Archives for Ottobre 2025

Ristrutturare casa in Sardegna: 6 consigli per risparmiare affidandosi a un’impresa certificata

Ristrutturare la propria abitazione è un investimento importante, ma non deve trasformarsi necessariamente in una spesa fuori controllo. Pianificare con intelligenza, informarsi e affidarsi a professionisti qualificati può fare la differenza tra un cantiere caotico e un intervento efficace, duraturo e conveniente. Global Società Cooperativa, impresa edile certificata con sede a San Gavino Monreale, propone sei consigli pratici per chi vuole ristrutturare casa in Sardegna risparmiando senza rinunciare alla qualità.

1. Ricerca degli incentivi

Il primo passo per contenere i costi è informarsi sui bonus e incentivi per le ristrutturazioni. Oggi sono disponibili diverse agevolazioni fiscali per interventi di riqualificazione edilizia, efficienza energetica e messa in sicurezza sismica. Spesso, molti proprietari non sanno di poter usufruire di detrazioni fino al 50% o 65%, o di finanziamenti agevolati previsti a livello regionale. Un’impresa certificata come Global Società Cooperativa può aiutare a individuare l’incentivo giusto e gestire la parte tecnica e documentale, evitando errori e perdite di tempo.

2. Interventi alternativi e soluzioni intelligenti

Non sempre è necessario demolire tutto per ottenere un buon risultato. Con una corretta progettazione, si possono realizzare interventi mirati che garantiscono risparmi senza compromettere la qualità del lavoro. Ad esempio, è possibile posare un nuovo pavimento sopra quello esistente o predisporre gli impianti per futuri ampliamenti, come l’installazione di climatizzatori o sistemi domotici. Questo approccio permette di ridurre tempi e costi, mantenendo un’elevata efficienza funzionale ed estetica.

3. Acquisti diretti, ma con consulenza tecnica

Acquistare direttamente alcuni materiali o apparecchiature (come caldaie, condizionatori o rubinetteria) può ridurre i costi, ma è fondamentale farlo con la supervisione di un tecnico qualificato. Un’impresa certificata può consigliare prodotti compatibili con gli impianti, verificare le schede tecniche e garantire un’installazione a regola d’arte. In questo modo si evitano errori costosi e problemi futuri di conformità o sicurezza.

4. Scegliere l’impresa giusta

Affidarsi a una società edile con certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e attestazione SOA è la migliore garanzia di professionalità, qualità e trasparenza. Global, ad esempio, opera in tutta la Sardegna seguendo standard rigorosi in materia di gestione della qualità, sicurezza ambientale e qualificazione tecnica. Una corretta pianificazione del computo metrico e un preventivo dettagliato evitano imprevisti e consentono un reale confronto tra offerte.

5. Fai da te? Solo se sei davvero esperto

Il “fai da te” può sembrare una soluzione economica, ma spesso porta a errori che costano più delle lavorazioni professionali. Imbiancare male, posare piastrelle in modo scorretto o manomettere impianti può compromettere la sicurezza e aumentare le spese future. Meglio lasciare che professionisti esperti si occupino di ciò che richiede competenze tecniche specifiche, garantendo risultati durevoli e certificati.

6. Non rimandare gli interventi necessari

Rinviare lavori importanti come la sostituzione degli infissi, il rifacimento dell’impianto elettrico o la manutenzione strutturale può sembrare un risparmio immediato, ma comporta costi più elevati nel tempo. È sempre consigliabile intervenire in un’unica fase, evitando di aprire più volte il cantiere e di duplicare costi tecnici e amministrativi.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Ristrutturare casa in Sardegna con un budget limitato è possibile, ma serve metodo, competenza e la giusta guida. Affidarsi a un’impresa certificata come Global significa scegliere la sicurezza, la trasparenza e la qualità, risparmiando davvero — non solo nel breve periodo, ma anche nel tempo.

Contatti aziendali:
Global Società Cooperativa
Telefono: 070.2348800
Email: info@globalsocietacooperativa.com

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Comprare o vendere casa: cosa cambia con la nuova direttiva europea sull’efficienza energetica

Il mercato immobiliare europeo sta attraversando una trasformazione profonda. Con l’entrata in vigore della Direttiva (UE) 2024/1275 sull’efficienza energetica degli edifici, l’Unione Europea punta a ridurre drasticamente le emissioni e i consumi, tracciando un percorso chiaro verso la neutralità climatica entro il 2050.

