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Massetto realizzato a regola d’arte: tutto quello che devi sapere

Se devi ristrutturare casa o un locale commerciale e con lavori edili importanti (ad esempio sostituzione pavimenti e nuovi impianti), o magari sei alle prese con una nuova costruzione, presto o tardi ti troverai ad affrontare la posa in opera del nuovo massetto.

Il massetto è infatti lo strato di supporto della pavimentazione posato in cantiere su relativo sottofondo (lo strato che si trova tra solaio e massetto deve accogliere le tubazioni dell’impianto idrico, termico e i cavi dell’impianto elettrico) o su uno strato intermedio isolante. Si tratta di quello strato che deve resistere alle varie sollecitazioni meccaniche impartite sulla pavimentazione. Il massetto deve quindi consentire un livello preciso della pavimentazione finale, ripartire opportunamente i carichi sia statici che dinamici, eventualmente ricoprire l’impianto radiante a pavimento e infine ricevere la pavimentazione.

Un massetto realizzato a regola d’arte deve essere compatto, planare, non deve presentare “croste” ed essere omogeneo in tutte le stanze, senza salti di quota o pendenze che possano ostacolare l’appoggio degli arredi o l’apertura delle porte.

Dopo la stesura, la superficie del massetto si presenta come un intonaco grezzo, leggermente porosa e uniforme. Proprio la porosità del massetto consente l’incollaggio delle piastrelle: se fosse troppo liscio l’aderenza del collante sarebbe inferiore e meno efficiente.

Il cosiddetto tempo di maturazione del massetto dipende dal suo spessore. Per un massetto standard di 5 cm si considera un tempo di maturazione del calcestruzzo di circa 28-30 giorni. Tempi lunghi che non sempre collimano con le esigenze di cantiere: si consiglia comunque di non posare il pavimento prima dei 20 gg per non compromettere la compattezza del massetto. È bene ricordare anche che il massetto non deve essere lasciato a lungo senza la pavimentazione sovrastante, in particolare se realizzato all’esterno ed esposto alle intemperie. In questi casi potrebbe essere necessario intervenire in un secondo momento per un corretto ripristino.

Bisogna anche sottolineare che la durabilità di una pavimentazione in ceramica o gres è influenzata dalle caratteristiche del massetto, del metodo e dei prodotti utilizzati per per la sua realizzazione, della attenzione alla corretta stagionatura dell’impasto. Tutte queste variabili incidono profondamente sul risultato finale, al punto che il massetto deve essere considerato parte integrante del pavimento e trattato con la stessa cura e precisione.

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Ristrutturazione e Bonus condizionatori 2023: come funziona e a chi spetta?

Recentemente, l’Osservatorio di REbuild 2023 dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, ha effettuato uno studio volto a dimostrare che effettuare dei lavori di riqualificazione energetica su un immobile comporta un aumento del suo valore fino al 40%. Al contrario, è stato rilevato che trascurare una casa e non effettuare alcun lavoro di ammodernamento può portare a un deprezzamento importante di una casa o di un locale commerciale.

Per questo motivo – unitamente alla presenza di diversi incentivi statali – negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria corsa alla riqualificazione energetica delle case italiane, a partire dalla sostituzione dei vecchi impianti di condizionamento.

A chi spetta il Bonus condizionatori 2023?

Il Bonus condizionatori 2023 può essere richiesto da tutti i contribuenti italiani, nello specifico ne hanno diritto:

  • persone fisiche
  • società di persone e di capitali
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • associazioni dei professionisti
  • cooperative di abitazione a proprietà condivisa
  • condomini
  • istituti autonomi per le case popolari

Per beneficiare del Bonus è necessario che l’intervento di sostituzione o installazione dell’impianto di climatizzazione avvenga in concomitanza di lavori di ristrutturazione edilizia (ad esempio la manutenzione straordinaria, la ristrutturazione o risanamento conservativo dell’unità immobiliare, la manutenzione ordinaria o straordinaria su parti comuni di edifici residenziali o la ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato in seguito a eventi calamitosi).

Bonus condizionatori 2023: quali spese rientrano?

L’agevolazione copre la spesa di acquisto delle pompe di calore,  oltre alle spese per l’esecuzione dei lavori di installazione e posa dell’impianto.

Se l’acquisto della pompa di calore rientra nell’ambito di una ristrutturazione edilizia è possibile ottenere una detrazione del 50%, come previsto dal Bonus mobili ed elettrodomestici.

Se l’acquisto della pompa di calore rientra nell’Ecobonus è invece possibile ottenere una detrazione del 65% sostituendo il vecchio condizionatore con uno nuovo a pompa di calore e di classe energetica superiore.

Se l’acquisto avviene insieme ad un “intervento trainante” che rientra nel Superbonus, come ad esempio gli interventi di isolamento termico sugli involucri dell’edificio o condominio, o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni, l’aliquota di detrazione può salire fino al 90%.

