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L’importanza cruciale dell’impianto idraulico nella ristrutturazione edilizia

Durante i lavori di ristrutturazione edilizia ci sono numerosi aspetti da considerare, ma uno dei più cruciali e spesso trascurati è l’impianto idraulico. L’impianto idraulico svolge infatti un ruolo fondamentale nel garantire il corretto funzionamento della casa, influendo sulla qualità della vita e sulla sicurezza degli occupanti. In questo articolo, esploreremo l’importanza dell’impianto idraulico nella ristrutturazione edilizia e perché dovrebbe essergli data priorità assoluta nella lista degli impianti da progettare e manutenere con estrema cura.

Garantire il corretto flusso dell’acqua

L’impianto idraulico è responsabile del trasporto dell’acqua in tutta la casa, sia per uso sanitario che per scopi domestici. Durante la fase di ristrutturazione, è fondamentale assicurarsi che le tubazioni siano in buone condizioni, senza perdite o corrosioni. La sostituzione di vecchie tubazioni con materiali moderni e resistenti può evitare inconvenienti futuri come perdite d’acqua, infiltrazioni e pericolosi danni strutturali.

Efficienza energetica e risparmio idrico

Un aspetto spesso trascurato è l’importanza di un impianto idraulico efficiente dal punto di vista energetico e ambientale. Durante la ristrutturazione, è possibile installare rubinetti, docce e WC a basso consumo, riducendo così il consumo di acqua e l’impiego di energia necessaria per riscaldarla. L’utilizzo di dispositivi a risparmio idrico può contribuire a ridurre le bollette, promuovendo nel contempo una maggiore sostenibilità.

Sicurezza degli occupanti

Un impianto idraulico inefficiente o malfunzionante può rappresentare un rischio per la sicurezza degli occupanti. Le perdite d’acqua possono causare infiltrazioni, creando un ambiente umido che favorisce la formazione di muffe e funghi nocivi per la salute. Inoltre, un sistema idraulico mal progettato o datato può causare problemi come di pressione dell’acqua o, in assenza delle giuste pendenze, addirittura un’inversione delle canalizzazioni, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute e l’igiene.

Adattarsi alle nuove esigenze

La ristrutturazione edilizia offre un’opportunità unica per adattare l’impianto idraulico alle esigenze specifiche dei residenti. Se la famiglia si è ampliata o se ci sono cambiamenti nel modo in cui si utilizza l’acqua, è possibile ridisegnare l’impianto idraulico in modo da soddisfare queste nuove necessità. Ad esempio, potrebbe essere necessario realizzare un secondo bagno (anche piccolo) oppure installare un sistema di riscaldamento a pavimento. Tutti elementi che necessitano di un nuovo impianto idrico: quale occasione migliore per dare una nuova vita alla casa?

Devi ristrutturare il tuo impianto idraulico?

In conclusione, l’impianto idraulico svolge un ruolo vitale nella ristrutturazione edilizia e non dovrebbe mai essere sottovalutato. Garantire un corretto flusso dell’acqua, promuovere l’efficienza energetica, preservare la sicurezza degli occupanti e adattarsi alle nuove esigenze sono solo alcuni dei motivi per cui l’impianto idraulico merita una particolare attenzione durante il processo di ristrutturazione. Consultare un professionista esperto per valutare lo stato dell’impianto esistente e progettare un sistema moderno e funzionale può contribuire a garantire il successo e il comfort a lungo termine della ristrutturazione edilizia.

La ristrutturazione di un impianto idraulico è un’operazione delicata che va affidata a impiantisti esperti. Se hai in programma lavori di ristrutturazione per il tuo bagno o per la tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola

Ristrutturazione bagno

Ristrutturare un bagno piccolo: 7 consigli pratici

Il bagno è la stanza che spesso veniva “sacrificata” maggiormente in fase di progettazione e realizzazione. Negli ultimi anni ha però subito una rivalutazione da parte di progettisti e proprietari di casa, che interpretano il bagno come una stanza in cui passare del tempo per il benessere e il relax, anche se per pochi minuti. Ristrutturare un bagno di dimensioni ridotte, ottimizzandone gli spazi, può quindi portare notevoli miglioramenti e trasformare l’ambiente in un luogo confortevole e accogliente.

