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Ristrutturare casa, perché la primavera è il momento perfetto per iniziare i lavori

La primavera è da sempre simbolo di rinascita naturale dopo i mesi freddi e bui dell’inverno. Anche tante famiglie ripartono con progetti e propositi per la bella stagione: anche chi ha in mente una bella ristrutturazione della propria casa solitamente aspetta la primavera.

Non è un caso: in questo articolo, infatti, esploreremo i vantaggi di intraprendere una ristrutturazione in primavera, partendo dal clima favorevole fino ad esaminare la crescita stagionale del mercato immobiliare.

Le condizioni atmosferiche favorevoli

I mesi primaverili e quelli estivi sono ideali per dedicarsi al rinnovamento degli esterni, grazie alle giornate più lunghe, alle piogge meno frequenti e a temperature più calde che favoriscono la corretta asciugatura dei materiali e delle tinte. Inoltre il terreno è generalmente più morbido dopo le piogge autunnali e invernali:  questo consente di avviare con maggior facilità (e con un notevole risparmio di tempo e quindi di denaro) progetti che prevendono scavi importanti, come la costruzione di una piscina esterna.

Anche il rinnovamento di un giardino dopo i lavori all’esterno è consigliabile in primavera: si tratta del periodo migliore per piantare fiori, arbusti e alberi nuovi nelle aiuole appena realizzate.

Gli impegni familiari

Un fattore spesso sottovalutato quando si programmano lavori edili, è il loro impatto sugli impegni in famiglia e sul lavoro. La primavera è il periodo ideale, tra i mesi “caldi”, perché le famiglie non sono ancora alle prese con le vacanze estive e si possono gestire meglio le incombenze familiari. Questo rende possibile dedicare la massima attenzione ai progetti e ai lavori in corso, evitando interruzioni o distrazioni nei momenti cruciali.

Il mercato immobiliare

La bella stagione solitamente coincide anche con il periodo di maggiore fermento del mercato immobiliare. Per questo, se il vostro progetto è di ristrutturare un immobile per poi rivenderlo, è consigliabile prevedere l’avvio e la conclusione dei lavori nei mesi primaverili. Avere a disposizione una casa appena ristrutturata e rifinita nel momento di massima richiesta, incrementa le percentuali di successo nella vendita e consente di massimizzare i guadagni.

Attenzione ai tempi dei lavori

Se si avvia una ristrutturazione con un progetto di grande portata, è consigliabile pianificare un periodo adeguato per essere sicuri di riuscire a completare i lavori nei tempi prestabiliti o comunque entro la fine della bella stagione. Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo: spesso accade che la ristrutturazione della casa richieda più tempo del previsto ed è fondamentale evitare l’inverno o comunque una stagione piovosa.

Le condizioni atmosferiche sfavorevoli possono impedire il completamento del lavoro, danneggiare i materiali o compromettere le lavorazioni parziali. Rinnovare gli esterni in primavera permetterà ai materiali di maturare e asciugare nei tempi giusti, anche qualora qualche imprevisto facesse prolungare i lavori durante i mesi estivi.

Vuoi ristrutturare la tua casa in primavera?

Se hai in programma lavori di ristrutturazione o di nuova costruzione di un immobile contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta la Sardegna.

Impianto idraulico: com’è fatto e quando occorre intervenire

La ristrutturazione di un impianto idraulico è un’operazione estremamente delicata che richiede l’intervento di un esperto del settore. Si potrebbe pensare che la sostituzione di un tubo del bagno o del collegamento di una lavastoviglie non abbiano impatto sull’intera casa, ma purtroppo non è così.

L’impianto idraulico comprende tutte le parti che gestiscono la fornitura e lo smaltimento dell’acqua all’interno dell’edificio, e tutte queste parti sono connesse tra loro. Perciò, intervenendo maldestramente anche in un solo punto, si rischia di compromettere l’intero impianto e affrontare costi di ristrutturazione ben maggiori di quelli previsti.

In questa guida vedremo come è composto un impianto idraulico domestico.

Struttura dell’impianto idraulico: cos’è e come funziona?

Prima di pensare agli eventuali interventi di ristrutturazione dell’impianto idraulico è importante conoscerne la sua struttura di base. Avere una conoscenza generale può aiutare a capire quali sono le criticità del proprio impianto e se è necessario intervenire o meno.

