ristrutturazione edilizia

Bonus edilizi 2026: cosa è rimasto davvero operativo tra detrazioni, aliquote e limiti di spesa

Nel 2026 il panorama dei bonus edilizi è profondamente cambiato rispetto agli anni del Superbonus al 110%. Oggi imprese e committenti devono orientarsi in un quadro normativo più restrittivo, con aliquote rimodulate, maggiore selettività negli interventi agevolabili e forti limitazioni su cessione del credito e sconto in fattura.

Per chi sta programmando una ristrutturazione primaverile in Sardegna, è fondamentale comprendere quali agevolazioni siano realmente operative e come applicarle correttamente a condomini e abitazioni unifamiliari.

Detrazioni edilizie attive nel 2026

Nel 2026 risultano operativi principalmente:

Il bonus ristrutturazione, con detrazione ordinaria per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La detrazione resta ripartita in dieci anni e si applica entro i limiti di spesa previsti per unità immobiliare.

L’ecobonus per interventi di efficientamento energetico, che continua a coprire opere come sostituzione infissi, installazione di caldaie ad alta efficienza, pompe di calore, schermature solari e coibentazioni, con aliquote differenziate a seconda della tipologia di intervento.

Il sismabonus, applicabile agli interventi di miglioramento o adeguamento sismico nelle zone classificate a rischio, con percentuali variabili in base al salto di classe ottenuto.

Rimangono inoltre attivi il bonus mobili collegato a interventi di ristrutturazione e, in ambiti specifici, incentivi legati alla riqualificazione energetica integrata con impianti da fonti rinnovabili.

Aliquote aggiornate e limiti di spesa

Le aliquote nel 2026 sono stabilizzate su percentuali inferiori rispetto al passato. Il bonus ristrutturazione mantiene l’aliquota ordinaria prevista a regime, con un tetto massimo di spesa per unità immobiliare.

L’ecobonus prevede percentuali differenziate in funzione dell’intervento: più elevate per opere che garantiscono un miglioramento energetico significativo e più contenute per interventi puntuali.

Il sismabonus continua a premiare il miglioramento di una o più classi di rischio sismico, con massimali di spesa distinti per unità immobiliare o per edificio condominiale.

Per condomini in Sardegna che intendono intervenire su parti comuni, i limiti di spesa vengono calcolati moltiplicando il massimale per il numero delle unità immobiliari coinvolte, con particolare attenzione alla corretta imputazione delle spese tra i proprietari.

Bonus ristrutturazione 2026: aliquote e limite di spesa

Nel 2026 la detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio resta agganciata a due aliquote: 50% se l’intervento riguarda unità immobiliare adibita ad abitazione principale (con diritto di proprietà o reale di godimento in capo al contribuente), e 36% negli altri casi.

Il limite massimo di spesa agevolabile è pari a 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali.

In termini di “capienza fiscale massima”, significa che nel 2026 la detrazione massima teorica è pari a 48.000 euro (50% di 96.000) per abitazione principale, oppure 34.560 euro (36% di 96.000) negli altri casi.

Per i condomini, sulle parti comuni il ragionamento operativo è: il plafond “si moltiplica” perché il limite è per unità. Quindi, ad esempio, un condominio con 10 unità ha un tetto complessivo di 960.000 euro (10 × 96.000) sulle spese ammissibili, fermo restando che poi la detrazione va imputata ai singoli condomini in base alle tabelle millesimali/criteri deliberati e ai pagamenti tracciati. Il riferimento al limite per unità e alle condizioni 2025-2026 è nella disciplina AE.

Ecobonus 2026: aliquote e massimali (e come leggere i limiti)

Per l’ecobonus nel 2026 la logica delle aliquote segue lo stesso impianto: 36% a regime per le spese 2025-2026, elevata al 50% per gli interventi su abitazione principale (con i requisiti soggettivi previsti).