Bonus condizionatori 2023: documentazione necessaria

Come per gli altri bonus edilizi, anche per i Bonus condizionatori 2023 è condizione necessaria che i metodi di pagamento siano tracciabili e che le ricevute debbano contenere il codice fiscale del beneficiario, il numero e la data della fattura e la causale di pagamento. Bisogna conservare tutte le fatture e le ricevute dei bonifici, la ricevuta della comunicazione all’Enea oltre alla scheda tecnica della pompa installata e la dichiarazione di conformità.

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Superbonus 90%: tutte le novità del 2023

Come molti già sapranno, nel 2023 è partita la fase di transizione del cosiddetto Superbonus, con l’incentivo che passa dal 110% al 90%. Inoltre, il nuovo Governo, con il Decreto del 17 febbraio 2023, ha previsto lo stop dello sconto in fattura e della cessione del credito per i nuovi interventi: oggi l’agevolazione fiscale inerente al Superbonus – per i lavori iniziati dopo l’approvazione del decreto – è fruibile solamente con la detrazione in fase di dichiarazione dei redditi.

Superbonus 90%: a chi è rivolto

Il nuovo Superbonus può essere sfruttato da:

  • persone fisiche, al di fuori degli esercizi di attività imprenditoriali, professioni e arti, proprietarie di immobili interessati dai lavori. Rientrano tra i beneficiari della misura anche i proprietari di edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari;
  • condomini;
  • IACP (Istituti Autonomi Case Popolari);
  • società sportive dilettantistiche e associazioni, ma soltanto per gli interventi rivolti agli immobili o parti di essi destinati a spogliatoi;
  • associazioni di promozione sociale e di volontariato.

Superbonus 90%: i lavori ammissibili

Come in passato, l’agevolazione si applica agli interventi edili trainanti e a quelli trainati finalizzati all’efficientamento energetico, la riduzione dei rischi sismici o il consolidamento statico degli edifici.

I principali interventi agevolabili col Superbonus 90% sono:

  • lavori per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale sulle unità immobiliari o sulle parte comuni dei condomini;
  • lavori rivolti all’isolamento termico sugli involucri;
  • lavori antisismici.

Gli interventi trainati o aggiuntivi, ossia i lavori svolti insieme a quelli principali, sono:

  • lavori di efficientamento energetico;
  • lavori per installare gli impianti fotovoltaici;
  • lavori per installare i sistemi di accumulo;
  • lavori per eliminare le barriere architettoniche.

Superbonus 90%: come richiederlo

La domanda va inoltrata entro 90 giorni dal termine degli interventi tramite il portale dell’Agenzia ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) compilando tutta la documentazione telematica richiesta.

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Aumentare il valore di una casa fino al 40% grazie all’efficientamento energetico

In Sardegna sono tante le famiglie che “investono nel mattone”: rispetto ad altre zone europee la percentuale di persone che decidono di acquistare una casa (o più di una, come residenza estiva oppure per affittarla) è altissima. Le case sono dunque un investimento di valore capaci di assicurare una rendita perpetua, ma in quanto tali, devono essere tutelate e valorizzate.

Come? Considerando la situazione economica degli ultimi anni, il perdurare della crisi energetica e gli indirizzi europei per garantire una migliore sostenibilità e una transizione ecologica, il modo migliore per tutelare il patrimonio immobiliare è investire sull’efficienza energetica delle case.

Secondo l’Osservatorio di REbuild 2023 dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, effettuare dei lavori di riqualificazione energetica su un immobile comporta infatti un aumento del suo valore fino al 40%. Al contrario, trascurare una casa e non effettuare alcun lavoro di ammodernamento può portare a un deprezzamento importante di una casa o di un locale commerciale.

I ricercatori hanno stabilito, dopo un’analisi effettuata su alcune città campione, che la differenza di prezzo fra una casa di classe E e una di classe D si attesta al 5-6%, per salire al 14-18% se si passa da una G a una D e addirittura al 30-40% se si passa da una G a una A. In modo speculare, invece, hanno constatato che le case non ammodernate con soluzioni di efficientamento energetico, perdono una percentuale di valore consistente.

Lo scenario immobiliare sardo – analogamente a quello italiano – è composto da edifici costruiti in gran parte prima del 1971: gran parte delle case sono dunque “energivore” ossia che portano in dote consumi energetici fino a dieci volte superiori alle case in Classe A. Queste case meno efficienti pesano sull’economia di una famiglia per circa 4-5 mila euro in più all’anno.

Per questo motivo – un risparmio di circa 40-50 mila euro in dieci anni – il valore di un immobile efficiente sale di prezzo proporzionalmente alla classe energetica raggiunta. Le soluzioni edili (cappotto termico, isolamento del tetto, sostituzione infissi) e tecnologiche (pompe di calore, termoidraulica, stufe a basse emissioni e alto rendimento) – insieme ai tanti bonus statali che abbattono le spese di ristrutturazione finalizzate all’efficientamento – permettono dunque di godere di un comfort maggiore e di innalzare il valore della propria casa, qualora si abbia in programma di venderla.