Secondo i dati ufficiali, gli edifici sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. È per questo che la nuova normativa europea rappresenta una vera svolta: dal 2030, tutte le nuove costruzioni dovranno essere a emissioni zero, mentre gli immobili già esistenti saranno progressivamente soggetti a interventi di riqualificazione energetica obbligatori.

Per chi intende comprare o vendere casa, queste regole avranno un impatto diretto sul valore degli immobili. Le abitazioni con classi energetiche basse rischiano di subire una svalutazione significativa o di diventare difficilmente vendibili e affittabili, mentre gli edifici efficienti e certificati diventeranno sempre più richiesti e competitivi sul mercato.

Ma cosa significa esattamente “edificio a emissioni zero”? Si tratta di un immobile che, grazie a tecniche costruttive avanzate e all’utilizzo di fonti rinnovabili come il fotovoltaico, riesce a coprire integralmente il proprio fabbisogno energetico senza produrre emissioni di CO₂.

Le conseguenze saranno importanti anche per costruttori, progettisti e imprese edili, chiamati ad adeguarsi a nuovi standard costruttivi e a una domanda sempre più orientata verso la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica.

Per questo motivo, affidarsi a imprese certificate e qualificate, come Global Società Cooperativa, diventa una scelta fondamentale. L’azienda, attiva in tutta la Sardegna, opera nel settore dell’edilizia e delle ristrutturazioni con certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e attestazione SOA, garanzia di competenza e conformità ai requisiti europei.

La direttiva UE sull’efficienza energetica cambierà il modo di costruire, ristrutturare e abitare: agire per tempo significa tutelare il valore del proprio immobile e contribuire concretamente alla transizione ecologica.

Cosa prevede la Direttiva (UE) 2024/1275: gli obiettivi europei per l’efficienza energetica degli edifici

Approvata il 24 aprile 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea l’8 maggio dello stesso anno, la Direttiva (UE) 2024/1275 segna un punto di svolta per il settore edilizio. Il suo obiettivo principale è la decarbonizzazione completa del patrimonio edilizio europeo entro il 2050, per trasformare ogni edificio in una struttura a emissioni zero.

La nuova normativa fissa tre tappe chiave che scandiscono la transizione energetica del continente:

Dal 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero, mediante l’adozione di tecnologie sostenibili e materiali ad alte prestazioni energetiche.
Dal 2030, l’obbligo verrà esteso a tutti i nuovi edifici, sia pubblici che privati, con la fine della costruzione di immobili alimentati da fonti fossili.
Entro il 2050, l’intero parco immobiliare esistente dovrà essere riqualificato e convertito in edifici a emissioni zero, attraverso un processo di ristrutturazione energetica graduale e obbligatoria.

La Direttiva 2024/1275 non mira solo a ridurre le emissioni di CO₂, ma anche a promuovere l’uso delle energie rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica degli edifici e contrastare la povertà energetica, sostenendo le famiglie nella riduzione dei consumi e dei costi in bolletta.

Si tratta di una trasformazione profonda e complessa, che coinvolgerà non soltanto costruttori e progettisti, ma anche milioni di proprietari di immobili chiamati ad adeguarsi ai nuovi standard europei. Una sfida che richiederà interventi tecnici mirati, investimenti strutturali e il supporto di imprese edili qualificate, come Global Società Cooperativa, in grado di garantire lavori conformi alle normative e certificati secondo i più alti standard di qualità.

Cosa significa davvero “edificio a zero emissioni” secondo la direttiva europea 2024/1275

Nel linguaggio comune, l’idea di una “casa a emissioni zero” fa pensare subito a pannelli solari, pompe di calore e tecnologie innovative. Ma nella visione dell’Unione Europea, così come definita dalla Direttiva (UE) 2024/1275, il concetto è molto più ampio e tecnico: un edificio a zero emissioni non è solo efficiente dal punto di vista energetico, ma rappresenta l’esito di un processo integrato di progettazione, costruzione e gestione che considera l’intero ciclo di vita dell’immobile.