Sui limiti, è importante chiarire un punto tecnico: per l’ecobonus la normativa storicamente lavora spesso su massimali di detrazione (cioè “quanto al massimo puoi detrarre”), che poi si traducono in un corrispondente “massimale di spesa” che dipende dall’aliquota. ENEA chiarisce proprio che i limiti da 30.000/60.000/100.000 euro sono limiti di detrazione riferiti all’intervento.

In pratica, nel 2026 i massimali più ricorrenti sono questi (riassunti operativi, coerenti con le casistiche più comuni): per molti interventi “puntuali” si ragiona su 30.000 euro di detrazione massima; per molti interventi sull’involucro/serramenti/schermature e collettori solari su 60.000 euro; per alcune casistiche specifiche (es. micro-cogeneratori) su 100.000 euro.

Traducendo i massimali di detrazione in “spesa massima teorica” (utile per preventivi e PEF lavori), nel 2026 ottieni questi valori indicativi:

  • Massimale detrazione 30.000 euro: spesa massima ≈ 60.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 83.333 euro con aliquota 36%.

  • Massimale detrazione 60.000 euro: spesa massima ≈ 120.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 166.667 euro con aliquota 36%.

  • Massimale detrazione 100.000 euro: spesa massima ≈ 200.000 euro con aliquota 50%; spesa massima ≈ 277.778 euro con aliquota 36%.

Questi calcoli sono una traduzione matematica dei limiti di detrazione (spesa = detrazione massima / aliquota) e vanno poi “ri-agganciati” alla tipologia di intervento specifica e ai requisiti tecnici/ENEA. Il quadro dei massimali 30/60/100 è richiamato nelle FAQ ENEA e in riepiloghi tecnici di settore.

Sismabonus 2026: aliquote e limite di spesa

Per il sismabonus, nel 2026 il punto fermo rimane il massimale di 96.000 euro per unità immobiliare (criterio che, nei condomini, si moltiplica per il numero di unità coinvolte). Questo tetto è il riferimento tecnico più stabile nella disciplina.

Quanto alle aliquote 2025-2026, diverse guide di settore (inclusa una guida ANCE) riportano un riallineamento delle percentuali su 50% per abitazione principale e 36% per altri immobili anche per l’ambito sismico ordinario, con il tetto di 96.000 euro per unità.

Operativamente, quindi, nel 2026 la “detrazione massima teorica” sul massimale di 96.000 euro diventa 48.000 euro (se 50%) oppure 34.560 euro (se 36%), sempre ripartita in quote annuali secondo la regola generale.

Differenze tra ristrutturazione, efficientamento energetico e interventi sismici

È essenziale distinguere correttamente le categorie di intervento, poiché ogni bonus ha presupposti tecnici e fiscali differenti.

La ristrutturazione edilizia riguarda opere che modificano o rinnovano parti strutturali e impiantistiche dell’immobile, comprese redistribuzioni interne, rifacimento impianti e interventi sulle parti comuni.

L’efficientamento energetico si concentra sulla riduzione dei consumi attraverso interventi sull’involucro edilizio o sugli impianti termici, con requisiti tecnici certificati e asseverazioni specifiche.

Gli interventi sismici hanno natura strutturale e richiedono valutazioni tecniche approfondite, calcoli strutturali e attestazioni sul miglioramento della classe di rischio.

Confondere queste categorie può comportare errori nella pratica edilizia o nella detrazione fiscale, con possibili contestazioni in fase di controllo.

Cessione del credito e sconto in fattura: criticità nel 2026

Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la forte limitazione delle opzioni alternative alla detrazione diretta. Nel 2026 la cessione del credito e lo sconto in fattura risultano applicabili solo in casi residuali e ben circoscritti dalla normativa.

Per la maggior parte degli interventi, il contribuente deve sostenere integralmente la spesa e recuperare la detrazione in dichiarazione dei redditi nei dieci anni successivi.

Questo aspetto incide in modo significativo sulla pianificazione finanziaria degli interventi, soprattutto per condomini o proprietari di abitazioni unifamiliari che intendono affrontare lavori di importo rilevante.