Di seguito, alcune idee semplici e vantaggiose per la ristrutturazione di un bagno con una metratura limitata.

Ristrutturazione del bagno: 7 consigli per un bagno piccolo

  1. Nel caso di un bagno di dimensioni ridotte è fondamentale ottimizzare gli spazi. Pertanto, è consigliabile adottare alcune soluzioni che consentano di liberare l’area, come l’installazione di scaffali verticali. Le scaffalature alte, specialmente quelle incassate, permettono di sfruttare ogni centimetro disponibile.
  2. L’opzione più comune per risparmiare spazio è sostituire la vasca da bagno con una doccia. Le vasche sono comode e spesso dal design accattivante, ma occupano circa il doppio dello spazio rispetto a un piatto doccia.
  3. L’illuminazione gioca un ruolo fondamentale nell’illuminare ogni angolo del bagno. Un ambiente buio risulta poco invitante e gli spazi bui risultano “persi”: la progettazione di un adeguato piano di illuminazione consente di guadagnare spazi utili.
  4. Abbiamo appena sottolineato l’importanza della luce: un’altra soluzione efficace per valorizzarla è l’utilizzo di piastrelle chiare. Le ceramiche chiare, soprattutto quelle bianche, riflettono intensamente la luce, contribuendo a un’illuminazione migliore del bagno e creando una sensazione di maggiore spaziosità.
  5. Le pareti, oltre a separare gli ambienti, possono fungere da supporto per mensole e supporti su cui riporre gli oggetti da bagno, mantenendoli sempre a portata di mano. Anche il retro della porta può essere sfruttato come una comoda zona di appoggio per gli accessori del bagno.
  6. Anche le porte occupano spazio: le porte scorrevoli, sia per la doccia che per l’ingresso principale del bagno, offrono una soluzione salvaspazio. Attenzione però, la parete in cui si installa una porta scorrevole non sarà utilizzabile per tasselli o impiantistica!
  7. Infine, un trucco classico che funziona sempre, in qualsiasi stanza, è l’uso di specchi di grandi dimensioni per ampliare la percezione dello spazio nel bagno. Se possiedi uno specchio da bagno di dimensioni ridotte, non esitare a sostituirlo con uno di taglia XXL.

In conclusione, un’opportuna ristrutturazione di un bagno piccolo permette di ampliare lo spazio a disposizione mantenendo invariata la metratura a disposizione. Quello che è necessario fare è eliminare tutto ciò che occupa spazio vitale, dai mobili agli angoli vuoti (e poco illuminati), fino a sostituire la vasca da bagno con un piatto doccia.

La ristrutturazione del bagno indipendentemente dalle dimensioni, richiede un budget molto variabile. Il costo dipende naturalmente da materiali e finiture, dalla necessità di spostare gli impianti e/o la posizione dei sanitari. La buona notizia è che – se la stanza non subisce modifiche strutturali – non è necessario alcun permesso edilizio per completare i lavori.

Devi ristrutturare il tuo bagno?

Per quanto si tratti di lavori relativamente semplici per gli addetti ai lavori, la ristrutturazione di un bagno è un’operazione delicata che va affidata a ditte esperte. Se hai in programma lavori di ristrutturazione per il tuo bagno o per la tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola

Lavori edili in Sardegna

Consigli per i tuoi lavori di ristrutturazione edilizia in Sardegna

La ristrutturazione edilizia è un processo impegnativo che richiede pianificazione accurata e attenzione ai dettagli. Quando si tratta di ristrutturare un immobile in Sardegna, una regione ricca di storia, cultura e tradizioni architettoniche uniche, è importante considerare – a parte le regole e norme che valgono in ogni regione d’Italia – anche alcuni fattori specifici.

In questo articolo, cercheremo di darti qualche consiglio utile per una ristrutturazione edilizia di successo in Sardegna, aiutandoti a ottenere risultati soddisfacenti e rispettosi dell’ambiente circostante.

Rispetta l’architettura circostante

La Sardegna è famosa per la sua architettura tradizionale, che spazia dalle case campidanesi fino alle ville storiche. Durante una ristrutturazione, è fondamentale rispettare lo stile architettonico locale e preservare le caratteristiche distintive dell’edificio. Adotta materiali, colori e dettagli che si integrano con l’ambiente circostante, mantenendo l’aspetto autentico e il fascino originale dell’immobile.