L’impianto idraulico parte dal contatore, che si trova all’interno dell’abitazione o più spesso all’esterno. Da qui, parte un tubo di adduzione, al quale è collegata una chiave di arresto, che permette di interrompere l’acqua in tutto il circuito. Dal rubinetto principale, partono due tubi: uno che va verso il sistema di riscaldamento dell’acqua, come ad esempio la caldaia, e l’altro che va ai terminali, come rubinetti e docce.

La conduttura che va verso il sistema di riscaldamento può dividersi in due parti: una parte (opzionale) ricircola e serve per scaldare gli ambienti, mentre l’altra parte è indirizzata ai terminali quando viene aperto il rubinetto dell’acqua calda. La rete di scarico, invece, canalizza l’acqua ai punti di raccolta.

Conoscere la struttura dell’impianto idraulico è importante per richiedere un preventivo. Potrebbe essere necessario rifare completamente l’impianto o solo alcune parti: ad esempio adattarlo a una nuova suddivisione degli spazi o predisporre carico e scarico per l’installazione di elettrodomestici come la lavatrice o la lavastoviglie.

Schema impianto idraulico: fondamentale per intervenire

Valutare il tipo di materiale con cui sono state realizzate le tubature è importante per evitare di dover rifare i lavori a breve termine. Richiedere un sopralluogo può aiutare ad individuare eventuali criticità e la necessità di intervenire e capire ad esempio, lo stato delle tubature: se sono molto vecchie è meglio sostituirle subito, rispetto a fare lavori parziali, per poi trovarsi di fronte a problemi più grandi dopo pochi anni.

Il bagno è sicuramente la stanza più critica quando si lavora sull’impianto idraulico e quella che può incidere maggiormente sul costo dell’intervento. Tuttavia, anche la cucina e la lavanderia sono ambienti in cui un buon impianto idraulico è essenziale.

Come individuare le criticità?

Oltre al fattore anagrafico dell’impianto (fino ad una 30ina di anni fa i tubi non venivano isolati e questo potrebbe tradursi in una dispersione di calore e, quindi, di denaro), altri segnali spia sono:

  • segni di danneggiamento al rivestimento del bagno
  • presenza di chiazze di umidità
  • guasti frequenti
  • fuoriuscita da un rubinetto di acqua sporca o troppo calcarea
  • consumi di acqua elevati, spie di perdite occulte

In tutti questi casi sarà necessario un sopralluogo e, spesso, sarà necessario il rifacimento dell’intero impianto o di una sua parte.

Un impianto idraulico realizzato a regola d’arte, dai professionisti del settore come Global Società Cooperativa Sociale, garantisce l’azzeramento di sprechi di acqua (e di denaro) futuri, annullando l’eventualità di imprevisti che richiederebbero la costosa rottura dei pavimenti, posati magari da pochi anni.

 

 

Ristrutturazione, 6 cose da sapere prima di iniziare i lavori

Iniziare l’avventura di una ristrutturazione, sia che si tratti di un appartamento che di un locale commerciale, può essere molto impegnativo, soprattutto se non si progettano meticolosamente tutti i dettagli dei lavori.

Si può ristrutturare per molti motivi: perché l’immobile mostra segni di invecchiamento oppure perché abbiamo bisogno di riadattare gli spazi in base a nuove esigenze. Qualunque sia la causa dell’avvio dei lavori, ci sono almeno 6 cose fondamentali da tenere in considerazione prima di iniziare. In questo articolo spiegheremo quali sono e come la Global possa essere un prezioso alleato nel seguire ogni vostro passo.

1. Avere un progetto

I lavori di ristrutturazione possono essere avviati, come anticipato, perché lo stabile ha bisogno di interventi a causa di un naturale invecchiamento oppure perché si ha bisogno di modifiche strutturali alla disposizione degli ambienti. Nel primo caso, non c’è molto da “progettare”, mentre nel secondo è importante avere le idee ben chiare ancora prima di sedersi a discutere con i professionisti del settore.

