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Bonus edilizi 2026: proroghe, scadenze e vantaggi per chi deve ristrutturare casa

Il Governo Italiano ha confermato la proroga fino al 2026 delle detrazioni al 50% per le ristrutturazioni edilizie sulla prima casa. Una decisione che mette in sicurezza migliaia di interventi di recupero edilizio, evitando il ritorno al 36% previsto dalle normative precedenti. Anche gli altri immobili potranno beneficiare della stessa aliquota, assicurando continuità e stabilità a chi intende realizzare lavori di riqualificazione.

Buone notizie anche per chi programma interventi di efficienza energetica: l’Ecobonus continuerà ad essere attivo, mantenendo le stesse modalità di accesso. Restano invece in scadenza al 31 dicembre 2025 il Bonus Barriere Architettoniche e il Bonus Mobili, due misure molto utilizzate che potrebbero non essere rinnovate.

Chi può usufruire della detrazione del 50% nel 2026? Quali lavori sono ammessi? E quali documenti servono per non perdere l’incentivo? Ecco una panoramica completa aggiornata, curata da Global Società Cooperativa, impresa edile specializzata in ristrutturazioni e lavori certificati in Sardegna.

Prima casa e bonus ristrutturazioni: requisiti e regole per ottenere la detrazione del 50%

Anche nel 2026, chi effettuerà lavori di ristrutturazione sulla prima casa potrà usufruire della detrazione IRPEF al 50%. Per prima casa si intende l’abitazione in cui il contribuente risiede stabilmente o dove hanno la residenza i suoi familiari. Il beneficio si estende anche agli immobili acquistati per essere ristrutturati, a patto che la residenza venga trasferita al termine dei lavori.

Il bonus è valido anche per i condomini, ma con una distinzione: chi risiede effettivamente nell’immobile potrà godere della detrazione piena, mentre per le seconde case si applicherà l’aliquota ridotta al 36%.

Un aspetto importante riguarda la titolarità delle spese: il bonus può essere richiesto non solo dal proprietario, ma anche da familiari conviventi, inquilini o comodatari, purché sostengano le spese e ne risultino intestatari. I pagamenti devono essere sempre tracciabili e intestati a chi richiede la detrazione.

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni 2026

L’agevolazione copre una vasta gamma di interventi edilizi, sia di manutenzione straordinaria che di ristrutturazione vera e propria. Tra i lavori ammessi figurano:

  • rifacimento di impianti elettrici e idraulici,

  • sostituzione di infissi e serramenti,

  • installazione di climatizzatori, caldaie e pompe di calore,

  • opere di efficientamento energetico,

  • costruzione o ristrutturazione di box auto,

  • interventi antisismici,

  • acquisto di immobili facenti parte di edifici ristrutturati da imprese di costruzione.

Ampio spazio viene dato agli interventi green, come l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, in linea con le normative sulla transizione energetica.

Il massimale di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione in dieci rate annuali di pari importo. Tutti i pagamenti devono essere effettuati con bonifico parlante, che riporti i dati del beneficiario e la causale fiscale.

Ecobonus 2026: conferme e vantaggi per l’efficienza energetica

L’Ecobonus 2026 è stato confermato, mantenendo le aliquote e le modalità operative attuali. L’incentivo premia gli interventi di miglioramento energetico degli edifici esistenti, come:

  • sostituzione di caldaie e pompe di calore;

  • installazione di pannelli solari termici e impianti fotovoltaici;

  • realizzazione di cappotti termici e coibentazioni dell’involucro edilizio;

  • installazione di schermature solari e tende tecniche.

La misura resta in vigore fino al 31 dicembre 2027, salvo ulteriori proroghe. I tetti di spesa variano in base al tipo di intervento: da 30.000 euro per gli impianti di climatizzazione fino a 60.000 euro per gli interventi sull’involucro edilizio.

Come per il bonus casa, i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante. La detrazione si suddivide in dieci quote annuali di pari importo.

Bonus barriere architettoniche: ultimi mesi per usufruirne

Il Bonus Barriere Architettoniche, con detrazione al 75%, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2025. Al momento non sono previste proroghe. L’agevolazione riguarda gli interventi destinati a migliorare l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, come:

  • installazione di ascensori e montascale,

  • realizzazione di rampe di accesso,

  • adeguamento dei bagni e degli ingressi alle normative sull’accessibilità.

L’incentivo si applica a tutti gli immobili, senza distinzione tra prima o seconda casa, e può essere richiesto da proprietari, affittuari o familiari conviventi. È necessario allegare un’asseverazione tecnica che certifichi la conformità degli interventi ai requisiti di legge.

Bonus mobili 2025: ultimi mesi per accedere alla detrazione

Il Bonus Mobili, anch’esso con detrazione al 50%, è in scadenza al 31 dicembre 2025. Riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di lavori di ristrutturazione.

Per usufruire del beneficio è necessario che i lavori siano già avviati o conclusi nell’anno precedente all’acquisto. L’incentivo è valido per tutte le abitazioni, senza distinzione tra prima e seconda casa, a condizione che il contribuente abbia diritto al bonus ristrutturazioni.

I pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili – bonifico, carta di credito o bancomat – ma non serve il bonifico parlante. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali fino al raggiungimento del tetto di spesa previsto.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Le proroghe dei bonus edilizi 2026 rappresentano un’occasione concreta per chi desidera ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica o eliminare barriere architettoniche nella propria abitazione. Pianificare per tempo gli interventi e affidarsi a professionisti qualificati come Global Società Cooperativa consente di accedere agli incentivi in modo sicuro, ottimizzando tempi, costi e benefici fiscali.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

Coibentazione nel 2025: ultimi mesi per ottenere il 65% di detrazione per l’isolamento termico dell’edificio

Intervenire sull’involucro edilizio per migliorare l’isolamento termico è una delle soluzioni più efficaci per ridurre il consumo energetico e aumentare il comfort abitativo. Anche in Sardegna, tetti, pareti e pavimenti rappresentano i punti critici principali da cui si disperde il calore in inverno e si accumula in estate, con un impatto diretto sulle bollette e sull’efficienza complessiva della casa.

Per tutto il 2025, grazie all’Ecobonus, è possibile beneficiare di una detrazione fiscale del 65% per i lavori di coibentazione su edifici esistenti, purché vengano rispettati specifici requisiti tecnici e il miglioramento energetico sia effettivo e documentato.

Superfici coibentabili e limiti di detrazione

La normativa riconosce la detrazione per gli interventi di coibentazione delle strutture opache che delimitano il volume riscaldato dell’edificio. Sono quindi agevolabili:

  • Pareti esterne (strutture opache verticali);

  • Coperture e sottotetti, nonché pavimenti verso l’esterno, locali non riscaldati o il terreno (strutture opache orizzontali).

L’obiettivo dell’intervento è ridurre la trasmittanza termica delle superfici, ovvero la capacità di dispersione del calore. Per questo è necessario impiegare materiali isolanti certificati, conformi ai valori limite di legge, variabili in base alla zona climatica.

L’art. 1, comma 345 della Legge 296/2006 stabilisce che la detrazione per la coibentazione ammonta al 65% delle spese sostenute, fino a un massimo di 60.000 euro per singola unità immobiliare. Lo stesso limite si applica alle parti comuni condominiali, con ripartizione tra i condòmini.

Per la sostituzione di infissi e serramenti, la detrazione scende al 50%, mentre resta al 65% per cappotti termici e isolamenti di tetti e pavimenti. Gli interventi devono riguardare edifici esistenti, accatastati (o in corso di accatastamento) e dotati di impianto di riscaldamento funzionante o riattivabile.

Requisiti tecnici minimi e materiali isolanti ammessi

Per accedere alla detrazione è indispensabile rispettare i valori limite di trasmittanza termica (U) previsti dalla normativa, certificati da un tecnico abilitato. I principali riferimenti normativi sono:

  • il Decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015 (per lavori antecedenti il 6 ottobre 2020);

  • il Decreto MISE 6 agosto 2020, che nell’Allegato E – Tabella 1 stabilisce i valori di trasmittanza massima in funzione della zona climatica.

Il tecnico (ingegnere, architetto o geometra) deve asseverare il rispetto dei requisiti e trasmettere la documentazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Sono ammessi tutti i materiali isolanti che rispettano il Regolamento UE n. 305/2011 (CPR) e possiedono marcatura CE:

  • Sintetici: polistirene, poliuretano, polietilene espanso;

  • Minerali: lana di roccia, lana di vetro, perlite, vermiculite;

  • Naturali ed ecologici: fibra di legno, sughero, canapa, lana di pecora, cellulosa.

L’intervento può essere eseguito con cappotto termico esterno, isolamento interno (in presenza di vincoli architettonici) o isolamento in intercapedine. Sono comprese anche le opere accessorie, come rifacimento degli intonaci o sistemazione dei serramenti, purché funzionali alla coibentazione.

Spese ammissibili e documentazione necessaria

Per ottenere la detrazione del 65%, è fondamentale che tutte le spese siano pertinenti, documentate e pagate correttamente. Le spese detraibili comprendono:

  • fornitura e posa in opera del materiale isolante;

  • demolizioni, ricostruzioni e opere murarie collegate;

  • ponteggi e dispositivi di sicurezza;

  • spese professionali per progettazione, asseverazioni, direzione lavori;

  • redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) post intervento;

  • IVA, imposte di bollo, diritti comunali e collaudi finali.

Anche i materiali acquistati separatamente dal committente sono detraibili, se installati da operatori qualificati e correttamente fatturati.

I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale parlante, indicando:

  • la causale del versamento con riferimento alla Legge 296/2006, art. 1 comma 345;

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

  • la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori.

I titolari di reddito d’impresa possono utilizzare mezzi di pagamento tracciabili ordinari.

La documentazione da conservare comprende:

  • fatture e ricevute dei bonifici;

  • asseverazione tecnica e APE;

  • ricevuta dell’invio all’ENEA;

  • eventuali CILA o SCIA;

  • documentazione fotografica prima e dopo i lavori.

L’assenza anche di uno solo di questi documenti può far decadere il diritto alla detrazione.