Informati su norme e i vincoli locali

Prima di intraprendere qualsiasi lavoro di ristrutturazione in Sardegna, è essenziale informarsi sulle norme e i regolamenti edilizi locali, che a seconda delle zone (in particolare sulle fasce costiere) possono essere più stringenti rispetto all’interno. Verifica i requisiti per il permesso di costruire e assicurati di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie prima di avviare i lavori. Collabora con professionisti edili locali o consulenti per garantire che il progetto sia conforme alle leggi vigenti e alle specifiche locali.

Migliora l’efficienza energetica

Durante la ristrutturazione, tieni in grande considerazione l’efficienza energetica dell’edificio. La Sardegna è caratterizzata da un clima caldo e soleggiato, quindi l’isolamento termico e l’uso di soluzioni energetiche sostenibili sono importanti per ridurre i costi energetici e minimizzare l’impatto ambientale. Tra le soluzioni consigliate, l’installazione di pannelli solari, un cappotto termico efficiente, finestre a bassa emissività e sistemi di riscaldamento e raffreddamento a basse emissioni come le pompe di calore.

Valorizza gli elementi naturali

La Sardegna è conosciuta in tutto il mondo per la sua bellezza naturale: tutti parlano del suo mare cristallino, delle rocce inconfondibili dell’Ogliastra o delle colline verdi tipiche della Marmilla. Durante la ristrutturazione, cerca di valorizzare gli elementi naturali presenti nel territorio. Ad esempio, se la casa offre una vista panoramica, progetta finestre o terrazze che permettano di goderne al massimo. Se immersi nel verde o nella natura, si possono utilizzare materiali naturali come la pietra locale o il legno per preservare l’armonia con l’ambiente circostante.

Coinvolgi professionisti locali

Coinvolgere professionisti locali, come architetti, ingegneri e imprese edili con esperienza nel territorio è sicuramente un modo sicuro per lavorare con marcia in più. Questi esperti conoscono le peculiarità del luogo e possono offrire consigli specifici sulla ristrutturazione in base al contesto locale. Confrontarsi con professionisti locali può aiutare a ottenere risultati di qualità superiore e a prevenire potenziali problemi durante tutte le fasi di progettazione, ristrutturazione o costruzione ex novo.

In conclusione, la ristrutturazione edilizia in Sardegna richiede un approccio attento e rispettoso dell’architettura e dell’ambiente circostante. Prendendo in considerazione questi consigli, potrai avviare un processo di ristrutturazione di successo, che preserva l’identità locale, valorizza le risorse naturali e crea un ambiente abitativo confortevole e sostenibile. Collabora con professionisti competenti e informati, come quelli messi a disposizione da Global Società Cooperativa, in modo da ottenere i migliori risultati e goderti il tuo nuovo spazio rinnovato nella splendida isola della Sardegna.

Bonus Ristrutturazione 2023: requisiti, lavori ammessi e modalità di accesso

Tra agevolazioni fiscali più importanti in Italia bisogna senza dubbio annoverare il bonus ristrutturazione 2023. Tale incentivo consente di accedere a uno sconto pari al 50% della spesa sostenuta per i lavori di ristrutturazione della propria casa per un massimo di 96.000 euro. Dal punto di vista normativo, per chi vuole approfondire immediatamente l’argomento, è importante saper che a regolare questo incentivo è l’articolo 16-bis del TUIR.

In questo articolo esploreremo diversi aspetti relativi all’argomento: i soggetti idonei a richiedere l’agevolazione, le ultime novità riguardanti la detrazione e le modalità disponibili per cedere il credito o accedere allo sconto in fattura.

Bonus ristrutturazione 2023: le spese detraibili

Il bonus è riservato ai contribuenti italiani che pagano le spese per l’esecuzione degli interventi. Non è necessario essere i proprietari dell’immobile oggetto di ristrutturazione, se si possiedono tutti i requisiti per il bonus.

