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Guasti e infortuni domestici: ecco perché è importante un impianto elettrico a norma

Da una recente indagine effettuata da esperti nel ramo dell’Edilizia è risultato che in Italia sono circa 12 milioni gli appartamenti dotati di impianti elettrici non a norma. Gli incidenti domestici e i guasti relativi al malfunzionamento degli impianti elettrici si aggirano intorno ai 45.000 casi ogni anno. Per questo motivo è fondamentale avere un impianto elettrico a norma, realizzato da professionisti con rilascio finale di tutte le certificazioni.

L’impianto elettrico è una delle componenti domestiche più importanti, ma anche quella che rappresenta una delle maggiori fonti di rischio. Conoscere le norme aiuta a valutare il grado di sicurezza della casa e a tutelare gli inquilini. Quando si parla di ristrutturazioni e di realizzazione di impianti elettrici civili, anche per uso domestico, occorre fare riferimento a precise normative che evitano il verificarsi di situazioni potenzialmente pericolose per persone e unità abitative. In questo articolo riassumeremo la norma CEI 64-8, attualmente in vigore in Italia.

Norma CEI 64-8

La norma di riferimento per la realizzazione di un impianto elettrico civile è la CEI 64-8. All’interno della norma è possibile reperire le prescrizioni di legge riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici. Lo scopo di tutte le disposizioni è quello di realizzare un impianto corretto non solo dal punto di vista normativo, ma anche della sicurezza delle persone che abitano l’appartamento.

Dal 1° marzo 2019 è in vigore la Variante 5 della CEI 64-8, che rispetto alle varianti precedenti ha introdotto nuove linee guida che prevedono il percorso di allineamento delle norme nazionali degli impianti elettrici civili alle normative europee, oltre a introdurre le prestazioni minime di cui devono essere dotati gli impianti elettrici.

I livelli minimi delle dotazioni impiantistico-funzionali

I livelli rappresentati dalla normativa CEI 64-8 sono tre:

– nel Livello 1 rientra la predisposizione di un impianto elettrico provvisto delle dotazioni minime obbligatorie, per la conformità ai sensi della CEI 64-8; inoltre, in tal modo verrà data una garanzia circa la sicurezza dello stesso e la sua (seppur minima) funzionalità;

– nel livello 2 rientrano gli impianti realizzati con un numero maggiore di prese di corrente e di circuiti, oltre al citofono e ai dispositivi di controllo dei carichi elettrici;

– al livello 3, infine, vengono inseriti gli impianti innovativi, cioè quelli scomposti in diverse sezioni e dotati, magari, anche di domotica.

Questa ripartizione delle dotazioni degli impianti elettrici è utile non solo all’elettricista che dovrà realizzare il progetto e rilasciare la certificazione di conformità, ma anche al committente il quale, avendo chiari i vari livelli, potrà operare una scelta sul tipo di intervento da far svolgere al professionista.

Ecco una semplice schematizzazione per ogni livello, con l’indicazione delle dotazioni minime che l’elettricista dovrà installare.

Livello 1

Il Primo Livello rappresenta un impianto elettrico di base, che l’elettricista predisporrà per far si che l’appartamento possa essere dotato di certificazione di conformità , oltre a garantire i requisiti di sicurezza e fruibilità: la norma CEI 64-8 prevede che ogni stanza venga dotata di un numero minimo di dispositivi.

Per un appartamento di dimensioni inferiori ai 50 mq, l’elettricista dovrà predisporre un impianto elettrico a due circuiti: ciò significa che dal quadro generale dovrà partire un cavo che alimenta un magnetotermico / differenziale per la linea della luce (quindi i lampadari e le luci in generale) e un magnetotermico / differenziale per la linea delle prese.

Se l’appartamento è più grande rispetto al primo, ma non supera i 75 mq, i circuiti dovranno essere almeno tre: dal contatore generale, quindi, partiranno un magnetotermico / differenziale dedicato esclusivamente all’ambiente cucina e un magnetotermico / differenziale che a sua volta suddividerà la linea ad altri due magnetotermici / differenziali per la luce e per le prese.

