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Il poster con le detrazioni fiscali: tutte le novità 2023

Pubblicata la nuova edizione del poster riepilogativo delle detrazioni fiscali per le abitazioni, condomini ed edifici non residenziali. Il documento raccoglie tutte le detrazioni fiscali in vigore, inclusi i recenti incentivi SuperEcobonus e SuperSismaBonus.

Il poster riepilogativo fornisce informazioni dettagliate su ogni misura di incentivazione, tra cui la percentuale di detrazione applicabile, il limite di spesa, la tipologia di bonus, chi può usufruirne, l’elenco degli interventi ammissibili e la possibilità di cedere il credito o chiedere lo sconto in fattura.

SCARICA IL POSTER BONUS 2023 (PDF)

Il prospetto è stato elaborato da Simone Tirinato e Annachiara Castagna di Logical Soft, opinion leader della Campagna Nazionale per la promozione e informazione sui temi dell’efficienza energetica “Italia in Classe A”, e validato da esperti dell’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica (ENEA – DUEE), quali Domenico Prisinzano, Amalia Martelli, Elena Allegrini ed Enrico Genova.
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Superbonus, la Regione Sardegna pronta ad acquistare i crediti fiscali

La Sardegna, prima regione d’Italia a entrare nella partita Superbonus per sbloccare i crediti di imposta incagliati nelle maglie della burocrazia, diventa un esempio da seguire a livello nazionale. Le modalità di attuazione e le condizioni dell’acquisto dei crediti edilizi di bonus, superbonus 110% ed ecobonus saranno messe a punto con una delibera di Giunta dopo che la Regione, attraverso la Finanziaria, ha messo a disposizione la propria capienza fiscale per acquistare i crediti, stimata potenzialmente in 40-50 milioni di euro al mese.

La misura rappresenta il secondo intervento della Regione, che già, grazie al Sardinia Fintech attivato dal Centro Regionale di Programmazione e dalla Sfirs, aveva liberato liquidità (sotto forma di anticipazioni finanziarie da rimborsare con i crediti fiscali) per sostenere famiglie e imprese in una misura, il superbonus, che ha prodotto in Sardegna un totale di investimenti ammessi a detrazione pari a oltre 1 miliardo e 983 milioni di euro suddivisi in investimenti su edifici condominiali, edifici unifamiliari e unità immobiliari indipendenti (Enea, rapporto di dicembre). Oltre 250 milioni di euro, divisi su tre tranche di finanziamento, sono infatti attualmente in istruttoria per la liquidazione delle domande presentate sulla linea B-Credito di Filiera Superbonus 110% del Fondo Sardinian Fintech, gestito da Sfirs, a fronte di 380 milioni di credito fiscale previsti.

Dopo l’anticipazione dei crediti fiscali operata attraverso la finanziaria regionale, arriva ora il programma di acquisto della Regione che mette a disposizione degli operatori privati del mercato la propria capacità fiscale per l’acquisizione dei crediti che poi compenserà nei propri F24.

“La Sardegna è la Regione che durante l’emergenza ha investito maggiori risorse proprie per la ripresa, e con ogni strumento a disposizione, finanziario e normativo, si è posta come obiettivo quello di sostenere il rilancio e la competitività delle aziende. Le novità introdotte con la Finanziaria vanno in questa direzione e testimoniano la volontà di continuare a sostenere e rafforzare la crescita del sistema economico sardo”, ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas. “La Regione è al fianco delle imprese di ogni comparto e pronta a recepirne le istanze dando anima e corpo a provvedimenti che possano alleggerire il peso della crisi e delle difficoltà legate al momento storico che stiamo vivendo – ha aggiunto l’Assessore della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Fasolino – Con la norma inserita in Finanziaria rafforziamo le ricadute di carattere ambientale, sociale ed economiche relative alle diverse misure legate ai bonus edilizi, in particolare al Superbonus”.

La Regione riconoscendo la valenza strategica delle agevolazioni fiscali nell’ultima finanziaria ha quindi posto le basi per attivare un programma di acquisto di crediti da portare direttamente a compensazione dalla stessa Regione. Così facendo punta a favorire la circolazione dei crediti di imposta alleggerendo il portafoglio di crediti degli ultimi concessionari in modo che possano riprendere un programma di acquisti della stessa tipologia a favore delle famiglie e delle imprese e a liberare la potenziale liquidità del sistema delle imprese edilizie e della filiera associata attualmente bloccata in crediti che non trovano collocazione  in modo da favorirne la ripresa delle attività.