Per essere classificato come tale, un edificio deve innanzitutto presentare un fabbisogno energetico estremamente ridotto, ottenuto attraverso soluzioni costruttive avanzate. Tra queste rientrano un involucro edilizio altamente isolato, infissi performanti, un corretto orientamento solare e sistemi di ventilazione naturale. L’obiettivo è minimizzare la necessità di energia per riscaldamento, raffrescamento e illuminazione, in modo da rendere l’edificio quasi autosufficiente.

Tuttavia, l’efficienza energetica non è sufficiente. La quota di energia residua necessaria deve provenire esclusivamente da fonti rinnovabili. La direttiva promuove la produzione diretta in loco, tramite impianti fotovoltaici, solare termico, pompe di calore o sistemi geotermici. Quando ciò non è possibile, è ammesso il ricorso a reti di teleriscaldamento o fornitori di energia verde, purché non siano utilizzati combustibili fossili come gas metano o gasolio. In sostanza, un edificio a zero emissioni non deve generare emissioni operative di gas serra durante il suo utilizzo.

Un aspetto innovativo introdotto dalla direttiva è l’analisi del ciclo di vita dell’edificio (LCA). Non si valuta più solo il consumo energetico annuale, ma anche l’impatto ambientale complessivo dei materiali impiegati, dalla produzione e trasporto fino allo smaltimento. Per questo vengono privilegiati materiali sostenibili, riciclabili e a bassa intensità di carbonio, con particolare attenzione al potenziale di riscaldamento globale (GWP).

Un altro pilastro della nuova edilizia sostenibile è la digitalizzazione degli edifici. Le strutture a zero emissioni devono poter dialogare con sistemi di gestione energetica intelligente, sensori e automazioni in grado di regolare temperatura, illuminazione e ventilazione in modo dinamico. In questo modo si ottiene un risparmio energetico costante, migliorando al contempo comfort e qualità abitativa.

In sintesi, l’edificio a zero emissioni rappresenta una nuova filosofia costruttiva, basata su innovazione, sostenibilità e benessere. Un modello che dal 2030 sarà obbligatorio per tutte le nuove costruzioni, ma che presto diventerà la norma anche per le ristrutturazioni e gli edifici esistenti, ridefinendo l’intero panorama dell’edilizia europea.

Dal 2025 stop agli incentivi per le caldaie a gas: cosa cambia per gli impianti di riscaldamento

Tra le misure più immediate introdotte dalla Direttiva (UE) 2024/1275 c’è lo stop definitivo agli incentivi pubblici per le caldaie alimentate unicamente da combustibili fossili, in vigore dal 1° gennaio 2025. Una decisione che segna l’inizio della fine per le tradizionali caldaie a gas e gasolio, ancora oggi diffuse nella maggior parte delle abitazioni italiane.

A partire dal 2025, dunque, non sarà più possibile ottenere agevolazioni fiscali o contributi pubblici per l’acquisto e l’installazione di caldaie a gas, salvo nei casi di sistemi ibridi, ovvero impianti che combinano la caldaia con fonti rinnovabili come il solare termico o le pompe di calore.

Questa misura è un chiaro segnale politico e ambientale: l’Unione Europea punta a eliminare progressivamente i sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, responsabili di una parte significativa delle emissioni domestiche di CO₂.

Parallelamente, la direttiva impone agli Stati membri una serie di azioni concrete per accompagnare la transizione:

  • Favorire la diffusione di sistemi di riscaldamento a basse emissioni o interamente rinnovabili, come pompe di calore, geotermia e solare termico.

  • Promuovere incentivi per tecnologie pulite e per l’efficientamento degli edifici, riducendo i consumi e migliorando le prestazioni energetiche.

  • Introdurre normative nazionali più restrittive sui generatori di calore, basate sulle emissioni effettive di CO₂ o sul tipo di combustibile utilizzato, fino al divieto progressivo degli impianti più inquinanti.