Passando ai singoli dispositivi, in conclusione, nell’ingresso andranno previsti almeno una presa, un punto luce, stessa cosa per il corridoio e il ripostiglio. Per le camere da letto, a seconda della dimensione, occorreranno dalle 4 alle 6 prese, 1 o 2 punti luce e almeno una presa tv. Nella cucina, invece, potranno essere installare dalle 2 alle 4 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura) e almeno un punto luce e un punto antenna. In bagno risultano necessarie almeno 2 prese e 2 punti luce (uno per lo specchio e uno per il soffitto). Infine, andranno predisposti i punti luce esterni (uno per il balcone e uno sulla porta d’ingresso) e una presa per il telefono.

Livello 2

Il Secondo Livello rappresenta un impianto elettrico di base, maggiorato con sistemi antintrusione, allarmi e videocitofono.

Perciò, rispetto al primo livello avremmo un numero maggiore di prese e punti luce: per le camere da letto, a seconda della dimensione, verranno installate dalle 5 alle 8 prese, 2 o 3 punti luce e almeno una presa tv; nella cucina saranno presenti dalle 2 alle 6 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura), 2 punti luce e un punto antenna, mentre nel bagno la predisposizione è identica al livello base, quindi 2 prese e 2 punti luce.

Per quanto riguarda i circuiti, questi, a seconda della dimensione dell’appartamento, saranno minimo 3 (per aree fino ai 75 mq) e massimo 6 (per aree maggiori di 125 mq).

Livello 3

Il Terzo Livello è definito anche impianto domotico in quanto oltre a garantire una soluzione più completa sotto l’aspetto della funzionalità, della sicurezza e della protezione, prevede anche la gestione delle singole zone della casa, attraverso il controllo da remoto.

Un impianto elettrico civile domotico oltre a comprendere i dispositivi classici, quali prese e punti luce, vede la presenza di supporti di comunicazione atti al contrasto delle intrusioni di estranei in casa, della gestione e del controllo delle luci, della regolazione della temperatura degli ambienti e per la verifica dei carichi.

Inoltre, con un impianto di tale livello è possibile anche gestire ogni singolo ambiente, quindi, chiudere o aprire la tapparella di una stanza, spegnere e accendere la luce, diffondere la musica e collegare anche dispositivi di sicurezza quali i sistemi anti allagamento e di rilevazione fughe di gas.

Devi realizzare un nuovo impianto elettrico?

Per sciogliere qualsiasi dubbio ed evitare sorprese, prima di iniziare i lavori è sempre consigliabile affidarsi a dei professionisti esperti: se hai in programma la realizzazione di un nuovo impianto elettrico in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

Isolare la casa da caldo e freddo: alla scoperta del cappotto termico

Perché si sente sempre più spesso parlare di cappotto termico e isolamento quando si parla di casa e delle relative temperature interne? In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti e capiremo perché al discorso è associato il tema dell’abbattimento della spesa energetica.

Il comfort domestico – unito alla sostenibilità ambientale – sarà un tema sempre più centrale, anche in edilizia. Per questo, anche nell’autunno e inverno del 2023-24 si parlerà spesso di isolamento termico, riduzione delle emissioni inquinanti e risparmio sui costi di riscaldamento degli edifici.

Cosa si intende per “cappotto termico”?

Uno dei metodi più efficaci per migliorare l’isolamento termico un edificio consiste nel rivestirlo con un rivestimento isolante: il principio è lo stesso per cui d’inverno indossiamo un cappotto per proteggerci dal freddo. Per questo motivo i sistemi compositi di isolamento termico esterno (ETICS, External Thermal Insulation Composite System) vengono anche definiti “sistemi a cappotto”.

Il cappotto termico non è altro che un rivestimento completo che viene fatto sugli edifici per garantirne da una parte la “protezione” dalle temperature esterne (freddo o caldo che sia), dall’altra, per evitare che la temperatura interna creata o non con sistemi di riscaldamento o condizionamento, non venga dispersa esternamente a causa del principio di trasmittanza.

