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Sostituire i pavimenti: vantaggi e incentivi

La ristrutturazione di una casa è un progetto emozionante che può trasformare completamente l’aspetto e la funzionalità dei nostri spazi. Tra le varie opzioni disponibili per rinnovare una casa, la sostituzione dei pavimenti è uno dei progetti più gratificanti e di impatto immediato. Questo lavoro può essere effettuato in modo integrale o parziale, a seconda delle tue esigenze e del budget a disposizione. In questo articolo esploreremo i vantaggi della sostituzione dei pavimenti, le diverse opzioni disponibili e tutti gli incentivi fiscali.

Perché sostituire i pavimenti?

La sostituzione dei pavimenti è una delle ristrutturazioni più visibili e impattanti che puoi fare nella tua casa. Cambiare il colore, il materiale o la forma delle piastrelle piò rivoluzionare l’aspetto di una stanza o di tutta la casa. Ecco alcune delle ragioni per cui si potrebbe considerare un intervento di questo tipo:

1. Estetica: I pavimenti usurati, danneggiati o “sorpassati” possono dare un aspetto trascurato alla tua casa. La sostituzione dei pavimenti ti consente di rinnovare l’aspetto della casa e di creare un ambiente più moderno e accogliente.

2. Funzionalità: La scelta del tipo di pavimento giusto per le tue esigenze può migliorare la funzionalità del tuo spazio. Ad esempio, c’è molta differenza tra un parquet, una moquette, un pavimento in gres o un pavimento in marmo. Anche la scelta del materiale e l’opacità possono rendere più o meno impegnativa la pulizia e la manutenzione dei pavimenti.

3. Incremento del valore: La sostituzione dei pavimenti può far aumentare il valore della tua casa. I pavimenti ben mantenuti e di buona qualità sono un fattore importante nella valutazione di una proprietà e sicuramente hanno una importanza primaria durante le “visite” di eventuali compratori.

4. Comfort: La scelta del pavimento giusto può migliorare il comfort della tua casa. I pavimenti in laminato o in legno, ad esempio, possono essere più caldi e confortevoli rispetto a pavimenti freddi in ceramica. I pavimenti lucidi sono esteticamente eleganti ma hanno bisogno di pulizia più frequente, mentre quelli in gres effetto pietra sono perfetti per mascherare lo sporco e la polvere (ideali ad esempio se si hanno animali domestici in casa o poco tempo da dedicare alle pulizie quotidiane).

Sostituzione integrale o parziale

Quando si tratta di sostituire i pavimenti, hai due opzioni principali: la sostituzione integrale e quella parziale.

Sostituzione integrale: Questa opzione coinvolge la rimozione completa del pavimento esistente e la sostituzione con uno nuovo. È la scelta ideale se i pavimenti sono gravemente danneggiati, superati di moda o se desideri cambiare radicalmente lo stile del tuo spazio. La sostituzione integrale richiede più tempo e può essere più costosa, il risultato è sicuramente migliore.

Sostituzione parziale: La sostituzione parziale prevede la sostituzione di una parte dei pavimenti esistenti. Questa opzione è naturalmente più veloce e meno costosa rispetto a quella integrale. Può essere una scelta ideale se i pavimenti sono in buone condizioni e si desidera aggiornare solo alcune aree specifiche, come la cucina o il bagno. In questo caso si possono scegliere materiali e colori personalizzati per creare un design unico in armonia con il resto della casa.

Sostituzione pavimenti integrale o parziale: gli incentivi

Bonus Ristrutturazione al 50%: il Bonus Ristrutturazione ammette l’intervento di sostituzione dei pavimenti tra i possibili lavori che si possono conseguire, anche autonomamente. La detrazione è al 50%, con massimale a 96.000 euro per ogni unità. Le categorie di interventi che possono comprendere questa tipologia di lavoro nel Bonus Ristrutturazione sono tre: manutenzione ordinaria, abbattimento delle barriere architettoniche e lavori finalizzati al risparmio energetico.

Bonus Barriere 75%: gli interventi realizzabili con il Bonus Ristrutturazione al 50%, che sono finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, possono essere conseguiti usufruendo della detrazione più elevata concessa dal Bonus Barriere al 75%,  purché si tratti di unità già esistenti, ovvero non in fase di costruzione e non oggetto di demolizione e ricostruzione.

Ecobonus 50%-85%: è possibile usufruire dell’Ecobonus per interventi mirati alla riqualificazione energetica degli immobili e degli edifici o parti di edifici, purché siano esistenti e accatastati (o in fase di accatastamento). La percentuale di detrazione varia a seconda che si tratti di singole unità (50%-65%) oppure di edifici condominiali (70%-75%-80%-85%). Il bonus copre gli interventi che incidono sulla prestazione energetica dell’edificio, garantendo la riduzione del fabbisogno annuo di energia, come l’installazione del riscaldamento a pavimento oppure gli interventi mirati alla coibentazione e al miglioramento termico dell’unità immobiliare.

Vorresti sostituire i tuoi pavimenti?

La sostituzione dei pavimenti è un progetto di ristrutturazione che può trasformare la tua casa in un luogo più accogliente e funzionale. Prima di iniziare, valuta attentamente le tue esigenze, il tuo budget e le tue preferenze estetiche. Se vuoi ristrutturare la tua casa in Sardegna e sei incerto su quale opzione sia la migliore per te, contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

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Danni alla casa da evitare: tutti i pericoli della stagione invernale

Durante l’inverno gli agenti atmosferici e il clima più rigido possono causare diversi problemi alle nostre abitazioni. Per questo è sempre consigliabile effettuare un check-up per tempo, in modo da poter intervenire prima della stagione fredda.

La prevenzione, infatti, come per la salute personale, è fondamentale anche per la nostra casa: con una buona manutenzione ordinaria si possano prevenire danni che, trascurati, richiederebbero interventi impegnativi, sia economicamente che strutturalmente.

L’usura e il deterioramento dei materiali e delle strutture è inevitabile e riguarda ogni tipo di abitazione. In particolare durante l’inverno, quando il freddo, il gelo e l’azione degli agenti atmosferici possono mettere a rischio il “benessere” della nostra casa. In questo articolo di approfondimento cercheremo di esplorare tutte le soluzioni per proteggere al meglio le nostre case in vista della stagione invernale.

Controllo delle facciate e dell’isolamento termico

Le facciate sono quelle parti delle abitazioni costantemente esposte agli agenti atmosferici, per questo vanno tenute costantemente sotto controllo. La Sardegna è una regione con un clima abbastanza mite, ma in alcune zone (ad esempio, quelle costiere e quelle montane) è necessario prendere qualche precauzione in più per difendere la casa dagli agenti atmosferici.

Come soluzione, l’isolamento termico tramite un sistema a cappotto o a microcappotto risulta cruciale per proteggere gli ambienti interni dalle temperature esterne, ma nelle zone con temperature minime particolarmente rigide, il ristagno di acqua unito al continuo gelo e disgelo può provocare distaccamenti o rigonfiamenti del rivestimento del cappotto, compromettendone l’efficacia.

Le disomogeneità dell’isolamento e le crepe nel rivestimento possono essere un problema sia per la protezione dal freddo che per eventuali infiltrazioni di acqua e umidità, che possono creare danni strutturali anche importanti. Anche in assenza di cappotto termico, bisogna comunque ispezionare l’intonaco per cercare eventuali crepe o macchie di umidità.  Per questo motivo, è sempre consigliabile fare un controllo visivo ogni cambio di stagione, in modo da individuare per tempo eventuali problematiche.

Controllo degli infissi

Se le facciate sono importanti per il benessere degli inquilini, altrettanto lo sono gli infissi, veri e propri “varchi” verso l’esterno. Infissi moderni, isolanti e con doppio o triplo vetro, riescono a isolare la casa dalle temperature esterne, mentre serramenti vecchi possono vanificare il beneficio di un buon isolamento delle murature, incidendo negativamente sulle prestazioni energetiche dell’edificio.

