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Vetrate panoramiche scorrevoli: è possibile installarle senza permessi?

Con la fine dell’estate e con l’arrivo delle prime serate più fresche, capita a tutti di fantasticare su come chiudere gli spazi esterni della propria casa (ad esempio verande, portici e balconi) e continuare viverli appieno tutto l’anno.

Delimitare un’area esterna con delle vetrate permette infatti di sfruttare gli spazi esterni anche in autunno e soprattutto in inverno, quando il freddo costringe le persone a tenere le imposte chiuse per evitare eccessive dispersioni di calore e si perdono preziosi metri quadrati della propria abitazione. Chiudendo un balcone o un porticato con delle vetrate scorrevoli, invece, si incrementa la superficie “vivibile” della casa con qualsiasi condizione atmosferica.

Le vetrate panoramiche rappresentano una delle soluzioni più ricercate e di design degli ultimi anni: non solo proteggono dal vento e dalle intemperie, ma abbattono le temperature esterne più severe, creando un ottimo isolamento termico e acustico. Vivibilità e abitabilità però sono nozioni differenti in edilizia, per cui bisogna fare degli opportuni distinguo prima di procedere con l’installazione di una vetrata scorrevole: infatti, la distanza tra i due concetti è uguale a quella che separa la necessità di richiedere un permesso di costruzione rispetto a un più semplice intervento in libera edilizia. 

I parametri di riferimento che determinano l’esigibilità del permesso di costruire – nel caso di una vetrata – sono la stabilità costruttiva, il peso e la grandezza della struttura da installare, la modifica degli spazi su cui verranno installate le vetrate, oltre alle norme locali (vincoli paesaggistici o altri vincoli comunali o regionali).

Per questi motivi è quindi suggeribile rivolgersi sempre a tecnici abilitati che possano verificare la presenza dei requisiti minimi necessari al fine di ottenere i giusti permessi ed evitare sanzioni.

Vetrate panoramiche amovibili: definizione e requisiti

La legge 142/2022 di conversione del Decreto Legge 115/2022 cd. “Aiuti bis”, in vigore dal 22 settembre 2022, ha introdotto l’art. 33-quater, che include, fra gli interventi eseguibili in libera edilizia, anche la realizzazione e l’installazione di vetrate panoramiche, le cosiddette VEPA.

Le vetrate panoramiche amovibili, come suggerisce il nome stesso, sono delle particolari vetrate scorrevoli realizzate con vetro temperato che possono essere installate per chiudere il balcone di casa senza necessità di autorizzazioni. Queste vetrate non hanno alcun montante verticale (in modo da garantire totale trasparenza).

Per poter essere definite vetrate panoramiche amovibili occorre quindi il rispetto di tutta una serie di requisiti vincolanti:

  • devono essere amovibili e totalmente trasparenti senza profili verticali;
  • devono assolvere funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, di miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, di riduzione delle dispersioni termiche, di parziale impermeabilizzazione;
  • devono riguardare solo balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o logge rientranti all’interno dell’edificio.

Le vetrate panoramiche amovibili, inoltre, per essere installabili in regime di edilizia libera devono rispettare anche altre precise condizioni:

  • non devono dare vita a spazi stabilmente chiusi (con conseguente variazione di volumi e di superfici);
  • non devono comportare la modifica della destinazione d’uso di balcone o loggia;
  • devono fornire una naturale micro-aerazione e garantire un costante arieggiamento dei vani interni domestici per la salubrità degli stessi.
  • le caratteristiche tecnico-costruttive e i profili estetici non devono modificare l’architettura generale del condominio.

L’installazione delle vetrate panoramiche amovibili resta comunque soggetta al rispetto di ulteriori prescrizioni normative tra cui:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le normative in tema di vincoli paesaggistici e culturali;
  • disposizioni nel regolamento condominiale.

Che differenza c’è tra vetrata amovibile e veranda?

La veranda è una struttura che consente la realizzazione di un ambiente chiuso da annettere all’abitazione. La veranda comporta dunque la trasformazione completa di un’area accessoria aperta, il balcone, in uno spazio chiuso abitabile. Per questo motivo, aumentando il volume complessivo dell’immobile, nel caso della veranda – a differenza delle vetrate amovibili – risulta obbligatoria la richiesta di permesso di costruzione.