Per famiglie, imprese e costruttori, il cambiamento è sostanziale: i tradizionali impianti a gas diventeranno progressivamente meno convenienti e meno compatibili con le nuove regole europee. Chi intende ristrutturare o costruire un edificio dovrà quindi orientarsi verso soluzioni rinnovabili e impianti ad alta efficienza, non solo per rispettare la normativa, ma anche per tutelare il valore dell’immobile nel lungo periodo.

Cosa succede agli edifici esistenti: chi dovrà ristrutturare e quando secondo la direttiva europea 2024/1275

Se per le nuove costruzioni le regole europee sono già definite, la vera sfida riguarda il patrimonio edilizio esistente. La Direttiva (UE) 2024/1275 introduce infatti un piano di riqualificazione energetica obbligatoria per gli edifici già costruiti, con scadenze precise che scandiranno il percorso verso la completa decarbonizzazione del settore entro il 2050.

L’obiettivo è ambizioso: trasformare gradualmente tutti gli immobili europei in edifici a emissioni zero, riducendo i consumi e migliorando le prestazioni energetiche. Per raggiungere questo traguardo, la direttiva stabilisce due tappe fondamentali:

Entro il 2030, ogni Stato membro dovrà assicurare che almeno il 16% degli edifici residenziali con le peggiori prestazioni energetiche (cioè in classe G o equivalente) sia stato ristrutturato. Entro il 2033, questa percentuale dovrà salire almeno al 26% del totale degli edifici residenziali.

Il piano si concentra sugli immobili più energivori, spesso edifici costruiti prima degli anni ’90, privi di isolamento termico e dotati di impianti di riscaldamento obsoleti. Queste strutture rappresentano una parte consistente del patrimonio edilizio italiano e saranno le prime a dover essere adeguate ai nuovi standard.

Gli edifici in classe energetica G o F, se non ristrutturati, perderanno progressivamente valore e saranno penalizzati dal mercato immobiliare. Con l’entrata in vigore delle norme nazionali di recepimento, potrebbero inoltre diventare non idonei alla locazione o alla compravendita, soprattutto nelle aree urbane dove l’efficienza energetica è già un requisito fondamentale.

Va chiarito che la direttiva non vieta direttamente la vendita o l’affitto degli immobili meno efficienti, ma crea un quadro normativo e fiscale sfavorevole per chi non interviene. I governi nazionali potranno introdurre maggiori imposte, restrizioni burocratiche o limiti di accesso agli incentivi per le abitazioni non conformi, spingendo di fatto i proprietari a investire in interventi di riqualificazione.

Per chi possiede un immobile, questa transizione rappresenta un momento cruciale: ristrutturare oggi significa preservare il valore economico dell’edificio, migliorarne il comfort e anticipare obblighi che diventeranno sempre più stringenti.

Chi è escluso temporaneamente dagli obblighi della direttiva europea 2024/1275

La Direttiva (UE) 2024/1275 sull’efficienza energetica degli edifici prevede un percorso rigoroso di riqualificazione, ma riconosce anche che non tutti gli immobili possono essere adeguati immediatamente ai nuovi standard. Per questo motivo, la normativa introduce alcune esenzioni temporanee, applicabili solo in casi specifici e debitamente documentati.

Rientrano tra le categorie escluse:

  • Gli edifici destinati a demolizione certa o documentata, per i quali non avrebbe senso programmare interventi di efficientamento energetico.

  • I casi di gravi difficoltà economiche o sociali, come le famiglie vulnerabili o le abitazioni situate in aree economicamente depresse, dove gli interventi risulterebbero insostenibili dal punto di vista finanziario.

  • Gli edifici storici, vincolati o di particolare valore architettonico, nei quali opere di isolamento o modifiche strutturali potrebbero compromettere l’integrità estetica o culturale dell’immobile.

  • Le strutture con destinazioni d’uso speciali, tra cui luoghi di culto, caserme, edifici agricoli non abitativi o fabbricati temporanei, che per natura o funzione non rientrano nei criteri di residenzialità o permanenza previsti dalla direttiva.

Tuttavia, l’Unione Europea impone agli Stati membri di motivare con precisione ogni esenzione nei propri piani nazionali di ristrutturazione energetica, definendo i criteri di applicazione e i tempi di eventuale revisione. Inoltre, ogni esclusione dovrà essere compensata da interventi su altri edifici, in modo da mantenere invariato il ritmo complessivo verso la neutralità climatica entro il 2050.