Se gli infissi sono vecchi o se le prestazioni non si rivelano all’altezza, la soluzione migliore è sostituirli: anche in questo caso è bene effettuare un check-up regolare, controllandone stabilità, chiusura, guarnizioni e presenza di eventuali spifferi. Questo controllo va fatto a intervalli regolari e qualche mese prima dell’inizio dell’inverno, in modo da poter intervenire per tempo (i tempi di produzione di infissi su misura possono essere molto lunghi).

Controllo del tetto

Il tetto, al pari della facciata protegge la casa dagli eventi atmosferici e la ripara dal sole nei mesi estivi, assicurandoci l’adeguato comfort interno. Il rifacimento del tetto è un’opera edile drastica da effettuarsi solo in caso di danni importanti, ma la manutenzione ordinaria e piccole riparazioni possono metterci al riparo da guai molto più seri (e dispendiosi).

Il controllo al giorno d’oggi può anche essere fatto mediante un drone che potrà darci immagini in alta definizione dello stato delle tegole e dei coppi, nel caso si tratti un tetto spiovente. In caso di tetti facilmente accessibili (in piano, come terrazze o lastrici solari calpestabili) si può ispezionare visivamente accertando assenza di distaccamenti o rigonfiamenti della guaina.

È importante tenere sotto controllo anche il sistema di smaltimento delle acque piovane, garantendone la pulizia e il funzionamento ottimale, per evitare intasamenti, infiltrazioni e ristagni che possono compromettere l’integrità della casa. Un altro nemico del tetto è il ghiaccio, che si può formare se il tetto non ha una pendenza adeguata e può compromettere il regolare defluire delle acque e provocare la formazione di muffe e umidità.

Isolamento e coibentazione degli impianti

La coibentazione è importante per le facciate e il tetto di una casa, ma è necessario prestare particolare attenzione anche agli impianti idraulici e idrotermici. Il freddo e le eventuali temperature prossime allo zero, infatti, possono essere un pericolo per le tubature posizionate all’esterno e provocare danni ingenti.

Quando l’acqua dentro a un tubo congela, infatti, può ostacolare il corretto funzionamento dell’impianto (e nei casi più estremi, spaccare i tubi). Il rischio è maggiore negli edifici che non sono abitati con continuità (ad esempio le seconde case, specialmente quelle in montagna o in zone particolarmente esposte a temperature rigide). Per questo è importantissimo, in queste abitazioni, chiudere sempre l’acqua e svuotare l’impianto idraulico, in modo da evitare che l’acqua contenuta nei tubi possa congelare e provocare la rottura dei tubi. Una soluzione preventiva è la predisposizione di un’adeguata coibentazione delle tubazioni degli impianti, l’uso di liquidi antigelo o di cavi e nastri scaldanti per proteggere le tubazioni.

Sistema di riscaldamento

Una volta resa “impermeabile” la casa agli agenti esterni, arriva il momento di riscaldarla. La presenza di vecchie caldaie o di sistemi di riscaldamento inefficienti è uno dei principati fattori di innalzamento della spesa energetica familiare. Sostituire il vecchio impianto con uno moderno, sostenibile e ad alta efficienza è particolarmente conveniente, anche grazie alla disponibilità di numerosi bonus fiscali messi a disposizione dal Governo anche nel 2023.

Vuoi preparare la tua casa all’inverno?

Preparare la casa per l’inverno richiede un po’ di pianificazione e impegno, ma gli sforzi saranno ampiamente ripagati con un ambiente confortevole e sicuro nei mesi freddi. Se vuoi ristrutturare la tua casa in Sardegna in vista della stagione invernale contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

 

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Umidità in casa: come risolvere definitivamente il problema?

L’autunno è iniziato da circa un mese anche se le temperature, in questo fine ottobre del 2023, sono rimaste pressoché estive fino agli ultimi giorni. Con la fine del caldo però, diminuisce il tempo di apertura delle finestre e torna anche il problema dell’umidità in casa, fastidioso e di difficile risoluzione in molte aree della Sardegna, soprattutto in case molto vecchie oppure realizzate senza le opportune misure preventive.

I sintomi dell’eccessiva umidità di un edificio possono essere la condensa sulle finestre, la muffa sulle pareti o sui mobili, la pittura sulle pareti che presenta bolle o scrostature. Si tratta di difetti che compromettono l’estetica dell’abitazione ma soprattutto che mettono a rischio la salubrità degli ambienti domestici e non  sempre è facile trovare una soluzione definitiva al problema: il punto di partenza, comunque, è cercare di capire le cause dell’umidità per poter intervenire con gli opportuni rimedi.

L’eccessiva umidità sulle pareti o sul soffitto può avere diversi fattori scatenanti: potrebbe trattarsi di condensa che si forma per un’areazione insufficiente degli ambienti, oppure potrebbe trattarsi di umidità da risalita dal terreno, oppure di infiltrazioni di acqua piovana da fessure nei muri esterni o dal tetto.

Le conseguenze – sul lungo periodo – possono diventare di tipo strutturale, con danni anche molto evidenti alla casa (bolle d’aria sotto la pittura, muri scrostati, intonaco danneggiato, battiscopa allentati, presenza di aloni scuri sulle pareti, etc). Ma come detto poc’anzi, l’umidità influisce moltissimo anche sulla salubrità dell’aria. Le muffe che prosperano in ambienti umidi diffondono nell’aria spore che possono causare problemi respiratori, irritazioni e allergie. Una ambiente domestico umido rappresenta un rischio maggiore per le persone sensibili che soffrono di malattie croniche o che hanno un sistema immunitario debole, come gli anziani.

I segnali di una casa troppo umida

Ci sono dei segnali che possono metterci in allerta. Imparare a riconoscerli è importante, perché è fondamentale intervenire tempestivamente alla causa del problema, prima di dover affrontare guai peggiori. Tra i sintomi più facilmente riconoscibili annoveriamo:

  • macchie nere di muffa o depositi di salnitro sulle pareti o sul soffitto;
  • condensa sui vetri persistente;
  • odore di muffa;
  • pittura scrostata, carta da parati gonfia, intonaco danneggiato;
  • macchie di umidità scolorite sulle pareti;
  • battiscopa allentati, danneggiamento o scolorimento del rivestimento del pavimento;
  • goccioline negli angoli della stanza.

Se qualcuno di questi “segnali visivi” è presente in una casa, è consigliabile contattare un professionista il prima possibile, per valutare le possibili soluzioni e intervenire rapidamente, prima che i danni diventino insanabili. Bisogna infatti tenere a mente che le cause possono essere molteplici e le soluzioni “fai-da-te” spesso nascondono il problema estetico, senza risolvere la criticità alla base.

Umidità in casa: tipologie e soluzioni

Esistono diverse strategie, in base alle cause dell’eccessiva umidità, per risolvere definitivamente il problema. Il fattore più importante è l’adeguata ventilazione delle stanze, anche di quelle senza finestre (ad esempio, un bagno cieco). Nei casi in cui sia impossibile l’areazione naturale, è bene prevedere un sistema di ventilazione. Anche un condizionatore moderno, in modalità “deumidificatore” aiuta sensibilmente a ridurre il livello di umidità domestico. Tra i comportamenti sconsigliati, invece, c’è l’abitudine di stendere panni ad asciugare dentro casa, docce molto lunghe che producono quantità importanti di vapore acqueo e il mancato utilizzo delle cappe in cucina.

In base alla posizione e alla tipologia dell’umidità, è possibile risalire alle cause e mettere in atto delle contromosse efficaci.

Se l’acqua piovana entra in casa dalle pareti si parla di infiltrazioni. La soluzione è quella di impermeabilizzare la facciata, riparando eventuali crepe ed effettuando un trattamento con un rivestimento trasparente idrorepellente. Se la facciata ha già subito danni molto importanti, potrebbe essere necessario un intervento di ripristino o un rivestimento della facciata con materiali impermeabili.