Le vetrate panoramiche donano il massimo della luminosità e del comfort, possiedono un’elevata resistenza a tutte le intemperie. L’assenza di profili verticali e la struttura in alluminio ridotta consentono la continuità tra interno ed esterno, non andando ad appesantire la facciata esterna dell’edificio: le ante scorrono su binari e in base alla soluzione scelta è possibile impacchettarle su un lato, lasciando l’ambiente completamente aperto quando il meteo lo consente. L’effetto tutto vetro che ne deriva permette alle vetrate panoramiche di regalare il massimo della luce agli ambienti interni e di dare quel tocco di stile che valorizza al massimo una casa.

Vuoi valorizzare gli spazi aperti della tua casa?

Per qualsiasi dubbio, è sempre consigliabile consultare un professionista esperto per valutare tutta la documentazione necessaria prima di iniziare i lavori. Mettere la propria casa in mano a un progettista affidabile prima, e a una ditta esperta poi, ridurrà al minimo il rischio di errori o intoppi burocratici.

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Domotica: rendere smart la casa oggi conviene!

Rendere “smart” la propria abitazione oggi è conveniente perché si aumenta il valore dell’immobile e ne si riducono i costi di esercizio. Ma cosa si intende quando si parla di smart building? Dal punto di vista dell’efficienza energetica gli edifici vengono considerati “intelligenti” quando sono dotati di capacità tecnologiche per la gestione efficiente degli usi e consumi energetici, oltre che per la regolazione dei parametri fisici associati al benessere ambientale.

Trasformare un’abitazione tradizionale in una casa smart è facile e i costi si ammortizzano rapidamente grazie al risparmio sui costi di gestione di illuminazione e climatizzazione. La domotica infatti permette il monitoraggio da remoto delle prestazioni degli impianti e la possibilità di interventi rapidi in caso di malfunzionamento delle apparecchiature.

Hanno un’importanza strategica, in tal senso, i dispositivi di raccolta dati come sensori e contatori intelligenti che riescono ad acquisire e memorizzare i dati sul consumo dell’energia (ad esempio, i dati di caldaie e climatizzatori). Questi dati vengono utilizzati dai dispositivi dotati di “intelligenza artificiale” per apportare le opportune modifiche alle performance, ottimizzando l’uso dell’energia quando necessario e di conseguenza riducendo consumi e costi.

Domotica in Sardegna: gli interventi per rendere smart la casa

Sono molteplici gli esempi di interventi fattibili senza entrare in quelli strutturali dell’edificio. Negli ultimi anni, complice la riduzione dei costi di installazione, la diffusione della domotica è aumentata esponenzialmente. Una forte spinta è stata data anche dalla necessità di abbattere i costi delle bollette proprio grazie a sistemi intelligenti di controllo dei consumi: si pensi ai sistemi di riscaldamento smart che entrano in funzione solo a determinate condizioni di temperatura, oppure attivabili da remoto (ad esempio, non appena si esce da lavoro, soprattutto se si hanno orari variabili, per ottimizzare il consumo accendendo i termosifoni solo quando effettivamente se ne ha bisogno). Inoltre, sfruttando algoritmi di machine learning e interagendo con l’ambiente e le persone tramite sensori che catturano grandi quantità di dati (orari, temperature, umidità, presenza di persone in casa, etc), un sistema domotico potrebbe presto essere in grado anche di amministrare in autonomia qualunque tecnologia di casa senza richiedere l’intervento umano.

L’adozione di queste semplici misure consente risparmi che possono ridurre fino al 40% i consumi se opportunamente integrati con l’adozione di apparecchi e sistemi in classe A. Interventi di questo genere possono richiedere investimenti importanti (clicca qui per un preventivo), ma grazie al risparmio e agli incentivi fiscali (del 50%) vengono ammortizzati nel giro di pochi anni. Uno studio di MCE Lab ha ipotizzato una spesa di circa 8.000 euro per rendere smart un appartamento di 100 metri quadri con 6kW di potenza impegnata. A fronte di una spesa di circa 2000 € / anno per la bolletta della corrente elettrica, grazie al risparmio del 40% dopo i lavori si potrebbero accantonare ben 800 € / anno per un appartamento riscaldato interamente con l’elettricità. I risparmi crescono di un altro 20% se si utilizza un sistema a gas per riscaldare l’acqua sanitaria.