Sempre con la Finanziaria, accanto alle operazioni di acquisizione dei crediti, la Regione ha promosso anche un programma di garanzie pubbliche a favore delle imprese e dei privati: sarà infatti attivato  un programma di garanzia e controgaranzie per favorire  la negoziazione dei crediti tra soggetti privati nei limiti consentiti dalle norme e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

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Bonus ristrutturazioni casa ed Ecobonus, è online il portale Enea 2023

Dal 1° febbraio 2023 è online il portale aggiornato dell’ENEA attraverso il quale è possibile trasmettere i dati degli interventi di efficienza energetica e utilizzo delle fonti rinnovabili di energia con fine lavori nel 2022 e 2023, con riferimento alle detrazioni fiscali del Bonus Casa (Interventi che comportano risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, art. 16-bis DPR 917/86) e dell’Ecobonus (Interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, Legge 296/2006).

Sul portale è possibile trasmettere i dati degli interventi con data di fine lavori nel 2022 e nel 2023. Per gli interventi con data di fine lavori compresa tra 1° e 31 gennaio 2023, il termine di 90 giorni per la trasmissione dei dati all’ENEA decorre dalla data di messa online del sito (dunque dal 1° febbraio 2023).

L’ENEA ha specificato che attraverso il sito possono essere inviati:

– nella sezione Bonus Casa, i dati degli interventi di risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili che usufruiscono delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

– nella sezione Ecobonus, i dati degli interventi di riqualificazioni energetica del patrimonio edilizio esistente (incentivi del 50%, 65%, 70%, 75%, 80%, 85%) e i dati degli interventi di bonus facciate limitatamente alle spese sostenute fino al 31/12/2022 quando comportano la riduzione della trasmittanza termica dell’involucro opaco (detrazione del 90% per le spese sostenute fino al 31/12/2021, del 60% per le spese sostenute dal 01/01/2022 al 31/12/2022);

È possibile accedere al servizio online mediante autenticazione tramite SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica).

ENEA ha anche stilato una lista degli interventi ammessi e pubblicato un vademecum con tutte le informazioni sui lavori che rendono accessibili Bonus Casa ed Ecobonus. Per andare incontro agli utenti è stato anche Virgilio, l’assistente virtuale all’Ecobonus, a cui si possono porre quesiti riguardanti gli incentivi statali.

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Vetrate scorrevoli: libera installazione oppure occorrono permessi?

Chiudere un’area esterna di un’edificio con delle vetrate permette di vivere più comodamente gli spazi esterni anche in inverno, soprattutto nelle settimane più fredde, in cui il gelo costringe le persone a tenere le imposte chiuse per evitare eccessive dispersioni di calore. Chiudendo un balcone con delle vetrate scorrevoli, invece, si incrementa la superficie “vivibile” della casa.

Vivibilità e abitabilità però sono concetti differenti in edilizia, per cui bisogna fare degli opportuni distinguo prima di procedere con l’installazione di una vetrata scorrevole. Infatti, la distanza tra i due concetti è uguale a quella che separa la necessità di richiedere un permesso di costruzione rispetto a un ben più semplice intervento in libera edilizia. 

I parametri di riferimento che determinano l’esigibilità del permesso di costruire – nel caso di una vetrata – sono la stabilità costruttiva, il peso e la grandezza della struttura da installare, la modifica degli spazi su cui verranno installate le vetrate, oltre alle norme locali (vincoli paesaggistici o altri vincoli comunali o regionali).

Per questi motivi è quindi suggeribile rivolgersi sempre a tecnici abilitati che possano verificare la presenza dei requisiti minimi necessari al fine di ottenere i giusti permessi ed evitare sanzioni.

Vetrate panoramiche amovibili: definizione e requisiti

La legge 142/2022 di conversione del Decreto Legge 115/2022 cd. “Aiuti bis”, in vigore dal 22 settembre 2022, ha introdotto l’art. 33-quater, che include, fra gli interventi eseguibili in libera edilizia, anche la realizzazione e l’installazione di vetrate panoramiche, le cosiddette VEPA.

Le vetrate panoramiche amovibili, come suggerisce il nome stesso, sono delle particolari vetrate scorrevoli realizzate con vetro temperato che possono essere installate per chiudere il balcone di casa senza necessità di autorizzazioni. Queste vetrate non hanno alcun montante verticale (in modo da garantire totale trasparenza).

Per poter essere definite vetrate panoramiche amovibili occorre quindi il rispetto di tutta una serie di requisiti vincolanti:

  • devono essere amovibili e totalmente trasparenti;
  • devono assolvere funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, di miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, di riduzione delle dispersioni termiche, di parziale impermeabilizzazione;
  • devono riguardare solo balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o logge rientranti all’interno dell’edificio.

Le vetrate panoramiche amovibili, inoltre, per essere installabili in regime di edilizia libera devono rispettare anche altre precise condizioni:

  • non devono dare vita a spazi stabilmente chiusi (con conseguente variazione di volumi e di superfici);
  • non devono comportare la modifica della destinazione d’uso di balcone o loggia;
  • devono favorire una naturale micro-aerazione che consenta la circolazione di un costante flusso di arieggiamento, a garanzia della salubrità dei vani interni domestici;
  • le caratteristiche tecnico-costruttive e i profili estetici non devono modificare l’architettura generale del condominio.