Cumulabilità con altri bonus edilizi

L’Ecobonus 65% per la coibentazione può essere compatibile con altri incentivi, ma non per le stesse spese. In particolare:

  • non è cumulabile con il Superbonus 110% o 90% per lo stesso intervento;

  • non è cumulabile con altri contributi pubblici se riguardano le stesse voci di spesa;

  • è ammessa la cumulabilità parziale per lavori distinti e contabilmente separati (es. Ecobonus per coibentazione + Bonus Ristrutturazioni 50% per lavori interni).

Coibentazione con Global Società Cooperativa: efficienza e competenza

Affidarsi a un’impresa qualificata come Global Società Cooperativa significa realizzare interventi di coibentazione a regola d’arte, nel pieno rispetto delle normative tecniche e dei requisiti per l’accesso alle detrazioni fiscali.

L’azienda, certificata UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, garantisce qualità dei materiali, professionalità nelle lavorazioni e assistenza completa nella gestione della documentazione tecnica e fiscale necessaria per l’Ecobonus 2025.

Dal cappotto termico alla coibentazione del tetto o del solaio, Global Società Cooperativa opera in tutta la Sardegna con un approccio orientato all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, contribuendo a ridurre i consumi e migliorare il comfort abitativo delle abitazioni e degli edifici pubblici.

Contatti aziendali:
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Conto Termico 3.0: nuove opportunità per l’efficientamento energetico degli edifici

Il Conto Termico 3.0 è realtà: il Decreto del 7 agosto 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 e entrerà in vigore il novantesimo giorno successivo, cioè il 25 dicembre 2025. Con questo provvedimento si aggiorna in modo strutturale la disciplina degli incentivi per interventi di piccole dimensioni volti al miglioramento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, superando il perimetro del DM 16 febbraio 2016 e allineando il meccanismo alle nuove priorità di transizione energetica del Paese.

Per chi opera nell’edilizia e nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, la prima novità rilevante riguarda l’ampliamento dei soggetti ammessi e degli ambiti d’intervento. Le amministrazioni pubbliche possono attivare l’intero spettro degli interventi previsti dal decreto, sia di efficienza energetica sia di produzione termica da rinnovabili. I soggetti privati, invece, vedono una distinzione netta: per l’efficientamento dell’involucro e degli impianti sono ammessi quando gli interventi insistono su edifici dell’ambito terziario; per la produzione di energia termica e per i sistemi ad alta efficienza possono intervenire anche in ambito residenziale. È inoltre formalizzata l’assimilazione al mondo PA degli enti del terzo settore non economici, che possono quindi accedere alle medesime misure dedicate al pubblico. Questo cambio di perimetro sposta il baricentro del meccanismo verso una riqualificazione più capillare degli edifici non residenziali, senza trascurare la spinta alla generazione termica rinnovabile nelle abitazioni.

Nel merito degli interventi ammessi per l’efficienza energetica, il decreto conferma e amplia la gamma di attività strategiche per ridurre i fabbisogni e migliorare le prestazioni. Rientrano l’isolamento termico delle superfici opache, la sostituzione delle chiusure trasparenti con infissi performanti e l’installazione di schermature solari esterne. In un’ottica di passi più ambiziosi, il legislatore incentiva anche la trasformazione degli edifici esistenti in nZEB (Nearly Zero Energy Building, ovvero “edificio a energia quasi zero”) con un approccio integrato che combina involucro e impianti e—quando necessario—demolizione e ricostruzione coerenti con i titoli edilizi. Completano il quadro la sostituzione degli impianti di illuminazione con sistemi efficienti e l’adozione di tecnologie di building automation per il controllo dei servizi energetici, inclusa la termoregolazione e la contabilizzazione del calore. Un elemento innovativo, che connette edilizia e mobilità, è la possibilità di finanziare l’infrastrutturazione per la ricarica dei veicoli elettrici, a condizione che si proceda contestualmente alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore elettriche. Allo stesso modo, l’installazione di fotovoltaico con sistemi di accumulo è incentivabile quando associata alla sostituzione degli impianti invernali con pompe di calore, favorendo così progetti integrati edificio–impianto.

Sul fronte della produzione di energia termica da rinnovabili, il decreto orienta con decisione verso tecnologie mature e ad alta resa. Sono ammessi la sostituzione degli impianti invernali con pompe di calore elettriche o a gas che sfruttano energia aerotermica, geotermica o idrotermica; i sistemi ibridi “factory made” o bivalenti e le configurazioni con pompe di calore “add on”; i generatori a biomassa anche per utenze produttive e reti di teleriscaldamento; il solare termico, compreso l’abbinamento al solar cooling, con obbligo di contabilizzazione oltre i 100 m²; gli scaldacqua a pompa di calore; l’allaccio a teleriscaldamento efficiente; e perfino la microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili. Questo paniere consente di disegnare interventi su misura per il terziario e per il residenziale, con un’elevata integrazione tra involucro e impianti.

Un tema sempre centrale è l’intensità dell’incentivo. Il Conto Termico 3.0 stabilisce un tetto generale pari al 65% delle spese ammissibili, con un’eccezione di rilievo: gli interventi realizzati su edifici di comuni fino a 15.000 abitanti e quelli su edifici pubblici ad uso scolastico o sanitario possono beneficiare di un incentivo fino al 100%, nei limiti di potenza, superficie e massimali previsti. Le modalità di erogazione sono altrettanto pragmatiche: per i privati, se l’importo complessivo non supera 15.000 euro, il contributo è liquidato in unica rata; diversamente, si procede per rate annuali costanti per una durata definita in tabella. Le amministrazioni, quando utilizzano la prenotazione, possono richiedere acconti e rate intermedie, migliorando la gestione del cantiere e del cash flow.