La logica alla base di queste deroghe non è quella di rallentare la transizione, ma di garantire un percorso realistico e socialmente sostenibile, che tenga conto delle diverse condizioni economiche e patrimoniali dei cittadini europei.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Per i proprietari e le amministrazioni locali, sarà essenziale pianificare eventuali interventi futuri con il supporto di professionisti qualificati. In Sardegna, Global Società Cooperativa offre consulenza e soluzioni tecniche per la riqualificazione energetica degli edifici, assicurando il rispetto delle direttive europee e l’accesso alle agevolazioni disponibili per gli immobili conformi.

Contatti aziendali:
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Bonus edilizi 2026: proroghe, scadenze e vantaggi per chi deve ristrutturare casa

Il Governo Italiano ha confermato la proroga fino al 2026 delle detrazioni al 50% per le ristrutturazioni edilizie sulla prima casa. Una decisione che mette in sicurezza migliaia di interventi di recupero edilizio, evitando il ritorno al 36% previsto dalle normative precedenti. Anche gli altri immobili potranno beneficiare della stessa aliquota, assicurando continuità e stabilità a chi intende realizzare lavori di riqualificazione.

Buone notizie anche per chi programma interventi di efficienza energetica: l’Ecobonus continuerà ad essere attivo, mantenendo le stesse modalità di accesso. Restano invece in scadenza al 31 dicembre 2025 il Bonus Barriere Architettoniche e il Bonus Mobili, due misure molto utilizzate che potrebbero non essere rinnovate.

Chi può usufruire della detrazione del 50% nel 2026? Quali lavori sono ammessi? E quali documenti servono per non perdere l’incentivo? Ecco una panoramica completa aggiornata, curata da Global Società Cooperativa, impresa edile specializzata in ristrutturazioni e lavori certificati in Sardegna.

Prima casa e bonus ristrutturazioni: requisiti e regole per ottenere la detrazione del 50%

Anche nel 2026, chi effettuerà lavori di ristrutturazione sulla prima casa potrà usufruire della detrazione IRPEF al 50%. Per prima casa si intende l’abitazione in cui il contribuente risiede stabilmente o dove hanno la residenza i suoi familiari. Il beneficio si estende anche agli immobili acquistati per essere ristrutturati, a patto che la residenza venga trasferita al termine dei lavori.

Il bonus è valido anche per i condomini, ma con una distinzione: chi risiede effettivamente nell’immobile potrà godere della detrazione piena, mentre per le seconde case si applicherà l’aliquota ridotta al 36%.

Un aspetto importante riguarda la titolarità delle spese: il bonus può essere richiesto non solo dal proprietario, ma anche da familiari conviventi, inquilini o comodatari, purché sostengano le spese e ne risultino intestatari. I pagamenti devono essere sempre tracciabili e intestati a chi richiede la detrazione.

Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni 2026

L’agevolazione copre una vasta gamma di interventi edilizi, sia di manutenzione straordinaria che di ristrutturazione vera e propria. Tra i lavori ammessi figurano:

  • rifacimento di impianti elettrici e idraulici,

  • sostituzione di infissi e serramenti,

  • installazione di climatizzatori, caldaie e pompe di calore,

  • opere di efficientamento energetico,

  • costruzione o ristrutturazione di box auto,

  • interventi antisismici,

  • acquisto di immobili facenti parte di edifici ristrutturati da imprese di costruzione.

Ampio spazio viene dato agli interventi green, come l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, in linea con le normative sulla transizione energetica.

Il massimale di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione in dieci rate annuali di pari importo. Tutti i pagamenti devono essere effettuati con bonifico parlante, che riporti i dati del beneficiario e la causale fiscale.

Ecobonus 2026: conferme e vantaggi per l’efficienza energetica

L’Ecobonus 2026 è stato confermato, mantenendo le aliquote e le modalità operative attuali. L’incentivo premia gli interventi di miglioramento energetico degli edifici esistenti, come:

  • sostituzione di caldaie e pompe di calore;

  • installazione di pannelli solari termici e impianti fotovoltaici;

  • realizzazione di cappotti termici e coibentazioni dell’involucro edilizio;

  • installazione di schermature solari e tende tecniche.