Se si tratta di umidità da risalita capillare si può iniettare un gel idrorepellente nelle pareti. La barriera chimica (o taglio chimico, in contrapposizione al taglio fisico che prevede un vero e proprio taglio nel muro per permettere l’inserimento di una guaina o lastra impermeabilizzante) viene formata iniettando del liquido impregnante che forma nel muro uno strato idro-repellente che blocca, respingendola, l’acqua in risalita.

Se si tratta di umidità da condensa, significa che l’areazione della stanza è insufficiente. La soluzione a costo zero è quella di aprire in maniera naturale e costante le finestre: se ciò non si rivelasse sufficiente è consigliabile l’installazione di un sistema di ventilazione forzata e purificazione dell’aria.

Può anche capitare che l’umidità in eccesso derivi da una perdita dell’impianto idraulico. In questi casi le macchie sulle pareti e la muffa sono circoscritte e in corrispondenza del passaggio di un tubo. In questi casi, un idraulico potrà aiutarvi a risalire al punto esatto della rottura: non sempre è necessario rompere pareti e pavimenti, quindi i costi potrebbero essere comunque contenuti, se si interviene tempestivamente.

Vuoi risolvere il problema dell’umidità in casa?

L’umidità in casa è un problema comune, ma risolvibile se affrontato nei tempi e nei modi corretti. Se abiti in Sardegna e vuoi risolvere definitivamente il tuo problema contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

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Inverno

Lavori in casa: 6 mosse per preparare la casa all’inverno imminente

Preparare la nostra abitazione all’inverno può essere un compito arduo: per questo è fondamentale adottare per tempo una serie di misure per garantire comfort, sicurezza e efficienza energetica durante tutta la stagione fredda. Con l’inverno in avvicinamento (e con il caldo che finalmente lascerà spazio a piogge, temperature più basse, umidità) arriva anche il momento di programmare e realizzare un piano di azione per rendere la nostra casa un rifugio accogliente e caloroso per noi e la nostra famiglia.

In questo articolo esploreremo sei mosse essenziali per preparare la casa all’inverno e cercheremo di fornirvi alcuni consigli e suggerimenti per affrontare la stagione fredda in serenità. Dalla cura dei sistemi di riscaldamento all’isolamento termico, dalla manutenzione delle strutture esterne all’ottimizzazione dell’illuminazione, vi guideremo attraverso un processo di preparazione completo, affinché la vostra casa sia pronta ad accogliere l’inverno con il giusto calore.

1. Realizzare un cappotto termico

Come dice il nome stesso, il cappotto termico è un’opera edile in grado di isolare l’edificio dall’ambiente esterno, garantendo un’ottimizzazione e un efficientamento energetico che si traducono, infine, in un notevole risparmio nella bolletta elettrica e del gas. Il cappotto termico esterno è composto da lastre, affiancate e posate come “piastrelle” sulle pareti esterne di un edificio. Ogni lastra è composta da più strati di materiali isolanti, che possono essere biologici o sintetici. I materiali biologici più utilizzati per creare il cappotto termico sono la fibra di legno, la fibra di vetro, il sughero e la lana di roccia.  Tra i materiali sintetici annoveriamo il poliuretano estruso, il poliuretano espanso e il PVC.  I materiali sintetici hanno solitamente un costo minore ma anche una resa minore rispetto a quelli naturali: oltre all’isolamento termico, infatti, bisogna valutarne anche il più rapido degrado nel tempo e l’isolamento acustico inferiore rispetto alle fibre naturali.

2. Impermeabilizzazione di terrazzi e balconi

L’autunno e l’inverno portano in dote anche le piogge: per questo motivo aumenta la possibilità di infiltrazioni, un pericolo per qualsiasi abitazione perché portano alla creazione di umidità e muffe (contaminando la salubrità dell’aria), e se trascurato può diventare un problema più grave che può danneggiare l’intonaco e col tempo anche la struttura dell’edificio. L’impermeabilizzazione dei terrazzi e dei balconi è sicuramente una priorità. Esistono anche soluzioni poco invasive come speciali vernici impermeabilizzanti da applicare direttamente sopra la pavimentazione.

3. Rifare l’isolamento del tetto

Un altro elemento da controllare prima di addentrarsi nell’inverno è la copertura della casa, essendo questa una superficie particolarmente esposta agli agenti atmosferici. Se non sono stati eseguiti interventi da diverso tempo è bene fare un controllo per accertarsi che non sia necessario eseguire qualche riparazione. Se è un tetto non isolato in questa occasione si potrebbe investire nella trasformazione in un tetto coibentato o in un tetto ventilato, entrambi in grado di migliorare notevolmente le prestazioni di efficienza energetica dell’edificio.

4. Sostituire gli infissi più vecchi

Uno dei problemi più comuni che comportano un isolamento termico scadente è sicuramente la qualità dei serramenti. Quelli più vecchi possono lasciar passare spifferi, con un abbassamento delle temperature all’interno della casa. Gli infissi più moderni sono realizzati in modo da assicurare un buon isolamento termico durante tutto l’anno, in particolare quelli in PVC e quelli in alluminio con profilo a taglio termico. Molto importante anche la tipologia del vetro e la qualità: ormai la lastra singola è stata abbandonata in favore di due o tre lastre di vetro. Il vetro doppio è costituito da un vetro esterno semplice o stratificato, da un’intercapedine chiamata camera (e perciò detto anche “vetrocamera”) e da un vetro esterno. Il doppio vetro altro non è quindi che un vetro su cui vengono installate due lastre accoppiate e distanziate. Il vetro triplo ha le stesse caratteristiche di quello doppio ma oltre ad avere un vetro ed una camera in più ha subito un’ulteriore trattamento di bassa emissività.

5. Installare una stufa a pellet o una pompa di calore

Dopo aver isolato al meglio la casa dagli agenti esterni è necessario riscaldarla. Sul mercato ci sono diverse soluzioni: al netto delle oscillazioni dei mercati degli ultimi mesi, che comportano un rialzo del costo di tutti i combustibili e dell’energia elettrica, le due soluzioni migliori restano le stufe a pellet o le pompe di calore.

Le stufe a pellet hanno molti pregi che le rendono un’ottima scelta – anche di design, con modelli più moderni – per il riscaldamento domestico. Sono ecologiche (il pellet è naturale al 100%, rilasciano pochi residui dalla combustione e producono poco fumo. Un motivo per installare una stufa a pellet è la sua capacità di rendere la casa ancora più accogliente grazie alla magia della fiamma (laddove non viene più utilizzato il camino a legna, è un’ottima alternativa romantica).

I climatizzatori con pompa di calore oltre a raffrescare durante l’estate sono efficaci per riscaldare la casa durante l’inverno, optando per modelli dai consumi ridotti. Si possono usare in combinazione con altri sistemi di riscaldamento oppure, in zone dal clima particolarmente mite durante l’inverno, possono essere sufficienti ad alzare di qualche grado la temperatura di una stanza. Installare un condizionatore con pompa di calore è quindi una soluzione da considerare prima dell’arrivo dell’inverno per sostituire altri sistemi più ingombranti ed energivori.

6. Ottimizzare l’impianto di illuminazione

Con i giorni più corti, l’illuminazione diventa cruciale per mantenere l’ambiente confortevole. Valutate l’installazione di lampade a risparmio energetico o lampade a LED, che riducono i costi energetici e durano più a lungo. Bisogna sempre tenere conto dei LUMEN necessari a illuminare ogni stanza in base all’area dell’ambiente stesso.