Dal punto di vista operativo, tutto transita dal Portaltermico del GSE. Il decreto prevede che il MASE approvi, su proposta del GSE, le nuove Regole Applicative entro sessanta giorni dall’entrata in vigore; a loro volta, entro altri sessanta giorni il GSE aggiorna la piattaforma telematica per la presentazione delle istanze. In termini pratici, il cronoprogramma consente agli operatori di preparare i progetti in coerenza con i requisiti tecnici e documentali, nell’attesa dell’adeguamento del portale e della messa a disposizione dei nuovi tracciati e modelli.

Merita attenzione anche la definizione regolatoria delle “piccole dimensioni”, perché condiziona la progettazione e i capitolati. Il decreto qualifica come piccoli gli impianti con potenza termica fino a 2 MW e i campi solari termici con superficie fino a 2.500 m², mentre per impianti solari superiori a 100 m² scatta l’obbligo di contabilizzazione del calore. Questi limiti rafforzano la vocazione del Conto Termico ad accompagnare interventi diffusi e replicabili, tipici del patrimonio edilizio esistente.

Affidati ai professionisti dell’edilizia in Sardegna

Per Global Società Cooperativa, impresa edile certificata, il Conto Termico 3.0 diventa un acceleratore di qualità progettuale: dagli interventi sull’involucro fino alle trasformazioni nZEB, passando per l’integrazione con pompe di calore e sistemi di controllo, la misura consente di orchestrare cantieri che riducono in modo misurabile i consumi, migliorano il comfort e incrementano il valore immobiliare. L’assistenza nelle fasi di diagnosi, pratiche GSE, gestione della documentazione e coordinamento di cantiere sarà decisiva per massimizzare il contributo pubblico e rispettare i requisiti di conformità tecnica e amministrativa.

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Casa più calda e sicura: 5 lavori di ristrutturazione da fare prima dell’inverno

L’autunno è appena iniziato e le temperature sono ancora miti, ma la brutta stagione sta per arrivare ed è necessario preparare la casa all’abbassamento delle temperature e alle piogge più frequenti. Come? Con alcuni semplici interventi che possono migliorare l’isolamento termico dell’abitazione e portare a un notevole risparmio energetico.

Sono diverse le soluzioni possibili e variano molto a seconda della tipologia della struttura, della latitudine e delle particolari esigenze dei proprietari: in questo articolo cercheremo di suggeritivi cinque interventi da tenere in considerazione se si vuole ristrutturare casa in Sardegna in vista dell’inverno.

1. Sostituzione degli infissi: perché cambiare quelli vecchi conviene

Uno dei problemi più comuni che comportano un isolamento termico scadente è sicuramente la qualità dei serramenti. Quelli più vecchi possono lasciar passare spifferi, con un abbassamento delle temperature all’interno della casa. Gli infissi più moderni sono realizzati in modo da assicurare un buon isolamento termico durante tutto l’anno, in particolare quelli in PVC e quelli in alluminio con profilo a taglio termico. Molto importante anche la tipologia del vetro e la qualità: ormai la lastra singola è stata abbandonata in favore di due o tre lastre di vetro. Il vetro doppio è costituito da un vetro esterno semplice o stratificato, da un’intercapedine chiamata camera (e perciò detto anche “vetrocamera”) e da un vetro esterno. Il doppio vetro altro non è quindi che un vetro su cui vengono installate due lastre accoppiate e distanziate. Il vetro triplo ha le stesse caratteristiche di quello doppio ma oltre ad avere un vetro ed una camera in più ha subito un’ulteriore trattamento di bassa emissività.

2. Lavori di impermeabilizzazione per terrazzi e balconi: perché sono fondamentali

Con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno aumenta anche l’esposizione delle abitazioni alle piogge e all’umidità. Tra i rischi più comuni ci sono le infiltrazioni d’acqua, che possono compromettere non solo il comfort degli ambienti interni, ma anche la salubrità dell’aria a causa della formazione di muffe e condense. Se trascurato, questo fenomeno può evolversi in un danno ben più serio, arrivando a deteriorare l’intonaco e, nel tempo, persino la struttura portante dell’edificio.

Per questo motivo la corretta impermeabilizzazione di terrazzi e balconi rappresenta un intervento fondamentale da programmare in vista della stagione fredda. Oltre ai lavori strutturali più complessi, oggi esistono anche soluzioni pratiche e poco invasive, come l’applicazione di vernici impermeabilizzanti specifiche che possono essere stese direttamente sulla pavimentazione, migliorando la protezione dalle infiltrazioni senza interventi demolitori.

3. Ristrutturazione tetto: l’importanza di rifare l’isolamento termico

Un altro elemento da controllare prima di addentrarsi nell’inverno è la copertura della casa, essendo questa una superficie particolarmente esposta agli agenti atmosferici. Se non sono stati eseguiti interventi da diverso tempo è bene fare un controllo per accertarsi che non sia necessario eseguire qualche riparazione. Se è un tetto non isolato in questa occasione si potrebbe investire nella trasformazione in un tetto coibentato o in un tetto ventilato, entrambi in grado di migliorare notevolmente le prestazioni di efficienza energetica dell’edificio.