Casi pratici in Sardegna: condomini e villette unifamiliari

Nel caso di un condominio in Sardegna che intenda rifare la facciata con contestuale isolamento a cappotto, sarà necessario verificare se l’intervento rientra tra quelli di efficientamento energetico o di manutenzione straordinaria, con conseguente applicazione della corretta aliquota e dei relativi massimali. Occorrerà inoltre predisporre asseverazioni tecniche e pratiche edilizie adeguate.

Per una villetta unifamiliare che prevede rifacimento impianto elettrico, sostituzione infissi e installazione di pompa di calore, sarà possibile combinare bonus ristrutturazione ed ecobonus, rispettando i limiti di spesa distinti e garantendo la tracciabilità dei pagamenti tramite bonifico parlante.

In entrambi i casi, una pianificazione preliminare tecnica e fiscale è determinante per evitare errori e massimizzare il beneficio.

Affidati a Global per un’analisi tecnica preventiva

Nel 2026, i bonus edilizi non sono più strumenti automatici e generalizzati, ma agevolazioni che richiedono competenza tecnica, corretta classificazione dell’intervento e rigorosa gestione documentale.

Affidarsi a un’impresa edile strutturata e certificata come Global, operativa in tutta la Sardegna, significa poter contare su un’analisi preliminare accurata, sulla verifica dei requisiti normativi e sulla corretta esecuzione delle opere, nel rispetto delle prescrizioni tecniche e fiscali. Global è dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, e mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini. Una valutazione preventiva consente di definire con chiarezza costi, benefici, tempistiche e modalità di recupero delle detrazioni, evitando criticità successive.

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Ampliamento casa: quando è possibile? Normativa, permessi e soluzioni

Ampliare una casa significa aumentare superficie abitabile o volume dell’edificio per ottenere nuovi spazi funzionali e migliorare la qualità dell’abitare. Si tratta di un intervento che richiede una progettazione attenta e verifiche tecniche, urbanistiche e strutturali precise. Prima di avviare i lavori è indispensabile conoscere la volumetria esistente, quella massima consentita dagli strumenti urbanistici e i titoli edilizi necessari.

Per chi intende ingrandire un’abitazione, ristrutturarla o procedere con demolizione e ricostruzione, è importante considerare anche le norme regionali del cosiddetto Piano Casa, che in molti territori consente incrementi volumetrici straordinari, spesso fino al 20%. Poiché le condizioni cambiano da Regione a Regione, è sempre fondamentale verificare le disposizioni locali e affidarsi a professionisti qualificati.

Tipologie principali di ampliamento casa

Le modalità per ampliare una casa sono diverse e si distinguono principalmente in base all’approccio progettuale adottato, che può intervenire sull’estensione in orizzontale, sull’altezza dell’edificio oppure sul recupero di spazi esistenti.

Ampliamento orizzontale con estensione esterna

L’ampliamento laterale consiste nella realizzazione di un nuovo volume accostato all’edificio, generalmente rivolto verso il giardino o le aree pertinenziali. Questa soluzione permette di aumentare la superficie abitabile mantenendo invariata la distribuzione verticale dell’immobile e favorendo una maggiore continuità tra interno ed esterno. È indicata quando si dispone di spazio sufficiente e si vuole migliorare il comfort abitativo senza modificare l’altezza del fabbricato.

Ampliamento verticale con sopraelevazione

La sopraelevazione prevede l’aggiunta di uno o più livelli sopra l’edificio esistente. Consente di incrementare la superficie senza occupare nuovo suolo, ma richiede verifiche strutturali approfondite per accertare che la costruzione possa sostenere i nuovi carichi. Spesso rappresenta anche l’occasione per riqualificare l’immobile dal punto di vista energetico ed estetico.

Accanto a queste soluzioni esistono interventi che sfruttano spazi già presenti, come la chiusura di verande e porticati o il recupero di sottotetti e seminterrati, oltre alla fusione di due unità immobiliari in un’unica abitazione.

