Il settore dell’edilizia si prepara a un importante aggiornamento normativo che riguarda l’efficienza energetica degli edifici. Dal 3 giugno 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo Decreto Requisiti Minimi, che aggiorna il DM 26 giugno 2015 introducendo criteri più stringenti per la progettazione energetica degli edifici e per gli interventi di ristrutturazione.

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, è stato adottato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa. L’obiettivo è migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano, promuovere l’uso delle fonti rinnovabili e favorire la diffusione di tecnologie innovative come le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

Per imprese edili, progettisti e professionisti del settore delle costruzioni, le nuove regole rappresentano un passaggio fondamentale perché introducono criteri più rigorosi nella progettazione dell’involucro edilizio, nella gestione degli impianti e nel controllo delle dispersioni energetiche.

Prestazioni energetiche degli edifici: cosa cambia con il nuovo decreto

Il nuovo DM Requisiti Minimi aggiorna i criteri utilizzati per calcolare la prestazione energetica degli edifici, che viene determinata sulla base dell’energia annuale necessaria per garantire il funzionamento standard dell’immobile.

Nel calcolo vengono considerati i fabbisogni energetici legati al riscaldamento, al raffrescamento, alla ventilazione e alla produzione di acqua calda sanitaria. Negli edifici non residenziali rientrano anche i consumi per illuminazione, ascensori e scale mobili.

Un aspetto importante riguarda il contributo delle fonti rinnovabili prodotte direttamente nell’edificio, come impianti fotovoltaici o solare termico. L’energia prodotta in loco può infatti contribuire alla copertura del fabbisogno energetico dello stesso vettore fino alla completa compensazione.

Il decreto aggiorna inoltre le norme tecniche utilizzate per il calcolo energetico introducendo nuovi riferimenti, tra cui UNI/TS 11300-5, UNI/TS 11300-6 e UNI EN 15193, che riguardano anche la valutazione dell’illuminazione negli edifici.

Maggiore attenzione all’involucro edilizio e ai ponti termici

Uno degli elementi centrali del nuovo decreto riguarda il miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio, cioè l’insieme delle strutture che separano l’ambiente interno da quello esterno.

Particolare attenzione viene dedicata ai ponti termici, punti dell’edificio in cui si verificano dispersioni di calore più elevate rispetto alle superfici circostanti. Il decreto introduce una definizione tecnica più precisa di ponte termico e richiede che, negli interventi di ristrutturazione importanti di secondo livello, la verifica della trasmittanza termica delle strutture tenga conto anche di questi fenomeni.

Questa impostazione consente una valutazione più realistica delle dispersioni energetiche e favorisce soluzioni costruttive più efficienti, capaci di migliorare il comfort abitativo e ridurre i consumi energetici.

Il decreto introduce inoltre verifiche più rigorose relative alla formazione di muffe e condense all’interno delle strutture e richiede soluzioni progettuali che limitino il surriscaldamento estivo, attraverso tecniche di progettazione passiva e l’utilizzo di materiali o tecnologie adeguate.

Nuove regole per gli interventi su edifici nuovi ed esistenti

Il decreto distingue chiaramente tra diverse tipologie di intervento edilizio, applicando requisiti energetici specifici a seconda della natura dell’intervento.

Le nuove costruzioni comprendono non solo gli edifici realizzati ex novo, ma anche gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli ampliamenti significativi superiori al 15% del volume esistente o a 500 metri cubi climatizzati.

Le ristrutturazioni importanti riguardano invece interventi sull’involucro edilizio che interessano oltre il 25% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio. In questi casi il decreto distingue tra ristrutturazioni di primo livello, che coinvolgono oltre il 50% dell’involucro e l’intero impianto termico, e ristrutturazioni di secondo livello, che interessano porzioni più limitate dell’edificio.

Le riqualificazioni energetiche, invece, comprendono gli interventi più circoscritti, come la sostituzione di generatori di calore o il miglioramento di singoli componenti edilizi.

Questa classificazione consente di applicare requisiti energetici proporzionati alla tipologia di intervento, garantendo comunque un progressivo miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

Edifici a energia quasi zero e integrazione delle rinnovabili

Il decreto rafforza il ruolo degli edifici a energia quasi zero (NZEB), che rappresentano uno degli obiettivi principali delle politiche energetiche europee.

Gli edifici NZEB devono garantire prestazioni energetiche molto elevate e coprire una parte significativa del proprio fabbisogno energetico tramite fonti rinnovabili. Questo comporta una progettazione integrata che coinvolge l’involucro edilizio, gli impianti tecnologici e i sistemi di produzione di energia.

Tra le soluzioni più diffuse rientrano impianti fotovoltaici, pompe di calore ad alta efficienza, sistemi di accumulo energetico e tecnologie di gestione intelligente degli impianti.

Ricarica dei veicoli elettrici negli edifici

Una delle novità più interessanti introdotte dal nuovo decreto riguarda la predisposizione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici negli edifici dotati di parcheggi.

Il provvedimento stabilisce specifiche prescrizioni tecniche per la realizzazione dei punti di ricarica, distinguendo tra edifici residenziali e non residenziali e tra parcheggi pubblici e privati.

Queste misure si inseriscono nella strategia europea per la diffusione della mobilità elettrica e puntano a favorire l’integrazione tra edifici, infrastrutture energetiche e sistemi di trasporto sostenibili.

Efficienza energetica e riqualificazione del patrimonio edilizio

L’aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi rappresenta un passo importante verso un’edilizia più efficiente e sostenibile. Le nuove regole spingono infatti verso edifici meglio isolati, impianti più efficienti e una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.

Per imprese edili qualificate come Global Società Cooperativa, che operano nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni con standard certificati di qualità, queste norme rappresentano anche un’opportunità per migliorare ulteriormente la qualità degli interventi e contribuire alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.

Investire in edifici più efficienti significa non solo ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO₂, ma anche migliorare il comfort abitativo, aumentare il valore degli immobili e costruire un patrimonio edilizio più sostenibile per il futuro.

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