Abbattimento della spesa energetica

La spesa per la gestione e il condizionamento climatico degli edifici rappresenta circa il 40% del consumo energetico totale europeo. Per migliorare l’efficienza energetica di una struttura edile, vecchia o nuova che sia, consumando quindi meno energia per la climatizzazione, la soluzione migliore è quella di rivestirla con un “cappotto”.

Cappotto termico interno

Il cappotto termico interno consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni. Questa è una pratica molto usata all’interno di edifici urbani, in cui è difficile intervenire sulle pareti esterne o per la coibentazione del tetto.

Tuttavia, dal momento che i pannelli sono posizionati all’interno della tua casa, gli spazi ne risulteranno ridotti in volume e l’applicazione potrà essere difficoltosa in alcune zone, come dietro grandi armadi o in cucina.

Cappotto termico esterno

Per realizzare un cappotto termico esterno, sulla facciata di un immobile vengono applicati una serie di elementi edili prefabbricati, da applicarsi direttamente sulle pareti esterne. Si crea infatti un rivestimento composto da adesivo, materiale isolante, fissaggi, rivestimento base, rinforzo (rete in fibra di vetro) e rivestimento finale con primer e/o pittura protettiva. Una volta terminato il lavoro di applicazione, l’edificio si presenta all’esterno come una normale costruzione intonacata che è dotata però di una “barriera isolante” in grado di ridurre la dispersione del calore interna attraverso i muri. Ne consegue, logicamente, un risparmio energetico notevole sui costi per il riscaldamento (elettricità, legna, pellet o altri combustibili).

L’isolamento a cappotto esterno è un tipo di applicazione diffusa, in particolare in piccoli edifici o in ville unifamiliari, ma è largamente usata anche per le facciate dei condomini. Il cappotto termico esterno ha notevoli vantaggi, come maggiore isolamento, prevenzione di danni alle pareti esterne, come crepe o muffa e la riduzione dei ponti termici, cioè le zone fredde causate da discontinuità costruttive.

Intonaco termoisolante esterno

L’intonaco termoisolante è  un’alternativa all’isolamento a cappotto che garantisce una buona riduzione dei ponti termici. Può essere applicato nei casi in cui l’isolamento non sia compatibile con i caratteri estetici e tecnologici delle facciate. Il materiale è costituito da una malta premiscelata a base di inerti leggeri, leganti idraulici e speciali resine additivanti che migliorano le proprietà termiche dell’intonaco tradizionale. I vantaggi dell’intonaco termoisolante è  la rapidità di posa, ma ha un potere isolante inferiore rispetto all’isolamento a cappotto, a causa della maggiore conducibilità termica dei materiali impiegati. Risulta comunque necessario applicare strati di intonaco con spessori pari ad almeno 4-6 centimetri.

Quali materiali isolanti vengono usati per l’isolamento a cappotto?

A seconda delle esigenze personali si può scegliere tra diversi materiali per l’isolamento. Nella scelta, è importante basarsi non solamente sul prezzo, ma anche e soprattutto sulla loro qualità. E sulle loro caratteristiche rispetto all’esigenza dell’edificio da “proteggere” e dal tipo di clima presente. Importanti poi le loro peculiarità: conduttività termica, traspirabilità (per evitare si crei condensa all’interno dell’edificio), resistenza di diffusione al vapore, atossicità, durevolezza e resistenza al fuoco.

Esistono principalmente due tipi di materiali usati: quelli sintetici e quelli naturali/minerali.

Materiali di tipo sintetico

Tra i materiali sintetici più utilizzati troviamo il polistirene, espanso o estruso (ESP e XPS) e il PVC. Questi materiali hanno un costo inferiore rispetto a quelli naturali e hanno ottime caratteristiche isolanti.

Materiali di origine naturale

L’alternativa ecologica è sempre possibile: si può prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita e intonacata, oppure in lana di pecora. Esistono anche pannelli di origine naturale, come quelli in fibra di legno o vetro, sughero e lana di roccia. Questi materiali non solo sono ottimi isolanti termici, ma anche acustici. Tuttavia, possono essere più costosi perché richiedono tempi di lavorazione più lunghi.