Ampliamento casa: quadro normativo di riferimento e permessi

Dal punto di vista normativo, l’ampliamento può essere classificato come nuova costruzione o ristrutturazione edilizia, in base alle caratteristiche dell’intervento. Il riferimento principale è il DPR 380/2001, Testo Unico dell’Edilizia, che definisce le categorie di intervento e i relativi titoli abilitativi.

Se l’immobile è soggetto a vincoli paesaggistici o storico-artistici ai sensi del D.Lgs. 42/2004, può essere necessaria l’autorizzazione paesaggistica, con ulteriori verifiche di compatibilità.

Ogni progetto deve inoltre rispettare i requisiti igienico-sanitari stabiliti dal DM 5 luglio 1975, tra cui altezze minime e rapporto aeroilluminante, indispensabili per garantire la salubrità degli ambienti.

Nella maggior parte dei casi, l’aumento di volumetria richiede il Permesso di Costruire oppure, se previsto dalla normativa, la SCIA alternativa al Permesso di Costruire. È sempre necessario verificare le prescrizioni del Piano Regolatore o del Piano Urbanistico, come indici edificatori, distanze, altezze massime e presenza di vincoli.

Ingrandire casa: la verifica strutturale

Ogni ampliamento richiede un’analisi strutturale accurata. Nel caso della sopraelevazione, occorre verificare la capacità portante dell’edificio per assicurarsi che possa sostenere i nuovi carichi senza compromettere la sicurezza.

Negli ampliamenti laterali, l’attenzione si concentra sulla progettazione delle fondazioni, sui sistemi di collegamento tra nuovo ed esistente e sull’interazione strutturale tra le due parti.

L’intervento non deve mai alterare l’equilibrio statico dell’edificio. Se necessario, si interviene con opere di rinforzo o adeguamento strutturale, anche in funzione delle normative antisismiche.

Le Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 stabiliscono che gli ampliamenti connessi strutturalmente e in grado di modificare significativamente la risposta globale dell’edificio richiedono interventi di adeguamento. Se invece l’impatto è limitato, possono essere classificati come interventi locali, di riparazione o miglioramento.

Estensione casa e aspetti fiscali

In alcune situazioni l’ampliamento può rientrare tra gli interventi agevolabili dal punto di vista fiscale, soprattutto quando è inserito in un progetto più ampio di efficientamento energetico o miglioramento sismico. Le detrazioni previste per la ristrutturazione edilizia si applicano però solo al ricorrere di specifici requisiti.

È fondamentale distinguere tra ampliamento considerato nuova costruzione e intervento classificato come ristrutturazione edilizia, perché non tutti gli incrementi volumetrici consentono l’accesso ai benefici fiscali. Per questo è sempre necessaria una verifica tecnica e fiscale preliminare.

Principi progettuali per un ampliamento casa coerente

Un ampliamento efficace parte dall’analisi delle reali esigenze abitative e deve integrarsi armonicamente con l’edificio esistente, sotto il profilo estetico, funzionale e strutturale.

Coerenza estetica

Il rapporto tra nuovo ed esistente può puntare sulla continuità architettonica, riprendendo materiali e proporzioni, oppure su un contrasto controllato che valorizzi l’intervento contemporaneo. In ogni caso, le scelte progettuali devono rispettare eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici.

Coerenza funzionale

L’ampliamento deve integrarsi con la distribuzione interna dell’immobile. Nelle sopraelevazioni è necessario progettare collegamenti verticali adeguati, come scale o ascensori. Negli ampliamenti laterali, invece, si interviene spesso sulle murature perimetrali per creare aperture e continuità tra gli ambienti, con verifiche tecniche specifiche.

Coerenza strutturale

Le soluzioni strutturali variano in base al tipo di ampliamento. Le sopraelevazioni possono richiedere consolidamenti dell’edificio, mentre le estensioni laterali impongono particolare attenzione alle fondazioni e ai collegamenti.