L’installazione delle vetrate panoramiche amovibili resta comunque soggetta al rispetto di ulteriori prescrizioni normative tra cui:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le normative in tema di vincoli paesaggistici e culturali;
  • disposizioni nel regolamento condominiale.

Che differenza c’è tra vetrata amovibile e veranda?

La veranda è una struttura in vetro che consente la realizzazione di un ambiente chiuso da annettere all’abitazione. La veranda comporta dunque la trasformazione completa di un’area accessoria aperta, il balcone, in uno spazio chiuso abitabile. Per questo motivo, aumentando il volume complessivo dell’immobile, nel caso della veranda – a differenza delle vetrate amovibili – risulta obbligatoria la richiesta di permesso di costruzione.

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SAL: cos’è, a cosa serve e da chi deve essere redatto?

Quando si affronta la costruzione o la ristrutturazione di un edificio, nelle interlocuzioni con l’impresa si fa spesso riferimento al cosiddetto SAL. Oggi vedremo insieme di cosa si tratta, a cosa serve e chi deve redigere questo importante documento.

Il SAL (acronimo di Stato Avanzamento Lavori) è il verbale che descrive le fasi e le varie lavorazioni del cantiere, elencando le attività completate e quelle che ancora devono essere iniziate. Non va confuso con il computo metrico estimativo, ossia il documento redatto dal progettista prima dell’avvio dei lavori per stimare il costo di esecuzione dei lavori di realizzazione di un’opera edile.

Il SAL, come dicevamo, serve per tenere traccia dei progressi del progetto elencando (ed evidenziando quelle concluse o quelle da concludere) le varie attività da completare al fine di completare la costruzione. Tenere sotto controllo il SAL permette di individuare immediatamente problemi o ritardi che possono influire sulla tempistica del progetto, e permette di verificare se il progetto sta procedendo all’interno dei tempi (e del budget) stabiliti.

Si tratta dunque di uno strumento utile di coordinamento per tutte le parti interessate al progetto, per garantire che le attività siano svolte in modo ordinato e sequenziale, che garantisce inoltre sia al committente che alla ditta esecutrice trasparenza e garanzia sul rispetto degli accordi contrattuali.

Chi deve redigere il SAL?

Il documento contenente lo Stato di Avanzamento Lavori viene solitamente redatto dal Direttore dei lavori, ossia il soggetto incaricato di coordinare l’esecuzione dei lavori che ha l’onere di assicurarsi che tutte le attività siano svolte secondo i tempi, i costi e le specifiche definite in fase di progettazione.

Cosa prevede la Legge? SAL e DM 49/2018

Il dm 49/2018 all’art. 14 comma 1 lettera d) menziona lo stato di avanzamento lavori (SAL); in particolare prevede che:

“tale documento, ricavato dal registro di contabilità, è rilasciato nei termini e modalità indicati nella documentazione di gara e nel contratto di appalto, ai fini del pagamento di una rata di acconto; a tal fine il documento deve precisare il corrispettivo maturato, gli acconti già corrisposti e, di conseguenza, l’ammontare dell’acconto da corrispondere, sulla base della differenza tra le prime due voci. Il direttore dei lavori trasmette immediatamente lo stato di avanzamento al RUP, che emette il certificato di pagamento; il RUP, previa verifica della regolarità contributiva dell’esecutore, invia il certificato di pagamento alla stazione appaltante per l’emissione del mandato di pagamento; ogni certificato di pagamento emesso dal RUP è annotato nel registro di contabilità”.

Questo documento è fondamentale dunque per gli appalti pubblici ma anche per la richiesta dei bonus edilizi, come il Superbonus. L’agevolazione può essere infatti subordinata, come nel caso dei lavori in ambito condominiale, al raggiungimento di specifiche percentuali dell’intervento complessivo.

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Bonus barriere architettoniche: fino a 50.000 euro di incentivi

La Legge di Bilancio ha prorogato al 31 dicembre 2025 la detrazione Irpef e Ires del 75% sugli interventi necessari per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche degli edifici esistenti. Questa agevolazione è particolarmente interessante perché riguarda tutte le categorie di immobili, sia per i privati che per le imprese.

Lo scopo di questo bonus statale è quello di aiutare le persone con limitata capacità motoria incentivando l’abbattimento di tutti gli impedimenti fisici (come gradini, scale, porte strette, etc) che ostacolano l’utilizzo dello spazio, sia all’interno delle abitazioni private che sui luoghi di lavoro. In questo articolo cercheremo di approfondire il tema del Bonus barriere architettoniche 2023.