La misura resta in vigore fino al 31 dicembre 2027, salvo ulteriori proroghe. I tetti di spesa variano in base al tipo di intervento: da 30.000 euro per gli impianti di climatizzazione fino a 60.000 euro per gli interventi sull’involucro edilizio.

Come per il bonus casa, i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante. La detrazione si suddivide in dieci quote annuali di pari importo.

Bonus barriere architettoniche: ultimi mesi per usufruirne

Il Bonus Barriere Architettoniche, con detrazione al 75%, rimane in vigore fino al 31 dicembre 2025. Al momento non sono previste proroghe. L’agevolazione riguarda gli interventi destinati a migliorare l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, come:

  • installazione di ascensori e montascale,

  • realizzazione di rampe di accesso,

  • adeguamento dei bagni e degli ingressi alle normative sull’accessibilità.

L’incentivo si applica a tutti gli immobili, senza distinzione tra prima o seconda casa, e può essere richiesto da proprietari, affittuari o familiari conviventi. È necessario allegare un’asseverazione tecnica che certifichi la conformità degli interventi ai requisiti di legge.

Bonus mobili 2025: ultimi mesi per accedere alla detrazione

Il Bonus Mobili, anch’esso con detrazione al 50%, è in scadenza al 31 dicembre 2025. Riguarda l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di lavori di ristrutturazione.

Per usufruire del beneficio è necessario che i lavori siano già avviati o conclusi nell’anno precedente all’acquisto. L’incentivo è valido per tutte le abitazioni, senza distinzione tra prima e seconda casa, a condizione che il contribuente abbia diritto al bonus ristrutturazioni.

I pagamenti devono essere effettuati con strumenti tracciabili – bonifico, carta di credito o bancomat – ma non serve il bonifico parlante. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali fino al raggiungimento del tetto di spesa previsto.

Affidati a Global Società Cooperativa: disponibilità, efficienza e competenza

Le proroghe dei bonus edilizi 2026 rappresentano un’occasione concreta per chi desidera ristrutturare, migliorare l’efficienza energetica o eliminare barriere architettoniche nella propria abitazione. Pianificare per tempo gli interventi e affidarsi a professionisti qualificati come Global Società Cooperativa consente di accedere agli incentivi in modo sicuro, ottimizzando tempi, costi e benefici fiscali.

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Coibentazione nel 2025: ultimi mesi per ottenere il 65% di detrazione per l’isolamento termico dell’edificio

Intervenire sull’involucro edilizio per migliorare l’isolamento termico è una delle soluzioni più efficaci per ridurre il consumo energetico e aumentare il comfort abitativo. Anche in Sardegna, tetti, pareti e pavimenti rappresentano i punti critici principali da cui si disperde il calore in inverno e si accumula in estate, con un impatto diretto sulle bollette e sull’efficienza complessiva della casa.

Per tutto il 2025, grazie all’Ecobonus, è possibile beneficiare di una detrazione fiscale del 65% per i lavori di coibentazione su edifici esistenti, purché vengano rispettati specifici requisiti tecnici e il miglioramento energetico sia effettivo e documentato.

Superfici coibentabili e limiti di detrazione

La normativa riconosce la detrazione per gli interventi di coibentazione delle strutture opache che delimitano il volume riscaldato dell’edificio. Sono quindi agevolabili:

  • Pareti esterne (strutture opache verticali);

  • Coperture e sottotetti, nonché pavimenti verso l’esterno, locali non riscaldati o il terreno (strutture opache orizzontali).

L’obiettivo dell’intervento è ridurre la trasmittanza termica delle superfici, ovvero la capacità di dispersione del calore. Per questo è necessario impiegare materiali isolanti certificati, conformi ai valori limite di legge, variabili in base alla zona climatica.

L’art. 1, comma 345 della Legge 296/2006 stabilisce che la detrazione per la coibentazione ammonta al 65% delle spese sostenute, fino a un massimo di 60.000 euro per singola unità immobiliare. Lo stesso limite si applica alle parti comuni condominiali, con ripartizione tra i condòmini.