Sistemi costruttivi a secco in acciaio o legno risultano spesso vantaggiosi per la leggerezza, la rapidità di montaggio e le prestazioni energetiche, ma la scelta deve essere sempre valutata in funzione delle caratteristiche dell’immobile esistente.

Altre soluzioni per ampliare casa

Oltre all’estensione laterale e alla sopraelevazione, esistono soluzioni che consentono di aumentare la superficie utilizzabile senza costruire nuovi volumi.

Chiusura di veranda o terrazzo

La trasformazione di portici, verande o terrazzi in ambienti chiusi permette di ampliare la zona giorno creando spazi luminosi e collegati all’esterno. È importante gestire correttamente l’irraggiamento solare con schermature adeguate.

Realizzare un soppalco

Quando le altezze interne lo consentono, il soppalco permette di ottenere nuove superfici funzionali senza modificare il volume complessivo. È necessario rispettare le norme su altezze minime e illuminazione naturale.

Trasformazione del sottotetto in mansarda

Il recupero del sottotetto consente di valorizzare volumi esistenti trasformandoli in ambienti abitabili. Se le altezze non sono sufficienti, può essere valutata una sopraelevazione nel rispetto delle prescrizioni urbanistiche.

Recupero del seminterrato

Il piano seminterrato può essere trasformato in spazio abitabile o multifunzionale, purché siano garantiti ventilazione, illuminazione naturale e condizioni di salubrità.

Unione di due appartamenti

La fusione di due unità immobiliari, sullo stesso livello o su livelli differenti, consente di ottenere un’abitazione più ampia e funzionale, previa verifica dei titoli edilizi e degli adempimenti catastali.

Progettare oggi la possibilità di ampliare casa domani

Durante la progettazione di una nuova abitazione o ristrutturazione importante, è utile considerare fin dall’inizio la possibilità di futuri ampliamenti. Prevedere fondazioni dimensionate per eventuali estensioni o una struttura portante predisposta per una futura sopraelevazione consente di evitare interventi invasivi e costosi in futuro.

Un approccio progettuale orientato alla flessibilità permette di realizzare edifici capaci di adattarsi nel tempo alle esigenze della famiglia, con maggiore controllo su costi, tempi e complessità tecnica.

Affidati a Global: disponibilità, efficienza e competenza in Sardegna

Global, ditta attiva in Sardegna nel settore della manutenzione edilizia e dotata di certificazioni UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e l’attestazione SOA, mette a disposizione la propria esperienza per la costruzione e ristrutturazione di edifici per enti pubblici, imprese e privati cittadini. Prevenire il degrado, intervenire in modo strutturale e rispettare le responsabilità individuate dalla legge non è solo un obbligo giuridico, ma un investimento sulla sicurezza e sul valore degli immobili.

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Demolizione e ricostruzione di un rudere: attenzione all’iter edilizio e ai pareri del Comune

Tra le pratiche edilizie più richieste negli ultimi anni, la demolizione e ricostruzione di ruderi o edifici fatiscenti rappresenta una valida opportunità per riqualificare il patrimonio edilizio esistente. Tuttavia, prima di procedere con un intervento edilizio di questo tipo, è fondamentale conoscere in modo preciso le normative e le responsabilità del Comune in materia autorizzativa.

Uno degli errori più frequenti, soprattutto nei casi di fabbricati diruti o parzialmente crollati, è quello di richiedere un parere informale preventivo al Comune, spesso per avere indicazioni sulla fattibilità dell’intervento. Tuttavia, come chiarito di recente da una sentenza del TAR, un parere negativo non ufficiale non ha alcun valore legale e in caso di parere negativo non può essere impugnato. Solo un atto formale, come un diniego su SCIA o permesso di costruire, può essere contestato.

Il quadro normativo sulla demolizione e ricostruzione

Secondo l’art. 3, comma 1, lettera d) del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), anche la demolizione e ricostruzione può rientrare nella categoria della ristrutturazione edilizia, a condizione che vengano rispettati i volumi preesistenti. Le leggi urbanistiche locali possono tuttavia consentire eventuali incrementi volumetrici, che devono essere verificati caso per caso.