4. Cappotto termico esterno: la soluzione ideale contro il freddo invernale

Come dice il nome stesso, il cappotto termico è un’opera edile in grado di isolare l’edificio dall’ambiente esterno, garantendo un’ottimizzazione e un efficientamento energetico che si traducono, infine, in un notevole risparmio nella bolletta elettrica e del gas. Il cappotto termico esterno è composto da lastre, affiancate e posate come “piastrelle” sulle pareti esterne di un edificio. Ogni lastra è composta da più strati di materiali isolanti, che possono essere biologici o sintetici. I materiali biologici più utilizzati per creare il cappotto termico sono la fibra di legno, la fibra di vetro, il sughero e la lana di roccia.  Tra i materiali sintetici annoveriamo il poliuretano estruso, il poliuretano espanso e il PVC.  I materiali sintetici hanno solitamente un costo minore ma anche una resa minore rispetto a quelli naturali: oltre all’isolamento termico, infatti, bisogna valutarne anche il più rapido degrado nel tempo e l’isolamento acustico inferiore rispetto alle fibre naturali.

5. Soluzioni di riscaldamento sostenibile: stufa a pellet e pompa di calore

Dopo aver garantito alla casa un adeguato isolamento dagli agenti esterni, il passo successivo è quello di scegliere il sistema di riscaldamento più efficiente. Oggi il mercato offre numerose soluzioni, ma l’andamento altalenante dei costi energetici e dei combustibili negli ultimi mesi ha reso ancora più importante valutare attentamente l’investimento. Tra le opzioni disponibili, le stufe a pellet e le pompe di calore si confermano le soluzioni più convenienti e sostenibili.

Le stufe a pellet hanno molti pregi che le rendono un’ottima scelta – anche di design, con modelli più moderni – per il riscaldamento domestico. Sono ecologiche (il pellet è naturale al 100%, rilasciano pochi residui dalla combustione e producono poco fumo. Un motivo per installare una stufa a pellet è la sua capacità di rendere la casa ancora più accogliente grazie alla magia della fiamma (laddove non viene più utilizzato il camino a legna, è un’ottima alternativa romantica).

I climatizzatori con pompa di calore oltre a raffrescare durante l’estate sono efficaci per riscaldare la casa durante l’inverno, optando per modelli dai consumi ridotti. Si possono usare in combinazione con altri sistemi di riscaldamento oppure, in zone dal clima particolarmente mite durante l’inverno, possono essere sufficienti ad alzare di qualche grado la temperatura di una stanza. Installare un condizionatore con pompa di calore è quindi una soluzione da considerare prima dell’arrivo dell’inverno per sostituire altri sistemi più ingombranti ed energivori.

Affidati solo a professionisti dell’edilizia in Sardegna

Global Società Cooperativa, con la propria esperienza nel settore edile e nelle ristrutturazioni in Sardegna, rappresenta un punto di riferimento per chi desidera approfittare delle ultime opportunità del 2025 offerte dal bonus barriere architettoniche e pianificare gli interventi futuri in un’ottica di qualità e sicurezza.

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Impianti smart domotici e risparmio energetico: come ottenere detrazioni fino al 65% in Sardegna

L’adozione di impianti domotici intelligenti nelle abitazioni non è soltanto un elemento di comfort, ma rappresenta una vera e propria strategia di efficienza energetica. In Sardegna, dove il tema del risparmio energetico si intreccia con le sfide climatiche e con l’esigenza di ridurre i costi delle bollette, la domotica assume un ruolo di primo piano. I sistemi smart consentono infatti di gestire in maniera ottimizzata il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti e garantiscono un significativo abbattimento dei consumi.

Per questo motivo, come dimostrato da uno studio di qualche mese fa, una casa efficiente vale fino all’80% in più rispetto a una da ristrutturare.

Un ulteriore incentivo alla ristrutturazione in chiave di efficientamento energetico arriva dalle agevolazioni fiscali legate all’Ecobonus, che riconosce una detrazione fino al 65% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di dispositivi domotici destinati al controllo intelligente della temperatura.

Cosa prevede la normativa per gli impianti smart in Sardegna

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito che l’acquisto e la messa in opera di dispositivi multimediali per la gestione da remoto degli impianti di riscaldamento o climatizzazione rientra tra gli interventi incentivati dall’Ecobonus. La detrazione si applica a condizione che i sistemi installati siano progettati per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, favorendo un utilizzo più consapevole delle risorse.

Secondo lo Stato non si tratta quindi di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di un investimento finalizzato a rendere gli impianti domestici più sostenibili. È un’opportunità concreta per chi in Sardegna desidera ridurre i consumi senza rinunciare al comfort abitativo, con il vantaggio aggiuntivo di un sostegno economico rilevante.