C0s’è il Bonus barriere architettoniche 2023

Il bonus barriere architettoniche in sostanza è una detrazione del 75% sulle spese sostenute per interventi finalizzati, come anticipato, al superamento e all’eliminazione di ostacoli fisici in edifici già esistenti che impediscono la libertà di movimento alle persone affette da disabilità motoria, ma anche per l’installazione di ascensori o montascale. L’incentivo è attivo per lavori effettuati da privati cittadini, enti pubblici e privati, imprese, esercenti arti e professioni.

Sono previsti però dei massimi di spesa a seconda del tipo di edifici interessati dall’intervento, fino a un tetto di 50.000 euro per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025.

Cosa sono le “barriere architettoniche”?

Innanzitutto bisogna chiarire cosa si intende per “barriera architettonica”. Con questa definizione si intendono tutti gli ostacoli fisici che limitano o impediscono la mobilità delle persone, in particolare di coloro che hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea. Anche la mancanza di segnalazioni o accorgimenti per facilitare orientamento e movimento a persone ipovedenti o sorde rientrano nella categoria. Inoltre, anche un posizionamento ragionato di interruttori, pulsantiere, citofoni e apparecchiature elettroniche può rientrare nella definizione di “abbattimento” delle barriere architettoniche.

Chi può richiedere il Bonus barriere architettoniche 2023

L’agevolazione può essere richiesta da chiunque (privati e imprese) possa dimostrare di aver effettuato spese volte ad eliminare le barriere architettoniche da un edificio. L’Agenzia delle Entrate ha specificato i seguenti soggetti beneficiari:

  • persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • le società semplici;
  • le associazioni tra professionisti e i soggetti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, enti, società di persone, società di capitali).

Le spese ammissibili sono gli interventi edilizi finalizzati a eliminare le barriere architettoniche (rampe, ascensori, piattaforme elevatrici, adeguamento dei bagni, impianti elettrici e citofoni posizionati ad altezza corretta, etc), gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari funzionali ad abbattere le barriere architettoniche, ma anche le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dei materiali in caso di sostituzione di impianti preesistenti. Attenzione, però: il bonus è valido per gli edifici già esistenti e non sono agevolabili le opere, anche se effettuate allo stesso scopo, riguardanti immobili di nuova costruzione.

Come richiedere il Bonus barriere architettoniche 2023

Come per le altre agevolazioni fiscali legate all’edilizia, anche per questo bonus si possono portare in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, al 75% per cinque anni  le spese documentate sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025. In alternativa c’è la possibilità – ove ammissibile – di richiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito.

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Edilizia, ristrutturazioni e bonus: tutte le novità del 2023

Dal mese di gennaio 2023 diversi bonus edili subiranno dei cambiamenti: alcuni verranno soppressi e altri saranno rimodulati. Ecco una lista dei bonus di cui i cittadini potranno usufruire durante i prossimi dodici mesi: sarà utile per orientarsi qualora si abbiano in programma lavori di ristrutturazione nella propria abitazione.

Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione edilizia è una agevolazione fiscale prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia che sarà valida fino al 31 dicembre 2024.

Questa detrazione, disciplinata dall’articolo 16-bis del DPR n. 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), consente di detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione delle abitazioni individuali e delle parti comuni dei condomini, fino a un massimo di 96.000 euro.

Possono beneficiare di questo bonus sia i proprietari che i titolari di diritti sull’immobile, come i locatari o i comodatari, i soci di cooperativa, gli imprenditori individuali per gli immobili che non siano beni strumentali o merci, i familiari conviventi, i coniugi separati assegnatari dell’immobile e i conviventi.

Bonus Facciate

Il Bonus Facciate, misura che prevede una detrazione fiscale del 60% per le spese sostenute per la riqualificazione delle facciate esterne di edifici esistenti, non sarà più disponibile a partire dal 2023. Infatti, la detrazione è valida solo per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022.

Il Superbonus 90%

A partire da quest’anno, il Superbonus passerà dal 110% al 90% nella maggioranza dei casi. L’aliquota esatta che sarà applicata varierà a seconda del soggetto e del rispetto di determinate condizioni.

Per i condomini, le persone fisiche proprietarie (o comproprietarie) di edifici composti da fino a 4 unità immobiliari, le Onlus, le Associazioni di volontariato e le Associazioni di promozione sociale, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute nel 2023 se:

  • La CILAS è stata presentata entro il 25 novembre 2022 e l’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori è stata tenuta tra il 19 e il 24 novembre 2022;
  • La CILAS è stata presentata entro il 31 dicembre 2022 e l’assemblea che ha approvato l’esecuzione dei lavori è stata tenuta entro il 18 novembre 2022;
  • Si tratta di un intervento di demolizione e ricostruzione degli edifici e l’istanza per acquisire il titolo abilitativo è stata presentata entro il 31 dicembre 2022.