La spesa può essere quasi azzerata se si possiede un impianto fotovoltaico, grazie all’ottima esposizione della Sardegna che garantisce una notevole produzione di energia con bassi investimenti. Con un pannello di circa 1,5 mq. con una buona esposizione verso sud è infatti possibile produrre circa 250-300 kWh all’anno, con una maggior produzione nei mesi estivi, proprio quelli in cui si usa di più il condizionatore.

Esempio di dispositivi smart

Ecco un elenco dei principali impianti, dispositivi e apparecchi che potrebbero essere integrati in un sistema di automazione domestica:

  • elettrodomestici, integrati con contatore intelligente per ottimizzare il loro impiego di energia e in grado di assolvere al meglio le loro funzioni senza intervento umano
  • impianti di climatizzazione e condizionamento
  • termostati intelligenti
  • illuminazione (lampade e interruttori)
  • impianti di sicurezza per videosorveglianza e gestione accessi
  • rilevatori di perdite, di fumo o di guasti
  • controllo della qualità dell’aria
  • robot domestici
  • domotica per anziani e persone con disabilità
  • domotica per il monitoraggio e la cura di bambini e animali domestici
  • dispositivi di controllo vocale come Amazon Alexa o Google Home

Classe energetica e valore dell’edificio

Il ricorso alla domotica garantisce una riduzione fino al 30% dei consumi energetici, parametro fondamentale per determinare la classe energetica dell’immobile. Uno studio recente ha dimostrato inoltro che il passaggio dalla classe energetica G alla D comporta un aumento del valore dell’immobile di circa il 20% mentre il raggiungimento della classe energetica A può far lievitare il valore della casa di circa il 40%.

Devi ristrutturare la tua casa?

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Livella

Bonus Ristrutturazione, tutti gli interventi ammessi: ecco la lista completa

Tramite il Bonus Ristrutturazione è possibile ristrutturare completamente un’unità abitativa, con detrazione del 50%, fino al 31 dicembre 2024 con la possibilità di demolire e ricostruire interamente l’immobile. L’agevolazione è valida per gli interventi che si possono conseguire in diversi scenari: dal restauro alla ristrutturazione, dall’acquisto alla ricostruzione, dal risparmio energetico fino all’abbattimento delle barriere architettoniche.

In questo articolo esamineremo tutte le categorie di interventi ricomprese nel Bonus Ristrutturazione.

Manutenzione ordinaria

Sono lavori di manutenzione ordinaria quelli volti alle riparazioni, al rinnovamento o alla sostituzione delle finiture degli edifici. Rientrano qui inoltre i lavori necessari ad integrare e mantenere efficienti gli impianti tecnologici esistenti. Ecco alcuni esempi di interventi ammessi al bonus:

  • Sostituzione integrale o parziale di pavimenti, con relative opere di finitura e conservazione;
  • Riparazione di impianti per servizi accessori (impianto idraulico);
  • Impianto per lo smaltimento delle acque bianche e nere;
  • Spurgo e pulizia delle fosse biologiche;
  • Sostituzione integrale/parziale di rivestimenti e tinteggiature di prospetti esterni, senza apportare modifiche ai preesistenti oggetti, ornamenti, materiali e colori;
  • Rifacimento intonaci interni e tinteggiatura;
  • Rifacimento pavimentazioni esterne e manti di copertura, senza apportare modifiche ai materiali;
  • Sostituzione tegole e altre parti accessorie deteriorate a causa dello smaltimento delle acque, con anche il rinnovo delle impermeabilizzazioni;
  • Riparazioni di balconi e terrazze, con impermeabilizzazione e relative pavimentazioni;
  • Riparazione delle recinzioni;
  • Sostituzione di elementi di impianti tecnologici;
  • Sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, senza apportare modifiche alla tipologia di infisso.

Manutenzione straordinaria

La manutenzione straordinaria interessa tutte quelle opere edilizie che hanno lo scopo di migliorare e rinnovare parti dell’immobile, riguardanti la stessa struttura, purché non ci siano modifiche alla volumetria e alla destinazione d’uso. Rientrano nella definizione i lavori di rinnovo e modifica, nonché con l’esecuzione di lavori volti a consentire l’agibilità dell’edificio o l’accesso allo stesso, purché non ci siano modifiche planimetriche, tipologiche, di superficie, di volumetria, di destinazione d’uso e purché non venga pregiudicato il decoro architettonico dell’immobile.