Ecco un piccolo schema generico che può essere d’aiuto per potere comprendere quanti lumen (massimali) occorrono con COLORI CHIARI delle superfici;
  • Ingresso: 160 lumen per mq, (esempio: ingresso 4 mq occorrono 640 lumen circa);
  • Corridoi: 125 lumen per mq (esempio: corridoio 10 mq occorrono 1250 lumen circa);
  • Cucina: 160 lumen per mq (esempio: cucina 20 mq occorrono 3200 lumen circa);
  • Soggiorno: 170 lumen per mq; (esempio soggiorno 30 mq occorrono 5100 lumen circa);
  • Camera da letto: 150 lumen per mq; (esempio camera da letto 20 mq occorrono 3000 lumen circa);
  • Bagno: 170 lumen per mq (esempio bagno 12 mq occorrono 2000 lumen circa );
  • Cameretta per bambini: 170 lumen per mq (esempio cameretta bambino 16 mq occorrono 2700 lumen circa);
  • Uffici: 185 lumen per mq (esempio ufficio 30 mq occorrono 5500 lumen circa);
In presenza di ambienti con colori scuri occorre aumentare questi valori di un 20% circa.

Vuoi preparare la tua casa all’inverno?

Preparare la casa per l’inverno richiede un po’ di pianificazione e impegno, ma gli sforzi saranno ampiamente ripagati con un ambiente confortevole e sicuro nei mesi freddi. Con queste sei mosse, potete affrontare l’inverno con serenità, sapendo di essere pronti per tutto ciò che la stagione ha in serbo. Se vuoi ristrutturare la tua casa in Sardegna in vista della stagione invernale contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

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Guasti e infortuni domestici: ecco perché è importante un impianto elettrico a norma

Da una recente indagine effettuata da esperti nel ramo dell’Edilizia è risultato che in Italia sono circa 12 milioni gli appartamenti dotati di impianti elettrici non a norma. Gli incidenti domestici e i guasti relativi al malfunzionamento degli impianti elettrici si aggirano intorno ai 45.000 casi ogni anno. Per questo motivo è fondamentale avere un impianto elettrico a norma, realizzato da professionisti con rilascio finale di tutte le certificazioni.

L’impianto elettrico è una delle componenti domestiche più importanti, ma anche quella che rappresenta una delle maggiori fonti di rischio. Conoscere le norme aiuta a valutare il grado di sicurezza della casa e a tutelare gli inquilini. Quando si parla di ristrutturazioni e di realizzazione di impianti elettrici civili, anche per uso domestico, occorre fare riferimento a precise normative che evitano il verificarsi di situazioni potenzialmente pericolose per persone e unità abitative. In questo articolo riassumeremo la norma CEI 64-8, attualmente in vigore in Italia.

Norma CEI 64-8

La norma di riferimento per la realizzazione di un impianto elettrico civile è la CEI 64-8. All’interno della norma è possibile reperire le prescrizioni di legge riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici. Lo scopo di tutte le disposizioni è quello di realizzare un impianto corretto non solo dal punto di vista normativo, ma anche della sicurezza delle persone che abitano l’appartamento.

Dal 1° marzo 2019 è in vigore la Variante 5 della CEI 64-8, che rispetto alle varianti precedenti ha introdotto nuove linee guida che prevedono il percorso di allineamento delle norme nazionali degli impianti elettrici civili alle normative europee, oltre a introdurre le prestazioni minime di cui devono essere dotati gli impianti elettrici.

I livelli minimi delle dotazioni impiantistico-funzionali

I livelli rappresentati dalla normativa CEI 64-8 sono tre:

– nel Livello 1 rientra la predisposizione di un impianto elettrico provvisto delle dotazioni minime obbligatorie, per la conformità ai sensi della CEI 64-8; inoltre, in tal modo verrà data una garanzia circa la sicurezza dello stesso e la sua (seppur minima) funzionalità;

– nel livello 2 rientrano gli impianti realizzati con un numero maggiore di prese di corrente e di circuiti, oltre al citofono e ai dispositivi di controllo dei carichi elettrici;

– al livello 3, infine, vengono inseriti gli impianti innovativi, cioè quelli scomposti in diverse sezioni e dotati, magari, anche di domotica.

Questa ripartizione delle dotazioni degli impianti elettrici è utile non solo all’elettricista che dovrà realizzare il progetto e rilasciare la certificazione di conformità, ma anche al committente il quale, avendo chiari i vari livelli, potrà operare una scelta sul tipo di intervento da far svolgere al professionista.

Ecco una semplice schematizzazione per ogni livello, con l’indicazione delle dotazioni minime che l’elettricista dovrà installare.

Livello 1

Il Primo Livello rappresenta un impianto elettrico di base, che l’elettricista predisporrà per far si che l’appartamento possa essere dotato di certificazione di conformità , oltre a garantire i requisiti di sicurezza e fruibilità: la norma CEI 64-8 prevede che ogni stanza venga dotata di un numero minimo di dispositivi.

Per un appartamento di dimensioni inferiori ai 50 mq, l’elettricista dovrà predisporre un impianto elettrico a due circuiti: ciò significa che dal quadro generale dovrà partire un cavo che alimenta un magnetotermico / differenziale per la linea della luce (quindi i lampadari e le luci in generale) e un magnetotermico / differenziale per la linea delle prese.

Se l’appartamento è più grande rispetto al primo, ma non supera i 75 mq, i circuiti dovranno essere almeno tre: dal contatore generale, quindi, partiranno un magnetotermico / differenziale dedicato esclusivamente all’ambiente cucina e un magnetotermico / differenziale che a sua volta suddividerà la linea ad altri due magnetotermici / differenziali per la luce e per le prese.

Passando ai singoli dispositivi, in conclusione, nell’ingresso andranno previsti almeno una presa, un punto luce, stessa cosa per il corridoio e il ripostiglio. Per le camere da letto, a seconda della dimensione, occorreranno dalle 4 alle 6 prese, 1 o 2 punti luce e almeno una presa tv. Nella cucina, invece, potranno essere installare dalle 2 alle 4 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura) e almeno un punto luce e un punto antenna. In bagno risultano necessarie almeno 2 prese e 2 punti luce (uno per lo specchio e uno per il soffitto). Infine, andranno predisposti i punti luce esterni (uno per il balcone e uno sulla porta d’ingresso) e una presa per il telefono.

Livello 2

Il Secondo Livello rappresenta un impianto elettrico di base, maggiorato con sistemi antintrusione, allarmi e videocitofono.

Perciò, rispetto al primo livello avremmo un numero maggiore di prese e punti luce: per le camere da letto, a seconda della dimensione, verranno installate dalle 5 alle 8 prese, 2 o 3 punti luce e almeno una presa tv; nella cucina saranno presenti dalle 2 alle 6 prese (a seconda che vi sia cucina o angolo cottura), 2 punti luce e un punto antenna, mentre nel bagno la predisposizione è identica al livello base, quindi 2 prese e 2 punti luce.

Per quanto riguarda i circuiti, questi, a seconda della dimensione dell’appartamento, saranno minimo 3 (per aree fino ai 75 mq) e massimo 6 (per aree maggiori di 125 mq).

Livello 3

Il Terzo Livello è definito anche impianto domotico in quanto oltre a garantire una soluzione più completa sotto l’aspetto della funzionalità, della sicurezza e della protezione, prevede anche la gestione delle singole zone della casa, attraverso il controllo da remoto.

Un impianto elettrico civile domotico oltre a comprendere i dispositivi classici, quali prese e punti luce, vede la presenza di supporti di comunicazione atti al contrasto delle intrusioni di estranei in casa, della gestione e del controllo delle luci, della regolazione della temperatura degli ambienti e per la verifica dei carichi.

Inoltre, con un impianto di tale livello è possibile anche gestire ogni singolo ambiente, quindi, chiudere o aprire la tapparella di una stanza, spegnere e accendere la luce, diffondere la musica e collegare anche dispositivi di sicurezza quali i sistemi anti allagamento e di rilevazione fughe di gas.

Devi realizzare un nuovo impianto elettrico?

Per sciogliere qualsiasi dubbio ed evitare sorprese, prima di iniziare i lavori è sempre consigliabile affidarsi a dei professionisti esperti: se hai in programma la realizzazione di un nuovo impianto elettrico in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo.