La data della delibera assembleare deve essere certificata dall’amministratore o dal condomino che ha presieduto l’assemblea.

Per le spese sostenute in periodi diversi, la detrazione sarà:

  • Del 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022;
  • Del 90% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023;
  • Del 70% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024;
  • Del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.

Per gli edifici unifamiliari o unità immobiliari funzionalmente autonome, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute:

  • Fino al 30 giugno 2022, se i lavori sono iniziati prima del 1° gennaio 2023;
  • Fino al 31 marzo 2023, se i lavori sono iniziati prima del 1° gennaio 2023 e al 30 settembre 2022 sono stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo. Se invece i lavori sono iniziati nel 2023, la detrazione sarà del 90% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, a condizione che:
  • Il contribuente sia titolare di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare;
  • L’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale;
  • Il contribuente abbia un reddito di riferimento, calcolato dividendo la somma dei redditi complessivi posseduti, nell’anno precedente, dal contribuente e dal coniuge/soggetto legato da unione civile/convivente/familiare per un coefficiente che varia a seconda della composizione del nucleo familiare (1 per il solo contribuente, 1 + 1 per un secondo familiare convivente, 1 + 0,5 per un familiare a carico, 1 + 1 per 2 familiari a carico, 1 + 2 per 3 o più familiari a carico) e che non superi i 15.000 euro.

Per i soggetti che svolgono attività di prestazione di servizi socio-sanitari e assistenziali, la detrazione del superbonus rimarrà al 110% fino al 2025 per gli interventi su immobili di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o in comodato d’uso gratuito, appartenenti alle categorie catastali B/1, B/2 e D/4.

IACP (Istituti Autonomi per le Case Popolari) ed enti equivalenti, compresi gli interventi effettuati dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso edificio e dalle cooperative a proprietà indivisa, la detrazione del superbonus sarà del 110% per le spese sostenute:

  • Entro il 30 giugno 2023;
  • Entro il 31 dicembre 2023 se alla data del 30 giugno 2023 sono stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Ecobonus

L’Ecobonus 2023 è una detrazione fiscale prevista dall’Agenzia delle Entrate per incentivare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Gli interventi ammissibili sono diversi e vanno dal miglioramento termico dell’edificio all’installazione di impianti a fonti rinnovabili di energia.

La detrazione può raggiungere l’aliquota del 50% o del 60% e, nel caso di interventi su condomini, può arrivare fino all’85%. Gli importi della detrazione possono essere detratti in 10 quote annuali di pari importo e possono essere fruiti fino al 31 dicembre 2024.

Bonus Verde 2023

Il Bonus Verde è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere una detrazione del 36% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di piante, fiori, alberi da frutto, siepi e prati, nonché per l’acquisto di attrezzature da giardino.

Questa detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e può essere fruita sia da privati che da aziende. Per usufruire del Bonus Verde è necessario che gli interventi di giardinaggio siano realizzati su spazi privati o condominiali, e che siano effettuati da imprese o professionisti del settore.

È possibile detrarre fino a 5.000 euro per ogni unità immobiliare, con un massimo di 20.000 euro per ogni contribuente. La detrazione può essere fruita in 10 rate annuali di pari importo.

Bonus Mobili

A partire dal 2023, ci sono delle novità anche per quanto riguarda il Bonus Mobili, ovvero la detrazione del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione.

La prima novità consiste nella riduzione dell’importo massimo di spesa detraibile, che scende da 10.000 euro nel 2022 a 8.000 euro nel 2023. Inoltre, a partire dal 2023, il Bonus Mobili sarà disponibile anche per chi ha iniziato interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 1° gennaio 2022.

Per chi effettua interventi di recupero del patrimonio edilizio sia nel 2022 che nel 2023, il limite di spesa di 8.000 euro deve essere calcolato al netto delle spese sostenute nel 2022.

Per poter beneficiare del Bonus Mobili, è importante ricordare che i mobili e gli elettrodomestici devono rispettare determinate classe di efficienza energetica. In particolare, i forni devono essere di classe non inferiore alla classe A, le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie devono essere di classe non inferiore alla classe E, i frigoriferi e i congelatori devono essere

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Bonus ristrutturazione, ecco le novità previste per il 2023

La bozza della Legge di Bilancio 2023 approvata dal Consiglio dei Ministri descrive, fra le altre cose, anche le principali novità e proroghe in materia di bonus edilizi, incluso il bonus ristrutturazione.

Quest’ultimo è stato rinnovato per il 2023 e per tutta la durata del 2024, con conferma della detrazione del 50% delle spese sostenute, ripartite su dieci quote di uguale importo. Il bonus continua a essere riconosciuto fino ad un massimo di 96 mila euro per ogni unità immobiliare.