  • Sostituzione di infissi esterni, serramenti e persiane, con possibili modifiche ai materiali o alla tipologia di infisso;
  • Realizzazione e adeguamento di opere accessorie e pertinenziali, nonché realizzazione di volumi tecnici (quali centrali termiche, impianti di ascensori, scale di sicurezza, canne fumarie) senza apportare modifiche che comportino aumenti di volumi o di superfici utili;
  • Realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari, senza modifiche a volumi e superfici. Sono comprese anche le opere relative alla costruzione della rete fognaria fino alla rete pubblica, realizzati con opere interne o esterne;
  • Sostituzione della caldaia, in quanto componente essenziale dell’impianto di riscaldamento;
  • Realizzazione di chiusure o aperture interne, senza apportare modifiche allo schema distributivo delle unità immobiliari e dell’edificio;
  • Consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione;
  • Rifacimento di vespai e scannafossi;
  • Sostituzione di solai interpiano, senza apportare modifiche alle quote d’imposta;
  • Rifacimento di scale e rampe;
  • Realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate;
  • Sostituzione solai di copertura, con possibilità di modifica ai materiali preesistenti;
  • Sostituzione di tramezzi interni, senza apportare modifiche alla tipologia dell’unità immobiliare;
  • Realizzazione di elementi di sostegno di singole parti strutturali;
  • Ristrutturazione delle fognature, con possibilità di bonifica che terreno solo nel caso in cui l’intervento risultasse indispensabile secondo rigorose valutazioni tecniche e oggettive;
  • Installazione di addolcitori di acqua domestici, ma solo nel caso in cui l’opera dovesse comportare delle modifiche strutturali che comprendono lavori di manutenzione straordinaria.

Restauro e risanamento conservativo

Si tratta di tutti quei lavori volti alla conservazione e al consolidamento degli immobili già esistenti al fine di garantire la resistenza della struttura e l’efficienza delle funzionalità, ma rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali. Rientrano nel restauro e risanamento conservativo, ad esempio, le seguenti tipologie di intervento:

  • I lavori di consolidamento;
  • Il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio;
  • L’inserimento di elementi accessori e di impianti, richiesti per esigenza d’uso;
  • L’eliminazione di elementi estranei all’organismo edilizio;
  • Le modifiche tipologiche delle singole unità immobiliari per una più funzionale distribuzione;
  • L’innovazione delle strutture verticali e orizzontali;
  • Il ripristino dell’aspetto storico-architettonico di un edificio, anche mediante la demolizione di superfetazioni;
  • L’adeguamento delle altezze dei solai, nel rispetto delle volumetrie esistenti;
  • L’apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.

Ristrutturazione edilizia

Anche nel 2023 sono ricompresi nella ristrutturazione edilizia tutti gli interventi che vengono condotti al fine di trasformare un fabbricato già esistente. Tra i lavori che possono essere conseguiti sono inclusi ad esempio:

  • Il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio;
  • L’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti;
  • La demolizione e ricostruzione di un edificio esistente – con possibilità di apportare modifiche alla sagoma, ai prospetti, al sedime, alle caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, nonché di realizzare le innovazioni necessarie per l’adeguare la struttura alla normativa antisismica – al fine di abbattere le barriere architettoniche, installare impianti tecnologici, migliorare l’efficientamento energetico;
  • La demolizione e ricostruzione con aumenti di volumetria al fine di promuovere interventi di rigenerazione urbana (solo se la legislazione vigente o gli strumenti urbanistici comunali lo consentono);
  • Ripristino di edifici (o parti di essi) che sono crollati oppure stati demoliti, mediante la ricostruzione degli stessi, ma solo se si può attestare la loro preesistente consistenza;
  • La demolizione e ricostruzione, nonché il ripristino di edifici demoliti o crollati, negli edifici ubicati in zone sottoposte a vincoli culturali o paesaggistici, nei centri storici e in tutte le aree di particolare pregio storico, sono permessi solo se le disposizioni urbanistiche lo consentono. Non è tuttavia consentito in questo caso apportare modifiche alla volumetria, alla sagoma, ai prospetti, al sedime e alle caratteristiche planivolumetriche e tipologiche dell’edificio preesistente.