In alternativa ci si può sempre affidare a un tecnico specializzato (geometra, architetto o ingegnere) che sappia offrire suggerimenti utili e funzionali. Ad esempio, come riorganizzare gli spazi a norma di legge, valutare la necessità di sostituire gli impianti o che sappia guidarci nella scelta dei materiali. Inoltre un professionista saprà anche guidarci attraverso la giungla di normative e permessi, oltre a darci una stima di tempi e costi dei lavori: dati che saranno utili in fase di contrattazione con la ditta esecutrice!

2. Stabilire un tetto di spesa

Grazie alla consulenza del professionista scelto per la progettazione, potremo capire quale sarà la spesa di massima per la finalizzazione dei lavori. Spesso però, la stima iniziale viene “sforata” a causa di qualche imprevisto, di modifiche non preventivate o emerse in corso d’opera.

La conseguenza è che il preventivo iniziale potrebbe salire e trovarsi dinnanzi a spese aggiuntive. Per questo, è meglio specificare al nostro progettista il limite di spesa da non superare. Mediante un semplice computo metrico si può calcolare il costo dei materiali, della manodopera dell’impresa edile e degli impiantisti, eventuali costi per pratiche e permessi oltre, chiaramente, la parcella del tecnico che ha stilato il nostro progetto.

Attenzione, inoltre, alle spese legate a un eventuale finanziamento o mutuo: anche le spese istruttorie e gli interessi vanno conteggiati all’interno del nostro tetto di spesa complessivo!

3. Verifica dello stato generale dell’immobile

Proprio per evitare delle spese inutili e per calcolare bene quelle necessarie, prima di iniziare i lavori interni di ristrutturazione, è consigliabile verificare lo stato generale dell’immobile, soprattutto se si interviene su un edificio datato. Anche in questo caso, per togliersi ogni dubbio, è opportuno affidarsi a un tecnico esperto che accerti che la struttura possa affrontare i nostri lavori (in particolare eventuali demolizioni di muri interni) senza danni.

Il check-up da parte del professionista consentirà di capire se è necessario rinforzare i muri portanti, oppure ristrutturare il tetto, impermeabilizzare la casa o isolarla termicamente con un cappotto. Tutti interventi che – se necessari – è meglio fare col cantiere avviato, piuttosto che tralasciarli e trovarsi costretti a intervenire dopo pochi anni (con danni anche agli interni e dunque spese ulteriori).

4. Scegliere con cura l’impresa edile

Qui giochiamo in casa e saremo un po’ di parte, inevitabilmente. Per i tuoi lavori di ristrutturazione in Sardegna non possiamo che consigliarti di affidarti a Global Società Cooperativa. Se ancora non ci conosci, puoi dare uno sguardo ai nostri lavori oppure leggere il nostro blog con tutte le ultime notizie e suggerimenti nel campo dell’edilizia.

In ogni caso, il passaparola è sempre l’arma più efficace: se conosci qualcuno che si è affidato alla nostra impresa, puoi sempre ottenere una “recensione” in tempo reale chiedendo tutte le informazioni che ti interessano. Un cliente soddisfatto sarà sempre lieto di consigliarti una ditta con cui si è trovato bene!

5. Permessi edilizi

Una delle criticità più difficili da gestire in autonomia è la parte relativa ai permessi. Bisogna informarsi presso il Comune di pertinenza (o ancora una volta, affidarsi a un professionista esperto) per sapere se ci sono dei permessi particolari da richiedere in base agli interventi in progetto.

In generale, per gli interventi di manutenzione ordinaria come la sostituzione di finiture già esistenti non è necessario alcun tipo di permesso. Per i lavori di manutenzione straordinaria leggera, ovvero spostamenti di muri non portanti, sostituzione di fognature, frazionamento di unità immobiliari (a patto di non modificare il volume totale e la destinazione d’uso) il tecnico professionista dovrà richiedere la Cila (comunicazione di inizio lavori asseverata). Per interventi su parti strutturali portanti dell’edificio, ad esempio l’abbattimento di pilastri, travi e solai, il rifacimento del tetto, è invece necessario richiedere il permesso di costruire o Scia (segnalazione certificata di inizio attività).

6. Risparmiare con i bonus edilizi

Sfruttare i numerosi bonus statali dedicati all’edilizia può consentire di recuperare buona parte dei soldi investiti per una ristrutturazione, se si rispettano determinate condizioni.