In particolare, il bonus per la ristrutturazione è rinnovato con detrazione IRPEF al 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio pagati fino al 31 dicembre del 2024; per tutte le somme pagate a partire dal 1 gennaio 2025, invece, tornerà in vigore il vecchio bonus ristrutturazione ‘ordinario’ di cui all’art. 16 comma 1 del decreto legge n. 63 del 2013, che prevede la più bassa detrazione del 36% e l’importo massimo di spesa detraibile di 48mila euro per ogni unità immobiliare.

Il bonus ristrutturazioni edilizie può essere usato anche più volte, fino a concorrenza dell’ammontare massimo (ovvero 96mila euro). Ovviamente la detrazione non può essere richiesta per due volte per il medesimo lavoro, ma, per esempio, può essere chiesta per i lavori di ristrutturazione di un immobile e i successivi lavori di ampliamento del garage pertinente all’unità immobiliare stessa.

Fino al fino al 31 dicembre 2024, come alternativa alla detrazione, è possibile ai sensi del Decreto Rilancio n. 34 del 2020 anche chiedere lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Chi può usufruire del bonus ristrutturazione?

Nel disegno della Legge di Bilancio 2023 non ci sono novità o modifiche che riguardino i soggetti ammessi a chiedere il bonus ristrutturazione, che per il 2023-2024 può essere richiesto:

  • dal proprietario dell’unità immobiliare, nonché dal nudo proprietario;
  • da chiunque abbia un diritto reale di godimento sul bene;
  • dal comodatario o inquilino dell’unità;
  • da imprenditori individuali (ma solo per immobili adibiti ad abitazione);
  • da soci di società semplici e cooperative, e dagli altri soggetti indicati nell’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Anche per i prossimi due anni spetta la legittimazione ad utilizzare il bonus ad un familiare convivente del possessore o detentore del bene immobile, al convivente fuori dal matrimonio o parte dell’unione civile, ed al coniuge separato purché gli sia assegnato il bene immobile intestato all’altro coniuge.

Possono richiedere il bonus ristrutturazione anche i condomini per i lavori sulle parti comuni (manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo e restauro/ristrutturazione edilizia), ad esempio per lavori di risanamento sulle zone comuni, di installazione di un ascensore o di sistemi contro l’effrazione e via dicendo.

Vale sempre, anche per i condomini, il limite della detrazione al 50% fino a 96mila euro di spesa per ogni unità immobiliare.

Accede alla detrazione, in questo caso, ogni singolo condominio sulla base delle quote millesimali di proprietà o in alternativa degli altri criteri applicabili ai sensi degli artt. 1123 ss. del Codice Civile.

Spese ammesse al bonus ristrutturazione: quali sono

I lavori ammessi a partecipare al bonus ristrutturazione, anche per il 2023-2024, sono quelli legati agli interventi di restauro e di ristrutturazione del patrimonio immobiliare, vale a dire i seguenti:

  • realizzazione di posti auto o di box auto;
  • ristrutturazione o costruzione degli edifici (anche non abitativi) che hanno subito danni da calamità naturali, purché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • interventi per bonificare l’amianto;
  • lavori per contrastare il compimento di atti illeciti da parte di terzi (come installazione di grate, saracinesche, vetri anti-sfondamento, cancellate, porte blindate) e i lavori per la sicurezza domestica (come l’implementazione di sistemi di antifurto);
  • lavori anti-sismici (se eseguiti nei centri storici, devono essere non su singoli edifici, ma su più edifici in base ad un unico progetto);
  • costruzione di scale interne;
  • opere volte a ridurre gli infortuni domestici e al rafforzamento della sicurezza (come per esempio installazione di vetri anti-infortuni, corrimani);
  • costruzione/ristrutturazione di servizi igienici;
  • realizzazione di porte, finestre, balconi, mansarde, o trasformazione del balcone in una veranda;
  • demolizione e ricostruzione purché non comportino ampliamento del volume dell’immobile;
  • eliminazione di situazioni di degrado;
  • installazione di ascensori e altri lavori volti ad eliminare le barriere architettoniche e facilitare la mobilità interna/esterna delle persone con gravi disabilità (la detrazione è riconosciuta limitatamente alle spese investite per lavori sull’immobile, e non all’acquisto degli strumenti);
  • interventi per migliorare l’efficienza energetica o il risparmio energetico (come l’installazione di un impianto fotovoltaico, purché direttamente finalizzato a fornire energia all’abitazione, e con attestazione del risparmio energetico ottenuto);
  • lavori per contenere l’inquinamento acustico e per la cablatura degli edifici;

e tutti gli altri interventi di manutenzione straordinaria, risanamento conservativo e restauro e ristrutturazione edilizia, così come elencati all’art. 3, lettere b, c e d del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001.

Gli interventi di manutenzione ordinaria per le singole unità immobiliari concorrono al bonus ristrutturazione solo se sono inseriti all’interno di un più grande intervento di ristrutturazione dell’immobile (mentre per i condomini sono sempre ammessi).