Nel caso specifico esaminato dal TAR, il Comune aveva espresso un parere negativo non formalizzato, senza un’istruttoria completa. Ma l’assenza di una vera istanza edilizia formale, come una SCIA o un permesso di costruire, rende quel diniego privo di effetti giuridici.

Anche quando si tratta di immobili situati in zona vincolata, l’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 146 del D.lgs. 42/2004 ha efficacia solo se integrata all’interno dell’iter edilizio ordinario. Il parere paesaggistico non può mai sostituire il titolo edilizio.

Come muoversi per demolire e ricostruire un rudere in modo corretto

Per chi desidera avviare un progetto di recupero edilizio su un rudere o un edificio in condizioni critiche, il primo passo è evitare scorciatoie o richieste informali. Un parere preventivo del Comune non vincolante può portare a situazioni di incertezza e blocchi procedurali.

Il percorso corretto prevede la presentazione di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) oppure di una richiesta formale di permesso di costruire, corredate da una documentazione tecnica dettagliata: rilievi fotografici, planimetrie, visure catastali storiche, relazioni tecniche e ogni elemento utile a dimostrare la consistenza dell’edificio originario.

Soprattutto nel caso di edifici collabenti, la precisione nella ricostruzione dello stato legittimo è cruciale per ottenere un parere favorevole e per dimostrare la legittimità dell’intervento. In presenza di vincoli paesaggistici, l’iter dovrà includere anche il passaggio in Commissione per il Paesaggio e l’ottenimento dell’autorizzazione specifica, senza però saltare o sostituire la richiesta edilizia principale.

Global Società Cooperativa: esperienza e supporto tecnico nei recuperi edilizi

Global Società Cooperativa opera in tutta la Sardegna con competenza nel settore della ristrutturazione, demolizione e ricostruzione di edifici. Grazie alla profonda conoscenza del quadro normativo e all’esperienza nella gestione delle pratiche edilizie complesse, accompagniamo privati e tecnici nel corretto avvio di ogni progetto. Dalla verifica preliminare dei vincoli urbanistici alla redazione della documentazione tecnica, fino al confronto con le autorità competenti, offriamo un servizio completo, affidabile e conforme alle normative.

Per ogni progetto di demolizione e ricostruzione in Sardegna, affidati a chi conosce bene il territorio e le sue regole: www.globalsocietacooperativa.com

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Finestre

Ampliamento finestre e modifiche ai prospetti: quando serve il permesso di costruire

Nel settore dell’edilizia, anche un intervento apparentemente semplice come l’ampliamento di una finestra può richiedere un preciso inquadramento normativo. Spostare un’apertura, modificarne l’altezza o le dimensioni, non è mai un’azione neutra e può comportare conseguenze rilevanti dal punto di vista urbanistico e legale. Secondo una recente sentenza del TAR, infatti, tali modifiche rientrano a pieno titolo nella categoria della ristrutturazione edilizia, per la quale è sempre richiesto il permesso di costruire.

Intervenire sull’aspetto esterno di un fabbricato, anche solo per modificare vani già esistenti, implica una trasformazione percepibile del prospetto. La giurisprudenza è chiara: l’estetica e la volumetria di un edificio non sono solo questioni di forma, ma elementi tutelati dall’ordinamento, specie in presenza di vincoli paesaggistici. Per questo motivo, ogni intervento che alteri in modo visibile l’organismo edilizio — sia esso una finestra spostata, ampliata o chiusa — deve essere valutato nella sua globalità e richiede un titolo abilitativo.

L’errore più comune è considerare queste modifiche come semplice manutenzione straordinaria. Tuttavia, l’articolo 10 del D.P.R. 380/2001 stabilisce che ogni trasformazione che incida su sagoma, prospetti o funzionalità dell’immobile rientra nella ristrutturazione edilizia. Il permesso di costruire, in questi casi, è imprescindibile. La normativa non fa distinzione sulla dimensione dell’intervento, ma valuta il suo impatto sull’equilibrio generale dell’edificio. E in presenza di vincoli, come accade in molte aree del territorio sardo, la tolleranza per le opere prive di autorizzazione è pari a zero: in caso di abuso edilizio, la demolizione è inevitabile.