Nell’articolo “Edilizia, ristrutturazioni e bonus: tutte le novità del 2023”abbiamo passato in rassegna tutti gli incentivi statali validi nell’anno solare. Si va dal Bonus Ristrutturazione al Bonus Facciate, passando per il nuovo Superbonus 90%, senza dimenticare Ecobonus, Bonus Verde e Bonus Mobili.

Grazie a questi utili bonus si riesce a rientrare, in media, di almeno la metà delle spese sostenute. Un grande aiuto, dunque, per chi decide di investire sulla propria casa con una ristrutturazione importante.

Superbonus, la Regione Sardegna pronta ad acquistare i crediti fiscali

La Sardegna, prima regione d’Italia a entrare nella partita Superbonus per sbloccare i crediti di imposta incagliati nelle maglie della burocrazia, diventa un esempio da seguire a livello nazionale. Le modalità di attuazione e le condizioni dell’acquisto dei crediti edilizi di bonus, superbonus 110% ed ecobonus saranno messe a punto con una delibera di Giunta dopo che la Regione, attraverso la Finanziaria, ha messo a disposizione la propria capienza fiscale per acquistare i crediti, stimata potenzialmente in 40-50 milioni di euro al mese.

La misura rappresenta il secondo intervento della Regione, che già, grazie al Sardinia Fintech attivato dal Centro Regionale di Programmazione e dalla Sfirs, aveva liberato liquidità (sotto forma di anticipazioni finanziarie da rimborsare con i crediti fiscali) per sostenere famiglie e imprese in una misura, il superbonus, che ha prodotto in Sardegna un totale di investimenti ammessi a detrazione pari a oltre 1 miliardo e 983 milioni di euro suddivisi in investimenti su edifici condominiali, edifici unifamiliari e unità immobiliari indipendenti (Enea, rapporto di dicembre). Oltre 250 milioni di euro, divisi su tre tranche di finanziamento, sono infatti attualmente in istruttoria per la liquidazione delle domande presentate sulla linea B-Credito di Filiera Superbonus 110% del Fondo Sardinian Fintech, gestito da Sfirs, a fronte di 380 milioni di credito fiscale previsti.

Dopo l’anticipazione dei crediti fiscali operata attraverso la finanziaria regionale, arriva ora il programma di acquisto della Regione che mette a disposizione degli operatori privati del mercato la propria capacità fiscale per l’acquisizione dei crediti che poi compenserà nei propri F24.

“La Sardegna è la Regione che durante l’emergenza ha investito maggiori risorse proprie per la ripresa, e con ogni strumento a disposizione, finanziario e normativo, si è posta come obiettivo quello di sostenere il rilancio e la competitività delle aziende. Le novità introdotte con la Finanziaria vanno in questa direzione e testimoniano la volontà di continuare a sostenere e rafforzare la crescita del sistema economico sardo”, ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas. “La Regione è al fianco delle imprese di ogni comparto e pronta a recepirne le istanze dando anima e corpo a provvedimenti che possano alleggerire il peso della crisi e delle difficoltà legate al momento storico che stiamo vivendo – ha aggiunto l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino – Con la norma inserita in Finanziaria rafforziamo le ricadute di carattere ambientale, sociale ed economiche relative alle diverse misure legate ai bonus edilizi, in particolare al Superbonus”.

La Regione riconoscendo la valenza strategica delle agevolazioni fiscali nell’ultima finanziaria ha quindi posto le basi per attivare un programma di acquisto di crediti da portare direttamente a compensazione dalla stessa Regione. Così facendo punta a favorire la circolazione dei crediti di imposta alleggerendo il portafoglio di crediti degli ultimi concessionari in modo che possano riprendere un programma di acquisti della stessa tipologia a favore delle famiglie e delle imprese e a liberare la potenziale liquidità del sistema delle imprese edilizie e della filiera associata attualmente bloccata in crediti che non trovano collocazione  in modo da favorirne la ripresa delle attività.

Sempre con la Finanziaria, accanto alle operazioni di acquisizione dei crediti, la Regione ha promosso anche un programma di garanzie pubbliche a favore delle imprese e dei privati: sarà infatti attivato  un programma di garanzia e controgaranzie per favorire  la negoziazione dei crediti tra soggetti privati nei limiti consentiti dalle norme e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.