Quali dispositivi smart rientrano nella detrazione

Non tutti i prodotti connessi o controllabili tramite app sono ammessi all’agevolazione fiscale. La normativa circoscrive il beneficio ai dispositivi destinati al risparmio energetico degli impianti di climatizzazione. Tra questi rientrano:

  • cronotermostati intelligenti, programmabili e gestibili da remoto;

  • sensori ambientali capaci di rilevare la temperatura e regolare automaticamente gli impianti;

  • centraline smart che ottimizzano accensione e spegnimento in base alla presenza in casa o alle condizioni climatiche;

  • sistemi domotici integrati che monitorano e riducono i consumi energetici complessivi.

Questi dispositivi non solo consentono di controllare la temperatura attraverso smartphone o computer, ma contribuiscono anche a un utilizzo più efficiente degli impianti, riducendo sprechi e costi.

Adempimenti per accedere all’Ecobonus

Per ottenere la detrazione del 65% è necessario rispettare una serie di requisiti formali e documentali. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico bancario o postale parlante, riportando i dati richiesti dalla normativa. Occorre inoltre conservare tutte le fatture e la documentazione tecnica relativa ai dispositivi installati, insieme alle certificazioni rilasciate dal produttore e dall’installatore.

Fondamentale è anche la trasmissione all’ENEA, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, dei dati relativi all’intervento. Senza questo passaggio, l’accesso all’incentivo non è garantito. Un ulteriore requisito riguarda il titolo sull’immobile: l’intervento deve essere effettuato su un edificio detenuto in proprietà, affitto o altro titolo idoneo.

La prospettiva per le abitazioni in Sardegna

In Sardegna, dove i costi per l’energia elettrica sono mediamente più alti rispetto al resto d’Italia, la gestione dei consumi energetici è una priorità per famiglie e imprese: l’adozione di impianti smart rappresenta un passo avanti verso una edilizia moderna, sicura e sostenibile. Le imprese certificate che operano nel settore edilizio e impiantistico hanno oggi un ruolo strategico, perché possono accompagnare i cittadini nella scelta delle soluzioni più adatte e nella corretta gestione degli adempimenti burocratici.

L’esperienza di Global nel ramo della domotica

Grazie alla sua esperienza pluridecennale, Global si propone come partner affidabile per interventi di costruzione e riqualificazione energetica in ottica smart. L’azienda promuove un’edilizia integrata, tecnologica e sostenibile, collaborando con progettisti, fornitori e clienti per garantire soluzioni efficienti e durature. Investire nella domotica e nello smart building non è solo una scelta responsabile, ma un’opportunità concreta per aumentare il valore del proprio immobile e contribuire attivamente alla transizione energetica.

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Conto Termico

Conto Termico 3.0: incentivi edilizi per riqualificazione ed efficienza energetica

Il Conto Termico 3.0, in attesa di entrare ufficialmente in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, rappresenta un passo avanti decisivo nelle politiche di efficienza energetica in Italia. Con un budget annuo di 900 milioni di euro, la nuova misura prevede importanti novità anche per il settore edilizio e amplierà gli interventi ammissibili offrendo importanti incentivi.

Di cosa si tratta? Il Conto Termico 3.0 è il nuovo incentivo gestito dal GSE che mira a promuovere l’efficienza energetica e l’uso delle rinnovabili con rimborsi diretti fino al 65% delle spese. Introduce novità significative, ampliando platea dei beneficiari (inclusi enti del Terzo Settore) e consentendo anche l’installazione congiunta di fotovoltaico con accumulo e colonnine di ricarica, con un tetto di spesa annuo di 900 milioni di euro. Le domande si presentano sul portale del GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori, e il contributo viene erogato direttamente dal gestore. 

Chi può accedere? Privati cittadini e imprese, Pubbliche Amministrazioni, Enti del Terzo Settore. 

La principale innovazione in materia edilizia riguarda l’apertura agli interventi di riqualificazione per immobili del terziario, purché dotati di impianto di climatizzazione. Gli incentivi coprono una vasta gamma di opere, tra cui l’isolamento termico delle superfici opache, la sostituzione di infissi, l’installazione di sistemi di schermatura solare e l’efficientamento degli impianti di illuminazione interna ed esterna. È prevista anche la possibilità di trasformare gli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero” (nZEB), in linea con le normative europee.

Grande attenzione viene data alle tecnologie di building automation, come sistemi di termoregolazione, contabilizzazione del calore e gestione automatizzata degli impianti termici ed elettrici, strumenti ormai fondamentali per una gestione intelligente e sostenibile degli edifici. Un altro elemento di rilievo è la possibilità di installare colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, purché integrate con pompe di calore, a conferma della visione integrata di transizione ecologica promossa dal decreto.

Per i Comuni sotto i 15 mila abitanti, gli incentivi possono arrivare al 100% delle spese ammissibili. Sarà in questo modo favorita la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e la riduzione dei consumi energetici. Anche i privati potranno beneficiare del meccanismo, con rimborsi immediati alternativi alle detrazioni fiscali, semplificando l’accesso ai contributi.

Il Conto Termico 3.0 diventerà quindi uno strumento strategico per l’edilizia in Sardegna, utile per migliorare l’efficienza energetica e per rilanciare interventi di riqualificazione sostenibile che coniugano risparmio, innovazione e tutela ambientale.