Per chi opera in edilizia, come Global, è fondamentale accompagnare ogni progetto con un’attenta analisi normativa. Ristrutturare, migliorare l’efficienza o rendere più luminosi gli spazi non può mai prescindere dal rispetto delle regole. Interventi che modificano l’esterno dell’edificio, anche se di modesta entità, devono essere sempre inquadrati all’interno di una progettazione autorizzata e condivisa con gli enti preposti.

Globalesperienza competenza nei lavori edili in tutta la Sardegna

Global Società Cooperativa garantisce assistenza tecnica e consulenza qualificata per tutti gli interventi soggetti a titolo edilizio, guidando il committente attraverso ogni fase dell’iter burocratico e urbanistico. Operare nel rispetto delle norme significa costruire valore, tutelare il patrimonio edilizio e garantire interventi sicuri, sostenibili e pienamente legittimi.

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Umidità e muffa sulle pareti di casa: come prevenire i problemi in vista dell’inverno

La muffa è un problema comune in molte abitazioni, specialmente in ambienti umidi e poco ventilati. Questa proliferazione di funghi microscopici avviene quando l’umidità relativa (UR) nell’aria e sulle superfici supera determinate soglie, favorendo la crescita delle spore. Per evitare che l’UR superi il 65% nell’aria e il 70-80% sulle superfici, è necessario adottare una serie di misure preventive.

1. Ventilazione: il metodo più semplice ed efficace

L’aerazione regolare degli ambienti è una delle soluzioni più immediate per prevenire la formazione della muffa. Aprire frequentemente le finestre, anche per brevi periodi, permette di ridurre l’umidità all’interno della casa. Non basta però arieggiare una sola volta al giorno per periodi prolungati: l’ideale è farlo più volte, per pochi minuti ogni volta, garantendo un numero sufficiente di ricambi d’aria giornalieri. La formula raccomandata è 0,3 ricambi d’aria per ora, che equivalgono a circa 7,2 ricambi completi al giorno.

Se la semplice apertura delle finestre non è sufficiente, soprattutto in ambienti chiusi o senza sbocchi esterni, è utile installare un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC). Questo dispositivo assicura una ventilazione costante, riducendo drasticamente i livelli di umidità e prevenendo la formazione di muffe anche nei punti critici della casa.

2. Trattamenti chimici per superfici a rischio

Le superfici fredde, come quelle soggette a ponti termici, sono particolarmente vulnerabili alla formazione di condensa e, di conseguenza, alla muffa. In questi casi, l’applicazione di trattamenti chimici può essere molto efficace. Prodotti disinfettanti e antifungini, come i sali di boro o gli ioni di rame e argento, agiscono prevenendo la proliferazione delle spore. Questi trattamenti vanno applicati sulle superfici interessate, preferibilmente dopo averle pulite e asciugate, e assicurano una protezione a lungo termine contro muffe e batteri.

3. Materiali igroscopici e riduzione dell’umidità

Per le superfici particolarmente fredde e soggette a condensa, come i ponti termici, è possibile utilizzare materiali igroscopici, in grado di assorbire e ridistribuire l’umidità. Questa soluzione, seppur meno comune e pratica, aiuta a mantenere l’umidità relativa al di sotto dei livelli critici, riducendo la probabilità di formazione di muffe.

4. Attenzione ai falsi miti

Quando si parla di prevenzione della muffa, è importante sfatare alcuni miti diffusi. Le lampade di sale o le vaschette con sale igroscopico, ad esempio, non sono soluzioni sufficienti per combattere il problema in modo efficace. Allo stesso modo, aerare gli ambienti solo al mattino per lunghi periodi non è la soluzione ideale: è preferibile una ventilazione frequente e costante.