Come sempre, è fondamentale capire quali lavori rientrano nell’agevolazione. Nello specifico, se si parla di Bonus Ristrutturazione 2023 bisogna considerare che lo sconto del 50% può essere ottenuto su:

  • interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • restauri e risanamenti;
  • lavori edili di ristrutturazione realizzati su sezioni comuni di unità singole, stabili residenziali o condomini (riferimenti normativi nell’articolo 3 del Dpr 380/2001).

Esiste la possibilità di ottenere l’agevolazione anche per chi esegue interventi in economia, ossia i lavori realizzati in proprio. In quest’ultimo caso (non essendoci spese sostenute per i lavori eseguiti in autonomia) si può detrarre il 50% sulla spesa per l’acquisto dei materiali utili per l’esecuzione dei lavori.

Ecco alcuni esempi di lavoro di manutenzione ordinaria che possono essere agevolati con il 50% di sconto in detrazione.

  • sostituzione degli infissi esterni;
  • interventi di modifica sulle scale o installazione di ascensori;
  • ristrutturazione del bagno;
  • lavori per il risparmio energetico;
  • recinzioni di aree private.

Bonus ristrutturazione 2023: come fare richiesta

Chi vuole ottenere l’agevolazione deve ottenere il visto di conformità e realizzare un’attestazione di conformità dei prezzi. A effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dovrà essere il tecnico che ha rilasciato il visto di conformità. Questa figura, infatti, si occupa di verificare tutti i documenti che riguardano i requisiti del contribuente per l’ottenimento dell’agevolazione. La data di scadenza è il 16 marzo dell’anno che segue quello in cui sono state effettuate le spese.

La richiesta del bonus ristrutturazione 2023 si può effettuare in diversi modi:

  • in detrazione durante la fase di presentazione della dichiarazione dei redditi. Lo sconto può essere diviso in dieci quote annuali, che avranno lo stesso importo. L’Agenzia delle Entrate semplifica la procedura fornendo ai contribuenti degli appositi modelli;
  • tramite esecuzione di sconto in fattura. Questo tipo di modalità è prevista soltanto per chi ha eseguito lavori prima del 17/02/2023, così come evidenziato nel Decreto blocca cessioni che, successivamente, è diventato legge;
  • tramite credito d’imposta, che può essere ceduto seguendo il regolamento previsto e soltanto ai soggetti che hanno ottenuto le dovute autorizzazioni. Anche in questo caso, questa modalità è riservata a chi ha effettuano interventi prima del 17/02/2023.

Per i lavori di risparmio energetico previsti nel bonus ristrutturazione 2023 è obbligatoria amche la comunicazione ENEA.

Devi ristrutturare la tua casa?

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Il Direttore dei Lavori: chi è, cosa fa e perché è importante

Il Direttore dei Lavori (DL abbreviato) in edilizia è la figura professionale che ha il compito di assistere e sorvegliare i lavori di costruzione o ristrutturazione di un edificio, garantendo la regolare esecuzione secondo quanto previsto dal progetto e dalle norme, impartendo le opportune istruzioni quando necessario.

Questa importante figura è solitamente individuata e nominata dal committente (pubblico o privato), ma può essere anche scelta dall’impresario nel caso il cliente non abbia un tecnico di fiducia (e ci sia naturalmente un rapporto fiduciario da committente e impresa). Il Direttore dei Lavori infatti deve tutelare gli interessi del committente (sia dal punto di vista tecnico che da quello economico) facendo rispettare le normative e gli accordi stabiliti durante la fase di progettazione.

Il Direttore dei Lavori in definitiva è il garante della bontà dei lavori eseguiti, per questo il ruolo deve essere ricoperto da un tecnico abilitato: può essere un geometra, un architetto o un ingegnere regolarmente iscritto al proprio albo professionale.

Quali sono i compiti del Direttore dei Lavori?

Il Direttore dei Lavori, prima dell’avvio del cantiere, deve essere in possesso del computo metrico, del crono-programma e del contratto firmato tra committente e impresa. A cantiere avviato, effettuerà visite periodiche al cantiere per verificare che lo stato di avanzamento lavori segua il crono-programma e che i lavori siano eseguiti a regola d’arte e lavorando a stretto contatto con il capo cantiere, gli operai e gli impiantisti che si alterneranno sul posto.