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Isolare la casa da caldo e freddo: alla scoperta del cappotto termico

Perché si sente sempre più spesso parlare di cappotto termico e isolamento quando si parla di casa e delle relative temperature interne? In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti e capiremo perché al discorso è associato il tema dell’abbattimento della spesa energetica.

Il comfort domestico – unito alla sostenibilità ambientale – sarà un tema sempre più centrale, anche in edilizia. Per questo, anche nell’autunno e inverno del 2023-24 si parlerà spesso di isolamento termico, riduzione delle emissioni inquinanti e risparmio sui costi di riscaldamento degli edifici.

Cosa si intende per “cappotto termico”?

Uno dei metodi più efficaci per migliorare l’isolamento termico un edificio consiste nel rivestirlo con un rivestimento isolante: il principio è lo stesso per cui d’inverno indossiamo un cappotto per proteggerci dal freddo. Per questo motivo i sistemi compositi di isolamento termico esterno (ETICS, External Thermal Insulation Composite System) vengono anche definiti “sistemi a cappotto”.

Il cappotto termico non è altro che un rivestimento completo che viene fatto sugli edifici per garantirne da una parte la “protezione” dalle temperature esterne (freddo o caldo che sia), dall’altra, per evitare che la temperatura interna creata o non con sistemi di riscaldamento o condizionamento, non venga dispersa esternamente a causa del principio di trasmittanza.

Abbattimento della spesa energetica

La spesa per la gestione e il condizionamento climatico degli edifici rappresenta circa il 40% del consumo energetico totale europeo. Per migliorare l’efficienza energetica di una struttura edile, vecchia o nuova che sia, consumando quindi meno energia per la climatizzazione, la soluzione migliore è quella di rivestirla con un “cappotto”.

Cappotto termico interno

Il cappotto termico interno consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni. Questa è una pratica molto usata all’interno di edifici urbani, in cui è difficile intervenire sulle pareti esterne o per la coibentazione del tetto.

Tuttavia, dal momento che i pannelli sono posizionati all’interno della tua casa, gli spazi ne risulteranno ridotti in volume e l’applicazione potrà essere difficoltosa in alcune zone, come dietro grandi armadi o in cucina.

Cappotto termico esterno

Per realizzare un cappotto termico esterno, sulla facciata di un immobile vengono applicati una serie di elementi edili prefabbricati, da applicarsi direttamente sulle pareti esterne. Si crea infatti un rivestimento composto da adesivo, materiale isolante, fissaggi, rivestimento base, rinforzo (rete in fibra di vetro) e rivestimento finale con primer e/o pittura protettiva. Una volta terminato il lavoro di applicazione, l’edificio si presenta all’esterno come una normale costruzione intonacata che è dotata però di una “barriera isolante” in grado di ridurre la dispersione del calore interna attraverso i muri. Ne consegue, logicamente, un risparmio energetico notevole sui costi per il riscaldamento (elettricità, legna, pellet o altri combustibili).

L’isolamento a cappotto esterno è un tipo di applicazione diffusa, in particolare in piccoli edifici o in ville unifamiliari, ma è largamente usata anche per le facciate dei condomini. Il cappotto termico esterno ha notevoli vantaggi, come maggiore isolamento, prevenzione di danni alle pareti esterne, come crepe o muffa e la riduzione dei ponti termici, cioè le zone fredde causate da discontinuità costruttive.

Intonaco termoisolante esterno

L’intonaco termoisolante è  un’alternativa all’isolamento a cappotto che garantisce una buona riduzione dei ponti termici. Può essere applicato nei casi in cui l’isolamento non sia compatibile con i caratteri estetici e tecnologici delle facciate. Il materiale è costituito da una malta premiscelata a base di inerti leggeri, leganti idraulici e speciali resine additivanti che migliorano le proprietà termiche dell’intonaco tradizionale. I vantaggi dell’intonaco termoisolante è  la rapidità di posa, ma ha un potere isolante inferiore rispetto all’isolamento a cappotto, a causa della maggiore conducibilità termica dei materiali impiegati. Risulta comunque necessario applicare strati di intonaco con spessori pari ad almeno 4-6 centimetri.

Quali materiali isolanti vengono usati per l’isolamento a cappotto?

A seconda delle esigenze personali si può scegliere tra diversi materiali per l’isolamento. Nella scelta, è importante basarsi non solamente sul prezzo, ma anche e soprattutto sulla loro qualità. E sulle loro caratteristiche rispetto all’esigenza dell’edificio da “proteggere” e dal tipo di clima presente. Importanti poi le loro peculiarità: conduttività termica, traspirabilità (per evitare si crei condensa all’interno dell’edificio), resistenza di diffusione al vapore, atossicità, durevolezza e resistenza al fuoco.

Esistono principalmente due tipi di materiali usati: quelli sintetici e quelli naturali/minerali.

Materiali di tipo sintetico

Tra i materiali sintetici più utilizzati troviamo il polistirene, espanso o estruso (ESP e XPS) e il PVC. Questi materiali hanno un costo inferiore rispetto a quelli naturali e hanno ottime caratteristiche isolanti.

Materiali di origine naturale

L’alternativa ecologica è sempre possibile: si può prevedere un cappotto in sughero oppure in canapa rivestita e intonacata, oppure in lana di pecora. Esistono anche pannelli di origine naturale, come quelli in fibra di legno o vetro, sughero e lana di roccia. Questi materiali non solo sono ottimi isolanti termici, ma anche acustici. Tuttavia, possono essere più costosi perché richiedono tempi di lavorazione più lunghi.

L’isolamento termico mediante cappotto, se eseguito a regola d’arte da aziende specializzare come Global, consente notevoli risparmi energetici, con benefici economici e ambientali, e offre tutta una serie di altri vantaggi per la salute dell’edificio e per il benessere di chi lo abita.

Cappotto termico e detrazioni fiscali

Su questo tipo di interventi è possibile beneficiare di importanti incentivi statali: per la realizzazione di un cappotto termico sulla propria abitazione spetta una detrazione pari al 65% (per una spesa massima di 60.000 euro). Nel limite di detrazione bisogna considerare anche le spese per infissi isolanti, che però beneficiano della detrazione al 50%.

Un motivo in più per programmare fin da ora i tuoi lavori di ristrutturazione: se hai in programma lavori di realizzare il cappotto termico sulla tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.

 

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Ristrutturazione bagno con detrazione al 75% grazie al Bonus Barriere Architettoniche

Il Bonus Barriere Architettoniche 75%, introdotto nel 2022 e prorogato fino al 31 dicembre 2025, può essere richiesto da tutti i cittadini che dimostrano di aver sostenuto spese per interventi mirati all’abbattimento delle barriere architettoniche nelle civili abitazioni.

Una delle casistiche più comuni e che forse non tutti conoscono, è che questa particolare agevolazione può essere sfruttata anche per la ristrutturazione di un bagno esistente e non rispondente alle attuali normative di accessibilità degli edifici. Molti bagni più vecchi, infatti, non rispondono alle più recenti normative che regolano spazi e distanze all’interno dei bagni affinché siano utilizzabili senza problemi anche per chi deve manovrare una carrozzina.

Bonus Barriere Architettoniche 75%

Una barriera architettonica è un qualsiasi ostacolo fisico che impedisce la fruibilità degli spazi ad una persona con ridotte o limitate capacità motorie, sia in ambito pubblico che privato.

Il Bonus Barriere Architettoniche 75% copre le spese di interventi come:

  • Sostituzione di finiture (pavimenti, porte, infissi esterni, terminali degli impianti);
  • Rifacimento o adeguamento di impianti tecnologici (servizi igienici, impianti elettrici, citofonici, impianti di ascensori);
  • Rifacimento di scale ed ascensori;
  • Inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici;
  • Installazione di servoscala o di piattaforme elevatrici.

Il Bonus Barriere Architettoniche, come anticipato, prevede come spesa agevolabile anche la ristrutturazione del bagno in edifici esistenti, purché sia qualificabile come mirato all’abbattimento delle barriere come indicato dalla Circolare n. 17/E del 26 giugno 2023. Non sono ammessi i lavori eseguiti su immobili in fase di costruzione o su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione, a prescindere dal fatto che l’intervento rientri o meno nella categoria della “ristrutturazione edilizia”.