Opere di messa a norma degli edifici

Il Bonus Ristrutturazione comprende anche tutte le opere di messa a norma degli edifici per quanto riguarda gli impianti tecnologici presenti nell’abitazione. Sono compresi nel bonus tutti gli interventi effettuati e debitamente dotati di certificato di conformità, rilasciato da soggetti abilitati, anche se di entità minima, indipendentemente dalla categoria edilizia di intervento edilizio.

Lavori volti al risparmio energetico dell’abitazione

Tra i lavori ammessi al Bonus Ristrutturazioni ce ne sono diversi che possono essere conseguiti al fine di garantire un risparmio energetico all’immobile. Anche questi si possono realizzare nelle singole unità e negli edifici condominiali.

In particolare, è possibile procedere con i seguenti interventi:

  1. Riduzione della trasmittanza termica con la coibentazione dell’immobile. Si può intervenire su:
  • Pareti verticali che separano i locali riscaldati dall’esterno, dai vani freddi o dal terreno;
  • Coperture opache orizzontali e inclinate che delimitano gli spazi riscaldati dall’esterno o dai vani freddi;
  • Pavimenti che separano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi o dal terreno;
  • Serramenti comprensivi di infissi che delimitano i locali riscaldati dall’esterno e dai vani freddi.
  1. Installazione di impianti tecnologici basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. È possibile nello specifico:
  • Installare dei collettori solari per il riscaldamento e/o la produzione di acqua calda;
  • Installare impianti fotovoltaici, con gli eventuali sistemi di accumulo;
  • Sostituire l’impianto di climatizzazione invernale con una caldaia a condensazione, con finalità di: riscaldamento e/o produzione di acqua calda per la singola utenza; solo produzione di acqua calda se l’impianto serve una pluralità di utenze;
  • Sostituire l’impianto esistente con un nuovo generatore di calore ad aria a condensazione;
  • Installare strumenti per la contabilizzazione del calore, solo per gli impianti centralizzati che servono più utenze;
  • Installare sistemi di termoregolazione e di building automation;
  • Sostituire impianti di climatizzazione invernale esistenti con nuovi impianti: a pompe di calore, ibridi, di microcogenerazione, a biomassa. È possibile installare inoltre nuovi scaldacqua a pompa di calore nonché sistemi di teleriscaldamento efficiente.

Acquisto appartamenti in edifici ristrutturati

Il Bonus Ristrutturazione, così come il Sismabonus, possiede un suo “ramo” dedicato all’acquisto di appartamenti che vengono venduti dalle imprese di costruzione o di ristrutturazione entro 18 mesi dalla fine dei lavori. Il 50% della detrazione concessa in questo caso è da applicarsi non al totale della spesa sostenuta per l’acquisto, ma al 25% della spesa. Il valore di detrazione che ne risulta non può in ogni caso superare il limite di 96.000 euro.

Ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati

Il Bonus Ristrutturazione ammette tra i lavori agevolabili anche l’intervento di ricostruzione o ripristino degli immobili che sono stati danneggiati a seguito di interventi calamitosi. Per la ricostruzione o il ripristino di immobili danneggiati, tuttavia, è fondamentale che questi si trovino in un’area nella quale è stato dichiarato lo Stato di emergenza per via dell’evento.

Abbattimento delle barriere architettoniche

È possibile accedere al bonus con l’installazione di ascensori e montacarichi e, più in generale, con la realizzazione di qualsiasi strumento possa essere utile all’eliminazione delle barriere architettoniche, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata. Questo, al fine di garantire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità.

Ad esempio, possono rientrare in questa categoria di interventi:

  • La sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti);
  • Il rifacimento o l’adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori);
  • Il rifacimento di scale ed ascensori;
  • L’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici e di servoscala o di piattaforme elevatrici.

Prevenzione degli infortuni domestici

Sono ammessi alla detrazione al 50% anche gli interventi volti alla prevenzione degli infortuni domestici, tra i quali possono rientrare ad esempio:

  • L’installazione di strumenti di rilevazione di gas inerti;
  • Il montaggio di vetri anti-infortunio;
  • L’installazione di un corrimano;
  • La riparazione di impianti non sicuri, come la sostituzione di un tubo o la riparazione di una presa.