L’isolamento termico mediante cappotto, se eseguito a regola d’arte da aziende specializzare come Global, consente notevoli risparmi energetici, con benefici economici e ambientali, e offre tutta una serie di altri vantaggi per la salute dell’edificio e per il benessere di chi lo abita.

Cappotto termico e detrazioni fiscali

Su questo tipo di interventi è possibile beneficiare di importanti incentivi statali: per la realizzazione di un cappotto termico sulla propria abitazione spetta una detrazione pari al 65% (per una spesa massima di 60.000 euro). Nel limite di detrazione bisogna considerare anche le spese per infissi isolanti, che però beneficiano della detrazione al 50%.

Un motivo in più per programmare fin da ora i tuoi lavori di ristrutturazione: se hai in programma lavori di realizzare il cappotto termico sulla tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.

 

Ristrutturazione bagno con detrazione al 75% grazie al Bonus Barriere Architettoniche

Il Bonus Barriere Architettoniche 75%, introdotto nel 2022 e prorogato fino al 31 dicembre 2025, può essere richiesto da tutti i cittadini che dimostrano di aver sostenuto spese per interventi mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche nelle civili abitazioni.

Una delle casistiche più comuni e che forse non tutti conoscono, è che questa particolare agevolazione può essere sfruttata anche per la ristrutturazione di un bagno esistente e non rispondente alle attuali normative di accessibilità degli edifici. Molti bagni più vecchi, infatti, non rispondono alle più recenti normative che regolano spazi e distanze all’interno dei bagni affinché siano utilizzabili senza problemi anche per chi deve manovrare una carrozzina.

Bonus Barriere Architettoniche 75%

Una barriera architettonica è un qualsiasi ostacolo fisico che impedisce la fruibilità degli spazi ad una persona con ridotte o limitate capacità motorie, sia in ambito pubblico che privato.

Il Bonus Barriere Architettoniche 75% copre le spese di interventi come:

  • Sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti);
  • Rifacimento o adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori);
  • Rifacimento di scale ed ascensori;
  • Inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici;
  • Installazione di servoscala o di piattaforme elevatrici.

Il Bonus Barriere Architettoniche, come anticipato, prevede come spesa agevolabile anche la ristrutturazione del bagno in edifici esistenti, purché sia qualificabile come mirato all’abbattimento delle barriere come indicato dalla Circolare n. 17/E del 26 giugno 2023. Non sono ammessi i lavori eseguiti su immobili in fase di costruzione o su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione, a prescindere dal fatto che l’intervento rientri o meno nella categoria della “ristrutturazione edilizia”.

Ristrutturazione del bagno

Tra le spese detraibili per la ristrutturazione del bagno, si va dalla sostituzione di pavimenti, delle porte (e relative opere murarie se necessarie) e degli infissi, fino alla sostituzione degli impianti (sia idraulico che elettrico) e dei sanitari.

Devi ristrutturare il tuo bagno?

Per sciogliere qualsiasi dubbio ed evitare sorprese, prima di iniziare i lavori è sempre consigliabile affidarsi a un professionista esperto per valutare tutta la documentazione necessaria. Mettere la propria casa in mano a un progettista affidabile prima, e a una ditta esperta poi, ridurrà al minimo il rischio di errori o intoppi burocratici.

Se hai in programma lavori di ristrutturazione della tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.

Leggi anche:

Bonus Ristrutturazione, tutti gli interventi ammessi: ecco la lista completa

Affrontare la costruzione di una nuova casa da zero: tutti i nostri consigli

La costruzione di una nuova casa è un sogno che richiede impegno, dedizione, conoscenza e pazienza. È un progetto che si avvera con la partecipazione attiva del committente e con la fiducia verso gli esperti che, se selezionati con cura, sapranno ripagarla ampiamente.