Altre spese secondarie ammesse al bonus ristrutturazione

Oltre alle spese principali così elencate, il bonus ristrutturazione così prorogato si applica anche alle seguenti spese:

  • spese di acquisto dei materiali per i lavori;
  • spese di messa in regola degli edifici;
  • il costo della relazione di conformità dei lavori svolti;
  • spese dovute per le perizie ed i sopralluoghi, nonché i costi della progettazione e altre prestazioni professionali;
  • le imposte (come l’IVA, l’imposta di bollo, le tasse dovute per la comunicazione dei lavori e per le autorizzazioni), nonché gli oneri di urbanizzazione;
  • costi collegati alla realizzazione degli adempimenti dovuti ai sensi del regolamento di attuazione dei lavori agevolati, ai sensi del decreto 41/1998.

Anche per i prossimi due anni, infine, resta possibile accedere all’IVA agevolata al 10% sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, come chiarito dalla guida dell’Agenzia delle Entrate.


Informazioni a cura del portale Edilizia.com – Approfondimenti e ulteriori informazioni: “Bonus Ristrutturazione 2023: La guida completa“;

 

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Bonus casa 2022-2023: quali scadono e quali sono stati confermati?

Bonus casa, quali sono e quali sono in scadenza a fine 2022? Ecco una lista dei bonus dedicati alle abitazioni, tra scadenze, conferme e rinnovi, che potranno essere particolarmente utili a chi decide di ristrutturare casa in Sardegna. Ma attenzione alle date!

Superbonus 110%

Il Superbonus 110%, l’agevolazione più gettonata degli ultimi anni destinata ai lavori di efficientamento energetico degli edifici, passa al 90% per i condomini dal 2023 (scenderà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025). La nuova normativa, comunque, non impatta sui cantieri già avviati per i quali l’aliquota rimarrà al 110% a patto che si tratti di lavori in cui è stata presentata una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Per le case indipendenti, invece, il bonus resta al 110% fino al 31 marzo 2023 anche per chi, entro il 30 settembre scorso, abbia completato il 30% degli interventi. Per i lavori iniziati nel 2023, invece, si potrà comunque usufruire del superbonus al 90%, ma solo se si tratta di una prima casa non di lusso e con un limite di reddito del proprietario pari a 15.000 euro (valore che aumenta in base al numero di persone del nucleo familiare).

Nessuna modifica sui lavori ammessi al beneficio, che anche nel 2023 riguarderà solo i cosiddetti interventi ‘trainanti’, cioè quelli riguardanti i lavori di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni e interventi antisismici, e gli interventi ‘trainati’, come ad esempio l’installazione di impianti fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Bonus ristrutturazione 50%

Questo bonus, che prevede una detrazione del 50% su un limite massimo di spesa fino a 96.000 euro, resterà in vigore fino alla fine del 2024. Dopo quella data, il beneficio tornerà all’aliquota originale pari al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro. Possono godere dell’agevolazione tutti i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari.

Ecobonus 65%

L’Ecobonus, la cui detrazione può arrivare fino al 65%, si applica ai lavori edili volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici, come ad esempio gli interventi atti al miglioramento termico dell’edificio (es. coibentazione, cappotto, sostituzione pavimenti, finestre ed infissi), l’installazione di un impianto fotovoltaico o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale. Il bonus resterà in vigore, con questa percentuale di detrazione, fino alla fine del 2024 e dopo questa data la percentuale tornerà al 36% su un massimo di spesa di 48.000 euro per unità immobiliare.

Bonus mobili 50%

La detrazione fiscale si applica all’acquisto di mobili o elettrodomestici ad alta efficienza energetica (ad esempio non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori), ma solo se l’immobile è stato oggetto di interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio. Fino a fine 2022 la detrazione è pari al 50% su acquisti fino a 10.000 euro, mentre per gli anni 2023 e 2024 il massimale di spesa scenderà a 5.000 euro.

Bonus acqua potabile 50%

Il bonus spetta a chi installa sistemi per migliorare la qualità dell’acqua erogata da acquedotto per consumo domestico. Rientrano tra i lavori ammessi, ad esempio, l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione e addizione di anidride carbonica alimentare. Il credito di imposta, in vigore fino al 31 dicembre 2023, è pari al 50% del costo di intervento su un massimale che, per le persone fisiche, è pari a 1.000 euro.

Bonus verde 36%

Il Bonus Verde consiste in una detrazione del 36%, prorogata sino alla fine del 2024, per un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro per immobile. Tra i lavori ammessi, rientrano, ad esempio, quelli volti a sistemare le aree verdi, private, inserite in edifici, ad istallare impianti di irrigazione o pozzi, e a realizzare coperture o giardini pensili. Danno diritto all’agevolazione anche le spese di progettazione e manutenzione connesse alla realizzazione degli interventi elencati.