Non è possibile beneficiare del Bonus Ristrutturazione per quanto riguarda il solo acquisto di apparecchiature o elettrodomestici più sicuri rispetto a quelli che già si hanno. In questo caso infatti non verrebbe realizzato alcun intervento sull’immobile.

Prevenzione del rischio di atti illeciti causati da terzi

Tra i lavori ammessi al Bonus Ristrutturazione ci sono anche quelli realizzati con lo scopo di prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terze persone. In sostanza, si tratta di tutti quei lavori che vengono fatti per rendere la propria abitazione più sicura e impedire, appunto, che persone estranee possano commettere infrazioni o accedervi illegalmente.

I lavori che possono rientrare nella categoria della prevenzione del rischio di atti illeciti che vengono conseguiti nell’ottica del Bonus Ristrutturazione possono essere ad esempio:

  • Il rafforzamento, la sostituzione o l’installazione di cancellate o recinzioni murarie negli edifici;
  • L’installazione di grate sulle finestre o la sostituzione di grate già esistenti;
  • L’installazione di porte blindate o rinforzate;
  • L’installazione o la sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • L’installazione sui serramenti di dispositivi che rilevano l’apertura o l’effrazione;
  • L’installazione di saracinesche;
  • L’installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • L’installazione di vetri antisfondamento;
  • L’installazione di casseforti a muro;
  • L’apposizione di fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • L’installazione di strumenti rilevatori di prevenzione antifurto con relative centraline.

Cablatura degli edifici

Per opere di cablatura si intendono tutte quelle atte a realizzare antenne collettive o reti via cavo per consentire la distribuzione della ricezione nelle singole unità abitative.

Contenimento dell’inquinamento acustico

Questa categoria di interventi può riguardare opere murarie e interventi sull’involucro, oppure può anche solo comprendere la sostituzione di alcuni elementi senza la necessità di opere edilizie propriamente dette. Sarà necessario ottenere il rilascio di una scheda tecnica in cui si attesta l’abbattimento delle fonti sonore interne o esterne all’abitazione, nei limiti fissati dalla normativa.

Altre tipologie

Il Bonus Ristrutturazione ammette anche la possibilità di costruire da zero autorimesse o posti auto pertinenziali oppure di procedere con l’acquisto di parcheggi e box auto che sono già stati realizzati dall’impresa costruttrice. Il Bonus Ristrutturazione ammette tra i possibili interventi anche quelli che sono mirati alla riduzione del rischio sismico, e che riguardano principalmente la messa in sicurezza statica dell’edificio dal punto di vista strutturale. Sono inoltre ammessi al Bonus Ristrutturazione gli interventi mirati alla bonifica degli edifici dall’amianto, che possono essere conseguiti su singole unità immobiliari o sulle parti comuni di edifici residenziali. Infine, a partire dal 1° gennaio 2021, è diventato possibile usufruire del Bonus Ristrutturazione per procedere con la sostituzione del gruppo elettrogeno di emergenza esistente con generatori di emergenza a gas di ultima generazione.

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Fonte informazioni e normative: www.edilizia.com

 

 

6 consigli da seguire prima di ristrutturare casa

Una nuova costruzione, oppure una ristrutturazione, è una tappa importante nella vita familiare o di un singolo che decide di mettere su casa. In questo articolo daremo alcuni consigli a tutte quelle persone che vogliono pianificare i lavori di costruzione o di ristrutturazione di un edificio, cercando di evitare ritardi, aumenti non preventivati dei costi e altri problemi col cantiere.

Per rendere il discorso più fluido, ordineremo i vari passaggi – e i potenziali problemi – in ordine cronologico rispetto alle incombenze da affrontare quando si affidano i lavori a un’impresa edile.

1. Non trascurare l’importanza di una ditta certificata

Come è normale che sia, la maggior parte dei cittadini non specializzati ignora leggi, regolamenti, problematiche e rischi legati agli interventi di ristrutturazione o costruzione di una nuova casa. Gli adempimenti burocratici (indispensabili per usufruire dei bonus fiscali) e le normative sono tantissime e per non incorrere in sanzioni in caso di ispezione nel cantiere è importante affidarsi a imprese e tecnici certificati e di comprovata competenza.