Quando si prende la decisione di costruire una casa, è essenziale avere una conoscenza approfondita dei passaggi chiave da compiere. Niente può essere trascurato o lasciato al caso. Dalla pianificazione dei costi alle fasi di progettazione e costruzione, dall’affrontare l’iter burocratico alla raccolta della documentazione necessaria, e dalla scelta dei professionisti ai quali affidarsi, ci sono numerosi aspetti da valutare e questioni da esaminare con attenzione.

Costruire una casa da zero ti offre un’enorme libertà, consentendoti di definire ogni singolo dettaglio e di plasmarla esattamente come l’hai sempre immaginata. L’obiettivo principale è infatti creare un’abitazione su misura per la famiglia che andrà ad abitarla, soddisfacendo tutte le tue esigenze di comfort e rifletta il tuo stile di vita.

La prima domanda cruciale a cui rispondere è: da dove cominciare per dare vita al progetto di una nuova casa?

Il budget la costruzione di una nuova casa

La cifra da destinare ai lavori di costruzione è il primo aspetto da prendere in considerazione quando si decide di realizzare da zero una nuova casa. I prezzi al metro quadro possono variare notevolmente in base alle finiture e alle scelte degli impianti. Sono tantissimi gli aspetti che possono incidere sul prezzo della costruzione finita. Il costo per costruire una nuova casa dipende da diversi fattori, come:

  • dimensioni dell’involucro edilizio;
  • ubicazione e tendenze del mercato immobiliare;
  • progettazione;
  • costo dei permessi;
  • manodopera;
  • materiali;
  • tecniche costruttive.

Tutti questi fattori rendono impossibile determinare in anticipo l’ammontare esatto dell’investimento necessario per la costruzione della tua casa. Il percorso da seguire inizia con la definizione delle esigenze personali e quelle della tua famiglia, partendo dalle funzionalità irrinunciabili e poi andando via via a determinare cosa invece sia “opzionale” nel caso si sfori con il preventivo.

In secondo luogo è fondamentale identificare professionisti competenti che possano fornirti una stima preliminare dei costi, da affinare man mano che si avanza con la progettazione: è infatti essenziale pianificare attentamente ogni dettaglio durante la fase di progetto per scongiurare sorprese e imprevisti in cantiere che potrebbero far salire pericolosamente il preventivo finale.

Costruzione nuova casa: la scelta del terreno

Il primo e fondamentale step nell’avventura della costruzione di una casa consiste nella ricerca e nell’acquisto di un terreno adatto, che avrà un impatto significativo sui costi complessivi, sulle scelte relative alle tecniche costruttive, sui materiali da utilizzare e persino sul livello di comfort abitativo.

Chi è proprietario di un terreno su cui edificare deve eseguire tutte le dovute verifiche catastali preliminari. Nel caso in cui il terreno non soddisfi i requisiti di edificabilità, potrebbe essere necessario avviare procedure di rettifica urbanistica o catastale, con la raccolta di tutti i documenti richiesti, inclusi il certificato di destinazione urbanistica.

Se invece il terreno deve ancora essere acquistato potrebbe essere utile rivolgersi a un’agenzia immobiliare, prendendo in considerazione attentamente la zona in cui desideri costruire la tua casa: solitamente i tecnici delle agenzie provvedono a raccogliere preliminarmente tutti i documenti attestanti edificabilità e dati catastali per semplificare il lavoro all’acquirente.

In entrambi i casi è consigliabile farsi seguire da un geometra, un ingegnere o un architetto per una consulenza per la valutazione e la scelta del terreno più adatto alle esigenze familiari.

Studio di fattibilità e progetto esecutivo

Una volta trovato il terreno, bisogna iniziare a immaginare la casa finita. A prescindere dal budget (che resta una variabile fondamentale), è necessario iniziare a definire diversi aspetti come:

  • volumetria dell’abitazione;
  • disposizione e numero di stanze;
  • tipologia e qualità dei materiali e delle soluzioni impiantistiche e tecnologiche;
  • finiture.