Bonus facciate 60%

Si tratta di un beneficio, in scadenza a dicembre 2022, riconosciuto per le spese finalizzate al recupero o restauro della facciata esterna degli immobili che si trovano in zone classificate “A” (centro storico) o “B” (zone di completamento). Sono quindi esclusi gli edifici ubicati nelle altre aree (“C” – zona di espansione, “D” – zona produttiva ed “E” – zona agricola). La detrazione, che per l’anno in corso è del 60%, spetta esclusivamente per gli interventi realizzati sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, a meno che queste non siano visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico

 

 

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Bonus Facciate: tutte le novità aggiornate a novembre 2022

La legge di bilancio, con l’attivazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), ha portato in dote diversi bonus dedicati a cittadini e imprese, volti in grande parte alla transizione ecologica degli immobili per portare un risparmio in bolletta e limare i consumi di energia, migliorando le classi energetiche degli edifici.

Tra le varie agevolazioni annoveriamo anche  il Bonus Facciate, introdotto nel 2020 e rinnovato per tutto il 2022, senza proroghe previste per il futuro, almeno al momento.

Bonus Facciate 2022: la normativa

Il Bonus Facciate a è rivolto a chi deve affrontare interventi di ristrutturazione per la riqualificazione della facciata esterna di edifici già esistenti (attenzione, il bonus non si applica alle case in costruzione) in zona A (tutti gli edifici situati nei centri storici, che rivestono un ruolo di interesse storico, artistico o culturale) o zona B (edifici costruiti in parti già urbanizzate, con zone totalmente o parzialmente edificate, dove la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq). L’immobile deve avere la facciata visibile su strada pubblica.

La formula di rimborso più richiesta per il Bonus Facciate consiste in una detrazione d’imposta ripartita in 10 quote annuali fino a coprire il 90% della spesa sostenuta, per i lavori iniziati negli anni 2020 e 2021, del 60% per i lavori sostenuti nel 2022 (in base all’ultimo aggiornamento).

Per fare un esempio pratico, se eseguiamo dei lavori sulla facciata di casa, spendendo 10.000 € nel 2022, avendo scelto l’opzione di detrarre dalla dichiarazione dei redditi, possiamo richiedere la detrazione del 60%, ovvero 6.000€. Questa cifra verrà scalata dall’IRPEF in dieci rate da 600 € all’anno, per 10 anni.

In alternativa, se non si vuole (o non si può) accedere alle detrazioni in fase di dichiarazione, è possibile usufruire dello sconto in fattura oppure della cessione del credito, qualora si trovino imprese ed enti disposti ad anticipare le spese a carico del contribuente.

Bonus facciate 2022: quali lavori rientrano nel bonus

I lavori che rientrano nel Bonus Facciate sono:

  • pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata;
  • sostituzione o aggiunta di tende da sole o tende avvolgibili;
  • lavori sulle mura della facciata che influiscono dal punto di vista termico o che interessino più del 10% dell’intonaco della superficie dell’edificio.

Bonus facciate 2022: documentazione richiesta

I documenti che vanno sempre presentati quando si svolge un lavoro sono la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) e la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), ma per la richiesta del Bonus Facciate è necessaria una serie di documenti aggiuntiva.

Se l’immobile è una villa unifamiliare o un palazzo a sé stante, sul portale andranno caricati i seguenti documenti:

  • Visura catastale del proprietario dell’immobile;
  • domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dei tributi;
  • stralcio del PRG (strumento alternativo alla non approvazione del Piano Regolatore), soluzione volta a snellire la burocrazia e velocizzare l’accesso ai bonus;
  • documentazione idonea a verificare la visibilità su strada pubblica dell’immobile;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • atto di acquisto o contratto di locazione o sua cessione;
  • certificato catastale;
  • autocertificazione dello stato di famiglia;
  • consenso all’esecuzione dei lavori, quando il proprietario è l’esecutore dei lavori o quando lo sono locatari e familiari, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti.

Se l’immobile è un palazzo presente in un condominio, con parti da ristrutturare in comune, saranno necessari anche i seguenti documenti:

  • delibera dell’assemblea condominiale per gli interventi;
  • delibera di approvazione degli interventi;
  • delibera sulla modalità di ripartizione delle spese;
  • autocertificazione sulla natura dei lavori che verranno eseguiti.

Bonus Facciate: scadenza e rinnovo del bonus

La scadenza per il Bonus Facciate è fissata al 31 Dicembre 2022 con aliquota ridotta al 60%. Dopo tale data scadrà e non è certa la proroga al 2023, poiché il nuovo governo non ha ancora messo mano ai vari bonus casa.

Sulla Gazzetta Ufficiale è possibile consultare il testo ufficiale della Legge di bilancio, che descrive tutti i bonus previsti per il 2022.

 

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