Ristrutturazione del bagno

Tra le spese detraibili per la ristrutturazione del bagno, si va dalla sostituzione di pavimenti, delle porte (e relative opere murarie se necessarie) e degli infissi, fino alla sostituzione degli impianti (sia idraulico che elettrico) e dei sanitari.

Devi ristrutturare il tuo bagno?

Per sciogliere qualsiasi dubbio ed evitare sorprese, prima di iniziare i lavori è sempre consigliabile affidarsi a un professionista esperto per valutare tutta la documentazione necessaria. Mettere la propria casa in mano a un progettista affidabile prima, e a una ditta esperta poi, ridurrà al minimo il rischio di errori o intoppi burocratici.

Se hai in programma lavori di ristrutturazione della tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.

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Bonus Ristrutturazione, tutti gli interventi ammessi: ecco la lista completa

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Affrontare la costruzione di una nuova casa da zero: tutti i nostri consigli

La costruzione di una nuova casa è un sogno che richiede impegno, dedizione, conoscenza e pazienza. È un progetto che si avvera con la partecipazione attiva del committente e con la fiducia verso gli esperti che, se selezionati con cura, sapranno ripagarla ampiamente.

Quando si prende la decisione di costruire una casa, è essenziale avere una conoscenza approfondita dei passaggi chiave da compiere. Niente può essere trascurato o lasciato al caso. Dalla pianificazione dei costi alle fasi di progettazione e costruzione, dall’affrontare l’iter burocratico alla raccolta della documentazione necessaria, e dalla scelta dei professionisti ai quali affidarsi, ci sono numerosi aspetti da valutare e questioni da esaminare con attenzione.

Costruire una casa da zero ti offre un’enorme libertà, consentendoti di definire ogni singolo dettaglio e di plasmarla esattamente come l’hai sempre immaginata. L’obiettivo principale è infatti creare un’abitazione su misura per la famiglia che andrà ad abitarla, soddisfacendo tutte le tue esigenze di comfort e rifletta il tuo stile di vita.

La prima domanda cruciale a cui rispondere è: da dove cominciare per dare vita al progetto di una nuova casa?

Il budget la costruzione di una nuova casa

La cifra da destinare ai lavori di costruzione è il primo aspetto da prendere in considerazione quando si decide di realizzare da zero una nuova casa. I prezzi al metro quadro possono variare notevolmente in base alle finiture e alle scelte degli impianti. Sono tantissimi gli aspetti che possono incidere sul prezzo della costruzione finita. Il costo per costruire una nuova casa dipende da diversi fattori, come:

  • dimensioni dell’involucro edilizio;
  • ubicazione e tendenze del mercato immobiliare;
  • progettazione;
  • costo dei permessi;
  • manodopera;
  • materiali;
  • tecniche costruttive.

Tutti questi fattori rendono impossibile determinare in anticipo l’ammontare esatto dell’investimento necessario per la costruzione della tua casa. Il percorso da seguire inizia con la definizione delle esigenze personali e quelle della tua famiglia, partendo dalle funzionalità irrinunciabili e poi andando via via a determinare cosa invece sia “opzionale” nel caso si sfori con il preventivo.

In secondo luogo è fondamentale identificare professionisti competenti che possano fornirti una stima preliminare dei costi, da affinare man mano che si avanza con la progettazione: è infatti essenziale pianificare attentamente ogni dettaglio durante la fase di progetto per scongiurare sorprese e imprevisti in cantiere che potrebbero far salire pericolosamente il preventivo finale.

Costruzione nuova casa: la scelta del terreno

Il primo e fondamentale step nell’avventura della costruzione di una casa consiste nella ricerca e nell’acquisto di un terreno adatto, che avrà un impatto significativo sui costi complessivi, sulle scelte relative alle tecniche costruttive, sui materiali da utilizzare e persino sul livello di comfort abitativo.

Chi è proprietario di un terreno su cui edificare deve eseguire tutte le dovute verifiche catastali preliminari. Nel caso in cui il terreno non soddisfi i requisiti di edificabilità, potrebbe essere necessario avviare procedure di rettifica urbanistica o catastale, con la raccolta di tutti i documenti richiesti, inclusi il certificato di destinazione urbanistica.

Se invece il terreno deve ancora essere acquistato potrebbe essere utile rivolgersi a un’agenzia immobiliare, prendendo in considerazione attentamente la zona in cui desideri costruire la tua casa: solitamente i tecnici delle agenzie provvedono a raccogliere preliminarmente tutti i documenti attestanti edificabilità e dati catastali per semplificare il lavoro all’acquirente.

In entrambi i casi è consigliabile farsi seguire da un geometra, un ingegnere o un architetto per una consulenza per la valutazione e la scelta del terreno più adatto alle esigenze familiari.

Studio di fattibilità e progetto esecutivo

Una volta trovato il terreno, bisogna iniziare a immaginare la casa finita. A prescindere dal budget (che resta una variabile fondamentale), è necessario iniziare a definire diversi aspetti come:

  • volumetria dell’abitazione;
  • disposizione e numero di stanze;
  • tipologia e qualità dei materiali e delle soluzioni impiantistiche e tecnologiche;
  • finiture.

Ancora una volta, è bene affidarsi a un architetto, un ingegnere o un geometra: tutti professionisti che possono studiare e valutare la fattibilità dell’idea della nuova casa per trasformala in realtà, facendo coincidere le tue necessità ed aspettative con il budget a disposizione. La bravura di un progettista sta proprio nel saper tradurre in realtà i desideri e le idee del cliente, trasformandole in opere realizzabili restando nei limiti di spesa.

Una volta individuato il progettista giusto, il passo successivo è affidargli l’incarico che inizierà con la progettazione della casa e con un progetto preliminare, che sarà oggetto di discussioni e modifiche per far collimare le esigenze costruttive con quelle desiderate. Una volta giunti ad una soluzione soddisfacente ed economicamente sostenibile, si passa alla stesura del progetto definitivo.

Successivamente deve essere prodotta tutta la documentazione tecnica, che va presentata in Comune (e/o ad altri enti interessati), al fine di ricevere tutte le approvazioni per procedere con l’esecuzione dei lavori. La procedura burocratica deve essere necessariamente seguita da un tecnico abilitato, che ne sarà responsabile.

Nell’attesa dei tempi burocratici (che possono variare in base al Comune e alla velocità degli uffici) e dei relativi permessi si può iniziare a parlare di progetto esecutivo: in questa fase è importante identificare la ditta esecutrice dell’opera, magari un’impresa di esperienza come la Global Cooperativa Sociale che possa offrire esperienza e professionalità sin dalla fase di realizzazione del capitolato, in modo da avere da subito un’idea molto chiara di tempistiche e spese da sostenere. Il progetto esecutivo definisce infatti in modo dettagliato tutto ciò che riguarda le strutture e le tecnologie scelte per la costruzione della casa, parametri che poi andranno a impattare anche su sostenibilità e consumi energetici, tematiche oggi molto importanti e sentite a livello europeo e internazionale.

Costruire una casa: verifiche tecniche e adempimenti burocratici

Ad inizio progetto il tecnico consulterà (se non è stato fatto al momento dell’acquisto del terreno) il piano regolatore generale o il regolamento edilizio comunale che forniranno già in questa fase le prime indicazioni sul progetto da realizzare che sono:

  1. la zona del Piano Regolatore Generale in cui ricadrà il progetto;
  2. l’indice di fabbricabilità della zona (numero di metri cubi che si possono costruire per metro quadrato di lotto);
  3. il Rapporto di copertura, la percentuale del lotto che può essere ricoperta;
  4. il rispetto delle distanze dai confini e dalla strada;
  5. l’altezza massima raggiungibile dal fabbricato;
  6. i vincoli cui è sottoposta una nuova costruzione (es.: idrogeologico, sismico, Belle Arti, eventuali pareri del Genio Civile, fasce di rispetto stradale e cimiteriale, parere igienico sanitario della ASL di zona);
  7. la relazione in grado di attestare la rispondenza del progetto in materia di contenimento dei consumi energetici.