Ancora una volta, è bene affidarsi a un architetto, un ingegnere o un geometra: tutti professionisti che possono studiare e valutare la fattibilità dell’idea della nuova casa per trasformala in realtà, facendo coincidere le tue necessità ed aspettative con il budget a disposizione. La bravura di un progettista sta proprio nel saper tradurre in realtà i desideri e le idee del cliente, trasformandole in opere realizzabili restando nei limiti di spesa.

Una volta individuato il progettista giusto, il passo successivo è affidargli l’incarico che inizierà con la progettazione della casa e con un progetto preliminare, che sarà oggetto di discussioni e modifiche per far collimare le esigenze costruttive con quelle desiderate. Una volta giunti ad una soluzione soddisfacente ed economicamente sostenibile, si passa alla stesura del progetto definitivo.

Successivamente deve essere prodotta tutta la documentazione tecnica, che va presentata in Comune (e/o ad altri enti interessati), al fine di ricevere tutte le approvazioni per procedere con l’esecuzione dei lavori. La procedura burocratica deve essere necessariamente seguita da un tecnico abilitato, che ne sarà responsabile.

Nell’attesa dei tempi burocratici (che possono variare in base al Comune e alla velocità degli uffici) e dei relativi permessi si può iniziare a parlare di progetto esecutivo: in questa fase è importante identificare la ditta esecutrice dell’opera, magari un’impresa di esperienza come la Global Cooperativa Sociale che possa offrire esperienza e professionalità sin dalla fase di realizzazione del capitolato, in modo da avere da subito un’idea molto chiara di tempistiche e spese da sostenere. Il progetto esecutivo definisce infatti in modo dettagliato tutto ciò che riguarda le strutture e le tecnologie scelte per la costruzione della casa, parametri che poi andranno a impattare anche su sostenibilità e consumi energetici, tematiche oggi molto importanti e sentite a livello europeo e internazionale.

Costruire una casa: verifiche tecniche e adempimenti burocratici

Ad inizio progetto il tecnico consulterà (se non è stato fatto al momento dell’acquisto del terreno) il piano regolatore generale o il regolamento edilizio comunale che forniranno già in questa fase le prime indicazioni sul progetto da realizzare che sono:

  1. la zona del Piano Regolatore Generale in cui ricadrà il progetto;
  2. l’indice di fabbricabilità della zona (numero di metri cubi che si possono costruire per metro quadrato di lotto);
  3. il Rapporto di copertura, la percentuale del lotto che può essere ricoperta;
  4. il rispetto delle distanze dai confini e dalla strada;
  5. l’altezza massima raggiungibile dal fabbricato;
  6. i vincoli cui è sottoposta una nuova costruzione (es.: idrogeologico, sismico, Belle Arti, eventuali pareri del Genio Civile, fasce di rispetto stradale e cimiteriale, parere igienico sanitario della ASL di zona);
  7. la relazione in grado di attestare la rispondenza del progetto in materia di contenimento dei consumi energetici.

Ancora una volta è necessario sottolineare che la consulenza di un tecnico è fondamentale per superare ogni ostacolo burocratico ed essere certi di sottoporre le pratiche in maniera corretta (senza incappare in ulteriori ritardi in caso di errore!) e di districarsi correttamente tra i vari oneri di concessione edilizia, oneri di urbanizzazione e costi di costruzione da versare al Comune.

La scelta dell’impresa esecutrice dell’opera

Spesso, quando si parla di edilizia, si pensa solo al risparmio. Sicuramente è un fattore importante ma bisogna anche ricordare che la qualità si paga e che la casa è un investimento che dura tutta la vita. Chi costruisce da zero una nuova casa ha bisogno di un punto di riferimento certo, un unico interlocutore che si assuma ogni responsabilità, collabori con l’architetto e coordini i lavori.

Rivolgerti a un’impresa certificata come Global Società Cooperativa è la soluzione ideale per ottenere il miglior risultato possibile nel rispetto del budget e delle tempistiche prefissate, con avanzamento dei lavori garantito e monitoraggio quotidiano con interventi tempestivi in caso di imprevisti. L’esperienza maturata in oltre quindici anni di attività, permette infatti a Global di realizzare delle opere sempre più complesse e articolate dal punto di vista strutturale, ricorrendo alle più moderne tecniche di costruzione e ai materiali e alle attrezzature più performanti.