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Per ogni progetto edile in Sardegna, piccolo o grande che sia, la nostra priorità è costruire valore duraturo nel rispetto delle regole, dell’ambiente e delle persone. Contattaci per una consulenza o per un preventivo!

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Barriere architettoniche

Bonus barriere architettoniche: ultime opportunità per le detrazioni fino al 75% anche in Sardegna

Il bonus 75% per l’eliminazione delle barriere architettoniche si avvia alla conclusione. Salvo proroghe dell’ultimo minuto, l’agevolazione terminerà il 31 dicembre 2025, offrendo ancora pochi mesi di tempo a chi desidera realizzare interventi di accessibilità negli edifici. Dal 2026, infatti, la misura confluirà nel bonus ristrutturazioni, con aliquote più basse e differenziate.

Cos’è il bonus 75% barriere architettoniche

Il bonus consiste in una detrazione Irpef e Ires pari al 75% delle spese sostenute per la rimozione delle barriere architettoniche. Possono usufruirne persone fisiche, condomìni e imprese che effettuano i pagamenti tramite bonifico parlante entro la fine del 2025.

I tetti di spesa previsti sono:

  • fino a 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità immobiliari indipendenti;

  • fino a 40.000 euro per unità in edifici da due a otto appartamenti;

  • fino a 30.000 euro per unità in edifici con più di otto appartamenti.

La detrazione viene recuperata in cinque rate annuali di pari importo.

Il bonus prevede alcune limitazioni per i redditi superiori a 75.000 euro, con importi base ridotti e coefficienti legati al numero di figli a carico. Una misura che rende più selettivo l’accesso alle detrazioni, pur garantendo agevolazioni mirate alle famiglie.

Interventi agevolati

Gli interventi ammessi riguardano scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici, purché rispettino i requisiti del DM 236/1989 e siano asseverati da tecnici abilitati.

In Sardegna, dove molti edifici datati non sono pienamente accessibili, questa agevolazione rappresenta un’occasione importante per riqualificare il patrimonio edilizio e migliorare la vivibilità sia negli immobili privati che in quelli condominiali.

Cosa succede dal 2026

Dal 1° gennaio 2026, l’agevolazione sarà assorbita dal bonus ristrutturazioni:

  • detrazione del 36% per lavori sulla prima casa;

  • detrazione del 30% per le altre abitazioni.

Il tetto massimo di spesa sarà di 96.000 euro fino al 2027, mentre dal 2028 al 2033 scenderà a 48.000 euro con aliquota unica al 30%.

Questa transizione segna un cambio di passo importante: solo i proprietari e i titolari di diritti reali di godimento potranno accedere all’aliquota maggiore, mentre locatari e comodatari avranno diritto solo al 30%.

Un’opportunità per l’edilizia in Sardegna

Per le imprese edili sarde, come Global Società Cooperativa, il bonus barriere architettoniche è stato un incentivo determinante per promuovere cantieri inclusivi e sostenibili. In una regione dove il patrimonio immobiliare è spesso datato e necessita di adeguamenti, la possibilità di usufruire della detrazione al 75% ha favorito interventi di riqualificazione che hanno migliorato l’accessibilità di abitazioni private, strutture pubbliche e condomìni.

Con l’arrivo delle nuove regole dal 2026, sarà comunque fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e ad imprese certificate, in grado di seguire i lavori secondo le normative e di garantire il corretto accesso alle agevolazioni fiscali.

Global Società Cooperativa, con la propria esperienza nel settore edile e nelle ristrutturazioni in Sardegna, rappresenta un punto di riferimento per chi desidera approfittare delle ultime opportunità del 2025 offerte dal bonus barriere architettoniche e pianificare gli interventi futuri in un’ottica di qualità e sicurezza.

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Impianti elettrici in Sardegna

Impianti elettrici certificati e norma CEI 64-8: i 3 livelli delle dotazioni impiantistico-funzionali

Da una recente indagine nel settore edilizia e impiantistica è emerso che in Italia circa 12 milioni di appartamenti sono ancora dotati di impianti elettrici non a norma. Questo dato è allarmante se si considera che gli incidenti domestici e i guasti dovuti a malfunzionamenti elettrici raggiungono ogni anno circa 45.000 casi.

Quando si parla di ristrutturazioni edilizie e di realizzazione di impianti elettrici civili a norma di legge, anche per uso domestico, è fondamentale fare riferimento a normative specifiche che garantiscano sicurezza ed efficienza, evitando rischi per le persone e per le abitazioni. In questo articolo analizziamo la norma CEI 64-8, punto di riferimento in Italia per la progettazione e l’installazione degli impianti elettrici civili.

Norma CEI 64-8

La norma di riferimento per la realizzazione di un impianto elettrico civile è la CEI 64-8. Essa raccoglie le disposizioni legislative che riguardano il progetto, la posa in opera e la verifica degli impianti. L’obiettivo è garantire non solo la conformità normativa, ma soprattutto la sicurezza degli ambienti abitativi.

Dal 1° marzo 2019 è entrata in vigore la Variante 5 della CEI 64-8, che ha introdotto nuove linee guida per l’allineamento delle norme nazionali alle direttive europee. Inoltre, sono state definite le prestazioni minime che devono avere gli impianti elettrici, un passaggio cruciale per garantire qualità e sicurezza nelle abitazioni moderne.