Ancora una volta è necessario sottolineare che la consulenza di un tecnico è fondamentale per superare ogni ostacolo burocratico ed essere certi di sottoporre le pratiche in maniera corretta (senza incappare in ulteriori ritardi in caso di errore!) e di districarsi correttamente tra i vari oneri di concessione edilizia, oneri di urbanizzazione e costi di costruzione da versare al Comune.

La scelta dell’impresa esecutrice dell’opera

Spesso, quando si parla di edilizia, si pensa solo al risparmio. Sicuramente è un fattore importante ma bisogna anche ricordare che la qualità si paga e che la casa è un investimento che dura tutta la vita. Chi costruisce da zero una nuova casa ha bisogno di un punto di riferimento certo, un unico interlocutore che si assuma ogni responsabilità, collabori con l’architetto e coordini i lavori.

Rivolgerti a un’impresa certificata come Global Società Cooperativa è la soluzione ideale per ottenere il miglior risultato possibile nel rispetto del budget e delle tempistiche prefissate, con avanzamento dei lavori garantito e monitoraggio quotidiano con interventi tempestivi in caso di imprevisti. L’esperienza maturata in oltre quindici anni di attività, permette infatti a Global di realizzare delle opere sempre più complesse e articolate dal punto di vista strutturale, ricorrendo alle più moderne tecniche di costruzione e ai materiali e alle attrezzature più performanti.

La ditta scelta si occuperà di tutte la fasi costruttive vere e proprie:

  • realizzazione degli scavi per le fondamenta
  • costruire la struttura portante della casa al grezzo;
  • opere murarie e partizioni interne;
  • costruire il tetto;
  • allacci alla rete fognaria, idrica, elettrica (ed eventualmente del gas);
  • realizzare l’isolamento termico delle superfici;
  • impianto elettrico, idraulico e termico;
  • installazione degli infissi;
  • realizzazione delle finiture, ecc.

L’importo totale necessario per la costruzione della tua casa sarà influenzato direttamente dalle decisioni relative alle tecniche costruttive, agli impianti tecnologici e ai materiali utilizzati. Inoltre, il livello di comfort abitativo e le spese continue per il mantenimento della tua abitazione saranno strettamente legati a queste scelte.

Ecco perché è fondamentale dedicare tempo ed energie a una valutazione accurata e consapevole di come allocare il tuo budget per la costruzione della casa. Decisioni sbagliate in termini di metodologie costruttive o l’impiego di materiali di bassa qualità avranno ripercussioni economiche che dovrai affrontare per molti anni a venire.

Global: garanzia di qualità e affidabilità in Sardegna

Global è una Società Cooperativa Sociale retta e disciplinata secondo i principi della mutualità e della solidarietà, conformemente all’art. 1 della Legge 381/1991. Dalle costruzioni alle ristrutturazioni, dai lavori di coibentazione e impermeabilizzazione, passando per gli isolamenti termici e/o acustici e dalla realizzazione di facciate con intonaci e tinteggiature, sino alle finiture di interni come i controsoffitti, i placcaggi, le pavimentazioni, le pitture: sono solo alcune delle numerosissime opere che Global oggi è in grado realizzare. Tutti i lavori sono eseguiti da personale specializzato e qualificato e scrupolosamente seguiti da tecnici di comprovata esperienza, ponendo particolare attenzione alla sicurezza, il tutto attraverso uno studio mirato e offrendo un supporto tecnico per ogni esigenza o situazione.

Costruire affidandoti a un’azienda certificata UNI EN ISO 9001:2008 ti permette di ridurre i costi di gestione e avere una garanzia di un alto livello di efficientamento energetico tramite:

Tutte caratteristiche che influiscono sui consumi energetici di un edificio e sul comfort abitativo: un investimento verrà senza dubbio ammortizzato nel tempo, grazie al grande risparmio sui consumi rispetto a una nuova costruzione realizzata senza tutti questi accorgimenti.

Nuova costruzione: pratiche di fine lavori

Una volta che la costruzione è ultimata, il tecnico produrrà tutta la documentazione necessaria per la fine lavori che sono:

  • Certificato di conformità degli impianti. Ogni impianto installato in casa (luce, gas e acqua) dovrà essere dotato di relativo certificato di conformità, rilasciato dal tecnico o dall’impresa che ha eseguito l’installazione.
  • L’attestato di prestazione energetica APE
  • La comunicazione di fine lavori: il progettista incaricato, deve inviare o consegnare all’ ufficio tecnico del Comune di pertinenza la comunicazione scritta di fine lavori, richiesta nella Concessione/Autorizzazione Edilizia /P.D.C o Denuncia Attività (fine lavori CILA o chiusura lavori SCIA).
  • Il certificato di agibilità per la casa: questo documento garantisce che la nuova struttura sia a norma di legge per quanto riguarda le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico.

Devi costruire la tua nuova casa?

Cerchi un’impresa edile in Sardegna che possa seguirti in tutte le fasi della realizzazione della tua nuova casa, dalle fondamenta fino all’impiantistica, passando per la climatizzazione, la domotica e il fotovoltaico?

Se hai in programma lavori di nuova costruzione o di ristrutturazione, ordinaria o straordinaria, per la tua casa in Sardegna contattaci per un preventivo o per un sopralluogo in tutta l’Isola.

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Vetrate panoramiche scorrevoli: è possibile installarle senza permessi?

Con la fine dell’estate e con l’arrivo delle prime serate più fresche, capita a tutti di fantasticare su come chiudere gli spazi esterni della propria casa (ad esempio verande, portici e balconi) e continuare viverli appieno tutto l’anno.

Delimitare un’area esterna con delle vetrate permette infatti di sfruttare gli spazi esterni anche in autunno e soprattutto in inverno, quando il freddo costringe le persone a tenere le imposte chiuse per evitare eccessive dispersioni di calore e si perdono preziosi metri quadrati della propria abitazione. Chiudendo un balcone o un porticato con delle vetrate scorrevoli, invece, si incrementa la superficie “vivibile” della casa con qualsiasi condizione atmosferica.

Le vetrate panoramiche rappresentano una delle soluzioni più ricercate e di design degli ultimi anni: non solo proteggono dal vento e dalle intemperie, ma abbattono le temperature esterne più severe, creando un ottimo isolamento termico e acustico. Vivibilità e abitabilità però sono nozioni differenti in edilizia, per cui bisogna fare degli opportuni distinguo prima di procedere con l’installazione di una vetrata scorrevole: infatti, la distanza tra i due concetti è uguale a quella che separa la necessità di richiedere un permesso di costruzione rispetto a un più semplice intervento in libera edilizia. 

I parametri di riferimento che determinano l’esigibilità del permesso di costruire – nel caso di una vetrata – sono la stabilità costruttiva, il peso e la grandezza della struttura da installare, la modifica degli spazi su cui verranno installate le vetrate, oltre alle norme locali (vincoli paesaggistici o altri vincoli comunali o regionali).

Per questi motivi è quindi suggeribile rivolgersi sempre a tecnici abilitati che possano verificare la presenza dei requisiti minimi necessari al fine di ottenere i giusti permessi ed evitare sanzioni.

Vetrate panoramiche amovibili: definizione e requisiti

La legge 142/2022 di conversione del Decreto Legge 115/2022 cd. “Aiuti bis”, in vigore dal 22 settembre 2022, ha introdotto l’art. 33-quater, che include, fra gli interventi eseguibili in libera edilizia, anche la realizzazione e l’installazione di vetrate panoramiche, le cosiddette VEPA.

