutti i prodotti connessi o controllabili tramite app sono ammessi all’agevolazione fiscale. La normativa circoscrive il beneficio ai dispositivi destinati al risparmio energetico degli impianti di climatizzazione. Tra questi rientrano:

  • cronotermostati intelligenti, programmabili e gestibili da remoto;

  • sensori ambientali capaci di rilevare la temperatura e regolare automaticamente gli impianti;

  • centraline smart che ottimizzano accensione e spegnimento in base alla presenza in casa o alle condizioni climatiche;

  • sistemi domotici integrati che monitorano e riducono i consumi energetici complessivi.

Questi dispositivi non solo consentono di controllare la temperatura attraverso smartphone o computer, ma contribuiscono anche a un utilizzo più efficiente degli impianti, riducendo sprechi e costi.

Adempimenti per accedere all’Ecobonus

Per ottenere la detrazione del 65% è necessario rispettare una serie di requisiti formali e documentali. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale parlante, riportando i dati richiesti dalla normativa. Occorre inoltre conservare tutte le fatture e la documentazione tecnica relativa ai dispositivi installati, insieme alle certificazioni rilasciate dal produttore e dall’installatore.

Fondamentale è anche la trasmissione all’ENEA, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, dei dati relativi all’intervento. Senza questo passaggio, l’accesso all’incentivo non è garantito. Un ulteriore requisito riguarda il titolo sull’immobile: l’intervento deve essere effettuato su un edificio detenuto in proprietà, affitto o altro titolo idoneo.

La prospettiva per le abitazioni in Sardegna

In Sardegna, dove i costi per l’energia elettrica sono mediamente più alti rispetto al resto d’Italia, la gestione dei consumi energetici è una priorità per famiglie e imprese: l’adozione di impianti smart rappresenta un passo avanti verso una edilizia moderna, sicura e sostenibile. Le imprese certificate che operano nel settore edilizio e impiantistico hanno oggi un ruolo strategico, perché possono accompagnare i cittadini nella scelta delle soluzioni più adatte e nella corretta gestione degli adempimenti burocratici.

L’esperienza di Global nel ramo della domotica

Grazie alla sua esperienza pluridecennale, Global si propone come partner affidabile per interventi di costruzione e riqualificazione energetica in ottica smart. L’azienda promuove un’edilizia integrata, tecnologica e sostenibile, collaborando con progettisti, fornitori e clienti per garantire soluzioni efficienti e durature. Investire nella domotica e nello smart building non è solo una scelta responsabile, ma un’opportunità concreta per aumentare il valore del proprio immobile e contribuire attivamente alla transizione energetica.

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Climatizzazione

Climatizzazione estiva ed efficienza energetica: il decalogo per risparmiare nel 2025

L’estate 2025 porta con sé temperature elevate e un inevitabile incremento dei consumi elettrici legati alla climatizzazione. Un uso scorretto degli impianti non solo incide negativamente sulla bolletta, ma ha un impatto diretto sull’ambiente. Per questo motivo ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha pubblicato un nuovo vademecum con 10 consigli pratici per un uso efficiente dei climatizzatori, rivolto a famiglie, imprese e professionisti.

Global Società Cooperativa, realtà attiva in tutta la Sardegna, si impegna da anni nella promozione di soluzioni edilizie sostenibili, affiancando i propri clienti nella realizzazione di edifici più efficienti e sicuri. La diffusione delle buone pratiche suggerite da ENEA rientra perfettamente nella nostra missione: costruire bene significa anche usare bene l’energia.

Ecco i 10 consigli ENEA 2025 per l’uso efficiente dei climatizzatori:

1. Fai manutenzione periodica all’impianto
Un climatizzatore trascurato consuma fino al 30% in più. La pulizia dei filtri e il controllo delle tubazioni sono interventi semplici ma fondamentali per garantire aria salubre e ridurre i consumi. È buona norma verificare l’isolamento dei circuiti e rispettare gli obblighi di legge per impianti sopra i 12 kW.

2. Scegli apparecchi ad alta efficienza
Optare per climatizzatori in classe A++ o A+++ significa abbattere i consumi e contenere le emissioni. I modelli con tecnologia inverter sono ideali per un uso prolungato: consumano meno, fanno meno rumore e garantiscono un comfort costante. Se abbinati a un impianto fotovoltaico, il risparmio cresce ulteriormente.

3. Approfitta degli incentivi 2025
Grazie al Bonus Casa e all’Ecobonus, puoi detrarre fino al 50% del costo di acquisto e installazione del climatizzatore, anche senza ristrutturazione (in caso di sostituzione di un impianto esistente). Vale sia per prime che seconde case: un’occasione da non perdere per chi vuole investire sull’efficienza.

4. Posiziona l’unità in modo strategico
Il climatizzatore va installato in alto, dove l’aria fredda può scendere e mescolarsi naturalmente con l’aria calda. Mai dietro tende o mobili: ostacolerebbero il flusso d’aria. L’unità esterna, invece, dovrebbe essere protetta dal sole diretto e dalle intemperie.

5. Isola gli ambienti durante il giorno
Chiudere tapparelle, persiane o tende nelle ore più calde riduce il calore in ingresso. Se il climatizzatore è acceso, evita di aprire porte e finestre: l’aria calda vanificherebbe lo sforzo dell’impianto. Arieggia solo di notte, quando la temperatura esterna è più bassa.

6. Imposta una temperatura sostenibile
In estate, la temperatura ideale è attorno ai 26°C. Non serve raffreddare troppo: bastano pochi gradi in meno rispetto all’esterno per percepire sollievo. Se il caldo è umido, attiva la funzione deumidificazione: spesso è più efficace del raffrescamento diretto.

7. Raffresca solo dove serve
Un solo split in corridoio non basta a climatizzare tutta la casa. Al contrario, creerà sbalzi termici sgradevoli. Ogni stanza utilizzata dovrebbe avere un’unità dedicata per garantire efficienza e comfort localizzati.

8. Riduci il calore prodotto in casa
Durante le ore più calde, limita l’uso di dispositivi che generano calore: forni, computer, televisori, asciugacapelli. Anche l’illuminazione può influire sulla temperatura interna, soprattutto se utilizzi lampade a incandescenza.

9. Usa le funzioni intelligenti del climatizzatore
Programma l’accensione e lo spegnimento in base agli orari di presenza in casa. Le funzioni “sleep” e “eco” aiutano a mantenere la temperatura ideale con il minimo dispendio di energia, soprattutto durante la notte.

10. Fai una diagnosi energetica dell’edificio
Un tecnico qualificato può valutare quanto la tua casa sia realmente efficiente. Interventi su infissi, pareti e coperture migliorano l’isolamento e riducono il fabbisogno energetico fino al 40%. In più, puoi accedere alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica.

Più efficienza, meno sprechi: costruire bene per vivere meglio

Global Società Cooperativa è al fianco di chi vuole migliorare la qualità della propria abitazione o della propria attività, proponendo interventi mirati su impianti, isolamento, serramenti e sistemi di climatizzazione. L’obiettivo è sempre lo stesso: coniugare risparmio, benessere e sostenibilità.

In Sardegna, affrontare il caldo estivo non è solo una questione di comfort: è una sfida che coinvolge l’edilizia, l’ambiente e la qualità della vita. E questa sfida si vince solo partendo da scelte intelligenti, come quelle proposte da ENEA.

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