I livelli minimi delle dotazioni impiantistico-funzionali

I livelli rappresentati dalla normativa CEI 64-8 sono tre:

– nel Livello 1 rientra la predisposizione di un impianto elettrico provvisto delle dotazioni minime obbligatorie, per la conformità ai sensi della CEI 64-8; inoltre, in tal modo verrà data una garanzia circa la sicurezza dello stesso e la sua (seppur minima) funzionalità;

– nel livello 2 rientrano gli impianti realizzati con un numero maggiore di prese di corrente e di circuiti, oltre al citofono e ai dispositivi di controllo dei carichi elettrici;

– al livello 3, infine, vengono inseriti gli impianti innovativi, cioè quelli scomposti in diverse sezioni e dotati, magari, anche di domotica.

Questa ripartizione delle dotazioni degli impianti elettrici è utile non solo all’elettricista che dovrà realizzare il progetto e rilasciare la certificazione di conformità, ma anche al committente il quale, avendo chiari i vari livelli, potrà operare una scelta sul tipo di intervento da far svolgere al professionista.

Ecco una semplice schematizzazione per ogni livello, con l’indicazione delle dotazioni minime che l’elettricista dovrà installare.

Livello 1

Il primo livello rappresenta la dotazione minima richiesta per ottenere la certificazione di conformità. La norma CEI 64-8 stabilisce che ogni stanza debba essere dotata di un numero minimo di prese, punti luce e collegamenti.

Per un appartamento di dimensioni inferiori ai 50 mq, l’elettricista dovrà predisporre un impianto elettrico a due circuiti: ciò significa che dal quadro generale dovrà partire un cavo che alimenta un magnetotermico / differenziale per la linea della luce (quindi i lampadari e le luci in generale) e un magnetotermico / differenziale per la linea delle prese.

Se l’appartamento è più grande rispetto al primo, ma non supera i 75 mq, i circuiti dovranno essere almeno tre: dal contatore generale, quindi, partiranno un magnetotermico / differenziale dedicato esclusivamente all’ambiente cucina e un magnetotermico / differenziale che a sua volta suddividerà la linea ad altri due magnetotermici / differenziali per la luce e per le prese.

Passando ai singoli dispositivi, in conclusione, nell’ingresso andranno previsti almeno una presa, un punto luce, stessa cosa per il corridoio e il ripostiglio. Per le camere da letto, a seconda della dimensione, occorreranno dalle 4 alle 6 prese, 1 o 2 punti luce e almeno una presa tv. Nella cucina, invece, potranno essere installare dalle 2 alle 4 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura) e almeno un punto luce e un punto antenna. In bagno risultano necessarie almeno 2 prese e 2 punti luce (uno per lo specchio e uno per il soffitto). Infine, andranno predisposti i punti luce esterni (uno per il balcone e uno sulla porta d’ingresso) e una presa per il telefono.

Livello 2

Il secondo livello prevede un impianto elettrico potenziato, con più prese e punti luce rispetto al livello base. Viene introdotta anche la predisposizione per sistemi di sicurezza come allarmi, citofoni e videocitofoni.

Perciò, rispetto al primo livello avremmo un numero maggiore di prese e punti luce: per le camere da letto, a seconda della dimensione, verranno installate dalle 5 alle 8 prese, 2 o 3 punti luce e almeno una presa tv; nella cucina saranno presenti dalle 2 alle 6 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura), 2 punti luce e un punto antenna, mentre nel bagno la predisposizione è identica al livello base, quindi 2 prese e 2 punti luce.

Per quanto riguarda i circuiti, questi, a seconda della dimensione dell’appartamento, saranno minimo 3 (per aree fino ai 75 mq) e massimo 6 (per aree maggiori di 125 mq).

Livello 3

Il terzo livello è quello degli impianti elettrici domotici, progettati per garantire la massima efficienza e sicurezza. Oltre alle dotazioni classiche, consentono il controllo da remoto delle diverse zone della casa: gestione delle luci, regolazione della temperatura, monitoraggio dei consumi e controllo dei sistemi di sicurezza.

Un impianto elettrico civile domotico oltre a comprendere i dispositivi classici, quali prese e punti luce, vede la presenza di supporti di comunicazione atti al contrasto delle intrusioni di estranei in casa, della gestione e del controllo delle luci, della regolazione della temperatura degli ambienti e per la verifica dei carichi.

Inoltre, con un impianto di tale livello è possibile anche gestire ogni singolo ambiente, quindi, chiudere o aprire la tapparella di una stanza, spegnere e accendere la luce, diffondere la musica e collegare anche dispositivi di sicurezza quali i sistemi anti allagamento e di rilevazione fughe di gas.

Impiantistica in Sardegna: affidati ai professionisti di Global

Conoscere i requisiti della norma CEI 64-8 è fondamentale per chi deve affrontare lavori di ristrutturazione edilizia o installazione di un nuovo impianto elettrico civile. Affidarsi a imprese certificate come Global Società Cooperativa, che operano con professionalità e nel pieno rispetto delle normative vigenti, è la scelta migliore per garantire sicurezza, qualità e valore agli immobili. dContattaci per una consulenza gratuita: trasformeremo insieme la tua casa in un luogo da vivere al meglio.

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