Per la sostituzione di infissi e serramenti, la detrazione scende al 50%, mentre resta al 65% per cappotti termici e isolamenti di tetti e pavimenti. Gli interventi devono riguardare edifici esistenti, accatastati (o in corso di accatastamento) e dotati di impianto di riscaldamento funzionante o riattivabile.

Requisiti tecnici minimi e materiali isolanti ammessi

Per accedere alla detrazione è indispensabile rispettare i valori limite di trasmittanza termica (U) previsti dalla normativa, certificati da un tecnico abilitato. I principali riferimenti normativi sono:

  • il Decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015 (per lavori antecedenti il 6 ottobre 2020);

  • il Decreto MISE 6 agosto 2020, che nell’Allegato E – Tabella 1 stabilisce i valori di trasmittanza massima in funzione della zona climatica.

Il tecnico (ingegnere, architetto o geometra) deve asseverare il rispetto dei requisiti e trasmettere la documentazione all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Sono ammessi tutti i materiali isolanti che rispettano il Regolamento UE n. 305/2011 (CPR) e possiedono marcatura CE:

  • Sintetici: polistirene, poliuretano, polietilene espanso;

  • Minerali: lana di roccia, lana di vetro, perlite, vermiculite;

  • Naturali ed ecologici: fibra di legno, sughero, canapa, lana di pecora, cellulosa.

L’intervento può essere eseguito con cappotto termico esterno, isolamento interno (in presenza di vincoli architettonici) o isolamento in intercapedine. Sono comprese anche le opere accessorie, come rifacimento degli intonaci o sistemazione dei serramenti, purché funzionali alla coibentazione.

Spese ammissibili e documentazione necessaria

Per ottenere la detrazione del 65%, è fondamentale che tutte le spese siano pertinenti, documentate e pagate correttamente. Le spese detraibili comprendono:

  • fornitura e posa in opera del materiale isolante;

  • demolizioni, ricostruzioni e opere murarie collegate;

  • ponteggi e dispositivi di sicurezza;

  • spese professionali per progettazione, asseverazioni, direzione lavori;

  • redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) post intervento;

  • IVA, imposte di bollo, diritti comunali e collaudi finali.

Anche i materiali acquistati separatamente dal committente sono detraibili, se installati da operatori qualificati e correttamente fatturati.

I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale parlante, indicando:

  • la causale del versamento con riferimento alla Legge 296/2006, art. 1 comma 345;

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

  • la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa che esegue i lavori.

I titolari di reddito d’impresa possono utilizzare mezzi di pagamento tracciabili ordinari.

La documentazione da conservare comprende:

  • fatture e ricevute dei bonifici;

  • asseverazione tecnica e APE;

  • ricevuta dell’invio all’ENEA;

  • eventuali CILA o SCIA;

  • documentazione fotografica prima e dopo i lavori.

L’assenza anche di uno solo di questi documenti può far decadere il diritto alla detrazione.

Cumulabilità con altri bonus edilizi

L’Ecobonus 65% per la coibentazione può essere compatibile con altri incentivi, ma non per le stesse spese. In particolare:

  • non è cumulabile con il Superbonus 110% o 90% per lo stesso intervento;

  • non è cumulabile con altri contributi pubblici se riguardano le stesse voci di spesa;

  • è ammessa la cumulabilità parziale per lavori distinti e contabilmente separati (es. Ecobonus per coibentazione + Bonus Ristrutturazioni 50% per lavori interni).

Coibentazione con Global Società Cooperativa: efficienza e competenza

Affidarsi a un’impresa qualificata come Global Società Cooperativa significa realizzare interventi di coibentazione a regola d’arte, nel pieno rispetto delle normative tecniche e dei requisiti per l’accesso alle detrazioni fiscali.

L’azienda, certificata UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, garantisce qualità dei materiali, professionalità nelle lavorazioni e assistenza completa nella gestione della documentazione tecnica e fiscale necessaria per l’Ecobonus 2025.

Dal cappotto termico alla coibentazione del tetto o del solaio, Global Società Cooperativa opera in tutta la Sardegna con un approccio orientato all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, contribuendo a ridurre i consumi e migliorare il comfort abitativo delle abitazioni e degli edifici pubblici.

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