Per questo è importante richiedere sempre le certificazioni all’impresa che si contatta, ad esempio è fondamentale la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 che rappresenta per i clienti la garanzia di un servizio di qualità erogato da una ditta in grado di rispondere tempestivamente e con attenzione ad aspettative ed esigenze con alta professionalità. Quando rilasciata, la Certificazione di Qualità, attesta l’uso di specifiche Procedure, Istruzioni e Moduli, a cui consegue un’ottimizzazione dell’organizzazione dell’impresa e una garanzia della qualità non solo dei lavori effettuati, ma anche della documentazione consegnata al cliente, fondamentale per l’accesso ai bonus statali (Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Superbonus, etc).

2. Un buon progetto è fondamentale

Tante persone iniziano a pensare come prima cosa alla ricerca di un’impresa. Il passaparola è sempre lo strumento più efficace, ma oggi è importante essere presenti anche su Google per farsi conoscere. Spesso si cercano diverse aziende per poter fare tanti preventivi e confrontarli. Tuttavia è impossibile fare un preventivo preciso senza un buon progetto.

La corretta procedura infatti prevede di iniziare proprio da un progetto e di un computo metrico, redatto da un tecnico abilitato di fiducia, da sottoporre alle imprese. È infatti necessario avere bene in mente l’elenco dei lavori da fare, le metrature esatte e tutte le modifiche da apportare alla pianta della casa.

Bisogna tenere conto che le imprese spesso sono impegnate con la chiusura di altri lavori: per questo è importante muoversi con un buon tempismo – tra realizzazione del progetto e avvio dei cantieri – per calendarizzare i lavori nel periodo desiderato.

3. Prendere sempre accordi scritti

Tra privato e impresa viene sempre redatto un contratto, che definisce rapporti, vincoli e condizioni di fornitura. Inoltre vengono messi nero su bianco tempi di consegna e costi. Qualunque modifica agli accordi – anche se tra gentiluomini – deve sempre essere messa per iscritto. In caso di controversie o contrattempi (che possono capitare) è fondamentale essere in possesso di un documento che tuteli entrambe le parti.

4. Nominare un direttore dei lavori

Il Direttore dei Lavori è la figura professionale che ha il compito di assistere e sorvegliare i lavori di costruzione o ristrutturazione di un edificio, garantendo la regolare esecuzione secondo quanto previsto dal progetto e dalle norme, impartendo le opportune istruzioni quando necessario.

Questa figura è solitamente individuata e nominata dal committente e deve tutelare gli interessi del committente (sia dal punto di vista tecnico che da quello economico) facendo rispettare le normative e gli accordi stabiliti durante la fase di progettazione. Il Direttore dei Lavori può essere anche scelto dall’impresario nel caso il cliente non abbia un tecnico di fiducia (e ci sia naturalmente un rapporto fiduciario da committente e impresa) e ogni volta in cui si parla di “ristrutturazione chiavi in mano”.

5. Realizzazione di foto e video dei lavori

Documentare le fasi di costruzione o ristrutturazione con foto e video è importante per avere una testimonianza di quanto viene fatto (e come) nel cantiere e possono tornare utilissimi anche a distanza di anni (ad esempio, per individuare con precisione i punti di passaggio degli impianti che poi vengono murati o rivestiti con i pavimenti).

Se si passa spesso al cantiere è possibile farlo personalmente, altrimenti si può chiedere aiuto al direttore dei lavori o al titolare dell’impresa: moltissime ditte, comunque, realizzano i propri reportage fotografici a propria tutela e testimonianza delle varie fasi delle lavorazioni.

6. Metti in conto gli imprevisti

Durante una ristrutturazione possono capitare degli imprevisti: piccoli intoppi o situazioni impreviste (ad esempio un pilastro in cemento armato non segnalato nella planimetria, un tramezzo non portante da abbattere che però deve essere rimpiazzato con un trave a spessore) che possono far allungare i tempi e qualche volta anche i costi.

L’unico modo per affrontare con maggiore serenità una ristrutturazione è dare per scontato che ci sarà qualche imprevisto. Per questo è sempre meglio mettere in conto almeno un 10% di spese extra destinate agli inconvenienti o alle variazioni in corso d’opera decise dal committente.

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