  • Invia la comunicazione al comune di inizio lavori.
  • Si occupa della direzione dei lavori nel rispetto del progetto esecutivo.
  • Redige e verifica lo Stato Avanzamento Lavori (SAL).
  • Supervisiona l’avanzamento dei lavori verificando la corretta esecuzione e approva eventuali correzioni in corso d’opera.
  • Redige i certificati di corretta posa in opera.

Il Direttore dei Lavori non ha invece responsabilità sulla sicurezza nel cantiere (di competenza del Coordinatore della Sicurezza: se provvisto dei requisiti di legge, le due figure possono anche convergere sullo stesso professionista abilitato).

In questa utile infografica realizzata da BibLus-net un riepilogo schematico dei compiti del Direttore dei Lavori.

Massetto realizzato a regola d’arte: tutto quello che devi sapere

Se devi ristrutturare casa o un locale commerciale e con lavori edili importanti (ad esempio sostituzione pavimenti e nuovi impianti), o magari sei alle prese con una nuova costruzione, presto o tardi ti troverai ad affrontare la posa in opera del nuovo massetto.

Il massetto è infatti lo strato di supporto della pavimentazione posato in cantiere su relativo sottofondo (lo strato che si trova tra solaio e massetto deve accogliere le tubazioni dell’impianto idrico, termico e i cavi dell’impianto elettrico) o su uno strato intermedio isolante. Si tratta di quello strato che deve resistere alle varie sollecitazioni meccaniche impartite sulla pavimentazione. Il massetto deve quindi consentire un livello preciso della pavimentazione finale, ripartire opportunamente i carichi sia statici che dinamici, eventualmente ricoprire l’impianto radiante a pavimento e infine ricevere la pavimentazione.

Un massetto realizzato a regola d’arte deve essere compatto, planare, non deve presentare “croste” ed essere omogeneo in tutte le stanze, senza salti di quota o pendenze che possano ostacolare l’appoggio degli arredi o l’apertura delle porte.

Dopo la stesura, la superficie del massetto si presenta come un intonaco grezzo, leggermente porosa e uniforme. Proprio la porosità del massetto consente l’incollaggio delle piastrelle: se fosse troppo liscio l’aderenza del collante sarebbe inferiore e meno efficiente.

Il cosiddetto tempo di maturazione del massetto dipende dal suo spessore. Per un massetto standard di 5 cm si considera un tempo di maturazione del calcestruzzo di circa 28-30 giorni. Tempi lunghi che non sempre collimano con le esigenze di cantiere: si consiglia comunque di non posare il pavimento prima dei 20 gg per non compromettere la compattezza del massetto. È bene ricordare anche che il massetto non deve essere lasciato a lungo senza la pavimentazione sovrastante, in particolare se realizzato all’esterno ed esposto alle intemperie. In questi casi potrebbe essere necessario intervenire in un secondo momento per un corretto ripristino.

Bisogna anche sottolineare che la durabilità di una pavimentazione in ceramica o gres è influenzata dalle caratteristiche del massetto, del metodo e dei prodotti utilizzati per per la sua realizzazione, della attenzione alla corretta stagionatura dell’impasto. Tutte queste variabili incidono profondamente sul risultato finale, al punto che il massetto deve essere considerato parte integrante del pavimento e trattato con la stessa cura e precisione.

Vuoi realizzare un massetto a regola d’arte?

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Ristrutturazione e Bonus condizionatori 2023: come funziona e a chi spetta?

Recentemente, l’Osservatorio di REbuild 2023 dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, ha effettuato uno studio volto a dimostrare che effettuare dei lavori di riqualificazione energetica su un immobile comporta un aumento del suo valore fino al 40%. Al contrario, è stato rilevato che trascurare una casa e non effettuare alcun lavoro di ammodernamento può portare a un deprezzamento importante di una casa o di un locale commerciale.

Per questo motivo – unitamente alla presenza di diversi incentivi statali – negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria corsa alla riqualificazione energetica delle case italiane, a partire dalla sostituzione dei vecchi impianti di condizionamento.

A chi spetta il Bonus condizionatori 2023?