La ditta scelta si occuperà di tutte la fasi costruttive vere e proprie:

  • realizzazione degli scavi per le fondamenta
  • costruire la struttura portante della casa al grezzo;
  • opere murarie e partizioni interne;
  • costruire il tetto;
  • allacci alla rete fognaria, idrica, elettrica (ed eventualmente del gas);
  • realizzare l’isolamento termico delle superfici;
  • impianto elettrico, idraulico e termico;
  • installazione degli infissi;
  • realizzazione delle finiture, ecc.

L’importo totale necessario per la costruzione della tua casa sarà influenzato direttamente dalle decisioni relative alle tecniche costruttive, agli impianti tecnologici e ai materiali utilizzati. Inoltre, il livello di comfort abitativo e le spese continue per il mantenimento della tua abitazione saranno strettamente legati a queste scelte.

Ecco perché è fondamentale dedicare tempo ed energie a una valutazione accurata e consapevole di come allocare il tuo budget per la costruzione della casa. Decisioni sbagliate in termini di metodologie costruttive o l’impiego di materiali di bassa qualità avranno ripercussioni economiche che dovrai affrontare per molti anni a venire.

Global: garanzia di qualità e affidabilità in Sardegna

Global è una Società Cooperativa Sociale retta e disciplinata secondo i principi della mutualità e della solidarietà, conformemente all’art. 1 della Legge 381/1991. Dalle costruzioni alle ristrutturazioni, dai lavori di coibentazione e impermeabilizzazione, passando per gli isolamenti termici e/o acustici e dalla realizzazione di facciate con intonaci e tinteggiature, sino alle finiture di interni come i controsoffitti, i placcaggi, le pavimentazioni, le pitture: sono solo alcune delle numerosissime opere che Global oggi è in grado realizzare. Tutti i lavori sono eseguiti da personale specializzato e qualificato e scrupolosamente seguiti da tecnici di comprovata esperienza, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, il tutto attraverso uno studio mirato e offrendo un supporto tecnico per ogni esigenza o situazione.

Costruire affidandoti a un’azienda certificata UNI EN ISO 9001:2008 ti permette di ridurre i costi di gestione e avere una garanzia di un alto livello di efficientamento energetico tramite:

Tutte caratteristiche che influiscono sui consumi energetici di un edificio e sul comfort abitativo: un investimento verrà senza dubbio ammortizzato nel tempo, grazie al grande risparmio sui consumi rispetto a una nuova costruzione realizzata senza tutti questi accorgimenti.

Nuova costruzione: pratiche di fine lavori

Una volta che la costruzione è ultimata, il tecnico produrrà tutta la documentazione necessaria per la fine lavori che sono:

  • Certificato di conformità degli impianti. Ogni impianto installato in casa (luce, gas e acqua) dovrà essere dotato di relativo certificato di conformità, rilasciato dal tecnico o dall’impresa che ha eseguito l’installazione.
  • L’attestato di prestazione energetica APE
  • La comunicazione di fine lavori: il progettista incaricato, deve inviare o consegnare all’ ufficio tecnico del Comune di pertinenza la comunicazione scritta di fine lavori, richiesta nella Concessione/Autorizzazione Edilizia /P.D.C o Denuncia Attività (fine lavori CILA o chiusura lavori SCIA).
  • Il certificato di agibilità per la casa: questo documento garantisce che la nuova struttura sia a norma di legge per quanto riguarda le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico.

Devi costruire la tua nuova casa?

Cerchi un’impresa edile in Sardegna che possa seguirti in tutte le fasi della realizzazione della tua nuova casa, dalle fondamenta fino all’impiantistica, passando per la climatizzazione, la domotica e il fotovoltaico?

Se hai in programma lavori di nuova costruzione o di ristrutturazione, ordinaria o straordinaria, per la tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.