5. Deumidificatori e ventilazione meccanica

I deumidificatori sono spesso utilizzati per ridurre l’umidità, ma hanno un costo energetico non indifferente. Consumano tra i 200 e i 300 W per rimuovere 3-5 litri di umidità al giorno, ricircolando però la stessa aria senza scambiarla con l’esterno. Una soluzione più efficiente è rappresentata dai sistemi di ventilazione meccanica controllata, che con un consumo di soli 5 W sono in grado di eliminare fino a 10 litri di umidità al giorno, garantendo un continuo ricambio d’aria, soprattutto nei mesi invernali.

La tua casa ha problemi di muffa? Rivolgiti a Global Società Cooperativa

Se hai riscontrato problemi di muffa o vuoi prevenirli, contattare un esperto è la soluzione migliore. Global Società Cooperativa Sociale offre consulenze, sopralluoghi e soluzioni personalizzate per affrontare il problema della muffa o dell’umidità da risalita e migliorare la qualità dell’aria nella tua casa.

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Bonus Ristrutturazioni e regime forfettario: come accedere agli incentivi?

Il Bonus Ristrutturazioni è uno degli incentivi di maggior successo del Governo Italiano. Si tratta di una detrazione d’imposta pari al 50% per l’esecuzione di interventi di ristrutturazione edilizia, mirati al recupero, al restauro, all’abbattimento delle barriere architettoniche, al risparmio energetico, alle nuove costruzioni in caso di danneggiamento per cause climatiche.

Una domanda che ci viene posta spesso è quella relativa alla possibilità di accedere all’agevolazione fiscale (mediante Bonus Ristrutturazioni, ma non solo) anche da parte di contribuenti che hanno aperto una partita IVA con regime forfettario. Un regime particolarmente vantaggioso e molto utilizzato anche dai contribuenti residenti in Sardegna, ma che presenta anche lo svantaggio di non poter portare in detrazione le spese, comprese quelle per le ristrutturazioni edilizie.

Bonus Ristrutturazioni: chi può accedere all’incentivo?

Prima di tutto bisogna ricordare che si può accedere al Bonus Ristrutturazioni fino al 31 dicembre 2021, ma che è attesa una proroga fino al 2024. I soggetti fiscali che possono godere del Bonus Ristrutturazioni sono:

  1. Persone fisiche che sostengono le spese, tra cui:
  • Proprietario e nudo proprietario;
  • Titolare di diritto reale di godimento, inquilino o comodatario;
  • Convivente senza matrimonio, coniuge, parenti diretti entro il 3° grado, parenti affini entro il 2° grado;
  • Coniuge separato al quale è stata assegnata la casa di proprietà dell’altro coniuge;
  1. Soci di cooperative divise e indivise;
  2. Soci delle società semplici;
  3. Imprenditori individuali, ad esclusione degli immobili merce o strumentali.

Regime forfettario: come si può accedere agli incentivi?

I soggetti in regime forfettario, non potendo portare in detrazione le spese, possono usufruire del Bonus Ristrutturazioni, così come di altri bonus casa ai quali prima non potevano accedere, grazie all’introduzione delle opzioni alternative: cessione del credito d’imposta o sconto in fattura immediato. La stesso discorso si applica anche per tutti gli altri bonus casa che ammettono almeno una delle due opzioni, ovvero il Superbonus 110%, l’Ecobonus, il Sismabonus, il Sismabonus Acquisti e il Bonus Facciate.

Un grande passo avanti, dal momento che, fino a maggio 2020, per i soggetti che non possedevano un’imposta lorda da detrarre era impossibile accedere agli incentivi fiscali, perché appunto l’unico modo di usufruirne era la detrazione d’imposta in sede di Dichiarazione dei Redditi. La cessione del credito d’imposta e lo sconto in fattura immediato, dunque, allarga la platea dei beneficiari degli incentivi fiscali e danno la possibilità di monetizzare il credito da subito senza attendere i tempi lunghi del rimborso rateizzato in sede di dichiarazione fiscale.

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