Le vetrate panoramiche amovibili, come suggerisce il nome stesso, sono delle particolari vetrate scorrevoli realizzate con vetro temperato che possono essere installate per chiudere il balcone di casa senza necessità di autorizzazioni. Queste vetrate non hanno alcun montante verticale (in modo da garantire totale trasparenza).

Per poter essere definite vetrate panoramiche amovibili occorre quindi il rispetto di tutta una serie di requisiti vincolanti:

  • devono essere amovibili e totalmente trasparenti senza profili verticali;
  • devono assolvere funzioni temporanee di protezione dagli agenti atmosferici, di miglioramento delle prestazioni acustiche ed energetiche, di riduzione delle dispersioni termiche, di parziale impermeabilizzazione;
  • devono riguardare solo balconi aggettanti dal corpo dell’edificio o logge rientranti all’interno dell’edificio.

Le vetrate panoramiche amovibili, inoltre, per essere installabili in regime di edilizia libera devono rispettare anche altre precise condizioni:

  • non devono dare vita a spazi stabilmente chiusi (con conseguente variazione di volumi e di superfici);
  • non devono comportare la modifica della destinazione d’uso di balcone o loggia;
  • devono fornire una naturale micro-aerazione e garantire un costante arieggiamento dei vani interni domestici per la salubrità degli stessi.
  • le caratteristiche tecnico-costruttive e i profili estetici non devono modificare l’architettura generale del condominio.

L’installazione delle vetrate panoramiche amovibili resta comunque soggetta al rispetto di ulteriori prescrizioni normative tra cui:

  • le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • le normative in tema di vincoli paesaggistici e culturali;
  • disposizioni nel regolamento condominiale.

Che differenza c’è tra vetrata amovibile e veranda?

La veranda è una struttura che consente la realizzazione di un ambiente chiuso da annettere all’abitazione. La veranda comporta dunque la trasformazione completa di un’area accessoria aperta, il balcone, in uno spazio chiuso abitabile. Per questo motivo, aumentando il volume complessivo dell’immobile, nel caso della veranda – a differenza delle vetrate amovibili – risulta obbligatoria la richiesta di permesso di costruzione.

Le vetrate panoramiche donano il massimo della luminosità e del comfort, possiedono un’elevata resistenza a tutte le intemperie. L’assenza di profili verticali e la struttura in alluminio ridotta consentono la continuità tra interno ed esterno, non andando ad appesantire la facciata esterna dell’edificio: le ante scorrono su binari e in base alla soluzione scelta è possibile impacchettarle su un lato, lasciando l’ambiente completamente aperto quando il meteo lo consente. L’effetto tutto vetro che ne deriva permette alle vetrate panoramiche di regalare il massimo della luce agli ambienti interni e di dare quel tocco di stile che valorizza al massimo una casa.

Vuoi valorizzare gli spazi aperti della tua casa?

Per qualsiasi dubbio, è sempre consigliabile consultare un professionista esperto per valutare tutta la documentazione necessaria prima di iniziare i lavori. Mettere la propria casa in mano a un progettista affidabile prima, e a una ditta esperta poi, ridurrà al minimo il rischio di errori o intoppi burocratici.

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Domotica: rendere smart la casa oggi conviene!

Rendere “smart” la propria abitazione oggi è conveniente perché si aumenta il valore dell’immobile e ne si riducono i costi di esercizio. Ma cosa si intende quando si parla di smart building? Dal punto di vista dell’efficienza energetica gli edifici vengono considerati “intelligenti” quando sono dotati di capacità tecnologiche per la gestione efficiente degli usi e consumi energetici, oltre che per la regolazione dei parametri fisici associati al benessere ambientale.

Trasformare un’abitazione tradizionale in una casa smart è facile e i costi si ammortizzano rapidamente grazie al risparmio sui costi di gestione di illuminazione e climatizzazione. La domotica infatti permette il monitoraggio da remoto delle prestazioni degli impianti e la possibilità di interventi rapidi in caso di malfunzionamento delle apparecchiature.

Hanno un’importanza strategica, in tal senso, i dispositivi di raccolta dati come sensori e contatori intelligenti che riescono ad acquisire e memorizzare i dati sul consumo dell’energia (ad esempio, i dati di caldaie e climatizzatori). Questi dati vengono utilizzati dai dispositivi dotati di “intelligenza artificiale” per apportare le opportune modifiche alle performance, ottimizzando l’uso dell’energia quando necessario e di conseguenza riducendo consumi e costi.

Domotica in Sardegna: gli interventi per rendere smart la casa

Sono molteplici gli esempi di interventi fattibili senza entrare in quelli strutturali dell’edificio. Negli ultimi anni, complice la riduzione dei costi di installazione, la diffusione della domotica è aumentata esponenzialmente. Una forte spinta è stata data anche dalla necessità di abbattere i costi delle bollette proprio grazie a sistemi intelligenti di controllo dei consumi: si pensi ai sistemi di riscaldamento smart che entrano in funzione solo a determinate condizioni di temperatura, oppure attivabili da remoto (ad esempio, non appena si esce da lavoro, soprattutto se si hanno orari variabili, per ottimizzare il consumo accendendo i termosifoni solo quando effettivamente se ne ha bisogno). Inoltre, sfruttando algoritmi di machine learning e interagendo con l’ambiente e le persone tramite sensori che catturano grandi quantità di dati (orari, temperature, umidità, presenza di persone in casa, etc), un sistema domotico potrebbe presto essere in grado anche di amministrare in autonomia qualunque tecnologia di casa senza richiedere l’intervento umano.

L’adozione di queste semplici misure consente risparmi che possono ridurre fino al 40% i consumi se opportunamente integrati con l’adozione di apparecchi e sistemi in classe A. Interventi di questo genere possono richiedere investimenti importanti (clicca qui per un preventivo), ma grazie al risparmio e agli incentivi fiscali (del 50%) vengono ammortizzati nel giro di pochi anni. Uno studio di MCE Lab ha ipotizzato una spesa di circa 8.000 euro per rendere smart un appartamento di 100 metri quadri con 6kW di potenza impegnata. A fronte di una spesa di circa 2000 € / anno per la bolletta della corrente elettrica, grazie al risparmio del 40% dopo i lavori si potrebbero accantonare ben 800 € / anno per un appartamento riscaldato interamente con l’elettricità. I risparmi crescono di un altro 20% se si utilizza un sistema a gas per riscaldare l’acqua sanitaria.

La spesa può essere quasi azzerata se si possiede un impianto fotovoltaico, grazie all’ottima esposizione della Sardegna che garantisce una notevole produzione di energia con bassi investimenti. Con un pannello di circa 1,5 mq. con una buona esposizione verso sud è infatti possibile produrre circa 250-300 kWh all’anno, con una maggior produzione nei mesi estivi, proprio quelli in cui si usa di più il condizionatore.

Esempio di dispositivi smart

Ecco un elenco dei principali impianti, dispositivi e apparecchi che potrebbero essere integrati in un sistema di automazione domestica:

  • elettrodomestici, integrati con contatore intelligente per ottimizzare il loro impiego di energia e in grado di assolvere al meglio le loro funzioni senza intervento umano
  • impianti di climatizzazione e condizionamento
  • termostati intelligenti
  • illuminazione (lampade e interruttori)
  • impianti di sicurezza per videosorveglianza e gestione accessi
  • rilevatori di perdite, di fumo o di guasti
  • controllo della qualità dell’aria
  • robot domestici
  • domotica per anziani e persone con disabilità
  • domotica per il monitoraggio e la cura di bambini e animali domestici
  • dispositivi di controllo vocale come Amazon Alexa o Google Home

Classe energetica e valore dell’edificio

Il ricorso alla domotica garantisce una riduzione fino al 30% dei consumi energetici, parametro fondamentale per determinare la classe energetica dell’immobile. Uno studio recente ha dimostrato inoltro che il passaggio dalla classe energetica G alla D comporta un aumento del valore dell’immobile di circa il 20% mentre il raggiungimento della classe energetica A può far lievitare il valore della casa di circa il 40%.

Devi ristrutturare la tua casa?

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