Il Bonus condizionatori 2023 può essere richiesto da tutti i contribuenti italiani, nello specifico ne hanno diritto:

  • persone fisiche
  • società di persone e di capitali
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • associazioni dei professionisti
  • cooperative di abitazione a proprietà condivisa
  • condomini
  • istituti autonomi per le case popolari

Per beneficiare del Bonus è necessario che l’intervento di sostituzione o installazione dell’impianto di climatizzazione avvenga in concomitanza di lavori di ristrutturazione edilizia (ad esempio la manutenzione straordinaria, la ristrutturazione o risanamento conservativo dell’unità immobiliare, la manutenzione ordinaria o straordinaria su parti comuni di edifici residenziali o la ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato in seguito a eventi calamitosi).

Bonus condizionatori 2023: quali spese rientrano?

L’agevolazione copre la spesa di acquisto delle pompe di calore,  oltre alle spese per l’esecuzione dei lavori di installazione e posa dell’impianto.

Se l’acquisto della pompa di calore rientra nell’ambito di una ristrutturazione edilizia è possibile ottenere una detrazione del 50%, come previsto dal Bonus mobili ed elettrodomestici.

Se l’acquisto della pompa di calore rientra nell’Ecobonus è invece possibile ottenere una detrazione del 65% sostituendo il vecchio condizionatore con uno nuovo a pompa di calore e di classe energetica superiore.

Se l’acquisto avviene insieme ad un “intervento trainante” che rientra nel Superbonus, come ad esempio gli interventi di isolamento termico sugli involucri dell’edificio o condominio, o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni, l’aliquota di detrazione può salire fino al 90%.

Bonus condizionatori 2023: documentazione necessaria

Come per gli altri bonus edilizi, anche per i Bonus condizionatori 2023 è condizione necessaria che i metodi di pagamento siano tracciabili e che le ricevute debbano contenere il codice fiscale del beneficiario, il numero e la data della fattura e la causale di pagamento. Bisogna conservare tutte le fatture e le ricevute dei bonifici, la ricevuta della comunicazione all’Enea oltre alla scheda tecnica della pompa installata e la dichiarazione di conformità.

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Superbonus 90%: tutte le novità del 2023

Come molti già sapranno, nel 2023 è partita la fase di transizione del cosiddetto Superbonus, con l’incentivo che passa dal 110% al 90%. Inoltre, il nuovo Governo, con il Decreto del 17 febbraio 2023, ha previsto lo stop dello sconto in fattura e della cessione del credito per i nuovi interventi: oggi l’agevolazione fiscale inerente al Superbonus – per i lavori iniziati dopo l’approvazione del decreto – è fruibile solamente con la detrazione in fase di dichiarazione dei redditi.

Superbonus 90%: a chi è rivolto

Il nuovo Superbonus può essere sfruttato da:

  • persone fisiche, al di fuori degli esercizi di attività imprenditoriali, professioni e arti, proprietarie di immobili interessati dai lavori. Rientrano tra i beneficiari della misura anche i proprietari di edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari;
  • condomini;
  • IACP (Istituti Autonomi Case Popolari);
  • società sportive dilettantistiche e associazioni, ma soltanto per gli interventi rivolti agli immobili o parti di essi destinati a spogliatoi;
  • associazioni di promozione sociale e di volontariato.

Superbonus 90%: i lavori ammissibili

Come in passato, l’agevolazione si applica agli interventi edili trainanti e a quelli trainati finalizzati all’efficientamento energetico, la riduzione dei rischi sismici o il consolidamento statico degli edifici.

I principali interventi agevolabili col Superbonus 90% sono:

  • lavori per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale sulle unità immobiliari o sulle parte comuni dei condomini;
  • lavori rivolti all’isolamento termico sugli involucri;
  • lavori antisismici.

Gli interventi trainati o aggiuntivi, ossia i lavori svolti insieme a quelli principali, sono:

  • lavori di efficientamento energetico;
  • lavori per installare gli impianti fotovoltaici;
  • lavori per installare i sistemi di accumulo;
  • lavori per eliminare le barriere architettoniche.

Superbonus 90%: come richiederlo

La domanda va inoltrata entro 90 giorni dal termine degli interventi tramite il portale dell’Agenzia ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) compilando tutta la documentazione telematica richiesta.

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